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SUMMARY:Dal 10 al 12 aprile “Studiare a Parma. L’Università in Open Day”
DESCRIPTION:Nella Sede centrale dell’Ateneo il Salone di orientamento e informazione sui corsi triennali e magistrali a ciclo unico. Stand\, presentazioni dei corsi e dei servizi e molto altro. Dalle 9 alle 17\, orario continuato e ingresso libero\n \nDal 10 al 12 aprile all’Università di Parma è tempo di Open Day. Torna infatti “Studiare a Parma. L’Università in Open Day”\, il tradizionale appuntamento con le giornate di orientamento e informazione sull’offerta formativa dell’Università di Parma\, frequentato ogni anno da migliaia di aspiranti matricole. Una “tre giorni” di salone dedicata ai corsi di laurea triennale e ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico nella Sede centrale dell’Ateneo\, in via Università 12: giovedì 10\, venerdì 11 e sabato 12 aprile dalle 9 alle 17\, con orario continuato e ingresso libero. \nL’iniziativa è stata presentata questa mattina al ParmaUniverCity Info Point dal Rettore Paolo Martelli\, dal Prorettore alla Didattica Simone Baglioni e dalla Prorettrice al Diritto allo studio e ai Servizi agli studenti Isotta Piazza. \nIl taglio del nastro\, con le autorità accademiche e cittadine\, è in programma per giovedì 10 aprile alle 9. \n“Studiare a Parma. L’Università in Open Day” offre come sempre l’opportunità di un contatto diretto\, dal di dentro\, con l’Università: un’occasione da non perdere per informarsi\, per “toccare con mano” l’offerta formativa e i tanti servizi dell’Ateneo di Parma\, per “chiarirsi le idee” in vista della scelta del percorso di studi. \nL’iniziativa è rivolta principalmente a iscritte e iscritti delle classi quarte e quinte superiori e più in generale a tutte/i coloro che intendono iscriversi all’Università. Il salone può costituire un utile supporto nell’itinerario che porterà le future matricole a decidere quale corso di studi intraprendere dopo la scuola superiore. \nL’obiettivo è proprio quello di dare un supporto ai e alle giovani e alle loro famiglie in una scelta di assoluta importanza com’è quella del percorso universitario: dare loro tutte le informazioni utili per permettere di arrivare a una decisione ragionata\, consapevole e convinta\, “raccontando” l’Ateneo e cosa vuol dire “Studiare a Parma”. \nL’ingresso alle giornate di Open Day è libero\, senza bisogno di prenotazione. \n\nINFORMAZIONI E BENVENUTO\nAll’inizio del percorso del salone\, in Atrio delle Colonne\, allo stand del servizio Comunicazione istituzionale e cerimoniale dell’Università\, che organizza l’evento\, si potranno ottenere tutte le informazioni utili sull’Open day e ritirare l’attestato di partecipazione al termine della visita.\nPRESENTAZIONI IN PRESENZA E IN DIRETTA STREAMING\nNel corso della tre giorni sarà possibile assistere alle presentazioni dei singoli corsi di studio e visitare gli stand nei quali saranno presenti docenti\, tutor\, studentesse\, studenti e personale tecnico amministrativo per rispondere a ogni tipo richiesta su aspetti didattici e servizi.\nSono in calendario anche altre presentazioni: dagli interventi per il diritto allo studio universitario (ER.GO) alle opportunità di studio all’estero e all’Alleanza europea EU GREEN\, della quale l’Università di Parma fa parte insieme ad altri 8 Atenei comunitari.\nLe presentazioni saranno trasmesse in diretta streaming e resteranno visibili anche successivamente sul canale YouTube dell’Università di Parma. Tutte le dirette a questo link \nSTAND\nAnche quest’anno\, oltre agli stand dedicati ai Dipartimenti dell’Ateneo e a quelli dei servizi dell’Università\, ci saranno diversi stand di realtà e strutture esterne\, che con la loro presenza sottolineano l’importanza del salone anche per il territorio e testimoniano l’ampia offerta culturale e di servizi che una futura matricola può trovare in città.\nVISITE AI DIPARTIMENTI\nNelle tre giornate sarà possibile visitare i Dipartimenti. Calendario delle visite e info di dettaglio\nSERVIZIO ORIENTAMENTO IN INGRESSO\nPer tutte e tre le giornate del salone il personale del Servizio Orientamento in ingresso dell’Ateneo sarà a disposizione delle future matricole per colloqui informativi e di orientamento\, individuali e di gruppo\, in Aula dei Cavalieri dalle 9 alle 17. È possibile prenotare un colloquio scrivendo a orienta@unipr.it \nPARMAUNIVERCITY INFO POINT APERTO E SCONTO SUL MERCHANDISING \nIl ParmaUniverCity Info Point\, punto di informazione e vendita di merchandising Unipr nel Sottopasso del Ponte Romano\, sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 17. Le visitatrici e i visitatori dell’Open Day avranno diritto a uno sconto del 20% su tutto il merchandising.\n\nL’iniziativa “Studiare a Parma. L’Università in Open Day” è realizzata con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna\, Comune di Parma\, Provincia di Parma\, Camera di Commercio dell’Emilia e Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna. \nProgramma completo costantemente aggiornato  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVai al blocco 0 del carouselVai al blocco 1 del carousel
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SUMMARY:Fino al 13 giugno ILIADE#1 CAVALLI di Lenz Fondazione presso la Collezione di Veterinaria
DESCRIPTION:Giovedì 5 giugno alle 21.00 (e in replica fino al 13 giugno\, esclusi il 7 e l’8) è in programma\, negli spazi della Collezione di Anatomia Veterinaria dell’Università di Parma (via del Taglio 8)\, il debutto di ILIADE#1 CAVALLI\, la nuova composizione performativa site-specific di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\, primo capitolo del lavoro anatomico/drammaturgico sull’Iliade di Omero e nucleo centrale dell’Atlante sulla Violenza\, il progetto artistico che nel prossimo triennio impegnerà Lenz Fondazione in una riflessione sulle strutture che definiscono la sofferenza dell’animale umano e dell’animale non umano in un’analisi dell’empietà\, dell’atto distruttivo\, dell’eroe e della guerra. \nIl sapere sensibile dell’Animale è una forma di conoscenza a cui ispirare il nostro sentire contemporaneo\, ed è questo pensiero che permea CAVALLI\, un processo di trasfigurazione in dodici preparati anatomici\, scelti tra quelli presenti nella Collezione di Anatomia Veterinaria dell’Università di Parma\, per dare corpo a una visione etica e poetica in cui l’animale “non umano” venga considerato unico e irripetibile come l’umano. \nInterpretata da Tiziana Cappella\, Aldo Rendina\, Sandra Soncini\, Carlotta Spaggiari\, con la musica di Andrea Azzali\, la composizione site-specific si articolerà in tre differenti spazi del museo\, le cui origini risalgono al 1845\, insieme alla nascita della Scuola di Veterinaria\, in cui sono conservati 694 preparati anatomici\, normali e teratologici prodotti nel XIX e nel XX secolo. \nLa direzione artistica comunica che per la realizzazione della performance nessun danno è stato arrecato agli animali\, e l’opera esprime esteticamente il desiderio di restituire dignità a tutti i viventi. \nLa creazione è stata realizzata con il sostegno e la collaborazione dell’Università di Parma – Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e delle Imprese Culturali; Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie; Sistema Museale di Ateneo; MuDes Museo Diffuso delle Scienze – Collezione di Anatomia Normale Veterinaria “Alessio Lemoigne” del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie. \nIl progetto Atlante sulla Violenza_Anatomie del Paesaggio è sostenuto da: Ministero della Cultura\, Regione Emilia-Romagna\, Comune di Parma\, Ausl di Parma\, Fondazione Cariparma\, Chiesi Farmaceutici. \nAvvisi per il pubblico:\nAlcune scene della performance potrebbero avere un forte impatto emotivo e potrebbero urtare la sensibilità dello spettatore. La performance è itinerante su più piani. È prevista la possibilità di usare un ascensore per le persone con difficoltà motorie. Per il numero limitato di posti la prenotazione è obbligatoria. \n  \nILIADE#1 CAVALLI  \nDrammaturgia\, imagoturgia Francesco Pititto\nComposizione\, installazione\, involucri Maria Federica Maestri\nInterpreti Tiziana Cappella\, Sandra Soncini\, Carlotta Spaggiari\, Aldo Rendina\nMusica Andrea Azzali\nCura progettuale Elena Sorbi\nOrganizzazione Ilaria Stocchi\nDisegno luci Alice Scartapacchio\nProduzione Giulia Mangini\nCura grafica e diffusione Alessandro Conti\nComunicazione e ufficio stampa Giovanna Pavesi \nPer informazioni sugli spettacoli e sulle prenotazioni è possibile contattare Lenz Fondazione ai numeri 0521-270141 e 335 6096220 (anche via WhatsApp) e all’indirizzo info@lenzfondazione.it \nComunicato stampa Lenz Fondazione
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SUMMARY:Orto Botanico: iniziata la seconda fase del restyling
DESCRIPTION:Si è concluso in giugno 2025 il primo cantiere di ristrutturazione dell’Orto Botanico dell’Università di Parma\, relativo a lavori finanziati all’interno della linea di investimento PNRR “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”\, sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU. \nGli interventi\, di fatto un primo stralcio di un più ampio restyling dell’Orto in via Farini\, hanno riguardato il restauro conservativo di vialetti interni\, fontane\, aiuole in pietra e della cancellata e scalinata di accesso da viale Martiri della Libertà\, restituita ai suoi originari colori. È stato inoltre installato un impianto di illuminazione e di irrigazione per tutti gli 11.000 mq del giardino\, con un recupero delle acque usate per l’alimentazione delle fontane. L’operazione più rilevante ha riguardato la costruzione di una nuova serra espositiva da dedicare a piante succulente\, realizzata in base alle specifiche esigenze ecologiche delle Cactacee d’alta quota. La scelta di creare un piccolo giardino roccioso e un ampio dry garden\, come anche il riallestimento delle zone umide\, hanno seguito uno degli orientamenti più rilevanti per la gestione futura dell’Orto: rappresentare una sorta di “ambasciata urbana” degli habitat più rilevanti e sensibili del territorio\, in sinergia con l’accordo quadro che l’Ateneo ha da poco siglato con l’Ente Parchi del Ducato. \nI lavori hanno inoltre posto le basi per la completa riqualificazione dell’offerta a livello comunicativo\, didattico e di accessibilità\, con la creazione di nuovi percorsi di visita basati sull’equilibrio tra componente multimediale ed esperienza diretta\, aumentando la dimensione del paesaggio visivo\, olfattivo\, sonoro e tattile. Infine\, più alberi storici sono stati messi in sicurezza tramite approcci di arboricoltura moderna tesi a prolungarne la vita\, da illustrare al pubblico come corretto modello di gestione della componente arborea urbana. \nLa chiusura delle attività a finanziamento PNRR consente ora l’avvio di una nuova fase nel parallelo cantiere di ristrutturazione edilizia che coinvolge gli immobili storici dell’Orto Botanico\, tra cui le Serre Ferdinandee e la Scuola di Botanica. Questa seconda linea di intervento\, che ha potuto giovarsi di un fondamentale impulso e di una collaborazione fattiva da parte di “Parma\, io ci sto!”\, è cofinanziata da Università di Parma\, Ministero dell’Università e della Ricerca\, Fondazione Cariparma e Gruppo Chiesi. \nIl progetto di restauro\, sviluppato nella sua fase esecutiva dalle società Mazzei Architects srl\, Faccio Engineering srl e SC Engineering srl a partire dalla progettazione definitiva ad opera dell’arch. Guido Canali\, si concentra su un approccio conservativo\, mirato a preservare le strutture storiche e botaniche valorizzando gli spazi esistenti. \nL’intervento punta a garantire la massima flessibilità d’impiego\, che nel caso delle settecentesche Serre Ferdinandee si tradurrà nel rifacimento del tetto e degli impianti\, nel restauro delle vetrate storiche e nel recupero degli spazi interni\, da destinare in prevalenza alla conservazione di piante ma anche ad attività didattiche ed espositive\, mantenendo la flessibilità per futuri cambiamenti. Viene conservato il piazzale delle serre\, preservando la vegetazione esistente\, restaurando le serrette\, il caratteristico balaustrino e i letti caldi destinati al ricovero invernale della Violetta di Parma. \nSarà realizzato un nuovo camminamento in quota\, con un pergolato destinato a ospitare nuove collezioni vegetali sul lato nord delle Serre Ferdinandee. La testata ovest\, un edificio eretto negli anni ’60 a fianco delle serre stesse\, sarà riedificata in una nuova veste contemporanea per ospitare attività di accoglienza\, caffetteria e bookshop. La struttura sarà caratterizzata da pareti verdi\, riproposte anche lungo la porzione orientale delle Serre Ferdinandee a schermo dei locali di servizio; la scelta delle piante da impiegare\, rampicanti e non solo\, è frutto del lavoro congiunto tra il personale dell’Orto Botanico e l’agronoma paesaggista Annachiara Vendramin. \nLa Scuola di Botanica\, edificata originariamente nel 1859\, sarà invece oggetto di un restauro conservativo e di consolidamento; verrà riallestita per ospitare a piano terra un piccolo museo botanico\, dedicato alle collezioni di erbari\, libri\, stampe e altri oggetti botanici appartenenti all’Università di Parma e ad altre istituzioni\, in continuità con la linea culturale e divulgativa già impostata nel 2024 con la mostra Impronte – Noi e le Piante. Il piano superiore ospiterà invece l’archivio degli erbari e il resto delle collezioni librarie storiche permettendone la consultazione\, ora preclusa. \nSarà infine ricavato un locale tecnico in una porzione del seminterrato dell’edificio di via Farini per lo scambiatore del teleriscaldamento. L’allaccio alla rete cittadina sostituisce la realizzazione dell’impianto geotermico inizialmente previsto\, garantendo un’importante riduzione delle interferenze con l’apparato vegetativo esistente\, oggetto di tutela. \nL’intera progettualità è frutto del lavoro congiunto di più competenze presenti in Ateneo\, in totale sinergia con le linee che stanno ispirando il riallestimento del Museo di Storiografia Naturalistica. In ambedue le strutture museali dell’Università di Parma si intende esprimere la profondità dei rapporti tra persone e natura in chiave integrata e centrata su fruitori e fruitrici\, amalgamando in un’unica voce aspetti botanici\, zoologici\, naturalistici\, paesaggistici\, culturali\, storici\, estetici e sociali spesso illustrati e vissuti separatamente. Ultimato questo intervento\, l’Orto Botanico diventerà un luogo di dialogo e aggregazione\, in grado di ospitare eventi e percorsi educativi per sensibilizzare la popolazione su tematiche ambientali\, culturali e scientifiche. L’obiettivo ultimo consiste nell’adeguare la struttura alle dinamiche contemporanee della divulgazione scientifica senza perderne la fondamentale radice storica né l’identità botanica: da luoghi di sola conservazione ed esposizione di specie vegetali locali ed esotiche a piattaforme per comunicare e discutere di grandi temi con la società\, in una crescita reciproca\, anche attraverso la disseminazione di una corretta educazione ambientale\, cercando di attrarre pubblico su scala sia locale sia nazionale.
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SUMMARY:Collezione Anatomico Veterinaria: a settembre ampliamento orario di apertura
DESCRIPTION:La collezione Anatomico Veterinaria “A. Lemoigne” amplia l’orario di apertura. \nPer tutto il mese di settembre la Collezione sarà visitabile dal lunedì al giovedì dalle ore 15 alle ore 18.30.  \nInformazioni e prenotazioni. \n 
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LOCATION:Privato: Collezione Anatomico Veterinaria “A. Lemoigne”\, Via del Taglio\, 10\, 43126 Parma\, 43126\, Italy
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SUMMARY:Fino al 24 ottobre: Giorgio Armani\, l’omaggio di Università di Parma e CSAC
DESCRIPTION:L’Università di Parma e lo CSAC dell’Ateneo (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) rendono omaggio a Giorgio Armani a pochi giorni dalla scomparsa. \nNel Chiostro del Plesso D’Azeglio dell’Università è esposta dal 22 settembre al 24 ottobre una selezione di riproduzioni tratte dagli oltre 8.000 disegni\, figurini\, schizzi e altro materiale presenti nel Fondo Giorgio Armani\, donato personalmente dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta. Il materiale scelto copre gli anni dal 1975 al 1980. \nIl titolo di questa iniziativa speciale è una frase che il grande stilista usava spesso con il suo staff\, ribadita anche in alcune interviste: Se piace a me\, deve piacere anche a te. \nLunedì 22 settembre di è tenuta l’inaugurazione\, con interventi del Rettore Paolo Martelli e della Vicedirettrice dello CSAC Sara Martin.\nTra i presenti anche la Vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Barbara Lori. \nLe riproduzioni\, esposte nel chiostro e accessibili a tutte le persone interessate negli orari di apertura della sede\, offrono uno sguardo sulle fasi iniziali del processo creativo di Armani\, mettendo in luce i tratti distintivi del suo stile. \nI disegni originali\, realizzati con tecniche miste su carta e cartoncino\, sono spesso accompagnati da annotazioni e campioni di tessuto\, e molti riportano il timbro originale della maison. Questo materiale rappresenta una testimonianza preziosa del metodo di lavoro di Armani e della sua visione estetica. \nL’omaggio intende celebrare il genio creativo di una delle figure più iconiche della moda italiana nel mondo. Le figure femminili nei disegni\, slanciate e stilizzate\, richiamano la cultura visiva degli anni Trenta e le invenzioni grafiche di autori come Guido Crepax. \nLa rappresentazione della figura femminile e la scelta dei materiali esprimono una nuova attitudine\, che unisce libertà di movimento\, eleganza e consapevolezza. Linee morbide e tessuti fluidi si alternano a materiali più strutturati\, in un equilibrio di contrasti che caratterizzerà tutta la produzione dello stilista. \nIl tailleur\, reinterpretato attraverso la celebre giacca destrutturata\, diventa simbolo dell’eleganza contemporanea femminile\, mentre le proposte maschili\, lontane dalla rigidità classica\, inaugurano una visione innovativa della moda\, dove i codici di genere si intrecciano e si ridefiniscono. \nL’inaugurazione di lunedì 22 settembre è stata l’occasione per annunciare per i prossimi mesi una mostra con i bozzetti originali di Armani\, nella sede centrale dell’Università.
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SUMMARY:3 ottobre: presentazione del libro “La Luna respira”
DESCRIPTION:Alle 18 in Aula Magna l’autore Emilio Salierno dialoga con lo scienziato Giovanni De Maria \n\n\nVenerdì 3 ottobre\, alle 18\, nell’Aula Magna dell’Università di Parma si terrà la presentazione del libro La Luna respira (Rubbettino\, 2024): l’autore Emilio Salierno dialogherà con lo scienziato internazionale e docente emerito di Chimica fisica Giovanni De Maria presentando il testo insieme al Delegato del Rettore per le attività museali Donato Grasso. \nIl volume è dedicato al racconto della vita e degli studi fra l’Italia e gli Stati Uniti dello scienziato Giovanni De Maria\, conosciuto per le sue ricerche sulla composizione delle rocce lunari a lui affidate dalla NASA e per la sua intuizione di ricavare ossigeno dalla Luna\, anticipando la possibilità di una presenza umana stabile sul satellite. \nL’appuntamento\, organizzato dal Circolo Culturale Lucano di Parma APS insieme a Università di Parma\, Comune di Parma e Regione Basilicata\, ha un duplice obiettivo: da un lato la valorizzazione della cultura\, della storia e delle risorse della Basilicata\, con riferimento agli studi condotti da De Maria\, il cui contributo si è rivelato fondamentale in progetti di rilevanza internazionale; dall’altro\, quello di rendere accessibili a un vasto pubblico storie che\, troppo spesso\, rimangono confinate negli ambiti specialistici. \n\n\n\n\nScarica la locandina: la luna respira
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SUMMARY:MUST: la diretta della cerimonia inaugurale
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SUMMARY:Inaugurato il MUST\, il primo Museo di Storiografia Naturalistica d’Italia
DESCRIPTION: Inaugurato il MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma (via Università\, 12). Moderna\, immersiva\, sensoriale e inclusiva: fortemente voluta dall’Ateneo e finanziata dal PNRR del Ministero della Cultura\, la nuova esposizione nasce dalla riqualificazione del Museo di Storia Naturale dell’Università – ora raccolto in un’unica sede\, completamente accessibile – e in Italia non ha precedenti\, poiché l’intero corpus è stato ampliato e riallestito in un grande racconto naturalistico che\, seguendo una linea del tempo\, ne rivela cronologicamente lo sviluppo scientifico\, tecnologico\, storico ed estetico attraverso le vite e le collezioni dei suoi protagonisti. Non una rivoluzione\, quindi\, ma una vera e propria evoluzione\, dal momento che il percorso è del tutto immerso nel contesto storico e\, tramite suggestioni espositive\, mostra come si sia trasformata la visione della natura e\, con essa\, il concetto di allestimento nel corso dei secoli\, dalle prime raccolte private al museo come istituzione pubblica. \n«Quello che proponiamo con il MUST – spiega il Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli – è un museo non solo rinnovato ma nuovo: caratterizzato da una nuova visione\, da un nuovo approccio\, da una nuova organizzazione dei materiali e da un nuovo spirito di fondo. Uno spazio inclusivo\, accessibile\, immersivo\, non solo di contemplazione ma di interazione\, non statico ma dinamico: uno spazio vivo che si propone come polo culturale a 360 gradi e che mira a diventare punto di riferimento importante per la città e per il territorio\, e non solo. Noi ci crediamo molto\, anche perché questo museo è parte del patrimonio della città e custodisce un corpus culturale estremamente prezioso: con questo intervento abbiamo cercato di valorizzarlo al meglio.» \n«Ripensare il Museo di Storia Naturale è stata una sfida affascinante – dichiara Davide Persico\, Direttore scientifico del MUST–. L’analisi delle collezioni e il continuo dialogo con il concetto di tempo hanno portato a privilegiare un approccio storiografico\, capace di valorizzare i protagonisti che hanno fondato e trasformato il museo. Da questa visione è nato il Museo di Storiografia Naturalistica\, una realtà unica in Italia e all’estero. Il percorso racconta le vite dei personaggi che ne hanno segnato la storia\, la trasformazione della conoscenza scientifica nelle diverse epoche e l’evoluzione dei musei naturalistici dalle origini a oggi. Il risultato è un progetto innovativo che unisce memoria\, ricerca e divulgazione\, diventando un vero fiore all’occhiello per l’Ateneo e una nuova meta culturale e educativa per la città di Parma.» \nGiovedì 30 ottobre l’inaugurazione. Prima tappa in Aula Magna\, con interventi del Rettore Paolo Martelli\, del Delegato per le attività museali Donato A. Grasso\, del Direttore Scientifico del MUST Davide Persico e dell’architetta Maria Amarante\, che ha curato l’allestimento\, seguiti dalla lectio magistralis Uomini da quando? di Guido Barbujani\, genetista e professore dell’Università di Ferrara. Poi il taglio del nastro e la visita guidata inaugurale. \nQuesto il programma dei prossimi giorni \n31 ottobre. È una “giornata educativa” dedicata alla divulgazione scientifica e alla scoperta del MUST con un fitto calendario di attività su prenotazione pensate per studenti di ogni ordine e grado\, ma aperte anche al pubblico generico: incontri\, conferenze e visite guidate che hanno luogo nelle aule dell’Università e negli spazi espositivi del Museo e riguardano temi naturalistici\, storici e museali. \n1° novembre. Le porte del MUST si aprono al pubblico con una giornata a ingresso gratuito e visite guidate disponibili su prenotazione: un’occasione per esplorare le collezioni e conoscere da vicino storia\, scienza e curiosità che contengono. \nIl Museo di Storiografia Naturalistica  \nContemplazione\, interazione\, immersione e soprattutto inclusione. Sono questi i principi cardine che hanno portato alla nascita del MUST\, uno spazio vivo\, del tutto orientato al visitatore\, capace di rievocare il passato quale chiave di volta per la realizzazione del museo del futuro. Il termine Storiografia Naturalistica – con ogni probabilità utilizzato per la prima volta – sottolinea come\, attraverso un percorso nel tempo\, sia possibile raccontare i protagonisti\, il loro operato e la visione della Storia Naturale nelle diverse epoche. E così\, l’intreccio delle storie dei personaggi che hanno fondato e contribuito alla crescita del precedente Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma\, dalla seconda metà del Settecento sino a oggi\, alle loro collezioni è ricontestualizzato ed esaltato da un percorso cronologico\, storiografico e sensoriale di grande impatto e modernità\, al passo con l’evoluzione delle conoscenze e della sensibilità moderna. In collocazione unica presso la sede centrale dell’Ateneo (il precedente museo era frammentato in due sedi)\, il MUST si configura inoltre quale nuovo spazio fecondo di ricerca scientifica\, antropologica e di vario genere – con un occhio di riguardo alla divulgazione dei principi di biodiversità\, tutela ambientale e confronto tra culture – e punto di partenza per nuove intersezioni tra collezioni museali e dibattiti sulla sostenibilità e sul ruolo della comunità scientifica in relazione alla società. \nDa un punto di vista museografico ciò è stato possibile grazie al confronto e all’implementazione tra le differenti posizioni teoriche sull’allestimento emerse negli ultimi anni\, che hanno portato all’isolamento e all’esaltazione presso il MUST di tre valori principali: \n\nla contemplazione\, garantita dall’allestimento della mostra degli oggetti. Il corpus dei reperti conta circa 6.000 elementi esposti\, moltissimi dei quali\, prima non fruibili\, sono stati riportati a splendore e hanno trovato nuova importanza e lustro attraverso collocazioni valorizzanti;\nl’interazione\, che si fonda sulla realizzazione della mostra delle nozioni (esposizione del sapere\, approccio scientifico\, spazio performativo\, logica dialogica)\, con l’introduzione nel percorso di elementi multimediali che creano un rapporto diretto tra il visitatore e la storia che si vuole raccontare. Nel caso specifico si tratta in particolare di quadri animati\, con i protagonisti delle varie sezioni – interpretati da attori in costume – che raccontano in prima persona le loro collezioni\, ma anche le caratteristiche che presentava il Museo nella propria epoca secondo gusto e sensibilità coevi;\nl’immersione\, che scaturisce dalla mostra delle installazioni ambientali\, come accade per le due spettacolari wunderkammer\, il salotto di Maria Luigia d’Asburgo e gli studioli di Pellegrino Strobel e Angelo Andres\, capaci di garantire al visitatore un’esperienza estetica totale\, catapultandolo nell’atmosfera del tempo in un affascinante viaggio attraverso i secoli.\n\nIn tema di accessibilità il MUST supera di gran lunga il precedente Museo: abbattendo barriere motorie\, cognitive e sensoriali per consentire a tutte le tipologie di pubblico di fruire di una visita autonoma e totale. Ciò è reso possibile grazie alla creazione di un percorso di accesso senza barriere su entrambi i livelli dell’edificio-museo: al piano terra l’ingresso unico\, segnalato da un percorso tattilo plantare\, beneficia della nuova rampa e del nuovo ascensore adeguati alle esigenze dei disabili motori e sensoriali; al primo piano\, l’accessibilità sensoriale e cognitiva alle collezioni è garantita dall’installazione di nuove vetrine espositive ad altezza adatta a bambini e visitatori con sedia a ruote\, dall’introduzione di mappe tattili e audioguide particolareggiate per ipovedenti e dal ricorso a supporti esplicativi digitali che permettono ai non udenti la fruizione dei video in lingua LIS. \nLe tappe della meraviglia \nLo straordinario viaggio del MUST inizia al piano terra della sede principale dell’Ateneo parmense e si compie su due livelli. La collezione si svela al visitatore attraverso sette vetrine tematiche che trattano temi di carattere naturalistico molto attuali – estinzioni antropiche e climatiche; tutela e sostenibilità ambientale; musei e biodiversità; CITES e commercio illegale; collezionismo privato; spedizioni geografiche; evoluzione – e che hanno lo scopo di introdurre alla visita del piano superiore\, più immersiva e strutturata. Sempre al piano terra è presente una sezione di paleontologia\, con reperti significativi e di grande impatto\, tra i quali un delfino recante i segni di predazione da parte di un grande squalo bianco – pezzo unico al mondo – e lo straordinario scheletro\, pressoché completo\, di una balenottera di circa otto metri\, entrambi di età pliocenica (2\,6-5\,3 Ma)\, i fossili delle alluvioni del Po e i mammiferi del Pleistocene.\nAl piano superiore la promessa di un percorso soprattutto sensoriale tra passato\, presente e futuro si rivela con incontrovertibile chiarezza al visitatore\, che fa subito il suo ingresso in una purpurea\, enorme e spettacolare wunderkammer\, l’antenata storica di ogni museo di storia naturale\, realizzata in classico stile rinascimentale con oggetti provenienti dalle differenti collezioni storiche di proprietà dell’Ateneo. Coccodrilli\, tartarughe marine\, leopardi\, conchiglie giganti\, uccelli variopinti\, strane creature deformi\, coralli\, spugne\, scheletri\, crani… tutto in questo ambiente – dove lo spazio espositivo è massimizzato a occupare ogni superficie della sala\, dalle pareti all’interno degli armadi\, sino al soffitto a botte – contribuisce a creare stupore e curiosità. \nProcedendo sulla sinistra\, la wunderkammer offre una divagazione – ad accesso non obbligato\, causa contenuti sensibili – in favore della collezione anatomica-clinica di ceroplastiche risalente alla fine dell’Ottocento di Lorenzo Tenchini\, medico abilissimo nel produrre maschere facciali di criminali seguendo le teorie fisiognomiche e criminologiche di Cesare Lombroso\, al quale le forniva. All’estremità della sala delle meraviglie trovano invece spazio le famose ampolle peduncolate in vetro di padre Jean Baptiste Fourcault\, datate tra 1760 e 1770: una collezione di animali tassidermizzati\, inseriti in bottiglie dal collo troppo stretto per introdurveli\, la cui realizzazione è rimasta un mistero per quasi tre secoli. È lo stesso frate – primo fondatore di un Gabinetto ornitologico a Parma su commissione dei Borbone – a raccontare al visitatore la sua storia da un quadro animato\, così come fa\, nella sala successiva\, Maria Luigia d’Asburgo\, che introduce con perizia ed eleganza al suo delizioso “salotto d’epoca”\, una stanza sui toni del blu\, come di una nobile casa\, popolata da quell’enorme quantità di reperti che ha caratterizzato il suo regno e il suo prolifico lavoro di acquisizione (1816-1847)\, del quale sono notevoli\, tra gli altri\, la capra egiziana\, il dente di narvalo e il meteorite di Borgo San Donnino\, caduto a Fidenza nel 1808. È proprio quella del periodo luigino la sezione più corposa della collezione del MUST: varcando la soglia in uscita dal salotto di Maria Luigia ci si addentra infatti nell’antica galleria del Museo di Storia Naturale\, vasta e fitta esposizione di reperti\, comprensiva della sezione dedicata all’anatomia comparata\, che testimonia un momento storico già caratterizzato da una precisa divisione delle scienze\, ma anche da una modalità di allestimento che risente ancora di una forte componente estetica. \nLa fisionomia dell’assetto espositivo subisce una notevole svolta proseguendo il percorso e in corrispondenza del 1859\, anno della pubblicazione de L’origine della specie di Charles Darwin e dell’arrivo a Parma del professor Pellegrino Strobel in qualità di docente dell’Università e direttore del Museo di Storia Naturale. Progressista e visionario\, Strobel comprese subito le teorie evoluzionistiche di Darwin e le applicò al sistema espositivo del suo Museo\, conferendogli una modernità del tutto inaspettata. Il MUST racconta le fasi di questo processo attraverso i reperti raccolti e osservati da Charles Darwin\, Alfred Russel Wallace\, le tavole zoologiche di Ernst Haeckel e la minuziosa installazione dello studiolo dello stesso Strobel. Deviando sulla destra della galleria\, il MUST offre una corposa collezione zoologica ed etnografica – nata sempre sotto Strobel – dove trovano spazio il racconto del colonialismo e dell’etnografia grazie alle collezioni provenienti dal Congo del militare Emilio Piola\, del magistrato Temistocle Ferrante (prima sala) e alla sezione dedicata a Vittorio Bottego (seconda sala)\, con la vasta collezione tassidermica proveniente dall’Eritrea e il documentario proiettato in continuità che contestualizza la figura di Bottego quale militare al servizio della scienza a scapito dell’eroico esploratore del continente africano storicamente veicolato dalla propaganda italiana di regime. \nUscendo dalla sezione si fa ritorno nella galleria principale per raggiungere la collezione di Alberto Del Prato\, una sorta di flashback sulla biodiversità della provincia di Parma nella seconda metà dell’Ottocento\, con una ricca serie di vertebrati del parmense talora molto curiosi poiché ormai estinti. Il percorso espositivo trova quindi la sua penultima tappa nella ricostruzione dello studiolo del professore e direttore Angelo Andres\, artefice nel 1925 dell’ultima rivoluzione museale prima della nascita del MUST: grande esperto di biologia e fauna marina – del quale si possono ammirare le fotografie e la collezione di coralli – è assieme a lui\, attraverso il canonico quadro animato\, che il visitatore tira le somme sull’itinerario appena compiuto. \nL’atto finale del viaggio è una sorta di brusco e onirico ritorno al futuro\, di intelligente circolarità. Un enorme monolite di kubrickiana memoria si staglia di fronte al visitatore\, invitandolo all’ingresso in quella che è a tutti gli effetti una seconda wunderkammer\, ipermoderna e futurista\, dove al netto di qualsiasi classificazione e informazione\, in un tripudio di colori\, trovano posto quasi trecento cassette entomologiche: è la collezione di lepidotteri e coleotteri locali ed esotici realizzata da don Ezio Boarini e acquisita dal Museo negli anni Novanta\, esposta oggi per la prima volta in tutta la sua spettacolare interezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:MUST: il 31 ottobre i microtalk per le scuole
DESCRIPTION:Venerdì 31 ottobre\, al MUST\, mattinata dedicata alle scuole con un fitto calendario di attività educative pensate per studenti di ogni ordine e grado: \n\n. Spazio bambini (6-10 anni): “Storie curiose”\n. Spazio divulgazione (dagli 11 anni): Scienza\, storia e collezioni\n. Spazio conferenza (dai 14 anni): “Comunicare la scienza\, capire il passato”\n\n\n\nL’evento si inserisce nel mini-festival di tre giorni (30\, 31 ottobre e primo novembre 2025) per dare il benvenuto al neonato MUST\, il museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma. \n\n\n\nL’accesso è consentito solo su prenotazione. \n  \n\nQuando: venerdì 31 ottobre ore 9-13\nDove: Sede centrale dell’Università di Parma\, via Università 12 – Parma (presso il Museo e le aule dell’Università.)\n\nMUST prenotazioni ai microtalk per scuole primarie\, secondarie di primo e secondo grado.
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SUMMARY:Sabato 1 novembre: il MUST aperto al pubblico con visite guidate
DESCRIPTION:Sabato 1° novembre porte aperte al pubblico al MUST\, il nuovo Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma\, con una giornata con ingresso gratuito al museo e visite guidate su prenotazione. \nUn’occasione rivolta all’intera cittadinanza per esplorare le collezioni e conoscere da vicino la storia\, la scienza e le curiosità custodite nel nuovo spazio museale. \nQuando: sabato 1 novembre dalle 10 alle 16 – durata: 1 ora\nDove: Sede centrale dell’Università di Parma\, via Università 12 – Parma \nPrenota la tua visita guidata gratuita.
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SUMMARY:Gran folla al MUST: debutto da record per il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Ateneo
DESCRIPTION:Davvero un gran debutto per il MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma. Dopo le prime due giornate solo su prenotazione\, oggi l’apertura a ingresso libero è stata da tutto esaurito. Gran folla fin dall’apertura\, alle 10\, e poi per tutto l’arco della giornata. Da parte delle visitatrici e dei visitatori grande apprezzamento per il nuovo museo\, che intreccia storiografia e mondo naturale secondo un approccio moderno\, immersivo\, sensoriale e inclusivo: un grande racconto naturalistico che segue la linea del tempo attraverso le vite e le collezioni dei suoi protagonisti. \nIl MUST è aperto dal martedì al venerdì ore 10 – 17 (ultimo ingresso ore 16) e il sabato ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
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SUMMARY:Domenica 16 novembre: allo CSAC secondo appuntamento della rassegna “Oltre le Opere / Dentro alla Musica”
DESCRIPTION:Dopo l’appuntamento di domenica scorsa con il Museo svelato\, prosegue allo CSAC la rassegna Oltre le Opere / Dentro alla Musica tre concerti da camera e voce narrante\, progetto in cui la musica incontra la letteratura e la critica letteraria\, organizzato dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma in collaborazione con Orchestra Dedicata e con il sostegno di Fondazione Cariparma. \nDomenica 16 novembre all’Abbazia di Valserena\, a partire dalle 10.30\, è in programma il secondo appuntamento\, a ingresso libero e gratuito: Intrecci / “Le parole ivi raggrumate”\, concerto eseguito dal Quartetto Dedicato\, formato da Daniele Ruzza e Camilla Mazzanti violini\, Behrang Rassekhi viola\, e Adan Alejandro Gomez Dominguez violoncello\, con la narrazione di Faustino Stigliani.  \nApprezzato interprete teatrale\, amatissima voce radiofonica\, Stigliani darà voce a Luigi Magnani\, qui nel ruolo di studioso dei Quaderni di Conversazione (gli scritti che servivano a Beethoven per comunicare essendo sordo)\, da lui stesso commentati nel libro Beethoven nei suoi Quaderni di Conversazione (1975). Parte di questi scritti\, con le riflessioni di Beethoven\, verranno letti da Stigliani e in particolare quelli relativi alle musiche in programma: il Quartetto in la minore op.132 e Große Fuge in si bemolle maggiore op.133 composti da Beethoven negli ultimi anni della sua vita\, quando elesse definitivamente il quartetto a suo mezzo privilegiato ed esclusivo di espressione intima\, di sperimentazione e di costante lavorio formale. Beethoven affidò a questi quartetti il suo pensiero più estremo\, le inquietudini\, le riflessioni più profonde\, un umorismo ora nero e sardonico\, ora genuino e bonario. \nNell’op. 132 in particolare arriva a conciliare forma-sonata\, canto gregoriano (il modio lidio della Canzona di ringraziamento\, suggestivo titolo del terzo movimento)\, variazione\, danza popolare (nel formidabile trio del II movimento) marcia\, rondò. La Fuga op.133 invece è un brano straordinariamente complesso\, perfino misterioso: ignorato per un secolo e riscoperto nel Novecento\, oggi è considerato una delle più grandi e sorprendenti creazioni musicali di ogni epoca. \nL’appuntamento musicale sarà preceduto da un incontro riservato al luogo\, Intorno allo CSAC\, curato da Mariapia Branchi\, responsabile della U.O. Archivistico-Museale dello CSAC. L’argomento trattato sarà Migliaia di Collezioni\, strettamente collegato a Luigi Magnani\, grande collezionista. \nInfo: csac@unipr.it ; tel. 0521.903649
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SUMMARY:Giorgio Armani: il Genio in mostra fino al 15 febbraio
DESCRIPTION:GIORGIO ARMANI: IL GENIO IN MOSTRA A PARMA\nAll’Abbazia di Valserena oltre 100 opere originali tratte dai materiali donati dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta \nIl genio e la creatività di Giorgio Armani in mostra a Parma\, all’Abbazia di Valserena\, dal 13 dicembre 2025 al 15 febbraio 2026. Un tributo a tutto tondo firmato da Università di Parma e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Ateneo. \nL’esposizione s’intitola Giorgio Armani Archivio CSAC e raccoglie oltre cento opere originali selezionate tra gli oltre 8.000 materiali che compongono il Fondo Giorgio Armani\, donato personalmente dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta. Disegni\, bozzetti e materiali progettuali appartenenti al vasto patrimonio custodito nella sezione Media-Moda del Centro\, un nucleo eccezionale di testimonianze che consente di ripercorrere gli anni formativi e l’evoluzione del linguaggio creativo di una delle figure più iconiche della moda italiana nel mondo. \nAll’esposizione dei materiali originali si aggiunge una rassegna stampa selezionata dedicata alla fulminea ascesa di Armani nel panorama internazionale della moda e ai suoi primi rapporti con Hollywood. In mostra saranno presenti anche i manifesti dei due film che segnarono in modo decisivo la consacrazione dello stilista nel mondo del cinema: Io e Annie di Woody Allen\, con cui Diane Keaton vinse l’Oscar nel 1978 indossando per la prima volta un completo Armani\, e American Gigolò di Paul Schrader\, il film che nel 1980 rivoluzionò l’immaginario della moda maschile grazie al guardaroba creato dallo stilista per il protagonista interpretato da Richard Gere. \nCon questa mostra CSAC prosegue l’omaggio alla figura di Giorgio Armani\, scomparso lo scorso 4 settembre\, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire l’origine di uno stile destinato a influenzare generazioni. I disegni esposti – figurini\, schizzi e studi preparatori realizzati con tecniche miste – restituiscono l’essenza del talento di Armani attraverso le sue prime produzioni conservate dall’Archivio e datate tra il 1975 e il 1980. La rappresentazione della figura femminile e la scelta dei materiali esprimono una nuova attitudine\, che unisce libertà di movimento\, eleganza e consapevolezza. Linee morbide e tessuti fluidi si alternano a materiali più strutturati\, in un equilibrio di contrasti che caratterizzerà tutta la produzione dello stilista. Dal segno grafico di Armani scaturiscono figure femminili longilinee\, ispirate alla cultura figurativa degli anni Trenta e alla sensibilità grafica di illustratori come Guido Crepax; abiti concepiti come strutture fluide\, dove tessuti scivolati dialogano con materiali più corposi; la nascita del celebre tailleur femminile e della giacca destrutturata\, destinati a diventare simboli della nuova eleganza Armani. Il percorso vuole anche rivelare la trasformazione della moda maschile: linee più morbide\, tessuti lontani dalla rigidità classica in una visione innovativa che anticipa la quasi intercambiabilità tra guardaroba maschile e femminile\, dove i codici di genere s’intrecciano e si ridefiniscono. \nGiorgio Armani Archivio CSAC \n13 dicembre 2025 – 15 febbraio 2026 \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione \nUniversità di Parma | Abbazia di Valserena \nViazza di Paradigna 1\, Parma \nOrari di apertura: venerdì 9-15 | sabato e domenica 10-19 \nContatti: servizimuseali@csacparma.it
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SUMMARY:Martedì 3 febbraio riapre il MUST
DESCRIPTION:Da martedì 3 febbraio il Must riapre le sue porte con il consueto orario: \nmartedì-venerdì                      10-17 – ultimo ingresso ore 16 \nsabato                                        10-18 – ultimo ingresso ore 17 \n  \nOrganizza la tua visita\n 
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SUMMARY:Allo CSAC la mostra Sguardi sull'Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC
DESCRIPTION:E’ stata inaugurata sabato 21 febbraio all’Abbazia di Valserena l’esposizione Sguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC\, che offre al pubblico l’occasione di scoprire un corpus fotografico e documentario di straordinaria importanza storico-artistica e antropologica. La mostra\, realizzata nel quadro del progetto PRIN PNRR 2022 Straniere: the reception of non-European arts and cultures in Italy (1945-2000)\, presenta materiali inediti legati alle ricerche sul campo e alle campagne fotografiche condotte da Tito Spini (Milano 1923 – Chiuduno 2017) e Sandro Spini (Bergamo 1950 – 2005) in Mali tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento\, in un periodo cruciale per lo sviluppo degli studi etnografici e visuali sull’Africa Occidentale. \n\n\n\n\n\nIl fondo\, conservato nella Sezione Fotografia e giunto allo CSAC alla fine degli anni Settanta grazie alla donazione di Sandro Spini\, comprende sessantuno positivi che documentano i viaggi svolti dai due fotografi-antropologi\, entrambi architetti di formazione\, presso le popolazioni Bozo e Dogon. Accanto alle opere fotografiche\, viene esposto un ampio insieme di materiali documentari: corrispondenze\, inviti\, provini di stampa\, recensioni e articoli critici dedicati ai loro lavori; un patrimonio che permette di ricostruire in modo completo il contesto della ricerca e le modalità operative dei due autori. \nCon questa mostra\, CSAC intende rendere omaggio a una stagione di ricerche fotografiche e antropologiche ancora poco conosciuta in Italia\, ma di forte rilevanza internazionale. Le indagini condotte dagli Spini rappresentano infatti un momento di svolta per il modo di fare “etnografia sul campo” in Africa\, collocandoli tra i principali autori in Italia ad aver sperimentato con continuità l’uso della fotografia come strumento insieme estetico e interpretativo a fini etnografici. \nIl loro approccio\, maturato anche grazie al confronto con il pensiero di Margaret Mead\, John Collier Jr. e con le metodologie dell’antropologia visuale\, ha permesso di mettere in discussione le narrazioni consolidate sulle comunità Dogon e Bozo\, offrendo rappresentazioni più complesse dei luoghi e dei popoli incontrati. Attraverso uno sguardo attento e metodologicamente rigoroso\, gli Spini hanno costruito un dialogo visuale che non si limita a documentare\, ma problematizza e restituisce la ricchezza culturale dei contesti studiati. \nLe fotografie degli Spini si connotano inoltre per una evidente forza espressiva che le ha rese oggetto di interesse da parte di critici d’arte\, galleristi e fotografi come Arturo Carlo Quintavalle\, Lanfranco Colombo e Mario Cresci\, o antropologi come Marco Aime\, i quali ne hanno riconosciuto la particolare rilevanza estetica e la capacità di rinnovare il linguaggio del reportage culturale. \nLa mostra\, incentrata intorno a nuclei tematici quali le diverse forme dell’abitare e il rapporto tra le popolazioni Dogon e Bozo con i rispettivi contesti domestici e lavorativi\, permette così di riscoprire il valore artistico e storico della ricerca degli Spini\, aprendo uno spazio di riflessione sulle relazioni tra fotografia\, antropologia e memoria visiva. \nLe fotografie in mostra provenienti dalle collezioni CSAC sono poste in stretto dialogo con una selezione di materiali documentari conservati presso l’Archivio Sandro Spini di Bergamo\, evidenziando i processi di costruzione del sapere etnografico e le modalità attraverso cui l’immagine diventa strumento di ricerca\, narrazione e relazione interculturale. \nSguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC \na cura di Alessandra Acocella e Alessandro Ferraro\n21 febbraio – 26 aprile 2026\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo \nVenerdì 9.00 – 15.00\nSabato e domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\,00\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma csac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903500 \n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:23 e 24 febbraio: doppio appuntamento sul rapporto tra tecnologie omiche\, biodiversità e fitochimica
DESCRIPTION:Due incontri al Plesso di Farmacia del Campus Scienze e Tecnologie. Ospite il ricercatore Tito Damiani dell’Institute of Organic Chemistry and Biochemistry dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca\, componente della rete internazionale Earth Metabolome Initiative. \nSarà dedicato al rapporto fra tecnologie omiche\, biodiversità e fitochimica il doppio appuntamento in programma per lunedì 23 e martedì 24 febbraio al Campus Scienze e Tecnologie (Plesso di Farmacia\, Aula I)\, coorganizzato dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco\, dal Centro Interdipartimentale Servizi e Misure “G. Casnati” e dal Sistema Museale di Ateneo\, col supporto del network FOODER. \nOmics Approaches for Studying the Chemistry of Life il titolo dell’incontro del 23 febbraio\, mzmine for Mass Spectrometry Data Processing quello del 24. \nEntrambi gli appuntamenti avranno inizio alle 9 e saranno rivolti a ricercatori e ricercatrici\, dottorande e dottorandi\, studentesse e e studenti avanzati interessati alle frontiere della chimica delle sostanze naturali\, della metabolomica e della biodiversità vegetale. \nOspite della “due giorni” sarà Tito Damiani\, ricercatore all’Institute of Organic Chemistry and Biochemistry dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca e componente della rete internazionale Earth Metabolome Initiative. Il dott. Damiani fa parte del gruppo di ricerca guidato da Tomáš Pluskal\, da anni attivo nell’integrazione tra spettrometria di massa\, metabolomica\, bioinformatica e machine learning per sviluppare processi e flussi di lavoro innovativi orientati alla scoperta di molecole naturali bioattive e alla comprensione della loro biosintesi. \nIl seminario del 23 febbraio sarà dedicato al ruolo delle tecnologie omiche nell’intersezione tra chimica delle sostanze naturali e data science. Saranno illustrate le più recenti strategie impiegate per esplorare in modo sistematico la diversità chimica generata dalle piante nel corso dell’evoluzione e per tradurla in nuove opportunità applicative e di studio\, dalla farmacologia alle scienze naturali. Il seminario metterà in evidenza il ruolo strategico degli orti botanici come infrastrutture scientifiche per la ricerca sulle sostanze naturali. Oltre alla conservazione della biodiversità\, queste collezioni rappresentano infatti vere e proprie “biblioteche viventi”\, fondamentali per studi comparativi su metabolomi vegetali e per la creazione di banche dati globali della diversità chimica terrestre. In questa prospettiva si inseriscono iniziative internazionali come la Earth Metabolome Initiative\, che mira a catalogare sistematicamente i metaboliti prodotti dagli organismi viventi e a costruire piattaforme collaborative per la condivisione dei dati e l’accelerazione della scoperta scientifica. \nL’appuntamento del 24 febbraio sarà un laboratorio pratico per docenti\, dottorande e dottorandi\, condotto da Tito Damiani\, finalizzato all’uso del software open-source MzMine destinato all’importazione\, alla visualizzazione\, all’elaborazione e all’annotazione dei dati di spettrometria di massa e specializzato nell’analisi untargeted (metabolomica e proteomica). \nIn allegato le locandine con le indicazioni per la registrazione. \n\n\nInfo\nrenato.bruni@unipr.it\nchiara.dallasta@unipr.it \n\n\n\n\nLocandina
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SUMMARY:20 marzo: “Università Svelate”\, gli appuntamenti a Parma per la Giornata nazionale delle Università
DESCRIPTION:20 marzo: “Università Svelate”\, gli appuntamenti a Parma per la Giornata nazionale delle Università\nVenerdì 20 marzo l’Università di Parma aderisce alla seconda edizione di Università svelate\, la Giornata nazionale delle Università promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI e patrocinata dal Ministero dell’Università e della Ricerca. \nUniversità Svelate vuole essere un momento d’incontro e di condivisione del patrimonio scientifico e culturale che la comunità accademica produce per la società\, attraverso iniziative aperte al pubblico lungo l’arco della giornata. \nFin dall’inizio l’idea di fondo è stata quella di mostrare il ruolo propulsivo che le Università rivestono nello sviluppo del Paese e nella promozione della coesione sociale. \nTre le iniziative pensate dall’Università di Parma per questa edizione. \nDalle 10 alle 16 ingresso gratuito al MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Ateneo. \nPer l’occasione il MUST si trasformerà in spazio di accesso\, incontro e conoscenza\, offrendo alla comunità un percorso di scoperta che consentirà di avvicinarsi alle collezioni museali e ai luoghi simbolo dell’Università\, testimoni della storia dell’Ateneo e del ruolo da essa svolto nella costruzione e nella trasmissione del sapere. Il Museo sarà aperto gratuitamente per l’intera giornata\, favorendo una fruizione ampia e inclusiva del patrimonio culturale universitario. \nIn questo percorso di apertura e dialogo fra tradizione e innovazione si inserisce la presenza di una stampante 3D in funzione\, che nel corso della giornata realizzerà gadget ispirati alle collezioni del Museo e alla storia dell’Università. L’attività intende rendere visibili i processi di reinterpretazione contemporanea del patrimonio storico attraverso le tecnologie digitali\, evidenziando la continuità tra memoria\, ricerca e innovazione. \nAlle 16 in Aula Cavalieri si terrà l’incontro pubblico L’enigmatica collezione di Padre Jean Baptiste Fourcault: svelato il segreto degli animali in bottiglia\, nel corso del quale il Direttore scientifico del MUST Davide Persico guiderà le persone partecipanti in una riflessione sul valore storico e culturale di una delle collezioni più significative del patrimonio universitario. \nL’iniziativa mira a sottolineare il ruolo dell’Università come istituzione pubblica dinamica\, capace di coniugare la tutela del patrimonio con le attività di ricerca e didattica\, e di rendere accessibili al pubblico i linguaggi e gli strumenti della produzione del sapere\, sottolineando il ruolo degli Atenei come presìdi culturali aperti\, vivi e partecipati\, dove storia\, ricerca e innovazione si incontrano con la società. \nAlle 18.30 in Aula Magna è in programma Insight\, spettacolo realizzato dal CUT – Centro Universitario Teatrale (CAPAS di Ateneo) con la regia di Beatrice Baruffini. \nProtagonisti studenti e studentesse del CUT\, provenienti da tutte le aree disciplinari dell’Università. \nInsight è uno studio a partire dalla relazione degli esseri umani con i dispositivi dell’era digitale. Prende spunto dal testo Le non cose del filosofo Byung Chul Han che definisce la nostra come era del phono sapiens\, riferendosi anche ai dispositivi di telefonia mobile che hanno invaso le nostre vite e che ormai fungono quasi da “prolungamento” del nostro corpo. \nNe è uscito un catalogo di termini\, voci\, azioni\, gesti e immagini che ci descrivono come phono sapiens. \nNon c’è giudizio in ciò che siamo diventati. Piuttosto ci sono nuove immagini\, scenari\, nuovi\natteggiamenti e posture\, altre tipologie relazioni. Come sempre quando si vivono i cambiamenti\nepocali: qualcosa scompare\, tanto si trasforma\, noi evolviamo e con noi il nostro modo di essere o non essere più società. \nL’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti
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SUMMARY:“Università svelate” fra MUST e teatro
DESCRIPTION:Anche l’Università di Parma ha aderito alla terza edizione di Università svelate\, la Giornata nazionale delle Università promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI e patrocinata dal Ministero dell’Università e della Ricerca. \nNata come occasione d’incontro e di condivisione del patrimonio scientifico e culturale che la comunità accademica produce per la società\, Università svelate si è articolata a Parma in tre appuntamenti distribuiti lungo l’arco della giornata\, con ottima partecipazione di pubblico. \nDalle 10 alle 16 ingresso gratuito al MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Ateneo\, spazio di accesso\, incontro e conoscenza che ha offerto a visitatori e visitatrici l’opportunità di avvicinarsi alle collezioni museali e ai luoghi simbolo dell’Università.\nNell’ambito della visita al MUST una stampante 3D a filamento (a cura del Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi e delle Tecnologie Industriali e del Centro Interdipartimentale per il Packaging dell’Università di Parma – CIPACK – Tecnopolo Parma) ha realizzato gadget ispirati alle collezioni del Museo e alla storia dell’Ateneo. \nNel pomeriggio in Aula Cavalieri il Direttore scientifico del MUST Davide Persico ha guidato il pubblico alla scoperta dell’enigmatica collezione di Padre Jean Baptiste Fourcault\, svelando il segreto degli animali in bottiglia\, e in Aula Magna è andato in scena Insight\, spettacolo realizzato dal CUT – Centro Universitario Teatrale con la regia di Beatrice Baruffini e incentrato sulla relazione degli esseri umani con i dispositivi dell’era digitale.
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