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SUMMARY:Scarica la nuova app dei Musei!
DESCRIPTION:E’ disponibile sugli store\, MuseiUnipr\, la nuova app dei Musei dell’Università di Parma! \nCerca MuseiUnipr e scarica l’app nelle due versioni Apple e Google Play….e poi vieni a trovarci! \n\n\n\n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Anselmo Ballester. Volti ingombranti.
DESCRIPTION:Sarà inaugurata allo CSAC\, Centro Studi e Archivio della Comunicazione\, venerdì 23 giugno alle ore 18\, la mostra “Anselmo Ballester. Volti ingombranti”.\n\nLa mostra costituisce una nuova tappa nella serie di esposizioni allestite nella Sala delle Colonne dell’Abbazia di Valserena caratterizzate dalla proposta di approfondimenti condotti da conservatori e collaboratori del Centro su temi specifici\, esito di approfondite ricerche in archivio e dalla particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e finanziaria\, resa possibile grazie alle diverse competenze culturali\, progettuali e tecniche presenti allo CSAC.\n\nLa mostra resterà aperta al pubblico fino al 17 settembre 2023.\n\n\nDove: Sala delle Colonne – CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\,\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna\, 1 – Parma\nQuando: inaugurazione venerdì 23 giugno – ore 18.00\nOrari mostra: venerdì ore 9.00 -15.00; sabato e domenica ore 10.00-19.00\nInformazioni e prenotazioni: csac@unipr.it; servizimuseali@csacunipr.it; tel. +39 0521 903649
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SUMMARY:L'Orto Botanico chiuso per restauro
DESCRIPTION:Dal 24 luglio 2023 l’Orto Botanico è chiuso per lavori di restauro e valorizzazione. \nDue sono gli interventi che\, in questi mesi\, interesseranno l’area dell’Orto Botanico: \nil progetto di valorizzazione del giardino storico\, finanziato\, nell’ambito del progetto PNRR “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”\, del Ministero della Cultura. L’opera\, che riguarda la sistemazione del verde\, è finalizzata al rispetto della biodiversità\, minimizzando i costi di gestione idrica ed energetica. Il filo conduttore dell’intervento è la coerenza: le esigenze vegetazionali\, naturalistiche e ambientali delle piante sono prevalenti su altri aspetti e l’intero giardino deve poter agire da “ambasciata botanica” del territorio\, da piattaforma di dialogo per rinforzare l’educazione a un’osservazione non antropocentrica del mondo.\nIl progetto tiene in massima considerazione le esigenze ecologiche e naturalistiche del luogo\, minimizzando il consumo di suolo e riducendo l’impatto sugli apparati radicale che insistono sul giardino. L’intervento prevede il rifacimento dei percorsi\, la realizzazione di un impianto di irrigazione\, la creazione di nuove aiuole a bassi requisiti idrici\, la sistemazione delle roccere e zone umide\, l’edificazione di una nuova serra per poter esporre la collezione delle succulente\, oggi non visitabile.\nLa progettazione è a cura di A+C_Architettura e Città Studio Associato \nil progetto di restauro delle serre storiche e della Scuola di Botanica\, che si giova di un fondamentale impulso da parte di “Parma\, io ci sto!”\, è cofinanziato da Università di Parma\, Ministero dell’Università e della Ricerca\, Fondazione Cariparma e Gruppo Chiesi.\nGrazie agli sponsor\, verranno restaurate e ripristinate le Serre Ferdinandee (risalenti alla fine del Settecento) e l’ottocentesca Scuola di Botanica. Quest’ultimo edificio sarà destinato ad accogliere le collezioni di erbari storici\, la biblioteca storica e un piccolo museo botanico. Le serre borboniche saranno ripristinate nelle loro strutture originarie\, con l’eliminazione delle strutture postume e il ritorno al disegno originale della Scuola del Petitot. I nuovi impianti garantiranno il massimo risparmio energetico. Gli spazi non ospiteranno solo le piante\, ma saranno edifici polifunzionali\, in grado di essere utilizzati anche per esposizioni ed eventi. Accanto alle Serre Ferdinandee\, saranno aperti nuovi servizi al pubblico\, caffetteria\, luogo di incontro\, bookshop.\nLa progettazione è a cura di Studio Canali Associati \nI progetti sono stati presentati lunedì 29 maggio nella storica sede di via Farini alla presenza del Rettore\, Paolo Andrei\, del sindaco Michele Guerra\, del Direttore scientifico dell’Orto Botanico Renato Bruni\, del Presidente di Fondazione Cariparma Franco Magnani\, il Presidente di “Parma\, io ci sto!” Alessandro Chiesi e Giovanna Usvardi\, Global Communication & External Relations Head del Gruppo Chiesi\, oltre naturalmente ai progettisti Guido Canali e Paola Cavallini\, in rappresentanza dello Studio Canali Associati e di A+C_Architettura e Città Studio Associato. \nQuando: da lunedì 24 luglio 2023 luglio fino alla conclusione dei lavori. \n 
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SUMMARY:Museo di Storia Naturale: chiuso per restauro
DESCRIPTION:Dal 24 luglio 2023\, anche il Museo di Storia Naturale\, sia la sede di strada Farini che quella di via Università\, chiude per il restyling. \nQuando: da lunedì 24 luglio fino alla fine dei lavori. \nVi terremo aggiornati su queste pagine. \n  \n 
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SUMMARY:L'Orto Botanico chiuso per restauro
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SUMMARY:La Notte dei Ricercatori e delle Ricercatrici: gli eventi nei Musei
DESCRIPTION:Si avvicina l’appuntamento con la Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori\, la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica promossa in città dall’Università di Parma con la co-organizzazione e il patrocinio del Comune di Parma e di Imem – Cnr. \nVenerdì 29 settembre\, a partire dalle ore 16\, l’Ateno ha in programma numerosi eventi. \nLe attività sono quasi tutte a libero accesso\, ma alcune richiedono la prenotazione: sarà possibile prenotarsi esclusivamente online dal 15 al 26 settembre attraverso il sito web ufficiale dell’evento.  \nAnche i Musei dell’Ateneo partecipano con diverse iniziative: \nCristalli alla ribalta \nprof.ssa Alessia Bacchi\nUn affascinante viaggio nel mondo dei cristalli. Dalla loro genealogia al centro della terra\, fino all’arte del gelato al cioccolato. Curiosi? Tra esperimenti e visite\, le nostre porte sono aperte ai visitatori di tutte le età.\nPlesso di Chimica – Pad. 01 – Museo di Cristallochimica (corridoio primo piano) – Campus Scienze e Tecnologie  \nVisita alla mostra “Pitagora e il suo Teorema” \nprof. Federico Bergenti\nVisite personali e interattive adatte sia per “bambini adulti” che più piccini. Vi proponiamo un classifico che non tramonta mai: “Pitagora e il Suo Teorema”. Venitelo a scoprire.\nPlesso di Matematica – Pad. 21 – Secondo piano\, Sala mostre – Campus Scienze e Tecnologie \n Visita alla “Mostra Interattiva sulla Storia del Personal Computer”\nprof. Federico Bergenti\nConosci la storia del personal computer? Venite alla mostra interattiva per ripercorrere gli albori dell’era digitale e scoprire insieme questo affascinate viaggio.\nPlesso di Matematica – Pad. 21 – Primo piano\, Sala mostre – Campus Scienze e Tecnologie \nGEOLIFE: le Scienze della Terra nella vita quotidiana \nprof.ssa Luciana Mantovani\, Alessandra Montanini e Teresa Trua\nViaggio al centro della terra per percorrere le nostre azioni quotidiane e capire cosa ci fa bene o meno. A partire dai 6 anni in poi\, lo scopo del nostro laboratorio è di percorrere insieme le interazioni che avvengono nel nostro pianeta e distinguere quelle benefiche dalle nocive.\nPlesso Scienze della Terra – Pad. 07 – Corridoio centrale – Campus Scienze e Tecnologie \nLa natura in Archivio: alla scoperta della biodiversità e degli ecosistemi dentro e fuori l’archivio CSAC \ndott.ssa Margherita Zazzero\nLa biodiversità e la natura negli spazi e nelle collezioni del CSAC\, analizzati e raccontati attraverso percorsi di esplorazione e scoperta dell’ambiente attorno all’abbazia e della natura raccontata nelle raccolte di opere d’arte e fotografie conservate all’interno degli archivi.\nCentro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) – Abbazia di Valserena\, Via Viazza di Paradigna\, 1\n \nLe bontà del divin porcello\nprof. Ferdinando Gazza\, Luisa Ragionieri\, Francesca Ravanetti\, Antonio Cacchioli\, Maddalena Botti\, Federico Righi \nUn cult della nostra tradizione culinaria Partendo dalle origini storiche del suino domestico\, passando dal suo allevamento. L’affascinante mondo dei prodotti di salumeria di alta qualità tipici del nostro territorio.\nMuseo Anatomico Veterinario – Sala inferiore – Aula A – via del Taglio\, 10
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SUMMARY:I like Parma: gli eventi allo CSAC
DESCRIPTION:Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre\, diverse iniziative allo CSAC in occasione dell’iniziativa “I like Parma. Un patrimonio da vivere“. \nSABATO 30 SETTEMBRE\nPer chiudere l’esposizione Andrea Branzi. Racconti di design e le attività svolte dal giorno della inaugurazione\, è stato definito un programma di incontri e visioni che consentono ulteriori approfondimenti rispetto al tema della mostra: \nore 15:30 – Laboratorio didattico per famiglie (bambini 6-11 anni accompagnati da un adulto) “Personaggio-oggetto-plastico: narriamo il design”. \nore 16:00 – Visita guidata alla mostra di Andrea Branzi a cura di Francesca Zanella\, con Francesca Picchi. \nore 17:30 – Andrea Branzi. Mostra in forma di prosa\, video\, produzione Triennale di Milano\, luglio 2022\, proiezione del video (durata 36 minuti). \nore 18:00 – Andrea Branzi\, La musica contemporanea e il suo spazio. Incontro con Martino Traversa e Nicoletta Morozzi\, modera Francesca Zanella. \nMaggiori informazioni. \nDOMENICA 1° OTTOBRE\nTra le mura dell’Abbazia di Valserena\, ex abbazia cistercense oggi sede del Centro Studi e Archivi della Comunicazione\, si celano centinaia di anni di storia e di cambiamenti. Attraverso una serie di divertenti attività rivolte alle famiglie\, potremo scoprire tutti i segreti che hanno caratterizzato la storia di questo monumento storico. \nore 16:00 – Visita e laboratorio didattico per famiglie (bambini 6-11 anni accompagnati da un adulto) “Viaggio nel tempo: alla scoperta dell’Abbazia di Valserena”. \nIn entrambe le giornate\, dalle 10 alle 19 sarà possibile visitare le due mostre “Andrea Branzi. Racconti di Design” e “Anselmo Ballester. Volti ingombranti” (eccezionalmente prorogata finno al 1° Ottobre 2023!) con biglietto a tariffa ridotta (5€). Tutti gli eventi sono inclusi nel prezzo del biglietto. \nInfo e prenotazioni:\nTel: 0521903649\nemail: servizimuseali@csacparma.it
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SUMMARY:Dal 2 al 6 ottobre\, per I Like Parma\, musei aperti e la mostra "Cristalli in metamorfosi"
DESCRIPTION:Anche quest’anno il Sistema Museale di Ateneo\, nonostante la chiusura del Museo di Storia Naturale e dell’Orto Botanico legata ai lavori di riqualificazione\, aderirà alla manifestazione cittadina I Like Parma.\nDal 2 al 6 ottobre le scolaresche e tutti gli interessati potranno visitare gratuitamente i musei componenti il nostro Sistema\, accompagnati da guide esperte\, che li condurranno alla scoperta delle ricche collezioni possedute dall’Ateneo di Parma. \nOltre ai musei\, i visitatori potranno visitare presso il Parco Area delle Scienze\, la mostra “Cristalli in metamorfosi”\, allestita presso le aule espositive F e G del plesso 25 (Aule delle Scienze). \nI visitatori potranno accedere alla mostra dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 19:00\, l’accesso ai musei è invece subordinato a prenotazione da inoltrare a sistema.museale@unipr.it. 
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SUMMARY:Il festival "Il Rumore del Lutto" il 7 ottobre allo CSAC
DESCRIPTION:Inaugura\, sabato 7 ottobre\, la XVII edizione de “Il Rumore del Lutto Festival” presso l’Abbazia di Valserena\, in strada Viazza di Paradigna\, 1. \nIl pomeriggio musicale inizierà alle ore 17.00 con il suggestivo concerto “Welcome Black Night. Gala in Nero”. Il Coro Città di Parma si esibirà in concerto\, sotto la direzione del M° Simone Campanini\, regalandoci un’esperienza musicale indimenticabile. Ogni nota suonata e ogni accordo creato sarà un invito a lasciarci trasportare\, a lasciarci alle spalle le preoccupazioni e a immergerci completamente in un’esperienza trasformativa\, di puro piacere musicale. \nPrima del concerto\, dalle ore 15.00\, sarà possibile registrarsi e partecipare alle visite guidate alla scoperta dell’anima dell’antica Abbazia\, a cura di Maria Pia Branchi\, in collaborazione con AISAC – Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi. Sarà un’opportunità unica per immergersi nella storia e nella bellezza di questo luogo suggestivo. \nPer creare un’atmosfera elegante e raffinata sarà obbligatorio per l’evento il dress code total black\, . \nA seguire sarà presentato “Anastasis”\, un viaggio musicale unico e coinvolgente curato con passione da Marco Pipitone\, che vi condurrà ben oltre il tramonto. Con la sua maestria artistica\, Pipitone ci immergerà in un flusso sonoro avvolgente\, trasportandoci lontano dalle preoccupazioni quotidiane e permettendoci di immergerci nella bellezza della musica. Il titolo stesso\, “Anastasis”\, richiama l’idea di rinascita e trasformazione. \n\nAttraverso il Gala in Nero\, nelle diverse sfumature\, avremo l’opportunità di esplorare i nostri sentimenti più profondi e di abbandonarci alla magia delle note. Preparatevi ad essere catturati dalle melodie avvolgenti e dalle armonie coinvolgenti del meraviglioso Gala in Nero che ci guiderà oltre il tramonto\, permettendoci di connetterci con la bellezza della musica e scoprire nuove sfumature dell’animo umano. Unitevi a noi mentre solleveremo il velo della quotidianità immergendoci in un mondo di melodie incantevoli ed emozioni profonde. Il Gala in Nero in Abbazia sarà un’esperienza da non perdere\, un regalo musicale per rigenerarci e rinnovarci\, in uno speciale luogo di bellezza e meraviglia: l’Abbazia cistercense di Valserena. L’evento si svolgerà in collaborazione con CSAC Centro Studi Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, AISAC Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi e Festival VERDI OFF\, offrendoci una varietà di esperienze musicali di alta qualità. Non mancate a questa straordinaria serata di inaugurazione de Il Rumore del Lutto Festival\, che promette emozioni intense e momenti indimenticabili. Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme una esperienza unica! \n\nOre 15: visite guidate all’Abbazia di Valserena\nOre 17: Concerto del Coro Città di Parma \nDress code obbligatorio total black \nInfo e prenotazioni: irdlbiglietteria@gmail.com \nIngresso Up to You (decidi tu liberamente quanto pagare) \nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\nstrada Viazza di Paradigna\, 1 – Parma\nQuando: sabato 7 ottobre ore dalle ore 15 \nTutte le informazioni e il programma
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SUMMARY:Lenz: "FÒRO FÒRO" e "DECOLONIZZARE IL MUSEO"\, performance e seminario con Muna Mussie
DESCRIPTION:Appuntamento della XVII edizione del Festival di Lenz Natura Dèi Teatri e parte del progetto MORFOLOGIE DEL PAESAGGIO _ REIDRATAZIONI DEL PRESENTE URBANO\, con cui Lenz rigenera il patrimonio museale dell’Università di Parma attraverso il linguaggio visuale e artistico contemporaneo\, FÒRO FÒRO è la residenza/performance dell’artista eritrea Muna Mussie\, invitata da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto – un lavoro che trae ispirazione dal gioco della matassa analizzato da Donna Haraway\, che riconosce nelle “figure di filo” un’analogia con i processi di pensiero e di creazione\, pratiche pedagogiche e performance cosmologiche. Creare delle figure di filo significa passare e ricevere\, scegliere dei fili o lasciarli perdere\, fare e disfare\, tracciare e seguire una trama nel buio\, per iscrivere altre storie. \nFÒRO FÒRO è l’accadimento pubblico che segue le pratiche agite in Verso l’immagine\, laboratorio che mette in dialogo persone cieche e vedenti attraverso il Braille e il Ricamo\, due linguaggi differenti ma accomunati dall’imprimere una superficie\, rivelando un’immagine tattile. \nPer Lenz l’artista si esporrà nel fare e dire parole\, alludendo all’interscambio tra fòro\, luogo anticamente legato al ritrovo della comunità\, del commercio\, della politica e della giustizia\, e a fóro che rimanda a un buco da cui entrare e uscire. \nDopo un periodo di studio alla Sala Bottego del Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma\, l’artista condurrà la sua residenza a Lenz Teatro (via Pasubio 3/e Parma)\, dove si svolgerà sia la performance\, alle 19 il 12 e 13 ottobre\, sia il seminario di ricerca DECOLONIZZARE IL MUSEO (a partecipazione gratuita)\, alle 16.30 del 13 ottobre\, nell’ambito del quale Muna Mussie dialogherà con la studiosa Sofia Bacchini del Centro Studi Movimenti di Parma e Università L’Orientale di Napoli e con il Direttore del Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma Davide Persico su come ricostruire una cura dei beni sottratti alle soggettività non occidentali\, in un tentativo di riappropriazione della collezione zoologica eritrea Bottego attraverso un’analisi decoloniale. \nMuna Mussie (Eritrea 1978) inizia il suo percorso artistico nel 1998 formandosi e lavorando come attrice e performer con Teatrino Clandestino e Teatro Valdoca. Dal 2001 al 2005 è parte fondante del collettivo di ricerca Open. Tra le sue produzioni recenti\, l’installazione e performance Milite Ignoto (2015)\, le performance Oasi (2018)\, Curva (2019)\, Curva Cieca (2021) e PF DJ (2021)\, la performance Bientôt l’été (2021) sul nomadismo mentale e erranza\, e PERSONA (2022)\, incontro ad personam mediato dalla pratica del cucito. I recenti progetti Oblio (2021) e Oblio/Pianto del Muro (2022) introducono una ricerca sull’arte pubblica. \nFÒRO FÒRO è l’ottava azione del progetto triennale 22_24 BESTIARIO | Femminile Animale\, il progetto di Lenz che crea PARENTELE\, intese come riconoscimento di affinità e differenze e possibilità di coesistenza\, invitando dodici artiste e collettivi associati a co-produrre residenze\, progetti nazionali ed internazionali\, laboratori e seminari transdisciplinari che indaghino i temi dei ruoli di genere\, antispecismo\, ecofemminismo\, superamento dei dualismi. \nBiglietti \n12 euro intero \n8 euro ridotto (under 30\, studentesse\, studenti\, dipendenti AUSL\, Carta DOC) \n6 euro studentesse\, studenti e docenti università di Parma \nInformazioni e prenotazioni \nLenz Teatro \nVia Pasubio 3/e\, Parma\, tel. 0521 270141 \nMob + Whatsspp 335 6096220 \nMail info@lenzfondazione.it \nLenz Natura Dèi Teatri XXVII è un progetto di Lenz realizzato con il sostegno di: MiC Ministero della Cultura\, Regione Emilia-Romagna\, Comune di Parma\, AUSL Parma DAI SM-DP\, Università degli Studi di Parma – Sistema Museale d’Ateneo\, Fondazione Monteparma\, Fondazione Cariparma\, Chiesi Farmaceutici S.p.A.\, Intesa SanPaolo\, Lipu e con la collaborazione di: Lipu\, ParmaFrontiere\, Associazione Micro Macro\, Insolito Festival\, Segnali di Vita\, Il Rumore del Lutto\, SMA Sistema Museale di Ateneo Università di Parma\, Rete EBA\, Arts Council England\, British Council\, Istituto Italiano di Cultura di Londra\, Stopgap Dance Company\, DanceEast Company. Si ringrazia il fondo di beneficenza Intesa San Paolo
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SUMMARY:Walter Albini: la mostra allo CSAC fino al 14 aprile
DESCRIPTION:Csac – Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma\, inaugurata\,  sabato 14 ottobre 2023\, una mostra monografica volta a celebrare il genio\, la visione avanguardista e l’estro creativo di Walter Albini. \nLa mostra\, in programma fino al 23 dicembre\, intende restituire l’opera di Albini dagli esordi alle ultime collezioni realizzate nei primissimi anni Ottanta\, attraverso una selezione di materiali appartenenti al Fondo Archivistico Walter Albini conservato presso il Csac. \nIl Csac possiede infatti uno dei più esaustivi ed eterogenei fondi archivistici dello stilista\, comprensivo di circa cinquemila materiali progettuali; donato nel 1983 da Paolo Rinaldi e nel 1988 da Marisa Curti\, copre un arco cronologico che va dal 1967 circa al 1982.   \nI materiali progettuali spaziano dagli schizzi giovanili\, che presentano già in nuce la poetica dello stilista\, ai bozzetti preparatori\, sino ai disegni destinati alla progettazione delle Collezioni. Unitamente ai materiali elencati in mostra sarà presente una selezione di fotografie destinate alla promozione delle collezioni\, fotografie di sfilata e materiale pubblicitario. \nQuando: 14 ottobre – 23 dicembre\nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\, Abbazia di Valserena\, Via Strada Viazza Paradigna\, 1
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SUMMARY:Museo di Veterinaria: i nuovi orari di apertura
DESCRIPTION:Si ampliano gli orari di apertura del Museo Anatomico Veterinario “A. Lemoigne”. \nI nuovi orari partono da novembre: dal lunedì al giovedì ore 15.00 – 17.30\, nei mesi di novembre 2023\, marzo\, maggio\, giugno\, settembre\, ottobre 2024.\n \nLe scolaresche possono concordare anche orari mattutini. \nLe visite al Museo si possono prenotare online: visite per singoli o gruppi\, visite per le scuole \n 
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SUMMARY:Studenti di Rjieka in visita Museo di Matematica e Informatica
DESCRIPTION:Mercoledì 15 novembre il Museo di Matematica e Informatica ospiterà un gruppo di 40 studenti provenienti da Rijeka (Fiume\, Croazia).\n\nI ragazzi\, tutti fra i 17 e i 18 anni\, verranno guidati dal prof. Federico Bergenti\, Direttore Scientifico del Museo\, alla scoperta delle mostre “Pitagora e il suo teorema” e “La storia del personal computer“.
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SUMMARY:Festività natalizie: Musei chiusi dal 23 dicembre
DESCRIPTION:In occasione delle festività natalizie e di fine anno\, i musei saranno chiusi da sabato 23 dicembre 2023 a domenica 7 gennaio 2024. \nIl Sistema Museale di Ateneo augura a tutti Buone Feste!
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SUMMARY:Nuovi eventi della mostra "Impronte": il documentario "Il seme del futuro" e la presentazione del libro "Meravigliose Creature"
DESCRIPTION:Fin dai primissimi giorni di apertura\, Impronte. Noi e le piante (noielepiante.it) ha catturato l’interesse di un numeroso pubblico di grandi e piccoli\, appassionati e neofiti\, curiosi e addetti ai lavori\, raccontando in modo inedito\, accurato e originale il rapporto inestricabile che lega uomo e natura. Sulla scia del grande interesse\, la mostra – realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines – affianca ai laboratori didattici e alle visite guidate anche un ulteriore calendario di iniziative speciali collaterali e diffuse. \nI primi appuntamenti avranno luogo in occasione di I Like Parma\, sabato 2 e domenica 3 marzo. Anticipata da una visita guidata con il curatore del progetto scientifico della mostra\, Renato Bruni (sold-out\, ma prenotabile a questo link in caso di rinunce dei partecipanti già in lista)\, l’estensione oraria straordinaria di sabato\, consentirà di visitare Impronte oltre l’orario abituale\, fino alle 22 (con ultimo ingresso 30 minuti prima)\, mentre domenica alle 16.30 si potrà assistere all’affascinante incontro Visitare una mostra da seduti. Renato Bruni racconta la genesi di Impronte\, dedicato alla letteratura botanica e preziosa occasione per immergersi e approfondire i temi dell’esposizione\, tra sapere scientifico e sensibilità umanistica. \nGli stessi ingredienti che tornano venerdì 8 alle 18 con la presentazione del libro “Il dubbio e il desiderio” (Electa\, 2023) di Silvia Bencivelli\, che ripercorrerà le principali tappe del vivace percorso biografico di Eva Mameli Calvino\, botanica vissuta tra il 1886 e il 1978 e madre di Italo\, destinato a diventare uno dei protagonisti della letteratura del Novecento. All’Auditorium Mattioli di Palazzo del Governatore\, l’autrice\, giornalista e divulgatrice scientifica dialogherà con Renato Bruni dando forma alla figura di una donna capace di distinguersi in un ambito\, quello scientifico\, all’epoca appannaggio dell’universo maschile. \nLa prospettiva dei ragazzi si aggiungerà poi a quella convenzionale con l’evento “Come ci vedono le piante\, e viceversa”. Sabato 16 e domenica 17 tra le 10 e le 13 e le 14 e le 17\, venti studenti dell’indirizzo “Turismo” dell’ITC Bodoni di Parma vestiranno gli speciali panni dei ciceroni botanici\, raccontando nelle sale di Palazzo del Governatore storie e approfondimenti legati ai materiali in mostra. \nE ancora\, passando al grande schermo\, giovedì 21 al Cinema D’Azeglio alle 18 è in programma la proiezione del documentario Il seme del Futuro\, nato per portare l’attenzione sui cambiamenti che la crisi climatica sta innescando nelle foreste alpine. Tra i più appassionati conoscitori di questo fragile e delicato ecosistema\, è il protagonista della pellicola\, lo scienziato ed esperto di gestione forestale Giorgio Vacchiano\, che è tornato nei boschi valdostani della sua infanzia alla ricerca delle chiavi per comprendere i profondi mutamenti in atto in quel territorio. Insieme a Renato Bruni\, sarà \nproprio lui a tracciare considerazioni e possibili soluzioni necessarie alla salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio boschivo e forestale. \nChiude la panoramica\, venerdì 22\, una seconda presentazione\, sempre presso l’Auditorium Mattioli; a intervenire questa volta è Stefano Mazzotti\, direttore del museo di storia naturale di Ferrara\, affiancato da Renato Bruni e Davide Persico\, direttore del museo di Storia Naturale dell’Università di Parma. Con lui il pubblico potrà conoscere le Meravigliose Creature (dal titolo del suo libro\, il Mulino\, 2024) che popolano il nostro pianeta\, viaggiando idealmente verso luoghi straordinari di inimmaginabile bellezza\, dalla Papua Nuova Guinea al Borneo\, dall’Himalaya al Mekong\, dallo Sri Lanka al Madagascar\, fino alle montagne della Tanzania\, acquisendo sempre maggiore consapevolezza dell’importanza di tutelare e preservare una simile ricchezza e diversità. \nDopo il programma Impronte Off – ideato da Interno Verde e promosso dall’associazione “Parma\, io ci sto!”\, di cui uno dei momenti salienti sarà la proclamazione del vincitore del concorso dedicato alla Botanica fantastica\, venerdì 1 marzo dalle 18 a Palazzo del Governatore – il palinsesto di Impronte si amplia di iniziative sempre più coinvolgenti e multidisciplinari. Un modo per intensificare ancor di più il dialogo già solido tra Parma e la sua Università\, sottolineato anche dall’avvio del recupero dell’Orto Botanico (in cui l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio quali Ministero dell’Università e della Ricerca\, Ministero della Cultura\, Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e “Parma\, io ci sto!”)\, uno dei fulcri cittadini e nazionali su cui imperniare comunicazione scientifica\, educazione e ricerca condivisa. \nTutti gli incontri\, a eccezione della visita guidata\, sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni sugli eventi speciali rivolgersi ai seguenti indirizzi mail:sistema.museale@unipr.it | info.cultura@comune.parma \n  \nImpronte. Noi e le piante prosegue fino a lunedì 1 aprile\, visitabile gratuitamente dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 19\, compresi i festivi. È realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma\, il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines e con il patrocinio e la collaborazione con dell’Università di Padova\, le Scienze e National Geographic. \nScarica il programma degli eventi speciali \nComunicato stampa  \nnoielepiante.it\nortobotanico.unipr.it\n#impronte\n#noieleopiante \nUfficio Stampa Mostra\nufficiostampa@exlibris.it \nUfficio stampa Università di Parma\nufficiostampa@unipr.it\n0521 904016 – 4050 – 6886 – 4010 \nufficio stampa Comune di Parma\nufficio.stampa@comune.parma.it\n0521 218206
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SUMMARY:Ultimi giorni per visitare la mostra "Impronte. Noi e le piante"
DESCRIPTION:Visitare una mostra e ritrovarsi a sfogliare un album di famiglia\, in cui a prendere vita sotto i nostri occhi non sono i ricordi privati ma le memorie collettive e cangianti dei nostri rapporti con le piante nel corso di oltre 6 secoli. A Parma\, nella splendida cornice di Palazzo del Governatore\, sabato 13 gennaio 2024 apre al pubblico Impronte. Noi e le piante\, esposizione unica nel suo genere che ripercorre in oltre 200 oggetti figurativi (erbari storici\, illustrazioni botaniche\, stampe in nature printing e xiloteche\, ma anche fotografie moderne e immagini ad alta tecnologia) il rapporto inesauribile che lega umanità e natura\, botanica e immagini\, scienza e arte. \nRealizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines\, Impronte dipana nelle sue 10 sezioni il filo della memoria naturale che da sempre l’uomo cerca di cogliere e fissare\, dalla carta degli erbari alle odierne immagini satellitari dei censimenti arborei\, passando per illustrazioni\, taccuini\, modellini e persino risonanze magnetiche e sguardi ai raggi X. Al centro\, ideale e concreto raccordo tra le epoche\, l’installazione audiovisiva Artificial Botany\, a cura di fuse*\, che esplora suggestioni e capacità espressive delle illustrazioni botaniche classiche attraverso l’uso di moderni algoritmi di apprendimento automatico. \nLa mostra – visitabile gratuitamente fino all’1 aprile\, da mercoledì a domenica dalle 10 alle 19\, festivi inclusi – prevede anche visite guidate\, laboratori didattici prenotabili riservati a giovani esploratori accompagnati dai propri insegnanti e un concorso per giovani illustratori\, intensificando così il dialogo – mai interrotto – tra Parma e la sua Università. Un rapporto oggi ancora più profondo grazie all’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’Orto Botanico\, oggetto di un significativo recupero volto a renderlo uno dei fulcri cittadini e nazionali su cui imperniare comunicazione scientifica\, educazione e ricerca condivisa\, soprattutto sui temi della cultura vegetale in ogni sua declinazione umanistica e scientifica. Nel progetto di recupero l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio: Ministero dell’Università e della Ricerca\, Ministero della Cultura\, Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e “Parma\, io ci sto!” \nMolte opere esposte portano alla luce i rapporti tra immaginario botanico e città\, dagli erbari di personaggi illustri decisi a dare il giusto valore al sapere botanico (come Luigi Gardoni\, il cui omonimo erbario farmaceutico è stato riportato alla luce solo nel 2014 dopo una permanenza silente negli armadi dell’Orto Botanico lunga più di un secolo)\, alla “donazione regale” di modelli di funghi in cera acquistati da Maria Luigia d’Austria proprio per l’Orto Botanico\, passando per storie\, notizie e curiosità contenute nell’altrettanto nutrito universo digitale composto da QR-code e video. \nRicca e varia la provenienza dei materiali\, che oltre a prestatori locali ha coinvolto strutture estere (Real Jardin Botanico di Madrid) e di prim’ordine in Italia (Orti Botanici di Padova\, Bologna\, Pavia\, Erbario Centrale Italiano di Firenze ed Enti Oliveriani di Pesaro\, tra gli altri). Al centro del percorso espositivo\, tuttavia\, vi è la raffigurazione scientifica delle piante e la sua trasformazione di stile\, di percezione\, di obiettivi: un percorso che usa la leva della bellezza per mostrare quanto sia cambiato nei secoli il nostro modo di guardare le piante e\, con esso\, la nostra opinione su di esse. \n“Si usa spesso l’espressione plant blindness per indicare la nostra scarsa capacità di notare le piante nella vita di tutti i giorni”\, spiega Renato Bruni\, direttore scientifico dell’Orto Botanico di Parma e responsabile del progetto scientifico della mostra. “Impronte nasce per evidenziare come invece studiosi e ricercatori abbiano sviluppato nei secoli una grandissima capacità di osservazione verso questi organismi\, scoprendone gradualmente caratteristiche e peculiarità. A mancare sino ad ora è stata la ribalta\, l’esposizione completa del fotoromanzo che la scienza ha costruito in secoli di botanica\, un piano sequenza per capire quanto sia cambiata la risposta a una domanda solo apparentemente innocua: “che cos’è una pianta?” Si tratta di una risposta agevolata dallo strumento visuale e dal suo portato simbolico: le immagini scientifiche delle piante sono bellissime e capaci di trasmettere concetti complessi nell’emozione di un attimo”. \nLe dieci sezioni\nArticolate in un percorso che occupa i 570 mq degli spazi espositivi situati al primo piano del Palazzo del Governatore\, le dieci sezioni in cui è organizzata la mostra accompagnano i visitatori in un viaggio nel tempo tra isole di sapere\, muovendosi tra gli estremi di un utilitarismo vecchio e nuovo che attraverso la rappresentazione vegetale approda sugli arcipelaghi delle scienze e delle arti: \n1.         L’epoca del disegno – tra decoro e studio\n2.         L’illustrazione scientifica – tra estetica e identità\n3.         A scuola di botanica – le immagini di veri saperi\n4.         Il mondo delle illustratrici – una porta verso la scienza\n5.         Le collezioni di Parma – una capsula del tempo che si apre\n6.         L’epoca della tecnologia – immagini seriali e oggettività\n7.         Fotografie e nuovi occhi – le piante oltre il visibile\n8.         Le piante e il mondo – organismi che interagiscono\n9.         Le immagini olistiche – oltre la semplice forma\n10.       Le foto di gruppo – noi e le piante in città\, nei campi\, nei boschi \nDalle riproduzioni calligrafiche all’agricoltura di precisone\, dagli erbari medioevali alla tomografia a emissione di positroni\, Impronte traccia la parabola temporale della relazione tra uomo e natura\, mostrandone tutte le declinazioni. Una mano\, anzi\, una manicula\, lo sottolinea fin dall’inizio del percorso espositivo: è quella disegnata da un ignoto lettore a margine della copia dell’Hortus Sanitatis di Johannes da Cuba (1548)\, un segno di evidenziatore ante litteram che a distanza di secoli lascia dietro di sé un’impronta ancora ben visibile\, e da cui partire. \nEcco quindi farsi strada gli erbari ad uso di medici e farmacisti\, dominati da un approccio realistico e una precisa funzione\, le tavole tratte da atlanti destinati al riconoscimento “professionale” delle erbacce da estirpare lungo le ferrovie\, ma anche i cataloghi di campioni di colore da abbinare a precise varietà e specie botaniche come l’originalissimo Répertoire de couleurs pour aider à la détermination des couleurs des fleurs\, des feuillages et des fruits che unisce esperienze e necessità di floricoltori\, artisti e scienziati. È anche grazie a una simile varietà di applicazioni che si rende necessario un avanzamento nella ricerca sulle tecniche di impressione\, litografia e galvanotecnica su tutte\, che unito alla fascinazione artistica per l’illustrazione botanica conduce rapidamente alla sua commercializzazione\, traghettandola nella modernità. Riproduzioni in serie\, stampe\, ma anche tracce di avvincenti spy-stories legate a furti e diritti di proprietà aggiungono preziosi e inimmaginati tasselli al complesso mosaico creato delle opere in mostra. Tra queste\, le rarissime riproduzioni calligrafiche di funghi in cera\, i modellini Brendel in papier mâché e le “carte di identità” lignee degli alberi\, le xiloteche o holzbuch\, che insieme contribuiscono a descrivere il superamento dalla conoscenza delle piante per mero riconoscimento verso una dimensione più ampia\, che contempla aspetti fisiologici\, ecologici e persino agronomici. \nOggetto di interesse sempre crescente\, la rappresentazione naturalistica investe anche la sfera professionale femminile\, perché è proprio passando per la porta dell’illustrazione botanica che molte donne hanno potuto accedere al mondo delle scoperte scientifiche\, storicamente dominato dal genere maschile. Un percorso lungo e non privo di ostacoli – ben sintetizzato dal video appositamente realizzato con la collaborazione del Museo Botanico dell’Università di Padova – ma colmo di grande bellezza\, la stessa che emana dalle opere originali sette-ottocentesche di Maria Sybilla Merian\, Dissertatio de generatione et metamorphosibus insectorum Surinamensium\, Elizabeth Blackwell\, A curious herbal\, e Rosalba Bernini\, di cui sono esposte alcune tavole. \nImpronte. Noi e le piante offre anche un dovuto momento di riflessione sul patrimonio di documenti storici custoditi dall’Università e da varie istituzioni cittadine (Biblioteca Palatina\, Fondazione Cariparma\, Convitto Nazionale Maria Luigia). È qui che diventano protagonisti materiali inediti o raramente esposti al pubblico (come\, oltre all’erbario Gardoni\, gli erbari Berta\, Guatteri e Jan) e il percorso conduce i visitatori alla scoperta delle nuove tecnologie impiegate per la rappresentazione delle piante. Dalle prime riproduzioni fotografiche ottenute a fini scientifici\, come quelle esotiche tratte da Asiatic Palms durante le campagne botaniche di Odoardo Beccari nel Borneo\, passando per le immagini ottenute con tecniche microscopiche\, le opere esposte esplorano un presente che corre veloce verso nuovi traguardi. Lo raccontano gli incredibili ritratti spettrografici condotti sulle piante per accelerare la selezione agronomica e le fotografie di scienziati-artisti contemporanei come Craig Burrows\, Igor Siwanovicz\, Rob Kesseler e Jan Martinek\, al contempo strumenti sperimentali di ricerca e vincitrici di premi fotografici internazionali. \nL’ultima sezione\, una prospettiva ampia e scientificamente accurata\, si apre svelando le illustrazioni moderne capaci di allargare lo sguardo dal particolare al generale\, proprio come in una foto di gruppo. Microscopie\, infrarossi\, ultravioletti\, radar\, immagini satellitari\, time lapse\, risonanze\, fluorescenze offrono la cornice ideale per riflettere sui temi che caratterizzano la nostra contemporaneità\, dal cambiamento climatico alla qualità dell’aria\, dalla sostenibilità agricola alla gestione del verde urbano e forestale. Grazie a queste nuove visioni molte conoscenze sono state approfondite e amplificate\, portando le piante da viventi “inanimati” a organismi centrati su complessità e interazione\, indispensabili alla nostra vita nelle città e sul pianeta. Questa nuova era delle immagini ci ha rivelato che le piante hanno bisogni che non possiamo più ignorare\, anche perché sono ora sotto i nostri occhi. \nL’installazione: Artificial Botany\nRaccordo tra le due macrosezioni in cui è strutturata la mostra e opera in continua evoluzione\, Artificial Botany condensa la bellezza delle immagini con la potenza della tecnologia dando vita a un’installazione audiovisiva ipnotica in cui la fluidità del processo vitale della pianta viene rappresentata a partire da una serie di illustrazioni botaniche d’epoca.\nRaccolte dagli archivi digitali opensource di illustratori di metà XIX secolo\, queste illustrazioni sono diventate il materiale didattico per un particolare sistema di apprendimento automatico chiamato GAN (Generative Adversarial Network) che attraverso una fase di allenamento è in grado di ricreare nuove immagini artificiali con elementi morfologici estremamente simili alle immagini di ispirazione ma con dettagli e caratteristiche che sembrano far emergere una reale rappresentazione umana. La macchina rielabora il contenuto creando un nuovo linguaggio\, catturando le informazioni e le qualità artistiche dell’uomo e della natura. \nLaboratori e visite guidate\nScienza e arte da vedere\, conoscere e sperimentare. Fedele alla propria vocazione di apertura e scambio con il pubblico\, l’Università di Parma arricchisce l’offerta espositiva di Impronte organizzando un ricco calendario di laboratori (a cura di Esperta) e visite guidate (a cura di Artificio). 50 appuntamenti – prenotabili attraverso il sistema museale di Ateneo – rivolti a studenti grandi e piccoli\, dalle elementari alle superiori\, in cui divertirsi a scoprire tutti i segreti della lunga storia della rappresentazione botanica. Pensate per gli adulti sono invece le speciali visite guidate durante alcuni fine settimana\, per approfondire i temi affrontati nelle dieci sezioni dell’esposizione\, tra aneddoti e curiosità. \nIl concorso: Impronte OFF\nUn concorso di illustrazione aperto a giovani disegnatori\, una mostra / happening che andrà ad arricchire il percorso espositivo e due incontri fuori città per far conoscere l’Orto Botanico di Parma non solo come luogo di studio ma anche come polo aggregativo innovativo\, pensato per le nuove generazioni. Il programma Impronte Off – ideato da Interno Verde e promosso dall’associazione “Parma\, io ci sto!” – affiancherà la mostra coinvolgendo studenti e professionisti under35\, contribuendo così a far conoscere alle ragazze e ai ragazzi il ruolo che l’Orto Botanico assumerà per il territorio.\nIl bando del concorso di illustrazione\, declinato sul tema della botanica fantastica\, verrà pubblicato lunedì 18 dicembre sul sito www.internoverde.it e resterà aperto fino a domenica 28 gennaio. Verranno selezionati dieci finalisti che esporranno i propri lavori all’interno di Impronte. Ulteriori appuntamenti volti a esplorare le potenzialità della rappresentazione botanica saranno organizzati tra febbraio e marzo sia a Milano che a Bologna. \nL’Orto Botanico di Parma\nGià nel Seicento esisteva un Giardino dei Semplici presso l’antica sede universitaria in Borgo degli Studi\, dedicato alla coltivazione di erbe medicinali. L’insediamento attuale di via Farini fu istituito nel 1770 grazie al lavoro di Giambattista Guatteri. Le caratteristiche serre settecentesche\, probabile progetto di un allievo dell’architetto di corte Ennemond-Alexandre Petitot\, furono terminate nel 1793. A Guatteri si deve la scelta di un orientamento sperimentale di impianto naturalistico\, ispirato a quello dell’Università di Padova: studio dal vivo\, floristica del territorio\, acclimatazione in serra di piante esotiche\, scambi con altri orti secondo una pratica che permane tuttora.\nA seguito del trasferimento di tutte le attività di ricerca al Campus universitario\, a partire dal 1980 la vocazione inizia a mutare. Da luogo in cui la scienza viene prodotta\, gradualmente l’Orto assume i tratti di una piattaforma in cui la scienza viene raccontata. Dopo un lungo periodo di oblio\, da alcuni anni l’Orto Botanico ha ritrovato un ruolo di primo piano nelle politiche dell’Università di Parma. Luogo emblematico e identitario per la comunità\, ospitando varie collezioni di pregio racchiude in sé la tradizione scientifica e ambientale del territorio. Il suo futuro è di uscire dalla staticità dell’hortus conclusus poco accessibile al pubblico\, divenendo invece punto preferenziale per la comunicazione scientifica\, l’educazione e la ricerca sui temi ambientali\, della biodiversità e della sostenibilità.\nL’Orto è al centro di un’iniziativa di restauro e riqualificazione\, in cui l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio\, mirata a sfruttare le collezioni in chiave moderna per sensibilizzare sui benefici delle piante alla vita umana e al contempo ricostruire la memoria storica dell’Orto\, recuperando essenze e collezioni presenti nel catalogo redatto all’epoca della sua fondazione. La nuova struttura avrà la medesima vocazione di questa mostra: raccontare la storia dei giusti rapporti necessari tra noi e le piante. \nImpronte. Noi e le piante è realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma\, il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines e con il patrocinio e la collaborazione dell’Università di Padova\, le Scienze e National Geographic. \nLE DICHIARAZIONI \n“Impronte. Noi e le piante rappresenta per l’Università di Parma una sorta di “manifestazione d’intenti” verso la città. Con fondi propri e col fondamentale supporto del territorio\, in un “gioco di squadra” in cui crediamo moltissimo\, l’Ateneo ha da alcuni anni avviato per l’Orto Botanico e per il Museo di Storia Naturale un importante percorso di riqualificazione\, che proprio nel 2024 entra nel vivo con l’apertura dei cantieri. Questi due luoghi si apprestano a riacquisire il ruolo centrale che loro spetta nel tessuto culturale cittadino. I temi attorno ai quali gravita questo percorso sono i medesimi alla base dell’allestimento pensato per Palazzo del Governatore: le parole chiave sono dialogo\, contaminazione\, sostenibilità\, complessità\, coinvolgimento\, scoperta. Questa mostra rappresenta quindi un traguardo importante\, sia nei termini tangibili di un’esposizione sia in quelli immateriali ma non meno potenti della sintesi progettuale” – Paolo Martelli\, Rettore dell’Università di Parma \n“Palazzo del Governatore si trasformerà in una wunderkammer affollata di 200 elementi che schiuderanno minuti particolari botanici grazie ad una nuova e felice collaborazione tra istituzioni culturali pubbliche e illuminate realtà imprenditoriali del territorio. Per Parma si tratta anche della rivelazione di una raccolta appassionata che è andata a sostanziare gli Erbari Gardoni\, Berta\, Guatteri e Jan custoditi dall’Orto Botanico che\, per la prima volta esposti insieme\, raccontano di una privilegiata relazione della città con l’illustrazione ottocentesca ed un vivo interesse per il sapere botanico. Si tratta di un percorso saprà che saprà affascinare con romantiche impronte fané che hanno attraversato i secoli\, con le indagini stupefacenti che sanno tracciare i moderni imaging\, ma soprattutto che lascerà ai visitatori una domanda urgente e contemporanea: quali impronte stiamo lasciando?” – Lorenzo Lavagetto\, Vicesindaco e Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Parma \n“Questo progetto espositivo ci consente di rimettere a fuoco il difficile equilibrio tra uomo e natura. Impronte. Noi e le piante consentirà alla collettività\, specialmente alle giovani generazioni\, di consolidare conoscenza e consapevolezza sul patrimonio botanico del nostro territorio\, anche grazie alla messa in rete di tutti quei luoghi che ad oggi ne tengono traccia e che rivivranno in ottica di sistema nei nuovi spazi espositivi dell’Orto Botanico. Questa mostra entra di diritto anche all’interno dell’iniziativa didattica di Fondazione Cariparma A scuola nei Musei che da oltre 20 anni si rivolge a tutti gli istituti scolastici del nostro territorio. Il pianeta è la nostra casa\, da sempre. Per poter contribuire alle sfide globali dobbiamo prima di tutto fare la nostra parte sul territorio che abitiamo\, salvaguardando la storia e la biodiversità locale\, per progettarne il futuro. Insieme” – Franco Magnani\, Presidente della Fondazione Cariparma \n“Abbiamo apprezzato da subito il progetto Impronte. Innanzitutto\, perché la mostra di Palazzo del Governatore contribuirà a valorizzare un patrimonio importante della città di Parma: l’Orto Botanico\, che custodisce un importante corpus culturale\, di cui l’Erbario Gardoni è un esempio\, ed è un luogo deputato alla conoscenza scientifica. In secondo luogo\, perché riteniamo che Impronte rappresenti lo sviluppo coerente di un percorso che abbiamo intrapreso a partire dal 2020\, con i progetti Pharmacopea prima e L’Arte della Cura poi. Il tema è la riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica del nostro territorio. Come Società Benefit e certificata B Corp\, siamo orgogliosi di contribuire alla realizzazione di questa mostra\, per tenere alta l’attenzione sul legame tra scienza e botanica e sull’Orto Botanico cittadino” – Alessandro Chiesi\, Presidente del Gruppo Chiesi \n“Tra ciò che non possiamo vedere delle piante ci sono le radici; senza dubbio quelle del Gruppo Davines sono profondamente radicate nelle tradizioni farmaceutiche e speziali della nostra città. Dopo il progetto Pharmacopea\, con il quale abbiamo fatto rivivere insieme al Gruppo Chiesi un percorso che va dall’Orto Botanico all’Antica Farmacia S. Filippo Neri\, sono felice di aver contribuito alla nascita di un altro “prodotto culturale” che è in sintonia con la storia e l’impegno della mia famiglia\, a partire dalle prime attività di mia madre Silvana\, che oltre 40 anni fa iniziò una ricerca all’avanguardia sui migliori principi attivi cosmetici delle piante. Le riflessioni che emergono dalla mostra sui colori come declinazioni della bellezza e sulla pianta intesa come realtà unitaria olistica possiedono un fascino unico\, che accompagnerà i visitatori nella ri-scoperta della storia chimico-farmaceutica di Parma” – Davide Bollati\, Presidente del Gruppo Davines. \nL’ingresso alla mostra è gratuito e senza prenotazione. \nPrenotazioni per le scuole\, le famiglie e gli adulti. \nInformazioni sulla mostra \nColophon
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SUMMARY:Chiusa\, il 1° aprile\, con grande successo la mostra “Impronte. Noi e le piante”: oltre 21mila visitatori e visitatrici
DESCRIPTION:Oltre 21mila persone hanno visitato “Impronte – Noi e le Piante”\, la mostra organizzata dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Parma tra il 13 gennaio e il 1° aprile al Palazzo del Governatore. Un risultato decisamente positivo\, che premia la scelta di integrare materiali moderni e antichi\, collezioni locali e “pezzi” provenienti da altre istituzioni creando un percorso ricco e poliedrico ma centrato sulla bellezza innata del regno vegetale e della ricerca scientifica. \nLa mostra è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Parma e l’Orto Botanico dell’Università di Padova\, col patrocinio di National Geographic Italia e Le Scienze e grazie al fondamentale sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Davines Group. \nRicostruendo l’album scientifico delle nostre relazioni con i vegetali dal Quattrocento a oggi\, “Impronte” ha raccontato in parallelo l’evoluzione delle tecnologie di rappresentazione visiva\, il susseguirsi delle scoperte e la graduale trasformazione dell’idea stessa di pianta presso ricercatrici\, ricercatori e opinione pubblica. Visitatrici e visitatori hanno potuto letteralmente sfogliare le magnifiche immagini esposte come in una sorta di album di famiglia\, scoprendo illustrazioni rigorose e affascinanti\, stampe esotiche e precise\, fotografie pirotecniche e inattese\, libri ed erbari che parlano di luoghi e persone facendo ordine tra utilità\, scoperte\, biodiversità\, ecologia e dati sperimentali che si fanno estetica. Invitando a seguire le impronte che tante discipline diverse hanno lasciato dietro di sé\, la mostra ha evidenziato quanto siano cambiate nel tempo le risposte a domande non banali ed evidentemente molto sentite\, a partire da cos’è davvero una pianta e come si relaziona col mondo. \nL’allestimento\, basato su oltre 200 oggetti\, è stato apprezzato per la presenza di materiali provenienti tanto da istituzioni locali (Convitto Maria Luigia\, Biblioteca Palatina\, Fondazione Cariparma\, Orto Botanico) quanto da realtà di rilevanza nazionale. Proprio questo aspetto rappresenta un lascito importante per il Sistema Museale di Ateneo e per la città. “Impronte”\, oltre ad affascinare le persone che l’hanno visitata\, ha permesso infatti di gettare le basi per una migliore valorizzazione del patrimonio storico-botanico di Parma. In questo senso\, un ulteriore risultato di prestigio è la firma di un accordo quadro tra Università di Parma e Università di Padova per lo sviluppo congiunto di attività museali e incentrate sui rispettivi orti botanici. Questa scelta ravviva rapporti già solidi alla fine del Settecento\, quando Gianbattista Guatteri prima di fondare l’attuale Orto Botanico di Parma fu inviato proprio a Padova per apprendere e trasferire l’essenza dell’orto botanico più antico del mondo. \nA confermare il successo dell’allestimento e dei contenuti offerti da “Impronte” è anche l’andamento delle visite\, che sono andate gradualmente crescendo con le settimane fino a raggiungere appunto la cifra definitiva di 21.423 persone: segno di un apprezzamento e di un passaparola importante che si è affiancato a una costante attenzione da parte dei media. \nSignificativi anche i numeri relativi ai gruppi e alle scuole: sono state oltre 100 le comitive che hanno fruito delle visite guidate e dei laboratori didattici arrivando anche da fuori Parma\, a testimonianza di un’attrattività che non ha riguardato solo l’ambito cittadino.\nOltre mille bambine/i e ragazze/i hanno partecipato ai laboratori. E oltre 300 le presenze agli eventi collaterali alla mostra. \nIl successo di pubblico di “Impronte – Noi e le Piante” rappresenta una base importante per il futuro del Sistema Museale dell’Università di Parma. L’allestimento e la scelta di porre al centro le relazioni tra persone e vegetali anticipano infatti il cardine su cui sarà prossimamente imperniata l’offerta culturale e scientifica dell’Orto Botanico\, oggetto com’è noto di un ampio progetto di restauro e riqualificazione finanziato con fondi pubblici e privati.
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SUMMARY:“Visioni (im)possibili. Comunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC". La mostra
DESCRIPTION:Si chiama Visioni (im)possibili la mostra d’avvio di una collaborazione triennale che lega il Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma e il Comune di Parma – Assessorato alla Cultura. Un progetto che parte con un focus sugli anni Sessanta visti “in chiave Bauhaus” per poi dipanarsi\, nei prossimi anni\, sui Settanta e gli Ottanta. \nFucina delle iniziative sono le inesauribili collezioni che CSAC può vantare\, un tesoro a dir poco straordinario di oltre 12 milioni di pezzi. \nPrima tappa appunto Visioni (im)possibili\, in un format che sarà replicato anche nelle prossime due annualità: una doppia mostra\, una all’Abbazia di Valserena (sede di CSAC) e una in uno spazio espositivo del Comune\, ciascuna a offrire una diversa declinazione del titolo\, in un ping pong virtuoso tutto giocato sul filo rosso delle arti visive. \nA Palazzo Pigorini\, in pieno centro storico\, dal 20 gennaio al 24 marzo è di scena Visioni (im)possibili. Spazio\, luce\, movimento nelle collezioni CSAC.\nAll’Abbazia di Valserena\, dal 21 gennaio al 21 aprile\, Visioni (im)possibili. Comunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC. \nA partire dalle suggestioni evocate dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intorno alla necessità di un nuovo Bauhaus\, CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, in collaborazione con il Comune di Parma\, ha selezionato opere dalle proprie collezioni per proporre due itinerari ad hoc\, strutturando percorsi di rilettura e approfondimento sulla sperimentazione creativa degli anni Sessanta del Novecento attraverso un’ampia selezione di opere d’arte\, fotografie\, progetti di architettura\, moda\, design e grafica conservati nelle raccolte dell’archivio-museo universitario. \nIl concetto guida della duplice mostra ruota intorno al tema dell’eredità di Bauhaus nel Novecento\, in senso interdisciplinare e con particolare attenzione agli anni Sessanta\, quando la progettualità come base dell’opera\, il lavoro collettivo e i risvolti sociali della ricerca sono elementi che definiscono il lavoro di molti artisti e progettisti. Dopo la fine della guerra e la ricostruzione\, l’Italia vive negli anni Sessanta un periodo complesso\, tra boom economico e nascita della cultura di massa\, industrializzazione ed emigrazione\, urbanizzazione e provincia\, fino alla riflessione su quegli stessi modelli di sviluppo e società che si concretizzeranno alla fine del decennio. \nAttraverso l’arte\, la progettazione architettonica e urbanistica\, il linguaggio pubblicitario\, la moda\, la documentazione fotografica\, i percorsi disegnati da CSAC e Comune intendono indagare questi temi e le risposte formulate dal mondo culturale. \nL’esposizione di Palazzo Pigorini è dedicata alle opere di arte cinetica\, programmata e visuale\, tutte giocate sull’interazione tra spazio\, luce e movimento. La mostra esplora\, attraverso le raccolte CSAC\, le ricerche artistiche che si sono affermate nel panorama nazionale e internazionale tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta e che hanno posto al centro della propria attività il rapporto tra arte e tecnologia\, la dimensione progettuale e il lavoro di gruppo\, proponendo nuovi metodi di visione del reale e una relazione attiva tra opera e spettatore.\nI lavori selezionati\, realizzati da alcuni dei principali esponenti italiani e internazionali di queste tendenze (Getulio Alviani\, Davide Boriani\, Ennio Chiggio\, Gianni Colombo\, Hugo Demarco\, Gabriele Devecchi\, Juraj Dobrović\, Horacio Garcia Rossi\, Enzo Mari\, Manfredo Massironi\, Bruno Munari\, Grazia Varisco)\, includono sia opere statiche ma capaci di generare effetti ottici e quindi trasmettere allo spettatore un’idea di dinamismo\, sia oggetti estetici e interattivi che danno origine a un vero e proprio movimento grazie all’impiego di motori elettrici e sorgenti luminose. In mostra molti lavori riferibili al contesto della celebre esposizione Arte Programmata. Arte cinetica\, opere moltiplicate\, opera aperta (1962)\, curata da Munari e Giorgio Soavi nei negozi Olivetti di Milano\, Venezia e Roma. \nL’esposizione dell’Abbazia di Valserena riflette\, in prospettiva storica\, su quale sia stata l’eredità del Bauhaus\, della sua lezione che pone la comunicazione visiva al servizio della società. Grazie alla ricchezza delle collezioni CSAC\, ne è scaturito un percorso di rilettura della sperimentazione creativa in particolare degli anni Sessanta\, un momento in cui l’arte\, la moda\, la fotografia\, l’editoria e la progettazione si sono sempre più confrontate a vicenda\, in una dimensione caratterizzata da una forte attenzione al sociale\, spesso carica anche di tensioni utopiche. Si va dal superamento dell’informale – con l’intento prioritario di riportare l’opera d’arte in una relazione stretta con il pubblico\, invitato a “mettersi in gioco” nell’esperienza estetica – alle influenze pop\, optical e spaziali nella moda\, fino alla produzione in serie con i nuovi materiali plastici e alle nuove tendenze del disegno progettuale.\nIn mostra i lavori di alcuni dei più illustri artisti\, designer e progettisti di quegli anni: da Lucio Fontana a Enrico Castellani\, da Gio Pomodoro a Bruno Munari\, e poi Mario Schifano\, Giosetta Fioroni\, Enzo Mari\, Luigi Veronesi\, Franco Grignani\, Mario Giacomelli\, Carlo Cisventi\, Pier Luigi Nervi\, Roberto Sambonet\, Gio Ponti. \nI visitatori potranno avvalersi anche di un’app\, realizzata da CSAC e presentata in anteprima in occasione di questa mostra\, che li accompagnerà nel percorso\, facilitando l’accesso a contenuti aggiuntivi e di approfondimento\, attivabili in modalità di lettura\, audio e in lingua LIS dai dispositivi personali e gratuitamente. L’app è stata realizzata da CSAC nell’ambito di un progetto PNRR su accessibilità\, accoglienza e condivisione del patrimonio museale finanziato dal Ministero della Cultura. \nEntrambe le esposizioni (Valserena e Palazzo Pigorini) sono corredate da catalogo Electa\, in vendita allo CSAC e nelle librerie (€ 62) \nL’esposizione di Palazzo Pigorini è a ingresso libero\, quella di Valserena è a pagamento. I visitatori di Palazzo Pigorini potranno ricevere gratuitamente una cartolina lenticolare\, che darà diritto a uno sconto alla mostra di Valserena. \nINFO \nVisioni (im)possibili\nSpazio\, luce\, movimento nelle collezioni CSAC\na cura di Alessandra Acocella e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\nPalazzo Pigorini\, Strada della Repubblica 29/A\, 43121 Parma\nInaugurazione: venerdì 19 gennaio ore 18\nApertura mostra: 20 gennaio – 24 marzo 2024\nOrari di apertura: mercoledì – domenica 10 – 19 (ultimo ingresso in mostra ore 18.30)\nIngresso gratuito\npigorini@comune.parma.it\nwww.comune.parma.it/cultura \nVisioni (im)possibili\nComunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC\na cura di CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione Università di Parma\nAbbazia di Valserena\, Strada viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma\nInaugurazione: sabato 20 gennaio ore 11\nApertura mostra: 21 gennaio – 21 aprile 2024\nOrari di apertura: venerdì 9 – 15\, sabato e domenica 10 – 19\nIngresso a pagamento\nintero 10 €\nscontato 5 € (con cartolina Pigorini)\nstudentesse e studenti 5 €\nscuole 3 €\nservizimuseali@csacparma.it\nhttps://www.csacparma.it/\nÈ  possibile seguire CSAC anche su FB e Instagram\n#csac #newbauhaus #europe \nIL PROGETTO DI COLLABORAZIONE TRIENNALE\nVisioni (im)possibili è il primo atto di un progetto di collaborazione triennale tra CSAC e Comune di Parma\, che sulla base di una convenzione ad hoc intendono realizzare nel triennio 2024-2026 sei eventi espositivi\, tre nella sede CSAC all’Abbazia di Valserena e tre in uno spazio espositivo del Comune\, per proporre una riflessione sulla storia recente. Le mostre avranno come elemento generatore le opere e i documenti selezionati dalle collezioni CSAC e cercheranno di gettar luce non solo sui grandi temi del dibattito culturale del periodo individuato ma anche sulle dinamiche sociali e politiche\, le trasformazioni dei linguaggi della comunicazione e i rapporti complessi e biunivoci tra arte e industria\, progettazione e cultura di massa\, documento e narrazione.\nUno degli obiettivi del progetto è infatti quello di avvicinare il pubblico a temi ed espressioni tradizionalmente considerati lontani e “di nicchia”\, strutturando le esposizioni e i cataloghi per ambiti tematici coerenti e lineari\, semplificando i linguaggi e le modalità di visita.\nPer ogni annualità si prevede l’allestimento in contemporanea di due mostre\, strettamente legate tra loro ma che potranno essere visitate anche indipendentemente l’una dall’altra. La progettazione\, il catalogo e la comunicazione saranno impostati nell’ottica di un’unica esposizione su due sedi.\nLe mostre saranno corredate da laboratori didattici ed eventi collaterali per le scuole e per il pubblico in genere
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SUMMARY:25 e 26 aprile: chiusi i Musei
DESCRIPTION:Come  tutta l’Università di Parma\, anche  i Musei giovedì 25 e venerdì 26 aprile saranno chiusi. \nI Musei riapriranno regolarmente\, osservando i consueti orari di apertura al pubblico\, a partire da lunedì 29 aprile.
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SUMMARY:Domenica allo CSAC: visite guidate e laboratori
DESCRIPTION:Domenica 5 maggio\, un pomeriggio allo CSAC con due diverse proposte: \nore 15:00 visita guidata alla scoperta dell’Abbazia di Valserena (Prenotazione obbligatoria) \nore 16:00 Laboratorio didattico “Moda sostenibile: riusa\, ricicla\, ripara\, riduci.” per bambini e famiglie (Prenotazione obbligatoria) \nQuesto mese l’appuntamento “Domenica allo CSAC” torna con il laboratorio “Moda sostenibile: riusa\, ricicla\, ripara\, riduci.”! Attraverso le raccolte degli archivi Moda del CSAC\, in questo laboratorio ci focalizzeremo sui concetti di produzione locale\, slow e fast fashion\, atelier e prêt-à-porter\, e cosa possiamo fare per creare un mondo più sostenibile\, partendo anche da ciò che indossiamo! Con l’utilizzo di piccoli telai\, creeremo un’opera di quilt\, dando nuova vita ai tessuti e materiali di scarto. Insieme sarà possibile riflettere sui tempi e processi di produzione di un tessuto\, sul valore dei tempi di lavorazione\, della manodopera e del recupero di uno stile di vita slow\, con uno sguardo rivolto alla tradizione e alla sostenibilità. \nBIGLIETTO RIDOTTO 5 euro \nPer info e prenotazioni: servizimuseali@csacparma.it
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SUMMARY:Botanica Fantastica: in mostra le opere selezionate dal concorso
DESCRIPTION:Interno Verde nel dicembre 2023 ha lanciato la seconda edizione di Interno Verde Design\, concorso di illustrazione rivolto a studenti\, neolaureati e giovani professionisti under35\, chiamati a declinare e interpretare il tema: Botanica Fantastica. \nDieci illustrazioni per esplorare le potenzialità inespresse del regno vegetale\, tra fiori e piante immaginarie. In mostra le opere selezionate dal concorso Botanica Fantastica\, ideato da Interno Verde col supporto di “Parma\, io ci sto” e la collaborazione dell’Orto Botanico. \n\n\n\n\nL’iniziativa – sostenuta dall’associazione “Parma\, io ci sto!” – ha rappresentato il cuore del programma Impronte Off\, ideato da Interno Verde per avvicinare le nuove generazioni alla alla mostra “Impronte | Noi e le piante”\, aperta gratuitamente fino a lunedì 1 aprile 2024 al Palazzo del Governatore di Parma. \nCurata dall’Orto Botanico di Parma\, essa raccoglie un compendio di affascinanti testimonianze\, volte a raccontare l’evoluzione della rappresentazione botanica nei secoli: dai disegni degli erbari medievali alle riproduzioni digitali più innovative. \nLe dieci opere selezionate tra le 180 candidature ricevute a partire da venerdì 1 marzo sono diventate parte integrante del percorso espositivo. Accolgono il visitatore al piano terra del palazzo\, anticipando le testimonianze e i documenti storici che si potranno poi incontrare al primo piano. \nSempre venerdì 1 marzo\, insieme alla presentazione delle tavole\, è stato svelato il nome dell’autore primo classificato\, che ha meritato un premio di 500 euro\, un soggiorno per due notti per due persone in una struttura INCHotels e due biglietti per la prossima edizione del festival Interno Verde. \nLa valutazione è stata affidata a una giuria d’eccezione\, composta da: Emiliano Ponzi\, illustratore di fama internazionale con alle spalle innumerevoli premi e collaborazioni di prestigio\, dal Salone del Mobile al New Yorker\, da Vanity Fair a Moleskine\, Elisa Seitzinger\, visual artist celebre soprattutto per attualizzare e reinterpretare la sinteticità iconica dell’arte medievale\, Silvia Molinari\, artista specializzata in acquarello botanico\, firma di note campagne e copertine\, da Legambiente a Gardenia\, Elena Canadelli\, docente di museologia naturalistica all’Università degli Studi di Padova\, divulgatrice impegnata nel coniugare scienza e cultura visuale contemporanea. \nL’opera che ha guadagnato il più alto scalino del podio si chiama “Botanic Magic”\, si ispira a “Fish Magic” di Paul Klee\, ed è stata realizzata da Francesca Padovan. Al secondo posto e al terzo posto  si sono classificate “Erba Bestia” e “Fragili Fiori”\, rispettivamente di Giulia Piras e Laine Nameda Lazda. \nCiascuno dei dieci autori finalisti riceverà due biglietti omaggio per un’edizione a scelta del festival Interno Verde 2024. Un biglietto omaggio nominale verrà inoltre riservato ai restanti 170 candidati.
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SUMMARY:"Avere cura: patrimoni\, scarto e identità’": International Museum Day - 18 MAGGIO 2024
DESCRIPTION:In occasione della “International Museum Day 2024” proposta da ICOM\, seguendo il tema “Musei per l’Educazione e la Ricerca”\, CSAC propone un pomeriggio di laboratori e approfondimenti per tutte le età. Il tema di quest’anno pone al centro della discussione il ruolo fondamentale delle istituzioni culturali nel promuovere e garantire un’esperienza educativa sempre più inclusiva\, sostenibile e consapevole\, sostenendo gli obiettivi 4 e 9 dell’agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. \nAttraverso laboratori ed eventi\, il nostro obiettivo è quello di rendere CSAC un centro sempre più dinamico e accessibile\, dimostrando come una fruizione consapevole del patrimonio culturale e artistico possa concorrere attivamente alla promozione del benessere della persona\, dell’ambiente e della società. \nIl programma: \nSABATO 18 MAGGIO \nore 15:00 \nvisita guidata alla mostra “Planimetrie Naturali: Giacomelli\, Ghirri\, Guerzoni\, Archivio”\, una mostra fotografica sulla ricerca paesaggistica della seconda metà degli anni Settanta del Novecento. CSAC presenta un piccolo campione di opere con la comune suggestione della rappresentazione convenzionale del territorio\, della planimetria\, della mappa\, della traduzione in immagine del territorio come indissolubile\, della materia e tempo che trasforma. I materiali esposti spaziano tra raccolte fotografiche di Mario Giacomelli\, di Luigi Ghirri e la maestosa opera “La parete dimenticata” di Franco Guerzoni da lui donata. Saranno presenti inoltre una serie di proiezioni di immagini digitalizzate provenienti dagli archivi Publifoto Roma e Villani. \nore 16:00 \nlaboratorio “AVERE CURA: Patrimoni\, scarto e identità”: In questo laboratorio\, ogni partecipante avrà la possibilità di sperimentare la rappresentazione di sé attraverso diversi media: inizieremo dalla fotografia\, passando dal disegno sinestetico\, per concludere con la pittura ed il collage. Ragioneremo sulla frammentazione dell’identità e sulla rivalutazione dello scarto in quanto possibilità di scoperta dell’inaspettato. \nIl laboratorio è gratuito e accessibile a tutti\, previa prenotazione alla mail servizimuseali@csacparma.it \nINGRESSO GRATUITO al museo e alle mostre in corso dalle 10:00 alle 19:00
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SUMMARY:24 maggio: allo CSAC giornata di studi “Architettura disciplina eteronoma. Temi\, attori\, dialoghi”
DESCRIPTION:Si rifletterà sull’architettura come disciplina “eteronoma” venerdì 24 maggio alle 14.15 al Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma\, in una giornata di studi organizzata dal Politecnico di Milano con il patrocinio dell’Università di Parma. \nIn tempi di ibridazione dei saperi e di compenetrazione delle discipline\, l’atto di analizzare il ruolo dell’architettura attraverso il filtro della sua “autonomia” o “eteronomia” facilita la comprensione delle tendenze in atto. Il termine “eteronomia”\, usato in contrapposizione ad “autonomia”\, da Kant in poi ha assunto un valore positivo connesso al reciproco rispetto tra ragione e creatività\, tra scienza esatta e approccio empirico\, tra contaminazione e isolamento. \nIl programma prevede in apertura\, alle 14.15\, l’introduzione di Emilio Faroldi\, Prorettore Vicario del Politecnico di Milano. A seguire i saluti istituzionali di Michele Guerra\, Sindaco di Parma\, Isabella Nova\, Prorettrice Delegata del Politecnico di Milano\, Fabrizio Storti \, Prorettore Vicario dell’Università di Parma\, Cristina Casero \, Direttrice dello CSAC\, Andrea Campioli\, Preside della Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano e Chiara Vernizzi\, Assessora alla Rigenerazione Urbana del Comune di Parma. \nIl convegno dal titolo “Architettura disciplina eteronoma. Temi\, attori\, dialoghi” si articola in tre sessioni. La prima sarà moderata da Maria Pilar Vettori. Dopo una prolusione introduttiva di Marco Biraghi la sezione svilupperà il rapporto che l’architettura intrattiene con l’estetica\, la luce\, la musica con Pierluigi Panza\, James Bradburne e Bruno Dal Bon. La seconda sezione\, moderata da Paola Greci\, riguarderà le discipline della poesia\, della fotografia e dell’archeologia\, per mezzo dei contributi di Filippo Bricolo\, Marco Introini\, Pier Federico Caliari. Il terzo segmento\, moderato da Ingrid Paoletti\, coinvolgerà i temi della costruzione\, dell’etica e della filosofia: protagonisti saranno Pietro Chierici\, Viola Schiaffonati e Federico Leoni. \nCino Zucchi chiuderà il convegno e condividerà il suo punto di osservazione partendo dai dialoghi del pomeriggio. In serata concerto a cura del Conservatorio Arrigo Boito di Parma. \nResponsabilità Scientifica: Emilio Faroldi\, Maria Pilar Vettori \nComitato scientifico: Silvia Battaglia\, Stefano Capolongo\, Dario Caspani\, Pietro Chierici\, Paola Greci\, Ingrid Paoletti \nLa giornata è patrocinata da Politecnico di Milano\, Università di Parma\, CSAC-Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, Comune di Parma\, Conservatorio Arrigo Boito di Parma\, Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Parma\, MANTOVARCHITETTURA e realizzato grazie al sostegno di USM Modular Furniture\, ERCO\, Marazzi. \nScarica il programma.
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SUMMARY:"Planimetrie naturali": fino al 9 giugno la mostra allo CSAC
DESCRIPTION:Ha inaugurato nella Sala delle Colonne di CSAC la mostra fotografica “Planimetria Naturali: Ghirri\, Giacomelli\, Guerzoni\, Archivio”\, curata da Paolo Barbaro e Margherita Zazzero. \nA partire dal nodo tra natura e artificio\, azione figurativa controllata e forma dell’incontrollabile o dell’inconsapevole\, dagli archivi CSAC viene presentato un piccolo campione di opere con la comune suggestione della rappresentazione convenzionale del territorio\, della planimetria\, della mappa\, materia e tempo che trasforma. Saranno esposte in mostra opere di Mario Giacomelli e Luigi Ghirri\, due ricerche sul paesaggio diversissime e per tanti aspetti opposte\, tanto da presentarsi come speculari\, ma di esiti a tratti coincidenti. A questi segmenti di importanti ricerche fotografiche è accostata l’opera “La parete dimenticata” che Franco Guerzoni ha donato al CSAC nel 2004\, in occasione della rassegna a lui dedicata. \nA completare il percorso espositivo vengono proiettate immagini digitalizzate ricavate da lastre negative alla gelatina bromuro su vetro dagli archivi Villani e Publifoto\, che a causa del loro stato di conservazione\, erano state accatastate in attesa di essere smaltite; questi materiali\, considerati usualmente come -scarti-\, sono stati recuperati dal CSAC assieme al resto dei rispettivi archivi. \n“Planimetrie naturali” \nA cura di Paolo Barbaro e Margherita Zazzero \nInaugurazione: sabato 11 maggio ore 17\nApertura mostra: dall’ 11 maggio al 9 giugno 2024\nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione – Abbazia di Valserena – Strada Viazza di Paradigna\, 1\, 43122 Parma
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SUMMARY:Museo di Veterinaria: chiuso mercoledì 12 e giovedì 13 giugno
DESCRIPTION:Si avvisano gli utenti che il Museo Anatomico Veterinario A. Lemoigne resterà chiuso nei giorni mercoledì 12 e giovedì 13 giugno. \n 
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SUMMARY:Fino al 1 settembre allo CSAC la mostra "Ugo Sterpini: l'ecart absolu"
DESCRIPTION:Inaugurata il 15 giugno allo CSAC dell’Università di Parma\, nella Sala delle Colonne dell’Abbazia di Valserena\, la mostra “UGO STERPINI – l’écart absolu”. \nL’esposizione esplora il profondo legame tra l’artista e il movimento surrealista\, in occasione del centenario della fondazione del movimento: l’interesse di Sterpini per il surrealismo pervade gran parte del suo percorso artistico\, come dimostra la sua biblioteca personale\, ricca di testi critici\, teatrali\, romanzi e poesie che hanno nutrito il suo immaginario. \nLe opere esposte risalgono soprattutto agli inizi degli anni Sessanta\, periodo in cui Sterpini era più vicino al movimento al quale partecipa attivamente ed è considerato tra i componenti ufficiali\, come documenta la corrispondenza con André Breton\, Jose Pierre e Arturo Schwartz.  \nTra le opere esposte\, Primavera insidiata del 1964 segna l’incontro con Breton e mostra evidenti influenze surrealiste. La serie Fantasia femminile del 1966 mescola elementi di Pop Art e riferimenti a “Surrealismo e sessualità” di Xavièr Gauthier\, esplorando l’eros come forza promotrice del movimento surrealista. \nLungo il percorso è presente Il trono di Ubu\, opera esposta tra i “meubles” di stampo surrealista all’ultima grande mostra dedicata al movimento nel 1965 a Parigi e una selezione di arredi dalle fattezze antropomorfe riferibili al medesimo periodo. \nLa mostra si conclude con la proiezione del cortometraggio surrealista Un chien andalou di Luis Buñuel e Salvador Dalí\, realizzato nel 1929 e rielaborato nel 1960\, che bene rappresenta i temi onirici\, deliranti e psicoanalitici tipici del movimento. \nL’affiliazione di Sterpini al surrealismo\, benché in apparenza tardiva\, è profonda e dettata da un autentico desiderio di conoscenza e condivisione dei principi fondamentali del movimento. \nSterpini lascia un’importante eredità artistica con opere donate al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, che conserva un fondo di oltre cento opere e una selezione di volumi della sua biblioteca personale. Nel 2003 CSAC gli ha dedicato un’importante rassegna di carattere monografico. \nUGO STERPINI – l’écart absolu\na cura di Giulia Ferrari  \n16 giugno 2024 – 1° settembre 2024\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo:\nVenerdì 9-15\nSabato e domenica 10-19 \nIngresso:\nBiglietto intero 10 euro\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni:\nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\ncsac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903649
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SUMMARY:ESTATE 2024:  LE CHIUSURE DEI MUSEI
DESCRIPTION:I musei del Sistema Museale d’Ateneo osserveranno alcune settimane di chiusura in occasione delle tradizionali ferie estive. \nQui di seguito il relativo calendario: \nMuseo Anatomico Veterinario: dal 22 luglio al 23 agosto. Regolare riapertura dal 26 agosto.\nMuseo di Matematica e Informatica: dal 29 luglio al 30 agosto. Regolare riapertura dal 2 settembre.\nMuseo di Paleontologia: dal 1 al 30 agosto. Regolare riapertura dal 3 settembre.\nMuseo di Cristallochimica: dal 1 al 30 agosto. Regolare riapertura dal 2 settembre.\nMuseo di Mineralogia: dal 5 al 16 agosto. Regolare riapertura dal 19 agosto.\nCentro studi e archivio della comunicazione (CSAC): dal 5 al 22 agosto. Regolare riapertura dal 23 agosto.\nMuseo Macedonio Melloni: dal 5 al 23 agosto. Regolare riapertura dal 26 agosto. \nRimangono chiusi al pubblico\, per ricollocamento delle collezioni e restauro\, il Museo di Storia Naturale\, l’Orto Botanico\, il Museo di Biomedicina e la Mostra Scientifica Interattiva Permanente “Microcosmo con vista“ fino alla conclusione dei lavori. \n 
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SUMMARY:Da venerdì 7 a domenica 8 settembre chiuso lo CSAC
DESCRIPTION:L’Università di Parma comunica che nelle giornate di venerdì 6\, sabato 7 e domenica 8 settembre 2024 gli spazi museali del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Ateneo\, all’Abbazia di Valserena\, saranno chiusi. \nRiapriranno la settimana successiva con i consueti orari. \nContatti\ntel. 0521 903500\ne-mail servizimuseali@csacparma.it  csac@unipr.it
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SUMMARY:“Archivio Paesaggio. L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC”: la mostra fino al 23 dicembre
DESCRIPTION:La mostra Archivio paesaggio. L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC è un percorso intorno al tema del paesaggio\, delle sue codificazioni e trascrizioni\, condotto sulle tracce archivistiche delle trasformazioni che\, a partire dal secondo dopoguerra e nel corso di un quarantennio\, hanno attraversato l’Italia riconfigurando spazi e territori\, aspirazioni e tensioni\, immagini e immaginari. \nL’accessibilità dell’archivio è stata dunque centrale in questo lavoro ed è stata perseguita anzitutto attraverso una massiccia campagna di catalogazione e digitalizzazione che ha interessato le collezioni CSAC (15.422 oggetti digitalizzati e 84.030 record catalografici)\, sostenuta da una approfondita ricerca sui documenti. Una consistente mole di lavoro che consente al Centro di incrementare l’accessibilità dell’archivio\, in termini sia quantitativi sia qualitativi. Allo stesso tempo il lavoro di ricerca ha permesso di attivarecollaborazioni con istituzioni internazionali e altri atenei italiani. L’archivio fisico\, quindi\, quale luogo deputato alla salvaguardia del patrimonio e come insieme interdisciplinare e stratificato di saperi e conoscenze\, viene reso accessibile attraverso la digitalizzazione del patrimonio\, consentendo così un ritorno in termini di ricerca e di relazioni con l’esterno. \nLa scelta condotta su una selezione di materiali d’archivio ha dettato l’articolazione del percorso espositivo\, che si traduce così in un viaggio attraverso l’Italia del secondo Novecento e allo stesso tempo dentro l’archivio\, i linguaggi\, i racconti e le sedimentazioni di senso che esso racchiude. I nuclei tematici individuati come tappe di interesse della mostra sono: \n\nAbitare plurale\, che indaga le politiche abitative ed edilizie volte a promuovere e sostenere l’accesso di massa alla proprietà privata della casa d’abitazione\, attraverso piani di intervento pubblici come INA Casa e UNRRA Casas.\nCultura della tecnica\, che mostra\, in una prospettiva interdisciplinare\, come la componente culturale offerta dalle nuove tecniche e tecnologie sia stata raccontata e valorizzata da piccole e grandi industrie.\nProgetto Omega: dalla spazializzazione delle informazioni all’ipotesi di una infrastruttura per la ricerca storica\, che ha interessato il Fondo Achille e Pier Giacomo Castiglioni ed è stato realizzato in collaborazione con DAR Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna\, con nuove modalità di valorizzazione e fruizione dei documenti\, declinate in un modello spaziale in grado di produrre narrazioni storiche.\nRacconti della città\, che individua nelle sale cinematografiche\, nei manifesti e nella metropolitana i segni identitari della nuova modernità\, in relazione alle periferie sironiane.\nLa campagna\, idea e realtà\, che racconta delle diverse interpretazioni di progettisti\, fotografi e pittori del tema della campagna e del cambiamento del paesaggio agricolo e sociale.\nPaesaggi del turismo\, che si enuclea attorno alle tematiche del viaggio e delle sue infrastrutture\, delle vacanze di massa e di alto livello.\nRaccontare il Sud\, che invita a scoprire luoghi all’epoca poco conosciuti\, attraverso lo sguardo dei fotografi e gli interventi di trasformazione territoriale.\nPaesaggio e immaginario\, che mette a confronto diverse grammatiche del paesaggio\, ripercorrendone le molteplici narrazioni.\n\nIl coinvolgimento di ricercatori interni\, alcuni dei quali molto giovani\, e di studiosi esterni al Centro restituisce appieno la natura dinamica e aperta del progetto e conferma la forza attrattiva che anche oggi esercita lo straordinario patrimonio conservato presso CSAC\, le cui collezioni continuano a crescere grazie alle nuove acquisizioni e potranno essere sempre più condivise attraverso una serie di progetti in corso che prevedono il ricorso alle nuove tecnologie. \nCSAC \nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione è un centro di ricerca dell’Università di Parma fondato da Arturo Carlo Quintavalle nel 1968. Fin dai suoi primi anni\, l’attività è volta alla costituzione di una raccolta di arte\, fotografie\, disegni di architettura\, design\, moda e grafica\, e all’organizzazione di numerose esposizioni e alla pubblicazione dei cataloghi. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena\, conserva materiali originali della comunicazione visiva\, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del Novecento. CSAC conta un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni – Arte\, Fotografia\, Media\, Progetto e Spettacolo – e oggi è uno spazio multifunzionale\, dove si integrano un archivio\, un museo e un centro di ricerca e didattica. Una formula unica in Italia che mantiene e potenzia le attività di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria\, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi\, e di prestito e supporto a esposizioni allestite presso altri musei tra cui: Triennale di Milano\, MAXXI di Roma\, MoMA di New York\, Centre Pompidou di Parigi\, Tokyo Design Center\, Design Museum di Londra\, Museum Folkwang di Essen e Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. \n  \nMostra Archivio paesaggio. L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC \nDate 14 settembre -23 dicembre 2024 \nInaugurazione 14 settembre\, ore 11 \nSede CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione \nAbbazia di Valserena | Strada Viazza di Paradigna\, 1 (Parma) \n  \nProgetto Accessibilità: dall’archivio fisico all’archivio digitale e ritorno. Progetto di innovazione tecnologica e gestionale per la promozione e la valorizzazione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma (D.M. 10 agosto 2020\, prot. n. 442 (FFO 2020) – art. 11 “Ulteriori interventi”) \nReferente progetto Fabrizio Storti \nResponsabili scientifici Michele Guerra (2021-2022)\, Cristina Casero (2022-2024) \nCoordinamento generale Mariapia Branchi \nCoordinamento di progetto Elena Fava \nGruppo di ricerca Matilde Alghisi\, Paolo Barbaro\, Elisa Bini\, Mariapia Branchi\, Giulia Castagnetti\, Claudia Cavatorta\, Francesca De Zotti\, Elena Fava\, Giulia Ferrari\, Maria Paola Gangitano\, Martina Giovanardi\, Federico Marzi\, Lucia Miodini\, Margherita Monica\, Chiara Monterumisi\, Paola Pagliari\, Simona Riva\, Eleonora Stuani\, Ines Tolic\, Margherita Zazzero \nCollaboratori Vittoria Altobello\, Giuseppe Ferrari\, Denise Gori\, Gloria Labile\, Vera Leo\, Caterina Lo Bianco\, Yasmine Mihraje\, Sara Palestra \n  \nComunicazione e didattica Vittoria Altobello\, Elisa Bini\, Giulia Conti\, Sara Palestra\, Marco Pipitone \n  \nLaboratorio fotografico Paolo Barbaro\, Elisa Bini\, Marco Pipitone\, Margherita Zazzero \n  \nRestauri Maria Rosaria Basileo \n\nAllestimento Luca Spinelli \n  \nGrafica Studio Leonardo Sonnoli \n  \nRealizzazione stampe Tipolitografia La Ducale \n  \nTrasporti e montaggio Coopservice \n  \nOrari di apertura museo: \nVenerdì 9.00 – 15.00 \nSabato\, domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso \nBiglietto intero: € 10\,00 \nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni: \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma \ncsac@unipr.it servizimuseali@csacunipr.it \n+ 39 0521 903649 \nOrari di apertura museo:\nVenerdì 9.00 – 15.00 \nSabato\, domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\,00 \nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni:\nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma \ncsac@unipr.it servizimuseali@csacunipr.it \n+ 39 0521 903649
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SUMMARY:Community Specific Archive. Fino al 6 ottobre la mostra allo CSAC
DESCRIPTION:Community Specific Archive raccoglie una serie di fotografie di Paola Di Bello e una videoinstallazione di Valerio Rocco Orlando nate dal confronto degli artisti con l’archivio CSAC e con gli studenti del Triennio in Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative dell’Università di Parma. \nIl progetto Community Specific Archive è stato selezionato nell’ambito dell’avviso pubblico PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea\, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura\, su proposta del CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione – Università di Parma. \nAttraverso una serie di laboratori\, gli artisti hanno sviluppato una ricerca fondata sull’autocoscienza e condivisione di saperi\, valorizzando la collezione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma come innesco del lavoro. Il risultato è una nuova produzione incentrata sulla dimensione identitaria del territorio\, capace di riflettere le istanze e le urgenze della società locale. \nPer questa occasione Paola Di Bello e Valerio Rocco Orlando hanno prodotto una serie di opere composte da immagini statiche e immagini in movimento capaci di entrare in risonanza con l’archivio\, l’università e la città di Parma. Il lavoro esprime la sintesi di un processo partecipativo confluito in una produzione fotografica costituita da una serie di collage\, frutto di un dialogo visivo con gli studenti\, che attinge alla sezione fotografica usata come materia grezza. L’archivio esce e ritorna in esso rivitalizzato e riattualizzato. In parallelo\, la videoinstallazione esprime la sintesi formale di una metodologia pedagogica fondata sulla pratica dell’ascolto attivo\, su esercizi di scrittura non creativa e sulla rielaborazione drammaturgica e audiovisiva quale azione collettiva. \nCon l’acquisizione di questo nuovo corpus di opere del patrimonio del Centro\, l’auspicio è fornire una chiave di lettura utile a penetrare e rileggere la complessità dell’archivio stesso\, al fine di prolungarne la vita ricucendo i legami con la quotidianità degli abitanti. \nPer l’occasione\, verrà realizzata una pubblicazione edita da Silvana Editoriale. \nInoltre\, nell’ambito del progetto\, martedì 17 settembre 2024 alle ore 11\, nell’aula Mulas dell’Università di Parma\, verrà organizzata una tavola rotonda sui temi trattati\, alla presenza degli artisti\, della curatrice e dei ricercatori Guido Mannucci e Kevin McManus. \nMostra a cura di Cristina Casero. \nPaola Di Bello (Napoli\, 1961) è artista e docente di Fotografia all’Accademia di Brera\, dove dirige il Dipartimento di Fotografia. La sua ricerca ben rappresenta le traiettorie che la fotografia ha intrapreso negli ultimi trent’anni\, indirizzando i propri interessi nei confronti di modalità operative installative\, frutto dell’ibridazione tra la vocazione concettuale delle generazioni precedenti e l’indagine sociale che vede l’uomo e il contesto al centro dei propri interessi. \nValerio Rocco Orlando (Milano\, 1978) è artista\, docente di Drammaturgia multimediale all’Accademia di Brera e dottorando in Ingegneria dell’Architettura e dell’Urbanistica alla Sapienza Università di Roma. Attraverso pratiche che spaziano dai workshop alle videoinstallazioni\, la sua ricerca assume l’arte come processo di analisi e conoscenza reciproca ed esplora l’osmosi tra istituzioni\, musei\, accademia e sfera sociale. \nPartecipanti Wafa Arfaoui\, Silvia Balzarini\, Jacopo Botto\, Simone Cangiati\, Marzia Carpitella\, Giulia Conte\, Gaia Conti\, Gabriele Dalla Grana\, Vladyslava Dovzhyk\, Alice Dugaria\, Liam Falleri\, Rachele Ferrari\, Claudio Magnano\, Dominique Montanari\, Sofia Piana\, Alexia Piazza\, Chiara Solari. \nQuando: 14 settembre – 6 ottobre 2024\nDove: CSAC – Abbazia di Valserena – Via Viazza di Paradigna\, 1 – Parma
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