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SUMMARY:Walter Albini: la mostra allo CSAC fino al 14 aprile
DESCRIPTION:Csac – Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma\, inaugurata\,  sabato 14 ottobre 2023\, una mostra monografica volta a celebrare il genio\, la visione avanguardista e l’estro creativo di Walter Albini. \nLa mostra\, in programma fino al 23 dicembre\, intende restituire l’opera di Albini dagli esordi alle ultime collezioni realizzate nei primissimi anni Ottanta\, attraverso una selezione di materiali appartenenti al Fondo Archivistico Walter Albini conservato presso il Csac. \nIl Csac possiede infatti uno dei più esaustivi ed eterogenei fondi archivistici dello stilista\, comprensivo di circa cinquemila materiali progettuali; donato nel 1983 da Paolo Rinaldi e nel 1988 da Marisa Curti\, copre un arco cronologico che va dal 1967 circa al 1982.   \nI materiali progettuali spaziano dagli schizzi giovanili\, che presentano già in nuce la poetica dello stilista\, ai bozzetti preparatori\, sino ai disegni destinati alla progettazione delle Collezioni. Unitamente ai materiali elencati in mostra sarà presente una selezione di fotografie destinate alla promozione delle collezioni\, fotografie di sfilata e materiale pubblicitario. \nQuando: 14 ottobre – 23 dicembre\nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\, Abbazia di Valserena\, Via Strada Viazza Paradigna\, 1
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SUMMARY:Museo di Veterinaria: i nuovi orari di apertura
DESCRIPTION:Si ampliano gli orari di apertura del Museo Anatomico Veterinario “A. Lemoigne”. \nI nuovi orari partono da novembre: dal lunedì al giovedì ore 15.00 – 17.30\, nei mesi di novembre 2023\, marzo\, maggio\, giugno\, settembre\, ottobre 2024.\n \nLe scolaresche possono concordare anche orari mattutini. \nLe visite al Museo si possono prenotare online: visite per singoli o gruppi\, visite per le scuole \n 
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SUMMARY:Studenti di Rjieka in visita Museo di Matematica e Informatica
DESCRIPTION:Mercoledì 15 novembre il Museo di Matematica e Informatica ospiterà un gruppo di 40 studenti provenienti da Rijeka (Fiume\, Croazia).\n\nI ragazzi\, tutti fra i 17 e i 18 anni\, verranno guidati dal prof. Federico Bergenti\, Direttore Scientifico del Museo\, alla scoperta delle mostre “Pitagora e il suo teorema” e “La storia del personal computer“.
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SUMMARY:Festività natalizie: Musei chiusi dal 23 dicembre
DESCRIPTION:In occasione delle festività natalizie e di fine anno\, i musei saranno chiusi da sabato 23 dicembre 2023 a domenica 7 gennaio 2024. \nIl Sistema Museale di Ateneo augura a tutti Buone Feste!
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SUMMARY:Nuovi eventi della mostra "Impronte": il documentario "Il seme del futuro" e la presentazione del libro "Meravigliose Creature"
DESCRIPTION:Fin dai primissimi giorni di apertura\, Impronte. Noi e le piante (noielepiante.it) ha catturato l’interesse di un numeroso pubblico di grandi e piccoli\, appassionati e neofiti\, curiosi e addetti ai lavori\, raccontando in modo inedito\, accurato e originale il rapporto inestricabile che lega uomo e natura. Sulla scia del grande interesse\, la mostra – realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines – affianca ai laboratori didattici e alle visite guidate anche un ulteriore calendario di iniziative speciali collaterali e diffuse. \nI primi appuntamenti avranno luogo in occasione di I Like Parma\, sabato 2 e domenica 3 marzo. Anticipata da una visita guidata con il curatore del progetto scientifico della mostra\, Renato Bruni (sold-out\, ma prenotabile a questo link in caso di rinunce dei partecipanti già in lista)\, l’estensione oraria straordinaria di sabato\, consentirà di visitare Impronte oltre l’orario abituale\, fino alle 22 (con ultimo ingresso 30 minuti prima)\, mentre domenica alle 16.30 si potrà assistere all’affascinante incontro Visitare una mostra da seduti. Renato Bruni racconta la genesi di Impronte\, dedicato alla letteratura botanica e preziosa occasione per immergersi e approfondire i temi dell’esposizione\, tra sapere scientifico e sensibilità umanistica. \nGli stessi ingredienti che tornano venerdì 8 alle 18 con la presentazione del libro “Il dubbio e il desiderio” (Electa\, 2023) di Silvia Bencivelli\, che ripercorrerà le principali tappe del vivace percorso biografico di Eva Mameli Calvino\, botanica vissuta tra il 1886 e il 1978 e madre di Italo\, destinato a diventare uno dei protagonisti della letteratura del Novecento. All’Auditorium Mattioli di Palazzo del Governatore\, l’autrice\, giornalista e divulgatrice scientifica dialogherà con Renato Bruni dando forma alla figura di una donna capace di distinguersi in un ambito\, quello scientifico\, all’epoca appannaggio dell’universo maschile. \nLa prospettiva dei ragazzi si aggiungerà poi a quella convenzionale con l’evento “Come ci vedono le piante\, e viceversa”. Sabato 16 e domenica 17 tra le 10 e le 13 e le 14 e le 17\, venti studenti dell’indirizzo “Turismo” dell’ITC Bodoni di Parma vestiranno gli speciali panni dei ciceroni botanici\, raccontando nelle sale di Palazzo del Governatore storie e approfondimenti legati ai materiali in mostra. \nE ancora\, passando al grande schermo\, giovedì 21 al Cinema D’Azeglio alle 18 è in programma la proiezione del documentario Il seme del Futuro\, nato per portare l’attenzione sui cambiamenti che la crisi climatica sta innescando nelle foreste alpine. Tra i più appassionati conoscitori di questo fragile e delicato ecosistema\, è il protagonista della pellicola\, lo scienziato ed esperto di gestione forestale Giorgio Vacchiano\, che è tornato nei boschi valdostani della sua infanzia alla ricerca delle chiavi per comprendere i profondi mutamenti in atto in quel territorio. Insieme a Renato Bruni\, sarà \nproprio lui a tracciare considerazioni e possibili soluzioni necessarie alla salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio boschivo e forestale. \nChiude la panoramica\, venerdì 22\, una seconda presentazione\, sempre presso l’Auditorium Mattioli; a intervenire questa volta è Stefano Mazzotti\, direttore del museo di storia naturale di Ferrara\, affiancato da Renato Bruni e Davide Persico\, direttore del museo di Storia Naturale dell’Università di Parma. Con lui il pubblico potrà conoscere le Meravigliose Creature (dal titolo del suo libro\, il Mulino\, 2024) che popolano il nostro pianeta\, viaggiando idealmente verso luoghi straordinari di inimmaginabile bellezza\, dalla Papua Nuova Guinea al Borneo\, dall’Himalaya al Mekong\, dallo Sri Lanka al Madagascar\, fino alle montagne della Tanzania\, acquisendo sempre maggiore consapevolezza dell’importanza di tutelare e preservare una simile ricchezza e diversità. \nDopo il programma Impronte Off – ideato da Interno Verde e promosso dall’associazione “Parma\, io ci sto!”\, di cui uno dei momenti salienti sarà la proclamazione del vincitore del concorso dedicato alla Botanica fantastica\, venerdì 1 marzo dalle 18 a Palazzo del Governatore – il palinsesto di Impronte si amplia di iniziative sempre più coinvolgenti e multidisciplinari. Un modo per intensificare ancor di più il dialogo già solido tra Parma e la sua Università\, sottolineato anche dall’avvio del recupero dell’Orto Botanico (in cui l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio quali Ministero dell’Università e della Ricerca\, Ministero della Cultura\, Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e “Parma\, io ci sto!”)\, uno dei fulcri cittadini e nazionali su cui imperniare comunicazione scientifica\, educazione e ricerca condivisa. \nTutti gli incontri\, a eccezione della visita guidata\, sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni sugli eventi speciali rivolgersi ai seguenti indirizzi mail:sistema.museale@unipr.it | info.cultura@comune.parma \n  \nImpronte. Noi e le piante prosegue fino a lunedì 1 aprile\, visitabile gratuitamente dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 19\, compresi i festivi. È realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma\, il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines e con il patrocinio e la collaborazione con dell’Università di Padova\, le Scienze e National Geographic. \nScarica il programma degli eventi speciali \nComunicato stampa  \nnoielepiante.it\nortobotanico.unipr.it\n#impronte\n#noieleopiante \nUfficio Stampa Mostra\nufficiostampa@exlibris.it \nUfficio stampa Università di Parma\nufficiostampa@unipr.it\n0521 904016 – 4050 – 6886 – 4010 \nufficio stampa Comune di Parma\nufficio.stampa@comune.parma.it\n0521 218206
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SUMMARY:Ultimi giorni per visitare la mostra "Impronte. Noi e le piante"
DESCRIPTION:Visitare una mostra e ritrovarsi a sfogliare un album di famiglia\, in cui a prendere vita sotto i nostri occhi non sono i ricordi privati ma le memorie collettive e cangianti dei nostri rapporti con le piante nel corso di oltre 6 secoli. A Parma\, nella splendida cornice di Palazzo del Governatore\, sabato 13 gennaio 2024 apre al pubblico Impronte. Noi e le piante\, esposizione unica nel suo genere che ripercorre in oltre 200 oggetti figurativi (erbari storici\, illustrazioni botaniche\, stampe in nature printing e xiloteche\, ma anche fotografie moderne e immagini ad alta tecnologia) il rapporto inesauribile che lega umanità e natura\, botanica e immagini\, scienza e arte. \nRealizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines\, Impronte dipana nelle sue 10 sezioni il filo della memoria naturale che da sempre l’uomo cerca di cogliere e fissare\, dalla carta degli erbari alle odierne immagini satellitari dei censimenti arborei\, passando per illustrazioni\, taccuini\, modellini e persino risonanze magnetiche e sguardi ai raggi X. Al centro\, ideale e concreto raccordo tra le epoche\, l’installazione audiovisiva Artificial Botany\, a cura di fuse*\, che esplora suggestioni e capacità espressive delle illustrazioni botaniche classiche attraverso l’uso di moderni algoritmi di apprendimento automatico. \nLa mostra – visitabile gratuitamente fino all’1 aprile\, da mercoledì a domenica dalle 10 alle 19\, festivi inclusi – prevede anche visite guidate\, laboratori didattici prenotabili riservati a giovani esploratori accompagnati dai propri insegnanti e un concorso per giovani illustratori\, intensificando così il dialogo – mai interrotto – tra Parma e la sua Università. Un rapporto oggi ancora più profondo grazie all’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’Orto Botanico\, oggetto di un significativo recupero volto a renderlo uno dei fulcri cittadini e nazionali su cui imperniare comunicazione scientifica\, educazione e ricerca condivisa\, soprattutto sui temi della cultura vegetale in ogni sua declinazione umanistica e scientifica. Nel progetto di recupero l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio: Ministero dell’Università e della Ricerca\, Ministero della Cultura\, Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e “Parma\, io ci sto!” \nMolte opere esposte portano alla luce i rapporti tra immaginario botanico e città\, dagli erbari di personaggi illustri decisi a dare il giusto valore al sapere botanico (come Luigi Gardoni\, il cui omonimo erbario farmaceutico è stato riportato alla luce solo nel 2014 dopo una permanenza silente negli armadi dell’Orto Botanico lunga più di un secolo)\, alla “donazione regale” di modelli di funghi in cera acquistati da Maria Luigia d’Austria proprio per l’Orto Botanico\, passando per storie\, notizie e curiosità contenute nell’altrettanto nutrito universo digitale composto da QR-code e video. \nRicca e varia la provenienza dei materiali\, che oltre a prestatori locali ha coinvolto strutture estere (Real Jardin Botanico di Madrid) e di prim’ordine in Italia (Orti Botanici di Padova\, Bologna\, Pavia\, Erbario Centrale Italiano di Firenze ed Enti Oliveriani di Pesaro\, tra gli altri). Al centro del percorso espositivo\, tuttavia\, vi è la raffigurazione scientifica delle piante e la sua trasformazione di stile\, di percezione\, di obiettivi: un percorso che usa la leva della bellezza per mostrare quanto sia cambiato nei secoli il nostro modo di guardare le piante e\, con esso\, la nostra opinione su di esse. \n“Si usa spesso l’espressione plant blindness per indicare la nostra scarsa capacità di notare le piante nella vita di tutti i giorni”\, spiega Renato Bruni\, direttore scientifico dell’Orto Botanico di Parma e responsabile del progetto scientifico della mostra. “Impronte nasce per evidenziare come invece studiosi e ricercatori abbiano sviluppato nei secoli una grandissima capacità di osservazione verso questi organismi\, scoprendone gradualmente caratteristiche e peculiarità. A mancare sino ad ora è stata la ribalta\, l’esposizione completa del fotoromanzo che la scienza ha costruito in secoli di botanica\, un piano sequenza per capire quanto sia cambiata la risposta a una domanda solo apparentemente innocua: “che cos’è una pianta?” Si tratta di una risposta agevolata dallo strumento visuale e dal suo portato simbolico: le immagini scientifiche delle piante sono bellissime e capaci di trasmettere concetti complessi nell’emozione di un attimo”. \nLe dieci sezioni\nArticolate in un percorso che occupa i 570 mq degli spazi espositivi situati al primo piano del Palazzo del Governatore\, le dieci sezioni in cui è organizzata la mostra accompagnano i visitatori in un viaggio nel tempo tra isole di sapere\, muovendosi tra gli estremi di un utilitarismo vecchio e nuovo che attraverso la rappresentazione vegetale approda sugli arcipelaghi delle scienze e delle arti: \n1.         L’epoca del disegno – tra decoro e studio\n2.         L’illustrazione scientifica – tra estetica e identità\n3.         A scuola di botanica – le immagini di veri saperi\n4.         Il mondo delle illustratrici – una porta verso la scienza\n5.         Le collezioni di Parma – una capsula del tempo che si apre\n6.         L’epoca della tecnologia – immagini seriali e oggettività\n7.         Fotografie e nuovi occhi – le piante oltre il visibile\n8.         Le piante e il mondo – organismi che interagiscono\n9.         Le immagini olistiche – oltre la semplice forma\n10.       Le foto di gruppo – noi e le piante in città\, nei campi\, nei boschi \nDalle riproduzioni calligrafiche all’agricoltura di precisone\, dagli erbari medioevali alla tomografia a emissione di positroni\, Impronte traccia la parabola temporale della relazione tra uomo e natura\, mostrandone tutte le declinazioni. Una mano\, anzi\, una manicula\, lo sottolinea fin dall’inizio del percorso espositivo: è quella disegnata da un ignoto lettore a margine della copia dell’Hortus Sanitatis di Johannes da Cuba (1548)\, un segno di evidenziatore ante litteram che a distanza di secoli lascia dietro di sé un’impronta ancora ben visibile\, e da cui partire. \nEcco quindi farsi strada gli erbari ad uso di medici e farmacisti\, dominati da un approccio realistico e una precisa funzione\, le tavole tratte da atlanti destinati al riconoscimento “professionale” delle erbacce da estirpare lungo le ferrovie\, ma anche i cataloghi di campioni di colore da abbinare a precise varietà e specie botaniche come l’originalissimo Répertoire de couleurs pour aider à la détermination des couleurs des fleurs\, des feuillages et des fruits che unisce esperienze e necessità di floricoltori\, artisti e scienziati. È anche grazie a una simile varietà di applicazioni che si rende necessario un avanzamento nella ricerca sulle tecniche di impressione\, litografia e galvanotecnica su tutte\, che unito alla fascinazione artistica per l’illustrazione botanica conduce rapidamente alla sua commercializzazione\, traghettandola nella modernità. Riproduzioni in serie\, stampe\, ma anche tracce di avvincenti spy-stories legate a furti e diritti di proprietà aggiungono preziosi e inimmaginati tasselli al complesso mosaico creato delle opere in mostra. Tra queste\, le rarissime riproduzioni calligrafiche di funghi in cera\, i modellini Brendel in papier mâché e le “carte di identità” lignee degli alberi\, le xiloteche o holzbuch\, che insieme contribuiscono a descrivere il superamento dalla conoscenza delle piante per mero riconoscimento verso una dimensione più ampia\, che contempla aspetti fisiologici\, ecologici e persino agronomici. \nOggetto di interesse sempre crescente\, la rappresentazione naturalistica investe anche la sfera professionale femminile\, perché è proprio passando per la porta dell’illustrazione botanica che molte donne hanno potuto accedere al mondo delle scoperte scientifiche\, storicamente dominato dal genere maschile. Un percorso lungo e non privo di ostacoli – ben sintetizzato dal video appositamente realizzato con la collaborazione del Museo Botanico dell’Università di Padova – ma colmo di grande bellezza\, la stessa che emana dalle opere originali sette-ottocentesche di Maria Sybilla Merian\, Dissertatio de generatione et metamorphosibus insectorum Surinamensium\, Elizabeth Blackwell\, A curious herbal\, e Rosalba Bernini\, di cui sono esposte alcune tavole. \nImpronte. Noi e le piante offre anche un dovuto momento di riflessione sul patrimonio di documenti storici custoditi dall’Università e da varie istituzioni cittadine (Biblioteca Palatina\, Fondazione Cariparma\, Convitto Nazionale Maria Luigia). È qui che diventano protagonisti materiali inediti o raramente esposti al pubblico (come\, oltre all’erbario Gardoni\, gli erbari Berta\, Guatteri e Jan) e il percorso conduce i visitatori alla scoperta delle nuove tecnologie impiegate per la rappresentazione delle piante. Dalle prime riproduzioni fotografiche ottenute a fini scientifici\, come quelle esotiche tratte da Asiatic Palms durante le campagne botaniche di Odoardo Beccari nel Borneo\, passando per le immagini ottenute con tecniche microscopiche\, le opere esposte esplorano un presente che corre veloce verso nuovi traguardi. Lo raccontano gli incredibili ritratti spettrografici condotti sulle piante per accelerare la selezione agronomica e le fotografie di scienziati-artisti contemporanei come Craig Burrows\, Igor Siwanovicz\, Rob Kesseler e Jan Martinek\, al contempo strumenti sperimentali di ricerca e vincitrici di premi fotografici internazionali. \nL’ultima sezione\, una prospettiva ampia e scientificamente accurata\, si apre svelando le illustrazioni moderne capaci di allargare lo sguardo dal particolare al generale\, proprio come in una foto di gruppo. Microscopie\, infrarossi\, ultravioletti\, radar\, immagini satellitari\, time lapse\, risonanze\, fluorescenze offrono la cornice ideale per riflettere sui temi che caratterizzano la nostra contemporaneità\, dal cambiamento climatico alla qualità dell’aria\, dalla sostenibilità agricola alla gestione del verde urbano e forestale. Grazie a queste nuove visioni molte conoscenze sono state approfondite e amplificate\, portando le piante da viventi “inanimati” a organismi centrati su complessità e interazione\, indispensabili alla nostra vita nelle città e sul pianeta. Questa nuova era delle immagini ci ha rivelato che le piante hanno bisogni che non possiamo più ignorare\, anche perché sono ora sotto i nostri occhi. \nL’installazione: Artificial Botany\nRaccordo tra le due macrosezioni in cui è strutturata la mostra e opera in continua evoluzione\, Artificial Botany condensa la bellezza delle immagini con la potenza della tecnologia dando vita a un’installazione audiovisiva ipnotica in cui la fluidità del processo vitale della pianta viene rappresentata a partire da una serie di illustrazioni botaniche d’epoca.\nRaccolte dagli archivi digitali opensource di illustratori di metà XIX secolo\, queste illustrazioni sono diventate il materiale didattico per un particolare sistema di apprendimento automatico chiamato GAN (Generative Adversarial Network) che attraverso una fase di allenamento è in grado di ricreare nuove immagini artificiali con elementi morfologici estremamente simili alle immagini di ispirazione ma con dettagli e caratteristiche che sembrano far emergere una reale rappresentazione umana. La macchina rielabora il contenuto creando un nuovo linguaggio\, catturando le informazioni e le qualità artistiche dell’uomo e della natura. \nLaboratori e visite guidate\nScienza e arte da vedere\, conoscere e sperimentare. Fedele alla propria vocazione di apertura e scambio con il pubblico\, l’Università di Parma arricchisce l’offerta espositiva di Impronte organizzando un ricco calendario di laboratori (a cura di Esperta) e visite guidate (a cura di Artificio). 50 appuntamenti – prenotabili attraverso il sistema museale di Ateneo – rivolti a studenti grandi e piccoli\, dalle elementari alle superiori\, in cui divertirsi a scoprire tutti i segreti della lunga storia della rappresentazione botanica. Pensate per gli adulti sono invece le speciali visite guidate durante alcuni fine settimana\, per approfondire i temi affrontati nelle dieci sezioni dell’esposizione\, tra aneddoti e curiosità. \nIl concorso: Impronte OFF\nUn concorso di illustrazione aperto a giovani disegnatori\, una mostra / happening che andrà ad arricchire il percorso espositivo e due incontri fuori città per far conoscere l’Orto Botanico di Parma non solo come luogo di studio ma anche come polo aggregativo innovativo\, pensato per le nuove generazioni. Il programma Impronte Off – ideato da Interno Verde e promosso dall’associazione “Parma\, io ci sto!” – affiancherà la mostra coinvolgendo studenti e professionisti under35\, contribuendo così a far conoscere alle ragazze e ai ragazzi il ruolo che l’Orto Botanico assumerà per il territorio.\nIl bando del concorso di illustrazione\, declinato sul tema della botanica fantastica\, verrà pubblicato lunedì 18 dicembre sul sito www.internoverde.it e resterà aperto fino a domenica 28 gennaio. Verranno selezionati dieci finalisti che esporranno i propri lavori all’interno di Impronte. Ulteriori appuntamenti volti a esplorare le potenzialità della rappresentazione botanica saranno organizzati tra febbraio e marzo sia a Milano che a Bologna. \nL’Orto Botanico di Parma\nGià nel Seicento esisteva un Giardino dei Semplici presso l’antica sede universitaria in Borgo degli Studi\, dedicato alla coltivazione di erbe medicinali. L’insediamento attuale di via Farini fu istituito nel 1770 grazie al lavoro di Giambattista Guatteri. Le caratteristiche serre settecentesche\, probabile progetto di un allievo dell’architetto di corte Ennemond-Alexandre Petitot\, furono terminate nel 1793. A Guatteri si deve la scelta di un orientamento sperimentale di impianto naturalistico\, ispirato a quello dell’Università di Padova: studio dal vivo\, floristica del territorio\, acclimatazione in serra di piante esotiche\, scambi con altri orti secondo una pratica che permane tuttora.\nA seguito del trasferimento di tutte le attività di ricerca al Campus universitario\, a partire dal 1980 la vocazione inizia a mutare. Da luogo in cui la scienza viene prodotta\, gradualmente l’Orto assume i tratti di una piattaforma in cui la scienza viene raccontata. Dopo un lungo periodo di oblio\, da alcuni anni l’Orto Botanico ha ritrovato un ruolo di primo piano nelle politiche dell’Università di Parma. Luogo emblematico e identitario per la comunità\, ospitando varie collezioni di pregio racchiude in sé la tradizione scientifica e ambientale del territorio. Il suo futuro è di uscire dalla staticità dell’hortus conclusus poco accessibile al pubblico\, divenendo invece punto preferenziale per la comunicazione scientifica\, l’educazione e la ricerca sui temi ambientali\, della biodiversità e della sostenibilità.\nL’Orto è al centro di un’iniziativa di restauro e riqualificazione\, in cui l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio\, mirata a sfruttare le collezioni in chiave moderna per sensibilizzare sui benefici delle piante alla vita umana e al contempo ricostruire la memoria storica dell’Orto\, recuperando essenze e collezioni presenti nel catalogo redatto all’epoca della sua fondazione. La nuova struttura avrà la medesima vocazione di questa mostra: raccontare la storia dei giusti rapporti necessari tra noi e le piante. \nImpronte. Noi e le piante è realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma\, il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines e con il patrocinio e la collaborazione dell’Università di Padova\, le Scienze e National Geographic. \nLE DICHIARAZIONI \n“Impronte. Noi e le piante rappresenta per l’Università di Parma una sorta di “manifestazione d’intenti” verso la città. Con fondi propri e col fondamentale supporto del territorio\, in un “gioco di squadra” in cui crediamo moltissimo\, l’Ateneo ha da alcuni anni avviato per l’Orto Botanico e per il Museo di Storia Naturale un importante percorso di riqualificazione\, che proprio nel 2024 entra nel vivo con l’apertura dei cantieri. Questi due luoghi si apprestano a riacquisire il ruolo centrale che loro spetta nel tessuto culturale cittadino. I temi attorno ai quali gravita questo percorso sono i medesimi alla base dell’allestimento pensato per Palazzo del Governatore: le parole chiave sono dialogo\, contaminazione\, sostenibilità\, complessità\, coinvolgimento\, scoperta. Questa mostra rappresenta quindi un traguardo importante\, sia nei termini tangibili di un’esposizione sia in quelli immateriali ma non meno potenti della sintesi progettuale” – Paolo Martelli\, Rettore dell’Università di Parma \n“Palazzo del Governatore si trasformerà in una wunderkammer affollata di 200 elementi che schiuderanno minuti particolari botanici grazie ad una nuova e felice collaborazione tra istituzioni culturali pubbliche e illuminate realtà imprenditoriali del territorio. Per Parma si tratta anche della rivelazione di una raccolta appassionata che è andata a sostanziare gli Erbari Gardoni\, Berta\, Guatteri e Jan custoditi dall’Orto Botanico che\, per la prima volta esposti insieme\, raccontano di una privilegiata relazione della città con l’illustrazione ottocentesca ed un vivo interesse per il sapere botanico. Si tratta di un percorso saprà che saprà affascinare con romantiche impronte fané che hanno attraversato i secoli\, con le indagini stupefacenti che sanno tracciare i moderni imaging\, ma soprattutto che lascerà ai visitatori una domanda urgente e contemporanea: quali impronte stiamo lasciando?” – Lorenzo Lavagetto\, Vicesindaco e Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Parma \n“Questo progetto espositivo ci consente di rimettere a fuoco il difficile equilibrio tra uomo e natura. Impronte. Noi e le piante consentirà alla collettività\, specialmente alle giovani generazioni\, di consolidare conoscenza e consapevolezza sul patrimonio botanico del nostro territorio\, anche grazie alla messa in rete di tutti quei luoghi che ad oggi ne tengono traccia e che rivivranno in ottica di sistema nei nuovi spazi espositivi dell’Orto Botanico. Questa mostra entra di diritto anche all’interno dell’iniziativa didattica di Fondazione Cariparma A scuola nei Musei che da oltre 20 anni si rivolge a tutti gli istituti scolastici del nostro territorio. Il pianeta è la nostra casa\, da sempre. Per poter contribuire alle sfide globali dobbiamo prima di tutto fare la nostra parte sul territorio che abitiamo\, salvaguardando la storia e la biodiversità locale\, per progettarne il futuro. Insieme” – Franco Magnani\, Presidente della Fondazione Cariparma \n“Abbiamo apprezzato da subito il progetto Impronte. Innanzitutto\, perché la mostra di Palazzo del Governatore contribuirà a valorizzare un patrimonio importante della città di Parma: l’Orto Botanico\, che custodisce un importante corpus culturale\, di cui l’Erbario Gardoni è un esempio\, ed è un luogo deputato alla conoscenza scientifica. In secondo luogo\, perché riteniamo che Impronte rappresenti lo sviluppo coerente di un percorso che abbiamo intrapreso a partire dal 2020\, con i progetti Pharmacopea prima e L’Arte della Cura poi. Il tema è la riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica del nostro territorio. Come Società Benefit e certificata B Corp\, siamo orgogliosi di contribuire alla realizzazione di questa mostra\, per tenere alta l’attenzione sul legame tra scienza e botanica e sull’Orto Botanico cittadino” – Alessandro Chiesi\, Presidente del Gruppo Chiesi \n“Tra ciò che non possiamo vedere delle piante ci sono le radici; senza dubbio quelle del Gruppo Davines sono profondamente radicate nelle tradizioni farmaceutiche e speziali della nostra città. Dopo il progetto Pharmacopea\, con il quale abbiamo fatto rivivere insieme al Gruppo Chiesi un percorso che va dall’Orto Botanico all’Antica Farmacia S. Filippo Neri\, sono felice di aver contribuito alla nascita di un altro “prodotto culturale” che è in sintonia con la storia e l’impegno della mia famiglia\, a partire dalle prime attività di mia madre Silvana\, che oltre 40 anni fa iniziò una ricerca all’avanguardia sui migliori principi attivi cosmetici delle piante. Le riflessioni che emergono dalla mostra sui colori come declinazioni della bellezza e sulla pianta intesa come realtà unitaria olistica possiedono un fascino unico\, che accompagnerà i visitatori nella ri-scoperta della storia chimico-farmaceutica di Parma” – Davide Bollati\, Presidente del Gruppo Davines. \nL’ingresso alla mostra è gratuito e senza prenotazione. \nPrenotazioni per le scuole\, le famiglie e gli adulti. \nInformazioni sulla mostra \nColophon
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SUMMARY:Chiusa\, il 1° aprile\, con grande successo la mostra “Impronte. Noi e le piante”: oltre 21mila visitatori e visitatrici
DESCRIPTION:Oltre 21mila persone hanno visitato “Impronte – Noi e le Piante”\, la mostra organizzata dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Parma tra il 13 gennaio e il 1° aprile al Palazzo del Governatore. Un risultato decisamente positivo\, che premia la scelta di integrare materiali moderni e antichi\, collezioni locali e “pezzi” provenienti da altre istituzioni creando un percorso ricco e poliedrico ma centrato sulla bellezza innata del regno vegetale e della ricerca scientifica. \nLa mostra è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Parma e l’Orto Botanico dell’Università di Padova\, col patrocinio di National Geographic Italia e Le Scienze e grazie al fondamentale sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Davines Group. \nRicostruendo l’album scientifico delle nostre relazioni con i vegetali dal Quattrocento a oggi\, “Impronte” ha raccontato in parallelo l’evoluzione delle tecnologie di rappresentazione visiva\, il susseguirsi delle scoperte e la graduale trasformazione dell’idea stessa di pianta presso ricercatrici\, ricercatori e opinione pubblica. Visitatrici e visitatori hanno potuto letteralmente sfogliare le magnifiche immagini esposte come in una sorta di album di famiglia\, scoprendo illustrazioni rigorose e affascinanti\, stampe esotiche e precise\, fotografie pirotecniche e inattese\, libri ed erbari che parlano di luoghi e persone facendo ordine tra utilità\, scoperte\, biodiversità\, ecologia e dati sperimentali che si fanno estetica. Invitando a seguire le impronte che tante discipline diverse hanno lasciato dietro di sé\, la mostra ha evidenziato quanto siano cambiate nel tempo le risposte a domande non banali ed evidentemente molto sentite\, a partire da cos’è davvero una pianta e come si relaziona col mondo. \nL’allestimento\, basato su oltre 200 oggetti\, è stato apprezzato per la presenza di materiali provenienti tanto da istituzioni locali (Convitto Maria Luigia\, Biblioteca Palatina\, Fondazione Cariparma\, Orto Botanico) quanto da realtà di rilevanza nazionale. Proprio questo aspetto rappresenta un lascito importante per il Sistema Museale di Ateneo e per la città. “Impronte”\, oltre ad affascinare le persone che l’hanno visitata\, ha permesso infatti di gettare le basi per una migliore valorizzazione del patrimonio storico-botanico di Parma. In questo senso\, un ulteriore risultato di prestigio è la firma di un accordo quadro tra Università di Parma e Università di Padova per lo sviluppo congiunto di attività museali e incentrate sui rispettivi orti botanici. Questa scelta ravviva rapporti già solidi alla fine del Settecento\, quando Gianbattista Guatteri prima di fondare l’attuale Orto Botanico di Parma fu inviato proprio a Padova per apprendere e trasferire l’essenza dell’orto botanico più antico del mondo. \nA confermare il successo dell’allestimento e dei contenuti offerti da “Impronte” è anche l’andamento delle visite\, che sono andate gradualmente crescendo con le settimane fino a raggiungere appunto la cifra definitiva di 21.423 persone: segno di un apprezzamento e di un passaparola importante che si è affiancato a una costante attenzione da parte dei media. \nSignificativi anche i numeri relativi ai gruppi e alle scuole: sono state oltre 100 le comitive che hanno fruito delle visite guidate e dei laboratori didattici arrivando anche da fuori Parma\, a testimonianza di un’attrattività che non ha riguardato solo l’ambito cittadino.\nOltre mille bambine/i e ragazze/i hanno partecipato ai laboratori. E oltre 300 le presenze agli eventi collaterali alla mostra. \nIl successo di pubblico di “Impronte – Noi e le Piante” rappresenta una base importante per il futuro del Sistema Museale dell’Università di Parma. L’allestimento e la scelta di porre al centro le relazioni tra persone e vegetali anticipano infatti il cardine su cui sarà prossimamente imperniata l’offerta culturale e scientifica dell’Orto Botanico\, oggetto com’è noto di un ampio progetto di restauro e riqualificazione finanziato con fondi pubblici e privati.
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SUMMARY:“Visioni (im)possibili. Comunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC". La mostra
DESCRIPTION:Si chiama Visioni (im)possibili la mostra d’avvio di una collaborazione triennale che lega il Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma e il Comune di Parma – Assessorato alla Cultura. Un progetto che parte con un focus sugli anni Sessanta visti “in chiave Bauhaus” per poi dipanarsi\, nei prossimi anni\, sui Settanta e gli Ottanta. \nFucina delle iniziative sono le inesauribili collezioni che CSAC può vantare\, un tesoro a dir poco straordinario di oltre 12 milioni di pezzi. \nPrima tappa appunto Visioni (im)possibili\, in un format che sarà replicato anche nelle prossime due annualità: una doppia mostra\, una all’Abbazia di Valserena (sede di CSAC) e una in uno spazio espositivo del Comune\, ciascuna a offrire una diversa declinazione del titolo\, in un ping pong virtuoso tutto giocato sul filo rosso delle arti visive. \nA Palazzo Pigorini\, in pieno centro storico\, dal 20 gennaio al 24 marzo è di scena Visioni (im)possibili. Spazio\, luce\, movimento nelle collezioni CSAC.\nAll’Abbazia di Valserena\, dal 21 gennaio al 21 aprile\, Visioni (im)possibili. Comunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC. \nA partire dalle suggestioni evocate dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intorno alla necessità di un nuovo Bauhaus\, CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, in collaborazione con il Comune di Parma\, ha selezionato opere dalle proprie collezioni per proporre due itinerari ad hoc\, strutturando percorsi di rilettura e approfondimento sulla sperimentazione creativa degli anni Sessanta del Novecento attraverso un’ampia selezione di opere d’arte\, fotografie\, progetti di architettura\, moda\, design e grafica conservati nelle raccolte dell’archivio-museo universitario. \nIl concetto guida della duplice mostra ruota intorno al tema dell’eredità di Bauhaus nel Novecento\, in senso interdisciplinare e con particolare attenzione agli anni Sessanta\, quando la progettualità come base dell’opera\, il lavoro collettivo e i risvolti sociali della ricerca sono elementi che definiscono il lavoro di molti artisti e progettisti. Dopo la fine della guerra e la ricostruzione\, l’Italia vive negli anni Sessanta un periodo complesso\, tra boom economico e nascita della cultura di massa\, industrializzazione ed emigrazione\, urbanizzazione e provincia\, fino alla riflessione su quegli stessi modelli di sviluppo e società che si concretizzeranno alla fine del decennio. \nAttraverso l’arte\, la progettazione architettonica e urbanistica\, il linguaggio pubblicitario\, la moda\, la documentazione fotografica\, i percorsi disegnati da CSAC e Comune intendono indagare questi temi e le risposte formulate dal mondo culturale. \nL’esposizione di Palazzo Pigorini è dedicata alle opere di arte cinetica\, programmata e visuale\, tutte giocate sull’interazione tra spazio\, luce e movimento. La mostra esplora\, attraverso le raccolte CSAC\, le ricerche artistiche che si sono affermate nel panorama nazionale e internazionale tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta e che hanno posto al centro della propria attività il rapporto tra arte e tecnologia\, la dimensione progettuale e il lavoro di gruppo\, proponendo nuovi metodi di visione del reale e una relazione attiva tra opera e spettatore.\nI lavori selezionati\, realizzati da alcuni dei principali esponenti italiani e internazionali di queste tendenze (Getulio Alviani\, Davide Boriani\, Ennio Chiggio\, Gianni Colombo\, Hugo Demarco\, Gabriele Devecchi\, Juraj Dobrović\, Horacio Garcia Rossi\, Enzo Mari\, Manfredo Massironi\, Bruno Munari\, Grazia Varisco)\, includono sia opere statiche ma capaci di generare effetti ottici e quindi trasmettere allo spettatore un’idea di dinamismo\, sia oggetti estetici e interattivi che danno origine a un vero e proprio movimento grazie all’impiego di motori elettrici e sorgenti luminose. In mostra molti lavori riferibili al contesto della celebre esposizione Arte Programmata. Arte cinetica\, opere moltiplicate\, opera aperta (1962)\, curata da Munari e Giorgio Soavi nei negozi Olivetti di Milano\, Venezia e Roma. \nL’esposizione dell’Abbazia di Valserena riflette\, in prospettiva storica\, su quale sia stata l’eredità del Bauhaus\, della sua lezione che pone la comunicazione visiva al servizio della società. Grazie alla ricchezza delle collezioni CSAC\, ne è scaturito un percorso di rilettura della sperimentazione creativa in particolare degli anni Sessanta\, un momento in cui l’arte\, la moda\, la fotografia\, l’editoria e la progettazione si sono sempre più confrontate a vicenda\, in una dimensione caratterizzata da una forte attenzione al sociale\, spesso carica anche di tensioni utopiche. Si va dal superamento dell’informale – con l’intento prioritario di riportare l’opera d’arte in una relazione stretta con il pubblico\, invitato a “mettersi in gioco” nell’esperienza estetica – alle influenze pop\, optical e spaziali nella moda\, fino alla produzione in serie con i nuovi materiali plastici e alle nuove tendenze del disegno progettuale.\nIn mostra i lavori di alcuni dei più illustri artisti\, designer e progettisti di quegli anni: da Lucio Fontana a Enrico Castellani\, da Gio Pomodoro a Bruno Munari\, e poi Mario Schifano\, Giosetta Fioroni\, Enzo Mari\, Luigi Veronesi\, Franco Grignani\, Mario Giacomelli\, Carlo Cisventi\, Pier Luigi Nervi\, Roberto Sambonet\, Gio Ponti. \nI visitatori potranno avvalersi anche di un’app\, realizzata da CSAC e presentata in anteprima in occasione di questa mostra\, che li accompagnerà nel percorso\, facilitando l’accesso a contenuti aggiuntivi e di approfondimento\, attivabili in modalità di lettura\, audio e in lingua LIS dai dispositivi personali e gratuitamente. L’app è stata realizzata da CSAC nell’ambito di un progetto PNRR su accessibilità\, accoglienza e condivisione del patrimonio museale finanziato dal Ministero della Cultura. \nEntrambe le esposizioni (Valserena e Palazzo Pigorini) sono corredate da catalogo Electa\, in vendita allo CSAC e nelle librerie (€ 62) \nL’esposizione di Palazzo Pigorini è a ingresso libero\, quella di Valserena è a pagamento. I visitatori di Palazzo Pigorini potranno ricevere gratuitamente una cartolina lenticolare\, che darà diritto a uno sconto alla mostra di Valserena. \nINFO \nVisioni (im)possibili\nSpazio\, luce\, movimento nelle collezioni CSAC\na cura di Alessandra Acocella e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\nPalazzo Pigorini\, Strada della Repubblica 29/A\, 43121 Parma\nInaugurazione: venerdì 19 gennaio ore 18\nApertura mostra: 20 gennaio – 24 marzo 2024\nOrari di apertura: mercoledì – domenica 10 – 19 (ultimo ingresso in mostra ore 18.30)\nIngresso gratuito\npigorini@comune.parma.it\nwww.comune.parma.it/cultura \nVisioni (im)possibili\nComunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC\na cura di CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione Università di Parma\nAbbazia di Valserena\, Strada viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma\nInaugurazione: sabato 20 gennaio ore 11\nApertura mostra: 21 gennaio – 21 aprile 2024\nOrari di apertura: venerdì 9 – 15\, sabato e domenica 10 – 19\nIngresso a pagamento\nintero 10 €\nscontato 5 € (con cartolina Pigorini)\nstudentesse e studenti 5 €\nscuole 3 €\nservizimuseali@csacparma.it\nhttps://www.csacparma.it/\nÈ  possibile seguire CSAC anche su FB e Instagram\n#csac #newbauhaus #europe \nIL PROGETTO DI COLLABORAZIONE TRIENNALE\nVisioni (im)possibili è il primo atto di un progetto di collaborazione triennale tra CSAC e Comune di Parma\, che sulla base di una convenzione ad hoc intendono realizzare nel triennio 2024-2026 sei eventi espositivi\, tre nella sede CSAC all’Abbazia di Valserena e tre in uno spazio espositivo del Comune\, per proporre una riflessione sulla storia recente. Le mostre avranno come elemento generatore le opere e i documenti selezionati dalle collezioni CSAC e cercheranno di gettar luce non solo sui grandi temi del dibattito culturale del periodo individuato ma anche sulle dinamiche sociali e politiche\, le trasformazioni dei linguaggi della comunicazione e i rapporti complessi e biunivoci tra arte e industria\, progettazione e cultura di massa\, documento e narrazione.\nUno degli obiettivi del progetto è infatti quello di avvicinare il pubblico a temi ed espressioni tradizionalmente considerati lontani e “di nicchia”\, strutturando le esposizioni e i cataloghi per ambiti tematici coerenti e lineari\, semplificando i linguaggi e le modalità di visita.\nPer ogni annualità si prevede l’allestimento in contemporanea di due mostre\, strettamente legate tra loro ma che potranno essere visitate anche indipendentemente l’una dall’altra. La progettazione\, il catalogo e la comunicazione saranno impostati nell’ottica di un’unica esposizione su due sedi.\nLe mostre saranno corredate da laboratori didattici ed eventi collaterali per le scuole e per il pubblico in genere
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SUMMARY:25 e 26 aprile: chiusi i Musei
DESCRIPTION:Come  tutta l’Università di Parma\, anche  i Musei giovedì 25 e venerdì 26 aprile saranno chiusi. \nI Musei riapriranno regolarmente\, osservando i consueti orari di apertura al pubblico\, a partire da lunedì 29 aprile.
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SUMMARY:Domenica allo CSAC: visite guidate e laboratori
DESCRIPTION:Domenica 5 maggio\, un pomeriggio allo CSAC con due diverse proposte: \nore 15:00 visita guidata alla scoperta dell’Abbazia di Valserena (Prenotazione obbligatoria) \nore 16:00 Laboratorio didattico “Moda sostenibile: riusa\, ricicla\, ripara\, riduci.” per bambini e famiglie (Prenotazione obbligatoria) \nQuesto mese l’appuntamento “Domenica allo CSAC” torna con il laboratorio “Moda sostenibile: riusa\, ricicla\, ripara\, riduci.”! Attraverso le raccolte degli archivi Moda del CSAC\, in questo laboratorio ci focalizzeremo sui concetti di produzione locale\, slow e fast fashion\, atelier e prêt-à-porter\, e cosa possiamo fare per creare un mondo più sostenibile\, partendo anche da ciò che indossiamo! Con l’utilizzo di piccoli telai\, creeremo un’opera di quilt\, dando nuova vita ai tessuti e materiali di scarto. Insieme sarà possibile riflettere sui tempi e processi di produzione di un tessuto\, sul valore dei tempi di lavorazione\, della manodopera e del recupero di uno stile di vita slow\, con uno sguardo rivolto alla tradizione e alla sostenibilità. \nBIGLIETTO RIDOTTO 5 euro \nPer info e prenotazioni: servizimuseali@csacparma.it
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SUMMARY:Botanica Fantastica: in mostra le opere selezionate dal concorso
DESCRIPTION:Interno Verde nel dicembre 2023 ha lanciato la seconda edizione di Interno Verde Design\, concorso di illustrazione rivolto a studenti\, neolaureati e giovani professionisti under35\, chiamati a declinare e interpretare il tema: Botanica Fantastica. \nDieci illustrazioni per esplorare le potenzialità inespresse del regno vegetale\, tra fiori e piante immaginarie. In mostra le opere selezionate dal concorso Botanica Fantastica\, ideato da Interno Verde col supporto di “Parma\, io ci sto” e la collaborazione dell’Orto Botanico. \n\n\n\n\nL’iniziativa – sostenuta dall’associazione “Parma\, io ci sto!” – ha rappresentato il cuore del programma Impronte Off\, ideato da Interno Verde per avvicinare le nuove generazioni alla alla mostra “Impronte | Noi e le piante”\, aperta gratuitamente fino a lunedì 1 aprile 2024 al Palazzo del Governatore di Parma. \nCurata dall’Orto Botanico di Parma\, essa raccoglie un compendio di affascinanti testimonianze\, volte a raccontare l’evoluzione della rappresentazione botanica nei secoli: dai disegni degli erbari medievali alle riproduzioni digitali più innovative. \nLe dieci opere selezionate tra le 180 candidature ricevute a partire da venerdì 1 marzo sono diventate parte integrante del percorso espositivo. Accolgono il visitatore al piano terra del palazzo\, anticipando le testimonianze e i documenti storici che si potranno poi incontrare al primo piano. \nSempre venerdì 1 marzo\, insieme alla presentazione delle tavole\, è stato svelato il nome dell’autore primo classificato\, che ha meritato un premio di 500 euro\, un soggiorno per due notti per due persone in una struttura INCHotels e due biglietti per la prossima edizione del festival Interno Verde. \nLa valutazione è stata affidata a una giuria d’eccezione\, composta da: Emiliano Ponzi\, illustratore di fama internazionale con alle spalle innumerevoli premi e collaborazioni di prestigio\, dal Salone del Mobile al New Yorker\, da Vanity Fair a Moleskine\, Elisa Seitzinger\, visual artist celebre soprattutto per attualizzare e reinterpretare la sinteticità iconica dell’arte medievale\, Silvia Molinari\, artista specializzata in acquarello botanico\, firma di note campagne e copertine\, da Legambiente a Gardenia\, Elena Canadelli\, docente di museologia naturalistica all’Università degli Studi di Padova\, divulgatrice impegnata nel coniugare scienza e cultura visuale contemporanea. \nL’opera che ha guadagnato il più alto scalino del podio si chiama “Botanic Magic”\, si ispira a “Fish Magic” di Paul Klee\, ed è stata realizzata da Francesca Padovan. Al secondo posto e al terzo posto  si sono classificate “Erba Bestia” e “Fragili Fiori”\, rispettivamente di Giulia Piras e Laine Nameda Lazda. \nCiascuno dei dieci autori finalisti riceverà due biglietti omaggio per un’edizione a scelta del festival Interno Verde 2024. Un biglietto omaggio nominale verrà inoltre riservato ai restanti 170 candidati.
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SUMMARY:"Avere cura: patrimoni\, scarto e identità’": International Museum Day - 18 MAGGIO 2024
DESCRIPTION:In occasione della “International Museum Day 2024” proposta da ICOM\, seguendo il tema “Musei per l’Educazione e la Ricerca”\, CSAC propone un pomeriggio di laboratori e approfondimenti per tutte le età. Il tema di quest’anno pone al centro della discussione il ruolo fondamentale delle istituzioni culturali nel promuovere e garantire un’esperienza educativa sempre più inclusiva\, sostenibile e consapevole\, sostenendo gli obiettivi 4 e 9 dell’agenda 2030 dello Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. \nAttraverso laboratori ed eventi\, il nostro obiettivo è quello di rendere CSAC un centro sempre più dinamico e accessibile\, dimostrando come una fruizione consapevole del patrimonio culturale e artistico possa concorrere attivamente alla promozione del benessere della persona\, dell’ambiente e della società. \nIl programma: \nSABATO 18 MAGGIO \nore 15:00 \nvisita guidata alla mostra “Planimetrie Naturali: Giacomelli\, Ghirri\, Guerzoni\, Archivio”\, una mostra fotografica sulla ricerca paesaggistica della seconda metà degli anni Settanta del Novecento. CSAC presenta un piccolo campione di opere con la comune suggestione della rappresentazione convenzionale del territorio\, della planimetria\, della mappa\, della traduzione in immagine del territorio come indissolubile\, della materia e tempo che trasforma. I materiali esposti spaziano tra raccolte fotografiche di Mario Giacomelli\, di Luigi Ghirri e la maestosa opera “La parete dimenticata” di Franco Guerzoni da lui donata. Saranno presenti inoltre una serie di proiezioni di immagini digitalizzate provenienti dagli archivi Publifoto Roma e Villani. \nore 16:00 \nlaboratorio “AVERE CURA: Patrimoni\, scarto e identità”: In questo laboratorio\, ogni partecipante avrà la possibilità di sperimentare la rappresentazione di sé attraverso diversi media: inizieremo dalla fotografia\, passando dal disegno sinestetico\, per concludere con la pittura ed il collage. Ragioneremo sulla frammentazione dell’identità e sulla rivalutazione dello scarto in quanto possibilità di scoperta dell’inaspettato. \nIl laboratorio è gratuito e accessibile a tutti\, previa prenotazione alla mail servizimuseali@csacparma.it \nINGRESSO GRATUITO al museo e alle mostre in corso dalle 10:00 alle 19:00
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SUMMARY:24 maggio: allo CSAC giornata di studi “Architettura disciplina eteronoma. Temi\, attori\, dialoghi”
DESCRIPTION:Si rifletterà sull’architettura come disciplina “eteronoma” venerdì 24 maggio alle 14.15 al Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma\, in una giornata di studi organizzata dal Politecnico di Milano con il patrocinio dell’Università di Parma. \nIn tempi di ibridazione dei saperi e di compenetrazione delle discipline\, l’atto di analizzare il ruolo dell’architettura attraverso il filtro della sua “autonomia” o “eteronomia” facilita la comprensione delle tendenze in atto. Il termine “eteronomia”\, usato in contrapposizione ad “autonomia”\, da Kant in poi ha assunto un valore positivo connesso al reciproco rispetto tra ragione e creatività\, tra scienza esatta e approccio empirico\, tra contaminazione e isolamento. \nIl programma prevede in apertura\, alle 14.15\, l’introduzione di Emilio Faroldi\, Prorettore Vicario del Politecnico di Milano. A seguire i saluti istituzionali di Michele Guerra\, Sindaco di Parma\, Isabella Nova\, Prorettrice Delegata del Politecnico di Milano\, Fabrizio Storti \, Prorettore Vicario dell’Università di Parma\, Cristina Casero \, Direttrice dello CSAC\, Andrea Campioli\, Preside della Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano e Chiara Vernizzi\, Assessora alla Rigenerazione Urbana del Comune di Parma. \nIl convegno dal titolo “Architettura disciplina eteronoma. Temi\, attori\, dialoghi” si articola in tre sessioni. La prima sarà moderata da Maria Pilar Vettori. Dopo una prolusione introduttiva di Marco Biraghi la sezione svilupperà il rapporto che l’architettura intrattiene con l’estetica\, la luce\, la musica con Pierluigi Panza\, James Bradburne e Bruno Dal Bon. La seconda sezione\, moderata da Paola Greci\, riguarderà le discipline della poesia\, della fotografia e dell’archeologia\, per mezzo dei contributi di Filippo Bricolo\, Marco Introini\, Pier Federico Caliari. Il terzo segmento\, moderato da Ingrid Paoletti\, coinvolgerà i temi della costruzione\, dell’etica e della filosofia: protagonisti saranno Pietro Chierici\, Viola Schiaffonati e Federico Leoni. \nCino Zucchi chiuderà il convegno e condividerà il suo punto di osservazione partendo dai dialoghi del pomeriggio. In serata concerto a cura del Conservatorio Arrigo Boito di Parma. \nResponsabilità Scientifica: Emilio Faroldi\, Maria Pilar Vettori \nComitato scientifico: Silvia Battaglia\, Stefano Capolongo\, Dario Caspani\, Pietro Chierici\, Paola Greci\, Ingrid Paoletti \nLa giornata è patrocinata da Politecnico di Milano\, Università di Parma\, CSAC-Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, Comune di Parma\, Conservatorio Arrigo Boito di Parma\, Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Parma\, MANTOVARCHITETTURA e realizzato grazie al sostegno di USM Modular Furniture\, ERCO\, Marazzi. \nScarica il programma.
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SUMMARY:"Planimetrie naturali": fino al 9 giugno la mostra allo CSAC
DESCRIPTION:Ha inaugurato nella Sala delle Colonne di CSAC la mostra fotografica “Planimetria Naturali: Ghirri\, Giacomelli\, Guerzoni\, Archivio”\, curata da Paolo Barbaro e Margherita Zazzero. \nA partire dal nodo tra natura e artificio\, azione figurativa controllata e forma dell’incontrollabile o dell’inconsapevole\, dagli archivi CSAC viene presentato un piccolo campione di opere con la comune suggestione della rappresentazione convenzionale del territorio\, della planimetria\, della mappa\, materia e tempo che trasforma. Saranno esposte in mostra opere di Mario Giacomelli e Luigi Ghirri\, due ricerche sul paesaggio diversissime e per tanti aspetti opposte\, tanto da presentarsi come speculari\, ma di esiti a tratti coincidenti. A questi segmenti di importanti ricerche fotografiche è accostata l’opera “La parete dimenticata” che Franco Guerzoni ha donato al CSAC nel 2004\, in occasione della rassegna a lui dedicata. \nA completare il percorso espositivo vengono proiettate immagini digitalizzate ricavate da lastre negative alla gelatina bromuro su vetro dagli archivi Villani e Publifoto\, che a causa del loro stato di conservazione\, erano state accatastate in attesa di essere smaltite; questi materiali\, considerati usualmente come -scarti-\, sono stati recuperati dal CSAC assieme al resto dei rispettivi archivi. \n“Planimetrie naturali” \nA cura di Paolo Barbaro e Margherita Zazzero \nInaugurazione: sabato 11 maggio ore 17\nApertura mostra: dall’ 11 maggio al 9 giugno 2024\nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione – Abbazia di Valserena – Strada Viazza di Paradigna\, 1\, 43122 Parma
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SUMMARY:Museo di Veterinaria: chiuso mercoledì 12 e giovedì 13 giugno
DESCRIPTION:Si avvisano gli utenti che il Museo Anatomico Veterinario A. Lemoigne resterà chiuso nei giorni mercoledì 12 e giovedì 13 giugno. \n 
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SUMMARY:Fino al 1 settembre allo CSAC la mostra "Ugo Sterpini: l'ecart absolu"
DESCRIPTION:Inaugurata il 15 giugno allo CSAC dell’Università di Parma\, nella Sala delle Colonne dell’Abbazia di Valserena\, la mostra “UGO STERPINI – l’écart absolu”. \nL’esposizione esplora il profondo legame tra l’artista e il movimento surrealista\, in occasione del centenario della fondazione del movimento: l’interesse di Sterpini per il surrealismo pervade gran parte del suo percorso artistico\, come dimostra la sua biblioteca personale\, ricca di testi critici\, teatrali\, romanzi e poesie che hanno nutrito il suo immaginario. \nLe opere esposte risalgono soprattutto agli inizi degli anni Sessanta\, periodo in cui Sterpini era più vicino al movimento al quale partecipa attivamente ed è considerato tra i componenti ufficiali\, come documenta la corrispondenza con André Breton\, Jose Pierre e Arturo Schwartz.  \nTra le opere esposte\, Primavera insidiata del 1964 segna l’incontro con Breton e mostra evidenti influenze surrealiste. La serie Fantasia femminile del 1966 mescola elementi di Pop Art e riferimenti a “Surrealismo e sessualità” di Xavièr Gauthier\, esplorando l’eros come forza promotrice del movimento surrealista. \nLungo il percorso è presente Il trono di Ubu\, opera esposta tra i “meubles” di stampo surrealista all’ultima grande mostra dedicata al movimento nel 1965 a Parigi e una selezione di arredi dalle fattezze antropomorfe riferibili al medesimo periodo. \nLa mostra si conclude con la proiezione del cortometraggio surrealista Un chien andalou di Luis Buñuel e Salvador Dalí\, realizzato nel 1929 e rielaborato nel 1960\, che bene rappresenta i temi onirici\, deliranti e psicoanalitici tipici del movimento. \nL’affiliazione di Sterpini al surrealismo\, benché in apparenza tardiva\, è profonda e dettata da un autentico desiderio di conoscenza e condivisione dei principi fondamentali del movimento. \nSterpini lascia un’importante eredità artistica con opere donate al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, che conserva un fondo di oltre cento opere e una selezione di volumi della sua biblioteca personale. Nel 2003 CSAC gli ha dedicato un’importante rassegna di carattere monografico. \nUGO STERPINI – l’écart absolu\na cura di Giulia Ferrari  \n16 giugno 2024 – 1° settembre 2024\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo:\nVenerdì 9-15\nSabato e domenica 10-19 \nIngresso:\nBiglietto intero 10 euro\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni:\nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\ncsac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903649
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SUMMARY:ESTATE 2024:  LE CHIUSURE DEI MUSEI
DESCRIPTION:I musei del Sistema Museale d’Ateneo osserveranno alcune settimane di chiusura in occasione delle tradizionali ferie estive. \nQui di seguito il relativo calendario: \nMuseo Anatomico Veterinario: dal 22 luglio al 23 agosto. Regolare riapertura dal 26 agosto.\nMuseo di Matematica e Informatica: dal 29 luglio al 30 agosto. Regolare riapertura dal 2 settembre.\nMuseo di Paleontologia: dal 1 al 30 agosto. Regolare riapertura dal 3 settembre.\nMuseo di Cristallochimica: dal 1 al 30 agosto. Regolare riapertura dal 2 settembre.\nMuseo di Mineralogia: dal 5 al 16 agosto. Regolare riapertura dal 19 agosto.\nCentro studi e archivio della comunicazione (CSAC): dal 5 al 22 agosto. Regolare riapertura dal 23 agosto.\nMuseo Macedonio Melloni: dal 5 al 23 agosto. Regolare riapertura dal 26 agosto. \nRimangono chiusi al pubblico\, per ricollocamento delle collezioni e restauro\, il Museo di Storia Naturale\, l’Orto Botanico\, il Museo di Biomedicina e la Mostra Scientifica Interattiva Permanente “Microcosmo con vista“ fino alla conclusione dei lavori. \n 
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SUMMARY:Da venerdì 7 a domenica 8 settembre chiuso lo CSAC
DESCRIPTION:L’Università di Parma comunica che nelle giornate di venerdì 6\, sabato 7 e domenica 8 settembre 2024 gli spazi museali del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Ateneo\, all’Abbazia di Valserena\, saranno chiusi. \nRiapriranno la settimana successiva con i consueti orari. \nContatti\ntel. 0521 903500\ne-mail servizimuseali@csacparma.it  csac@unipr.it
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SUMMARY:“Archivio Paesaggio. L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC”: la mostra fino al 23 dicembre
DESCRIPTION:La mostra Archivio paesaggio. L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC è un percorso intorno al tema del paesaggio\, delle sue codificazioni e trascrizioni\, condotto sulle tracce archivistiche delle trasformazioni che\, a partire dal secondo dopoguerra e nel corso di un quarantennio\, hanno attraversato l’Italia riconfigurando spazi e territori\, aspirazioni e tensioni\, immagini e immaginari. \nL’accessibilità dell’archivio è stata dunque centrale in questo lavoro ed è stata perseguita anzitutto attraverso una massiccia campagna di catalogazione e digitalizzazione che ha interessato le collezioni CSAC (15.422 oggetti digitalizzati e 84.030 record catalografici)\, sostenuta da una approfondita ricerca sui documenti. Una consistente mole di lavoro che consente al Centro di incrementare l’accessibilità dell’archivio\, in termini sia quantitativi sia qualitativi. Allo stesso tempo il lavoro di ricerca ha permesso di attivarecollaborazioni con istituzioni internazionali e altri atenei italiani. L’archivio fisico\, quindi\, quale luogo deputato alla salvaguardia del patrimonio e come insieme interdisciplinare e stratificato di saperi e conoscenze\, viene reso accessibile attraverso la digitalizzazione del patrimonio\, consentendo così un ritorno in termini di ricerca e di relazioni con l’esterno. \nLa scelta condotta su una selezione di materiali d’archivio ha dettato l’articolazione del percorso espositivo\, che si traduce così in un viaggio attraverso l’Italia del secondo Novecento e allo stesso tempo dentro l’archivio\, i linguaggi\, i racconti e le sedimentazioni di senso che esso racchiude. I nuclei tematici individuati come tappe di interesse della mostra sono: \n\nAbitare plurale\, che indaga le politiche abitative ed edilizie volte a promuovere e sostenere l’accesso di massa alla proprietà privata della casa d’abitazione\, attraverso piani di intervento pubblici come INA Casa e UNRRA Casas.\nCultura della tecnica\, che mostra\, in una prospettiva interdisciplinare\, come la componente culturale offerta dalle nuove tecniche e tecnologie sia stata raccontata e valorizzata da piccole e grandi industrie.\nProgetto Omega: dalla spazializzazione delle informazioni all’ipotesi di una infrastruttura per la ricerca storica\, che ha interessato il Fondo Achille e Pier Giacomo Castiglioni ed è stato realizzato in collaborazione con DAR Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna\, con nuove modalità di valorizzazione e fruizione dei documenti\, declinate in un modello spaziale in grado di produrre narrazioni storiche.\nRacconti della città\, che individua nelle sale cinematografiche\, nei manifesti e nella metropolitana i segni identitari della nuova modernità\, in relazione alle periferie sironiane.\nLa campagna\, idea e realtà\, che racconta delle diverse interpretazioni di progettisti\, fotografi e pittori del tema della campagna e del cambiamento del paesaggio agricolo e sociale.\nPaesaggi del turismo\, che si enuclea attorno alle tematiche del viaggio e delle sue infrastrutture\, delle vacanze di massa e di alto livello.\nRaccontare il Sud\, che invita a scoprire luoghi all’epoca poco conosciuti\, attraverso lo sguardo dei fotografi e gli interventi di trasformazione territoriale.\nPaesaggio e immaginario\, che mette a confronto diverse grammatiche del paesaggio\, ripercorrendone le molteplici narrazioni.\n\nIl coinvolgimento di ricercatori interni\, alcuni dei quali molto giovani\, e di studiosi esterni al Centro restituisce appieno la natura dinamica e aperta del progetto e conferma la forza attrattiva che anche oggi esercita lo straordinario patrimonio conservato presso CSAC\, le cui collezioni continuano a crescere grazie alle nuove acquisizioni e potranno essere sempre più condivise attraverso una serie di progetti in corso che prevedono il ricorso alle nuove tecnologie. \nCSAC \nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione è un centro di ricerca dell’Università di Parma fondato da Arturo Carlo Quintavalle nel 1968. Fin dai suoi primi anni\, l’attività è volta alla costituzione di una raccolta di arte\, fotografie\, disegni di architettura\, design\, moda e grafica\, e all’organizzazione di numerose esposizioni e alla pubblicazione dei cataloghi. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena\, conserva materiali originali della comunicazione visiva\, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del Novecento. CSAC conta un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni – Arte\, Fotografia\, Media\, Progetto e Spettacolo – e oggi è uno spazio multifunzionale\, dove si integrano un archivio\, un museo e un centro di ricerca e didattica. Una formula unica in Italia che mantiene e potenzia le attività di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria\, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi\, e di prestito e supporto a esposizioni allestite presso altri musei tra cui: Triennale di Milano\, MAXXI di Roma\, MoMA di New York\, Centre Pompidou di Parigi\, Tokyo Design Center\, Design Museum di Londra\, Museum Folkwang di Essen e Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. \n  \nMostra Archivio paesaggio. L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC \nDate 14 settembre -23 dicembre 2024 \nInaugurazione 14 settembre\, ore 11 \nSede CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione \nAbbazia di Valserena | Strada Viazza di Paradigna\, 1 (Parma) \n  \nProgetto Accessibilità: dall’archivio fisico all’archivio digitale e ritorno. Progetto di innovazione tecnologica e gestionale per la promozione e la valorizzazione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma (D.M. 10 agosto 2020\, prot. n. 442 (FFO 2020) – art. 11 “Ulteriori interventi”) \nReferente progetto Fabrizio Storti \nResponsabili scientifici Michele Guerra (2021-2022)\, Cristina Casero (2022-2024) \nCoordinamento generale Mariapia Branchi \nCoordinamento di progetto Elena Fava \nGruppo di ricerca Matilde Alghisi\, Paolo Barbaro\, Elisa Bini\, Mariapia Branchi\, Giulia Castagnetti\, Claudia Cavatorta\, Francesca De Zotti\, Elena Fava\, Giulia Ferrari\, Maria Paola Gangitano\, Martina Giovanardi\, Federico Marzi\, Lucia Miodini\, Margherita Monica\, Chiara Monterumisi\, Paola Pagliari\, Simona Riva\, Eleonora Stuani\, Ines Tolic\, Margherita Zazzero \nCollaboratori Vittoria Altobello\, Giuseppe Ferrari\, Denise Gori\, Gloria Labile\, Vera Leo\, Caterina Lo Bianco\, Yasmine Mihraje\, Sara Palestra \n  \nComunicazione e didattica Vittoria Altobello\, Elisa Bini\, Giulia Conti\, Sara Palestra\, Marco Pipitone \n  \nLaboratorio fotografico Paolo Barbaro\, Elisa Bini\, Marco Pipitone\, Margherita Zazzero \n  \nRestauri Maria Rosaria Basileo \n\nAllestimento Luca Spinelli \n  \nGrafica Studio Leonardo Sonnoli \n  \nRealizzazione stampe Tipolitografia La Ducale \n  \nTrasporti e montaggio Coopservice \n  \nOrari di apertura museo: \nVenerdì 9.00 – 15.00 \nSabato\, domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso \nBiglietto intero: € 10\,00 \nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni: \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma \ncsac@unipr.it servizimuseali@csacunipr.it \n+ 39 0521 903649 \nOrari di apertura museo:\nVenerdì 9.00 – 15.00 \nSabato\, domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\,00 \nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni:\nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma \ncsac@unipr.it servizimuseali@csacunipr.it \n+ 39 0521 903649
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SUMMARY:Community Specific Archive. Fino al 6 ottobre la mostra allo CSAC
DESCRIPTION:Community Specific Archive raccoglie una serie di fotografie di Paola Di Bello e una videoinstallazione di Valerio Rocco Orlando nate dal confronto degli artisti con l’archivio CSAC e con gli studenti del Triennio in Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative dell’Università di Parma. \nIl progetto Community Specific Archive è stato selezionato nell’ambito dell’avviso pubblico PAC2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea\, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura\, su proposta del CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione – Università di Parma. \nAttraverso una serie di laboratori\, gli artisti hanno sviluppato una ricerca fondata sull’autocoscienza e condivisione di saperi\, valorizzando la collezione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma come innesco del lavoro. Il risultato è una nuova produzione incentrata sulla dimensione identitaria del territorio\, capace di riflettere le istanze e le urgenze della società locale. \nPer questa occasione Paola Di Bello e Valerio Rocco Orlando hanno prodotto una serie di opere composte da immagini statiche e immagini in movimento capaci di entrare in risonanza con l’archivio\, l’università e la città di Parma. Il lavoro esprime la sintesi di un processo partecipativo confluito in una produzione fotografica costituita da una serie di collage\, frutto di un dialogo visivo con gli studenti\, che attinge alla sezione fotografica usata come materia grezza. L’archivio esce e ritorna in esso rivitalizzato e riattualizzato. In parallelo\, la videoinstallazione esprime la sintesi formale di una metodologia pedagogica fondata sulla pratica dell’ascolto attivo\, su esercizi di scrittura non creativa e sulla rielaborazione drammaturgica e audiovisiva quale azione collettiva. \nCon l’acquisizione di questo nuovo corpus di opere del patrimonio del Centro\, l’auspicio è fornire una chiave di lettura utile a penetrare e rileggere la complessità dell’archivio stesso\, al fine di prolungarne la vita ricucendo i legami con la quotidianità degli abitanti. \nPer l’occasione\, verrà realizzata una pubblicazione edita da Silvana Editoriale. \nInoltre\, nell’ambito del progetto\, martedì 17 settembre 2024 alle ore 11\, nell’aula Mulas dell’Università di Parma\, verrà organizzata una tavola rotonda sui temi trattati\, alla presenza degli artisti\, della curatrice e dei ricercatori Guido Mannucci e Kevin McManus. \nMostra a cura di Cristina Casero. \nPaola Di Bello (Napoli\, 1961) è artista e docente di Fotografia all’Accademia di Brera\, dove dirige il Dipartimento di Fotografia. La sua ricerca ben rappresenta le traiettorie che la fotografia ha intrapreso negli ultimi trent’anni\, indirizzando i propri interessi nei confronti di modalità operative installative\, frutto dell’ibridazione tra la vocazione concettuale delle generazioni precedenti e l’indagine sociale che vede l’uomo e il contesto al centro dei propri interessi. \nValerio Rocco Orlando (Milano\, 1978) è artista\, docente di Drammaturgia multimediale all’Accademia di Brera e dottorando in Ingegneria dell’Architettura e dell’Urbanistica alla Sapienza Università di Roma. Attraverso pratiche che spaziano dai workshop alle videoinstallazioni\, la sua ricerca assume l’arte come processo di analisi e conoscenza reciproca ed esplora l’osmosi tra istituzioni\, musei\, accademia e sfera sociale. \nPartecipanti Wafa Arfaoui\, Silvia Balzarini\, Jacopo Botto\, Simone Cangiati\, Marzia Carpitella\, Giulia Conte\, Gaia Conti\, Gabriele Dalla Grana\, Vladyslava Dovzhyk\, Alice Dugaria\, Liam Falleri\, Rachele Ferrari\, Claudio Magnano\, Dominique Montanari\, Sofia Piana\, Alexia Piazza\, Chiara Solari. \nQuando: 14 settembre – 6 ottobre 2024\nDove: CSAC – Abbazia di Valserena – Via Viazza di Paradigna\, 1 – Parma
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SUMMARY:La Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori: gli eventi nei dei Musei
DESCRIPTION:Torna a Parma\, venerdì 27 settembre\, la Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori\, la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica promossa in città dall’Università di Parma con la co-organizzazione e il patrocinio del Comune di Parma e di Imem – Cnr. \nL’Ateneo proporrà il 27 settembre\, dalle 17 alle 23\, tantissimi eventi in presenza per un pubblico ampio ed eterogeneo: esperimenti\, mostre\, seminari e laboratori che si terranno al Campus Scienze e Tecnologie\, allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione ospitato nell’Abbazia di Valserena e al Polo Veterinario di via del Taglio. \nLe attività sono quasi tutte a libero accesso\, ma alcune richiedono la prenotazione: sarà possibile prenotarsi esclusivamente online dal 13 settembre attraverso il sito web ufficiale dell’evento. \nAnche i Musei dell’Ateneo partecipano con diverse iniziative. \nAl Museo di Cristallochimica potremo esplorare una molecola veramente gigantesca e viaggiare nel nano-mondo dei cristalli per scoprire splendide architetture acrobatiche. \nAl Museo di Matematica e Informatica bambini e ragazzi saranno guidati alla scoperta di Pitagora e del suo famoso teorema con percorsi interattivi\, mentre adulti e ragazzi potranno immergersi nell’avvincente storia del Personal Computer. \nAl Museo Anatomico Veterinario\, i ricercatori ci condurranno alla scoperta di muscoli\, ossa\, preparati e organi di tantissimi animali (dai mammiferi agli uccelli\, dagli anfibi ai rettili) \nAl Museo di Mineralogia potremo avere incontri avvicinati con i minerali e le rocce e conoscere\, con attività e giochi interattivi\, il loro meraviglioso mondo. \nAllo CSAC\, Centro Studi e Archivio della Comunicazione\, ci si chiede se sia possibile educare alla cura dell’ambiente attraverso l’arte. Le ricercatrici risponderanno alla domanda con laboratori di sperimentazione creativa tra arte e ambiente per bambini e ragazzi. \nAlla Mostra scientifica permanente “Microcosmo con vista”\, potremo assistere a dimostrazioni e osservazioni di quello che si vede con una camera a Nebbia (uno strumento che rivela le particelle elementari). \n  \nIl programma dettagliato della Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori nei Musei: \nLa molecola gigante\nEsplorazione e socializzazione con una molecola gigante. Veramente gigante!\nReferenti: Alessia Bacchi\, Giuditta Cicconi.\nPer chi: per tutti\nQuando: dalle 17 alle 21. Attività ad accesso libero.\nDove: Plesso di Chimica – Pad. 01 – Museo di Cristallochimica (atrio di ingresso\, corridoio piano rialzato). \nViaggi nel nano-mondo dei cristalli: geometrie acrobatiche e architetture splendide\nVisite guidate a tema nel Museo di Cristallochimica: ogni visita si concentrerà su un elemento della tavola periodica\, o su una molecola importante per la vita e l’ambiente\, esplorando le architetture dei materiali a livello atomico e le loro proprietà. Le visite saranno seguite da attività sperimentale: visualizzazioni di modelli al computer e analisi di campioni al microscopio.\nReferente: Alessia Bacchi.\nPer chi: per tutti\nQuando: dalle 17 alle 21 – accesso libero a rotazione – gruppi di 10-15 persone.\nDove: Plesso di Chimica – Pad. 01 – Museo di Cristallochimica (atrio ingresso\, corridoio piano rialzato). \nVisita alla “Mostra Interattiva sulla Storia del Personal Computer”\nVerranno proposte delle visite guidate alla Mostra Interattiva sulla Storia del Personal Computer. La mostra consente percorsi personali e interattivi che potranno essere apprezzati da “bambini” di tutte le età.\nReferente: Federico Bergenti.\nPer chi: per ragazzi (15-19 anni) e adulti.\nQuando: Attività su prenotazione. 4 turni di un’ora: 17-18; 18-19; 19-20; 20-21. – 25 persone per turno.\nDove: Plesso di Matematica – Pad. 21 – Primo piano\, Sala mostre/Sala Lettura. \nVisita alla mostra “Pitagora e il suo Teorema”\nVerranno proposte delle visite guidate alla mostra “Pitagora e il Suo Teorema”. La mostra consente percorsi personali e interattivi che potranno essere apprezzati da “bambini” di tutte le età.\nReferente: Alberto Saracco.\nPer chi: per bambini e ragazzi (12-14 anni e 15-19 anni)\nQuando: Attività su prenotazione. 4 turni di un’ora: 17-18; 18-19; 19-20; 20-21. – 25 persone per turno.\nDove: Plesso di Matematica – Pad. 21 – Secondo piano\, Sala mostre/Sala Lettura. \nIncontri ravvicinati con minerali e rocce\nAttività e giochi interattivi per far conoscere il meraviglioso mondo dei minerali e delle rocce che compongono la Terra\, i pianeti e che usiamo tutti i giorni senza\, a volte\, nemmeno saperlo.\nDurante l’evento si prevedono diverse attività quali:\n– “Caccia al minerale”: una caccia al tesoro per identificare i minerali che compongono oggetti di vita\nquotidiana\n– “Il mondo in un granello di sabbia”: scopriamo con un microscopio da che cosa è formata la sabbia\n– “Alla scoperta delle rocce”: un viaggio dalle profondità del pianeta al microscopio\n– “Wow! brilla anche di notte”: entra nella camera oscura e scopri il magico mondo dei minerali fluorescenti!\nReferenti: Sabrina Nazzareni\, Luciana Mantovani\, Alessandra Montanini.\nPer chi: per tutti\nQuando: dalle 17 alle 21 – accesso libero a rotazione.\nDove: Plesso Scienze della Terra – Pad. 07 – Corridoio centrale e Aula minerali rocce e fossili (Dente C). \nVisita guidata al Museo Anatomico Veterinario\nVisita guidata alle sale del Museo Anatomico Veterinario dove si trovano scheletri\, ossa\, muscoli ed organi di mammiferi\, uccelli e rettili oggetto di studio dalla Medicina Veterinaria.\nReferente: Luisa Ragionieri.\nPer chi: per tutti\nQuando: Attività su prenotazione. Un turno: 16-17. Minino 5; massimo 20 persone per turno.\nDove: Polo Veterinario – Museo Anatomico Veterinario – Strada del Taglio\, 10. \nImmaginare paesaggi: laboratori di sperimentazione creativa tra arte e ambiente\nÈ possibile educare alla cura dell’ambiente attraverso l’arte? Potrete scoprirlo attraverso un ricco programma di laboratori organizzati negli spazi dell’archivio museo CSAC in collaborazione con l’Unità di Educazione dell’Università di Parma. Un percorso in cui imparare ad\nosservare l’ambiente intorno a noi non solo con gli occhi\, ma anche con le mani. Attraverso i nostri laboratori potrete sperimentare diverse tecniche artistiche\, tra cui la cianotipia\, il collage\, la poesia visiva\, la stampa e la pittura collettiva. Molteplici modi di esplorare il mondo dell’arte ed il paesaggio\, per educare ed educarsi al vivere l’ambiente in modo più consapevole.\nReferenti: Margherita Zazzero\, Mariangela Scarpini (Unità di Educazione-DUSIC).\nPer chi: bambini e ragazzi (6-8 anni e 9-11 anni)\nQuando: dalle 16 alle 20 (ultimo accesso alle 19). Attività ad accesso libero.\nDove: Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC). Abbazia di Valserena (Via Viazza di Paradigna\, 1 – Parma) – Corte delle sculture – Sala consultazione e Chiesa. \nMicrocosmo con vista\nBreve visita alle interazioni fondamentali con l’accesso a semplici dimostrazioni e alla osservazioni di quello che si vede con una camera a Nebbia e le particelle fondamentali che ci raggiungono.\nReferente: Roberto De Pietri.\nPer chi: per tutti\nQuando: dalle 17 alle 21 – accesso libero a rotazione con contingentamento ad un massimo di 10 persone alla volta.\nDove: Plesso di Fisica – Pad. 03 – Laboratori primo piano adiacenti Aula Squid. \nScarica il programma completo
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SUMMARY:MONASTERI APERTI EMILIA ROMAGNA 2024: l'abbazia di Valserena aperta tutte le domeniche
DESCRIPTION:Anche il Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC aderisce all’iniziativa “Monasteri Aperti Emilia Romagna 2024”! \nDurante tutte le domeniche di ottobre\, alle ore 15:00\, sarà possibile assistere ad una visita guidata gratuita e interattiva alla scoperta dell’Abbazia di Valserena. Saranno disponibili in loco sussidi e attività per coinvolgere anche i più piccoli. \nPer l’occasione\, sarà possibile usufruire dell’ingresso gratuito\, permette di accedere a tutti gli spazi museali e alle mostre in corso. \nIl Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma dal 2007 è situato nella splendida Abbazia di Valserena\, complesso trecentesco cistercense cui pregio e bellezza attirano visitatori da tutto il mondo. Situata a Paradigna\, zona industriale di Parma distante dieci minuti dal centro\, il complesso a seguito dei restauri svolti alla fine del secolo scorso è rimasto uno delle poche abbazie cistercensi ancora visitabili del territorio. Consapevole della preziosa eredità storica e culturale che si cela nell’attuale sede dell’archivio-museo CSAC\, il Centro aderisce all’iniziativa Monasteri Aperti 2024\, proponendo per ogni domenica del mese di ottobre visite guidate e attività volte a conoscere l’Abbazia di Valserena. \nDate dell’evento: \nDomenica 6 ottobre – Domenica 13 ottobre  – Domenica 20 ottobre – Domenica 27 ottobre \nApertura dalle 10 alle 19. L’ingresso è gratuito ed il biglietto permette di accedere a tutti gli spazi museali. \nAlle ore 15:00 visita guidata gratuita e interattiva alla scoperta dell’Abbazia di Valserena. Saranno disponibili in loco sussidi e attività per coinvolgere anche i più piccoli. \nLa prenotazione è obbligatoria all’email servizimuseali@csacparma.it \nScopri di più.
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SUMMARY:Sabato 5 e domenica 6 ottobre: I like Parma. Visite guidate e laboratori allo CSAC
DESCRIPTION:In occasione dell’iniziativa “I like Parma. Un patrimonio da vivere” vi aspettiamo sabato 5 e domenica 6 ottobre per un weekend ricco di eventi: \nDalle 10 alle 19 sarà possibile. \nvisitare GRATUITAMENTE le due mostre “Archivio Paesaggio. L’Italia nel secondo novecento nelle collezioni Csac” e “Community Specific Archive“. \nSABATO  5 OTTOBRE \nOre 11:00 e ore 15:00 – Visita guidata gratuita alla mostra “Archivio Paesaggio. L’Italia nel secondo novecento nelle collezioni Csac” (possibilità di usufruire di sussidi didattici interattivi per bambini e famiglie). \nDOMENICA 6 OTTOBRE \nOre 11:00 – Visita guidata e laboratorio didattico per famiglie sulla mostra “Archivio Paesaggio. L’Italia nel secondo novecento nelle collezioni Csac” \nOre 15:00 – Visita guidata gratuita e interattiva alla scoperta dell’Abbazia di Valserena e della storia dell’antico complesso cistercense. L’attività rientra nella cornice dell’iniziativa “Monasteri Aperti Emilia Romagna 2024”. \n  \nINFO E PRENOTAZIONI: \n0521903649 (lun-ven 9-17) – 0521903500 (sab-dom 10-19) \nservizimuseali@csacparma.it
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SUMMARY:"Abitando l’arte dei suoni": concerti allo CSAC
DESCRIPTION:Anche la musica entra nella mostra “Archivio Paesaggio. L’Italia del secondo Novecento nelle raccolte CSAC” con i due concerti Abitando l’arte dei suoni\, in collaborazione con l’Associazione Orchestra Dedicata\, che si tengono domenica 13 ottobre e domenica 17 novembre alle ore 11 presso il Museo CSAC all’interno dell’esposizione che così amplia ulteriormente il suo percorso già ricco e frastagliato. \nOgni concerto sarà preceduto da una visita guidata gratuita alla mostra “Archivio Paesaggio. L’Italia del Secondo Novecento nelle collezioni CSAC” \nQuando: 13 ottobre e 17 novembre ore 11\nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\nAbbazia di Valserena\, via Viazza di Paradigna\, 1 – Parma\nIngresso libero\nPrenotazione obbligatoria (posti limitati) scrivendo a servizimuseali@csacparma.it \n  \nMaggiori informazioni
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SUMMARY:Aperta fino al 24 dicembre la mostra “Cleonice Capece"
DESCRIPTION:Aperta al pubblico\, fino al 24 dicembre\, la mostra Cleonice Capece\, a cura di Maria Vittoria Alpi. \nCon questa mostra lo CSAC inaugura una nuova serie di esposizioni\, dedicate alla presentazione al pubblico dei fondi di più recente acquisizione. Il fondo donato al Centro nel 2024 dalla creatrice di moda Cleonice Capece va ad arricchire la Sezione Media-Moda dello CSAC\, aggiungendo un ulteriore tassello al racconto della storia della moda italiana della seconda metà del Novecento. \nAttraverso una selezione di materiali eterogenei (disegni\, fotografie\, articoli di stampa\, groupages pubblicitari\, campionature di tessuto e una piccola selezione di abiti) la mostra svela la figura di Cleonice Capece\, dal suo esordio nel mondo della moda\, avvenuto quasi per caso\, alle collaborazioni con famosi brand internazionali. \nAttiva a Roma dai primi anni Sessanta\, quelli che in Italia porteranno alla nascita del prêt-à-porter\, Cleonice Capece si avvicina al mondo della moda senza una formazione ma dotata di un innato buon gusto\, di uno stile personale e di un grande spirito imprenditoriale. Nel 1962 apre il suo primo showroom nella centralissima via Gregoriana\, dove propone collezioni di capi prodotti in serie. Le sue creazioni si distinguono per l’altissima qualità della realizzazione e sono caratterizzate da un’estrema attenzione nella scelta dei tessuti\, ai quali abbina dettagli originali e preziosi provenienti dalla grande tradizione artigianale italiana. Il successo riscosso dalle sue prime collezioni le vale ben presto l’invito a prendere parte alle sfilate della Sala Bianca di Palazzo Pitti\, la più prestigiosa passerella dell’epoca. Negli stessi anni è chiamata a partecipare a numerosi Fashion Shows\, manifestazioni promozionali della moda italiana all’estero\, che renderanno il marchio Cleonice Capece noto a livello internazionale. Le sue collezioni vengono esportate in oltre trenta paesi e vendute nelle migliori boutique e nei più conosciuti department stores\, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti e in Giappone. Nel 1974 la sua storia prende un nuovo corso: lascia Roma e si trasferisce a Londra\, dove vive ancora oggi. Nello showroom che apre in Conduit Street presenta una nuova etichetta (Cleonice Capece Collections Ltd. London – Rome) di ricercati capi Made in Italy. A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta inizia a collaborare con noti marchi\, tra cui Burberry\, Woolea e Beged-Or\, per i quali realizza collezioni di grande successo. \nLa mostra Cleonice Capece\, come le precedenti esposizioni allestite nella Sala delle Colonne\, è caratterizzata da una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e finanziaria. Il progetto di allestimento\, realizzato grazie al riutilizzo di materiali\, arredi\, supporti\, e anche le grafiche\, sono stati realizzati dallo staff tecnico del Centro. Ancora una volta quindi un’idea di produzione culturale che caratterizza le capacità progettuali di ricercatrici\, ricercatori\, curatrici e curatori di CSAC\, con l’obiettivo di valorizzare le collezioni attraverso la restituzione di storie a volte dimenticate. \nCleonice Capece\na cura di Maria Vittoria Alpi\n19 ottobre – 24 dicembre 2024\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo\nVenerdì 9 – 15\nSabato e domenica 10 – 19 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/\nPer informazioni e prenotazioni\nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\ncsac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903649
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SUMMARY:Presentazione del MUST
DESCRIPTION:Presentazione ufficiale del progetto del Museo di Storiografia Naturalistica – MUST \nIl progetto\, vincitore di finanziamento PNRR\, è stato candidato ad agosto 2022 mentre progettazione e lavori sono stati avviati nel corso del 2023 e troveranno pieno completamento con l’evento inaugurante il nuovo circuito espositivo\, previsto a giugno 2025. Tante novità condensate in un percorso espositivo di carattere storiografico-naturalistico\, nel quale nuovo ruolo avrà la divulgazione scientifica e l’attenzione verso i vari pubblici\, resa possibile grazie a una narrazione inclusiva e accessibile. \nAd aprire l’incontro\, il Magnifico Rettore prof. Paolo Martelli\, cui seguiranno gli interventi del prof. Donato Antonio Grasso (Delegato del Rettore alle attività museali)\, dell’avv. Riccardo Marini (Dirigente Area Rapporti con la società) e degli addetti ai lavori: prof. Davide Persico (Direttore scientifico MUST) e arch. Maria Amarante (Esperta in allestimenti museali). Interverrà altresì il prof. Sandrino Luigi Marra fautore del processo di decolonizzazione dolce attuato sulle collezioni etnografiche esposte presso il Museo. \nMUST: noi ci abbiamo messo tanta passione\, tu porta la curiosità!
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LOCATION:Aula Magna Università di Parma\, via Università\, 12\, PARMA\, PR\, Italy
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SUMMARY:Nasce il MUST: il primo Museo di storiografia naturalistica d’Italia. Guarda il filmato!
DESCRIPTION:Sta nascendo all’Università di Parma il primo Museo di storiografia naturalistica d’Italia: il MUST.\nUn museo accessibile a tutte e a tutti\, con particolare attenzione a chi ha difficoltà sensoriali e di mobilità\, e che vuole essere un grande racconto naturalistico lungo la linea del tempo. I lavori sono in corso e l’apertura è prevista per giugno 2025. \nMartedì 12 novembre\, nell’Aula Magna dell’Ateneo è avvenuta la presentazione del progetto\, con interventi del Rettore Paolo Martelli\, del Delegato alle attività museali Donato Antonio Grasso\, del Dirigente dell’Area rapporti con la società Riccardo Marini\, del Direttore scientifico del MUST Davide Persico\, dell’esperta in valorizzazione dell’allestimento Maria Amarante e di Sandrino Luigi Marra\, incaricato al processo di decolonizzazione dolce del MUST. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il Prorettore Vicario Fabrizio Storti. \nGrazie a un finanziamento PNRR del Ministero della Cultura si è avviato un processo di completa ristrutturazione e di totale ripensamento del Museo di storia naturale dell’Ateneo: al termine di questo percorso nascerà il MUST. \nNel Museo di storia naturale\, collocato nella sede centrale dell’Università già dalla fine del XVIII secolo\, l’accessibilità del patrimonio museale era limitata dalla dispersione spaziale delle collezioni e dei laboratori su più edifici e più livelli verticali\, il che penalizzava soprattutto visitatrici e visitatori con disabilità motorie. Il nuovo progetto consentirà di realizzare un museo organizzato per essere accessibile a tutte e tutti\, con collezioni allestite anche per divulgare i principi di biodiversità\, di tutela ambientale e di confronto tra culture. Il progetto vuole essere anche volano per far intersecare le collezioni museali con i dibattiti sulla sostenibilità e sul ruolo della comunità scientifica in relazione alla società. \nLe collezioni saranno integrate in un’unica collocazione nella sede centrale dell’Ateneo\, abbattendo le barriere motorie\, cognitive e sensoriali per consentire a tutte le tipologie di pubblico di accedere a una visita autonoma\, e potenziando inoltre le attività educative. L’intervento consiste nella creazione di un percorso ad accesso autonomo\, senza barriere\, su due livelli: al piano terra e al primo piano. Al piano terra sarà creato un allestimento lungo il corridoio perimetrale\, dove saranno ricollocati materiali rappresentativi delle collezioni prima decentrate in vari plessi. Al primo piano sarà creato un ingresso unico\, segnalato anche da un percorso tattilo plantare\, con scalinata e ascensore adeguato a disabili motori e sensoriali. L’accessibilità sensoriale e cognitiva alle collezioni sarà migliorata utilizzando nuove vetrine espositive di altezza adatta a bambini e visitatori con sedia a ruote\, incrementando così la qualità dell’esperienza di visita per tutto il pubblico. Si farà uso di supporti esplicativi digitali. \nNel MUST si è pensato di descrivere la Storia naturale attraverso un percorso cronologico storiografico\, rappresentato dalle personalità che hanno fondato e contribuito alla crescita e all’evoluzione del Museo. Da Padre Fourcault\, che accoglierà visitatrici e visitatori raccontando di quando\, nel 1768\, diede vita a una prima piccola raccolta di reperti naturalistici\, alla Duchessa Maria Luigia d’Austria\, che tra il 1816 e il 1847 si prodigò per l’accrescimento delle collezioni e che racconterà alle persone in visita il suo amore per il mondo naturalistico: quello che ha permesso al nucleo originario di arricchirsi di importanti reperti\, all’epoca considerati estremamente rari e affascinanti\, come ad esempio un esemplare di struzzo\, un canguro\, un dente di narvalo\, gli uccelli del paradiso e la preziosa meteorite di San Donnino (Fidenza\, 1808). Altre guide del Museo saranno altri suoi “padri”: da Pellegrino Strobel ad Alberto Del Prato e ad Angelo Andres. \nIn apertura di percorso ci sarà una rievocazione della wunderkammer\, sala espositiva “delle meraviglie” il cui intento era stimolare lo stupore di chi ne varcava la soglia: reperti e oggetti di ogni genere\, eterogenei e spettacolari\, occuperanno tutte le superfici della sala\, l’interno degli armadi e il soffitto a botte\, proprio come accadeva a partire dal Cinquecento nei Palazzi degli studiosi. E in chiusura ci sarà una nuova e moderna wunderkammer: una stanza cubica che accoglierà visitatrici e visitatori in una stupefacente visione immersiva dai mille colori\, nella splendida collezione di farfalle e coleotteri appartenuta a Don Boarini e acquisita dal Museo negli anni Novanta del Novecento. \nCi saranno una sezione di anatomia umana\, con una sala dedicata al lavoro dell’anatomista Lorenzo Tenchini e alle sue maschere di cera realizzate su commissione di Cesare Lombroso\, una sala di anatomia comparata\, una sezione etnografica e molto altro\, in un percorso che si annuncia davvero come un viaggio delle meraviglie. \nL’allestimento sarà totalmente rivoluzionato rispetto al Museo di storia naturale\, e sarà mirato alla valorizzazione del patrimonio in un approccio totalmente immersivo. \nSegui la presentazione
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LOCATION:Museo di Storiografia Naturalistica\, via Università 12\, Parma\, 43121
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SUMMARY:CSAC: sabato VISITE GUIDATE alle mostre
DESCRIPTION:Continua il format di visite guidate del sabato presso l’Archivio Museo CSAC! \nSabato 9 e 23 novembre\, vi aspettiamo per scoprire le mostre in corso: \nore 11:00. Visita guidata alla mostra “Archivio Paesaggio\, L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC” \nore 15:00. Visita guidata alla mostra “Cleonice Capece” \nCOSTO: incluso nel prezzo del biglietto\, comprensivo di visita guidata e accesso a tutti gli spazi museali.\nInformazioni sui biglietti.
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SUMMARY:“Educazione al patrimonio culturale. Trovare connessioni\, allargare gli sguardi e costruire comunità”
DESCRIPTION:Il Sistema Museale di Ateneo in collaborazione con l’Unità di Educazione del Dipartimento di Discipline Umanistiche\, Sociali e Imprese Culturali\, ha organizzato per lunedì 25 novembre dalle ore 9\,30\,  il seminario “Educazione al patrimonio culturale. Trovare connessioni\, allargare gli sguardi e costruire comunità”. \nL’evento vedrà attivamente coinvolti alcuni docenti del Dipartimento e lo staff del Sistema Museale attivamente impegnato nell’educazione al patrimonio.
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LOCATION:Plesso di Borgo Carissimi
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SUMMARY:CSAC: le visite guidate del sabato
DESCRIPTION:Continua il format di visite guidate del sabato presso l’Archivio Museo CSAC! \nVi aspettiamo per scoprire le mostre in corso: \nsabato 21 dicembre\, ore 11:00 e ore 15:00 \nore 11:00. Visita guidata alla mostra “Archivio Paesaggio\, L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC” \nore 15:00. Visita guidata alla mostra “Cleonice Capece” \nCOSTO: incluso nel prezzo del biglietto\, comprensivo di visita guidata e accesso a tutti gli spazi museali. \nPer maggiori informazioni
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