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SUMMARY:Aperta fino al 24 dicembre la mostra “Cleonice Capece"
DESCRIPTION:Aperta al pubblico\, fino al 24 dicembre\, la mostra Cleonice Capece\, a cura di Maria Vittoria Alpi. \nCon questa mostra lo CSAC inaugura una nuova serie di esposizioni\, dedicate alla presentazione al pubblico dei fondi di più recente acquisizione. Il fondo donato al Centro nel 2024 dalla creatrice di moda Cleonice Capece va ad arricchire la Sezione Media-Moda dello CSAC\, aggiungendo un ulteriore tassello al racconto della storia della moda italiana della seconda metà del Novecento. \nAttraverso una selezione di materiali eterogenei (disegni\, fotografie\, articoli di stampa\, groupages pubblicitari\, campionature di tessuto e una piccola selezione di abiti) la mostra svela la figura di Cleonice Capece\, dal suo esordio nel mondo della moda\, avvenuto quasi per caso\, alle collaborazioni con famosi brand internazionali. \nAttiva a Roma dai primi anni Sessanta\, quelli che in Italia porteranno alla nascita del prêt-à-porter\, Cleonice Capece si avvicina al mondo della moda senza una formazione ma dotata di un innato buon gusto\, di uno stile personale e di un grande spirito imprenditoriale. Nel 1962 apre il suo primo showroom nella centralissima via Gregoriana\, dove propone collezioni di capi prodotti in serie. Le sue creazioni si distinguono per l’altissima qualità della realizzazione e sono caratterizzate da un’estrema attenzione nella scelta dei tessuti\, ai quali abbina dettagli originali e preziosi provenienti dalla grande tradizione artigianale italiana. Il successo riscosso dalle sue prime collezioni le vale ben presto l’invito a prendere parte alle sfilate della Sala Bianca di Palazzo Pitti\, la più prestigiosa passerella dell’epoca. Negli stessi anni è chiamata a partecipare a numerosi Fashion Shows\, manifestazioni promozionali della moda italiana all’estero\, che renderanno il marchio Cleonice Capece noto a livello internazionale. Le sue collezioni vengono esportate in oltre trenta paesi e vendute nelle migliori boutique e nei più conosciuti department stores\, non solo in Europa ma anche negli Stati Uniti e in Giappone. Nel 1974 la sua storia prende un nuovo corso: lascia Roma e si trasferisce a Londra\, dove vive ancora oggi. Nello showroom che apre in Conduit Street presenta una nuova etichetta (Cleonice Capece Collections Ltd. London – Rome) di ricercati capi Made in Italy. A partire dalla seconda metà degli anni Ottanta inizia a collaborare con noti marchi\, tra cui Burberry\, Woolea e Beged-Or\, per i quali realizza collezioni di grande successo. \nLa mostra Cleonice Capece\, come le precedenti esposizioni allestite nella Sala delle Colonne\, è caratterizzata da una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e finanziaria. Il progetto di allestimento\, realizzato grazie al riutilizzo di materiali\, arredi\, supporti\, e anche le grafiche\, sono stati realizzati dallo staff tecnico del Centro. Ancora una volta quindi un’idea di produzione culturale che caratterizza le capacità progettuali di ricercatrici\, ricercatori\, curatrici e curatori di CSAC\, con l’obiettivo di valorizzare le collezioni attraverso la restituzione di storie a volte dimenticate. \nCleonice Capece\na cura di Maria Vittoria Alpi\n19 ottobre – 24 dicembre 2024\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo\nVenerdì 9 – 15\nSabato e domenica 10 – 19 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/\nPer informazioni e prenotazioni\nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\ncsac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903649
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SUMMARY:Presentazione del MUST
DESCRIPTION:Presentazione ufficiale del progetto del Museo di Storiografia Naturalistica – MUST \nIl progetto\, vincitore di finanziamento PNRR\, è stato candidato ad agosto 2022 mentre progettazione e lavori sono stati avviati nel corso del 2023 e troveranno pieno completamento con l’evento inaugurante il nuovo circuito espositivo\, previsto a giugno 2025. Tante novità condensate in un percorso espositivo di carattere storiografico-naturalistico\, nel quale nuovo ruolo avrà la divulgazione scientifica e l’attenzione verso i vari pubblici\, resa possibile grazie a una narrazione inclusiva e accessibile. \nAd aprire l’incontro\, il Magnifico Rettore prof. Paolo Martelli\, cui seguiranno gli interventi del prof. Donato Antonio Grasso (Delegato del Rettore alle attività museali)\, dell’avv. Riccardo Marini (Dirigente Area Rapporti con la società) e degli addetti ai lavori: prof. Davide Persico (Direttore scientifico MUST) e arch. Maria Amarante (Esperta in allestimenti museali). Interverrà altresì il prof. Sandrino Luigi Marra fautore del processo di decolonizzazione dolce attuato sulle collezioni etnografiche esposte presso il Museo. \nMUST: noi ci abbiamo messo tanta passione\, tu porta la curiosità!
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SUMMARY:Nasce il MUST: il primo Museo di storiografia naturalistica d’Italia. Guarda il filmato!
DESCRIPTION:Sta nascendo all’Università di Parma il primo Museo di storiografia naturalistica d’Italia: il MUST.\nUn museo accessibile a tutte e a tutti\, con particolare attenzione a chi ha difficoltà sensoriali e di mobilità\, e che vuole essere un grande racconto naturalistico lungo la linea del tempo. I lavori sono in corso e l’apertura è prevista per giugno 2025. \nMartedì 12 novembre\, nell’Aula Magna dell’Ateneo è avvenuta la presentazione del progetto\, con interventi del Rettore Paolo Martelli\, del Delegato alle attività museali Donato Antonio Grasso\, del Dirigente dell’Area rapporti con la società Riccardo Marini\, del Direttore scientifico del MUST Davide Persico\, dell’esperta in valorizzazione dell’allestimento Maria Amarante e di Sandrino Luigi Marra\, incaricato al processo di decolonizzazione dolce del MUST. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il Prorettore Vicario Fabrizio Storti. \nGrazie a un finanziamento PNRR del Ministero della Cultura si è avviato un processo di completa ristrutturazione e di totale ripensamento del Museo di storia naturale dell’Ateneo: al termine di questo percorso nascerà il MUST. \nNel Museo di storia naturale\, collocato nella sede centrale dell’Università già dalla fine del XVIII secolo\, l’accessibilità del patrimonio museale era limitata dalla dispersione spaziale delle collezioni e dei laboratori su più edifici e più livelli verticali\, il che penalizzava soprattutto visitatrici e visitatori con disabilità motorie. Il nuovo progetto consentirà di realizzare un museo organizzato per essere accessibile a tutte e tutti\, con collezioni allestite anche per divulgare i principi di biodiversità\, di tutela ambientale e di confronto tra culture. Il progetto vuole essere anche volano per far intersecare le collezioni museali con i dibattiti sulla sostenibilità e sul ruolo della comunità scientifica in relazione alla società. \nLe collezioni saranno integrate in un’unica collocazione nella sede centrale dell’Ateneo\, abbattendo le barriere motorie\, cognitive e sensoriali per consentire a tutte le tipologie di pubblico di accedere a una visita autonoma\, e potenziando inoltre le attività educative. L’intervento consiste nella creazione di un percorso ad accesso autonomo\, senza barriere\, su due livelli: al piano terra e al primo piano. Al piano terra sarà creato un allestimento lungo il corridoio perimetrale\, dove saranno ricollocati materiali rappresentativi delle collezioni prima decentrate in vari plessi. Al primo piano sarà creato un ingresso unico\, segnalato anche da un percorso tattilo plantare\, con scalinata e ascensore adeguato a disabili motori e sensoriali. L’accessibilità sensoriale e cognitiva alle collezioni sarà migliorata utilizzando nuove vetrine espositive di altezza adatta a bambini e visitatori con sedia a ruote\, incrementando così la qualità dell’esperienza di visita per tutto il pubblico. Si farà uso di supporti esplicativi digitali. \nNel MUST si è pensato di descrivere la Storia naturale attraverso un percorso cronologico storiografico\, rappresentato dalle personalità che hanno fondato e contribuito alla crescita e all’evoluzione del Museo. Da Padre Fourcault\, che accoglierà visitatrici e visitatori raccontando di quando\, nel 1768\, diede vita a una prima piccola raccolta di reperti naturalistici\, alla Duchessa Maria Luigia d’Austria\, che tra il 1816 e il 1847 si prodigò per l’accrescimento delle collezioni e che racconterà alle persone in visita il suo amore per il mondo naturalistico: quello che ha permesso al nucleo originario di arricchirsi di importanti reperti\, all’epoca considerati estremamente rari e affascinanti\, come ad esempio un esemplare di struzzo\, un canguro\, un dente di narvalo\, gli uccelli del paradiso e la preziosa meteorite di San Donnino (Fidenza\, 1808). Altre guide del Museo saranno altri suoi “padri”: da Pellegrino Strobel ad Alberto Del Prato e ad Angelo Andres. \nIn apertura di percorso ci sarà una rievocazione della wunderkammer\, sala espositiva “delle meraviglie” il cui intento era stimolare lo stupore di chi ne varcava la soglia: reperti e oggetti di ogni genere\, eterogenei e spettacolari\, occuperanno tutte le superfici della sala\, l’interno degli armadi e il soffitto a botte\, proprio come accadeva a partire dal Cinquecento nei Palazzi degli studiosi. E in chiusura ci sarà una nuova e moderna wunderkammer: una stanza cubica che accoglierà visitatrici e visitatori in una stupefacente visione immersiva dai mille colori\, nella splendida collezione di farfalle e coleotteri appartenuta a Don Boarini e acquisita dal Museo negli anni Novanta del Novecento. \nCi saranno una sezione di anatomia umana\, con una sala dedicata al lavoro dell’anatomista Lorenzo Tenchini e alle sue maschere di cera realizzate su commissione di Cesare Lombroso\, una sala di anatomia comparata\, una sezione etnografica e molto altro\, in un percorso che si annuncia davvero come un viaggio delle meraviglie. \nL’allestimento sarà totalmente rivoluzionato rispetto al Museo di storia naturale\, e sarà mirato alla valorizzazione del patrimonio in un approccio totalmente immersivo. \nSegui la presentazione
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SUMMARY:CSAC: sabato VISITE GUIDATE alle mostre
DESCRIPTION:Continua il format di visite guidate del sabato presso l’Archivio Museo CSAC! \nSabato 9 e 23 novembre\, vi aspettiamo per scoprire le mostre in corso: \nore 11:00. Visita guidata alla mostra “Archivio Paesaggio\, L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC” \nore 15:00. Visita guidata alla mostra “Cleonice Capece” \nCOSTO: incluso nel prezzo del biglietto\, comprensivo di visita guidata e accesso a tutti gli spazi museali.\nInformazioni sui biglietti.
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SUMMARY:“Educazione al patrimonio culturale. Trovare connessioni\, allargare gli sguardi e costruire comunità”
DESCRIPTION:Il Sistema Museale di Ateneo in collaborazione con l’Unità di Educazione del Dipartimento di Discipline Umanistiche\, Sociali e Imprese Culturali\, ha organizzato per lunedì 25 novembre dalle ore 9\,30\,  il seminario “Educazione al patrimonio culturale. Trovare connessioni\, allargare gli sguardi e costruire comunità”. \nL’evento vedrà attivamente coinvolti alcuni docenti del Dipartimento e lo staff del Sistema Museale attivamente impegnato nell’educazione al patrimonio.
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SUMMARY:CSAC: le visite guidate del sabato
DESCRIPTION:Continua il format di visite guidate del sabato presso l’Archivio Museo CSAC! \nVi aspettiamo per scoprire le mostre in corso: \nsabato 21 dicembre\, ore 11:00 e ore 15:00 \nore 11:00. Visita guidata alla mostra “Archivio Paesaggio\, L’Italia del secondo Novecento nelle collezioni CSAC” \nore 15:00. Visita guidata alla mostra “Cleonice Capece” \nCOSTO: incluso nel prezzo del biglietto\, comprensivo di visita guidata e accesso a tutti gli spazi museali. \nPer maggiori informazioni
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SUMMARY:Festività natalizie: i musei e le collezioni sono chiusi
DESCRIPTION:Durante le festività di Natale e fine anno\, i Musei e le Collezioni museali osserveranno alcuni giorni di chiusura: \nCollezione Anatomico Veterinaria “Lemoigne”: chiusa dal 20 dicembre al  6 gennaio. Riapertura regolare dal 7 gennaio 2025.\nCollezione di Matematica e Informatica: chiusa dal 21 dicembre al 6 gennaio. Riapertura regolare dal 7 gennaio 2025.\nCollezione di Paleontologia: chiusa dal 20 dicembre al 6 gennaio. Riapertura regolare dal 7 gennaio 2025.\nCollezione di Mineralogia: chiusa dal 20 dicembre al 6 gennaio. Riapertura regolare dal 7 gennaio 2025.\nCollezione di Cristallochimica: chiusa dal 20 dicembre al 6 gennaio. Riapertura regolare dal 7 gennaio 2025.\nCSAC : chiuso\, per motivi di sicurezza dei locali\, dal 20 dicembre al 12 gennaio 2025. Riapertura regolare dal 13 gennaio 2025. \nRicordiamo che il Museo di Storiografia Naturalistica\, l’Orto Botanico e la Collezione di Biomedicina “L. Tenchini“ sono chiusi per lavori di riallestimento museale.\nLa Collezione di Fisica Macedonio Melloni non è temporaneamente visitabile per inagibilità del plesso di Fisica.\nchiuso per inagibilità. \nIl Sistema Museale di Ateneo augura a tutti Buone Feste!
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SUMMARY:La Collezione Macedonio Melloni è temporaneamente chiusa
DESCRIPTION:La Collezione di Fisica Macedonio Melloni è temporaneamente chiusa al pubblico a causa dell’inagibilità del plesso di Fisica. \nLa riapertura è prevista nel corso del mese di gennaio 2025. \n  \n 
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SUMMARY:13 gennaio: chiuse tutte le strutture dell’Ateneo
DESCRIPTION:Lunedì 13 gennaio\, in occasione della Festività di Sant’Ilario\, patrono della città di Parma\, tutti gli uffici ed edifici dell’Ateneo resteranno chiusi\, comprese le Collezioni Museali.
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SUMMARY:Al Campus la mostra itinerante ”Aree verdi di Ateneo - Gestione\, fruizione\, sostenibilità"
DESCRIPTION: È stata inaugurata il 16 dicembre al Centro Sant’Elisabetta dell’Università di Parma (Campus Scienze e Tecnologie) la mostra itinerante Aree verdi di Ateneo – Gestione\, fruizione\, sostenibilità\, incentrata sulle azioni poste in essere dall’Ateneo per riqualificare i propri spazi verdi\, migliorarne la qualità e integrarli con più efficacia nelle normali attività di didattica\, ricerca e terza missione. \nAlcune di queste azioni iniziano a diventare visibili\, come i nuovi stili di cura delle zone prative al Campus Scienze e Tecnologie. Di altre\, l’Orto Botanico ad esempio\, si notano invece i cantieri\, alcuni dei quali prossimi alla chiusura. \nTutti gli interventi corrispondono a un intento comune e coordinato: dedicare la giusta cura alla sostenibilità e migliorare l’impatto dell’agire secondo dettami scientificamente corretti\, tenendo tuttavia sempre ben presenti le esigenze di praticità\, fruibilità e funzionalità proprie di spazi di uso collettivo. \nSi tratta di un lavoro che coinvolge il Gruppo Ateneo Sostenibile con interventi concreti e di indirizzo\, attuati e previsti in più sedi. \nLa mostra itinerante propone quattro totem\, che durante il 2025 saranno esposti anche in altri plessi di Ateneo\, a illustrare altrettanti interventi distinti per luogo e tipologia ma uniti da un’unica visione e da un medesimo filo conduttore: cura\, studio e uso delle aree prative (anche con criteri di circolarità e azioni di Citizen Science); miglioramento della performance energetica di edifici tramite pareti verdi e creazione di un living lab nella Sede didattica di Ingegneria; rigenerazione delle serre\, degli edifici e del giardino dell’Orto Botanico. \nNel corso dell’inaugurazione sono intervenuti il Prorettore Vicario Fabrizio Storti\, la Delegata dall’Edilizia sostenibile Barbara Gherri\, il Delegato alla Sostenibilità ambientale Alessandro Petraglia e il Direttore scientifico dell’Orto Botanico Renato Bruni. \nLa mostra resterà aperta fino al 31 gennaio 2025 al Centro Sant’Elisabetta dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16 (chiusura natalizia dal 23 dicembre al 6 gennaio come per tutte le strutture universitarie)\, poi si sposterà in altri plessi secondo un calendario ancora da definire. \nQuando: dal 16 dicembre 2024 al 31 gennaio 2025 –\ndal lunedì al venerdì ore 8- 16 \n\n\nDove: Centro Sant’Elisabetta – Campus Scienze e Tecnologie  \nIngresso libero \n  \n  \n 
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LOCATION:Campus – Parco Area delle Scienze\, via delle Scienze\, Parma\, 43125\, Italia
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SUMMARY:Intorno ai ’70: ideologie\, progetti\, linguaggi nelle collezioni CSAC
DESCRIPTION:In mostra a Palazzo Pigorini dal 1° marzo al 4 maggio. Secondo atto della collaborazione triennale fra Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e Comune di Parma \nÈ una sorta di “dissertazione per immagini” sugli anni Settanta la seconda mostra del trittico previsto dalla collaborazione fra CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e Comune di Parma – Assessorato alla Cultura. Dopo la mostra Visioni (im)possibili del 2024\, che aveva focus sugli anni Sessanta visti “in chiave Bauhaus”\, eccoci dunque a Intorno ai ’70\, un viaggio attraverso ideologie\, progetti e linguaggi dalle collezioni CSAC\, che anticipa la tappa finale del percorso\, un’indagine sugli anni Ottanta che sarà allestita nel 2026. \nIntorno ai ’70: ideologie\, progetti\, linguaggi nelle collezioni CSAC sarà aperta al primo piano di Palazzo Pigorini dal 1°marzo (inaugurazione ore 11) al 4 maggio. \nCurata dalla Direttrice di CSAC Cristina Casero\, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Parma\, e da CSAC\, in collaborazione con il Comune di Parma\, propone un approfondimento su un decennio in cui artisti\, fotografi\, stilisti\, designer e progettisti\, intercettano le tensioni e i turbamenti sociali\, e in senso più ampio culturali\, sfociati durante il Sessantotto e interpretano le utopie che attraversano la società civile\, dando spesso voce anche al malcontento sempre più diffuso nella società italiana\, stretta tra modernità e problemi che\, mai sopiti\, ora stanno prepotentemente esplodendo. \nSono anni in cui molte certezze vengono messe in discussione\, a partire da alcune delle istituzioni più tradizionali. In questo clima coloro che si occupano professionalmente di comunicazione visiva\, di arte e di progettazione\, si interrogano sul proprio ruolo. \nIn una società che mercifica anche l’atto artistico\, la volontà è quella di stimolare pensiero critico e riflessione\, interpretando la stagione innovativa che il paese attraversa\, e rinnovare i linguaggi in funzione di un rapporto più diretto col pubblico. \nNelle sale di Palazzo Pigorini dialogano tra loro i lavori di artisti\, designer\, fotografi\, illustratori e stilisti che restituiscono al visitatore un mosaico ricco di suggestioni e spunti di riflessione e che mettono in luce la pluralità di linguaggi visivi che ha attraversato l’Italia degli anni Settanta. Dalle fotografie di Mario Cresci e dell’agenzia Publifoto Roma ai bozzetti di Walter Albini\, Giorgio Armani\, Brunetta e Krizia\, dalle icone del design di Achille Castiglioni\, Alessandro Mendini\, Roberto Menghi\, Alberto Rosselli e Ettore Sottsass Jr alla satira di Alfredo Chiappori e Felis fino alle opere di Enrico Baj\, Emilio Isgrò\, Ugo La Pietra\, Mimmo Rotella\, Mario Schifano e Emilio Vedova. \nIn autunno sarà allestita all’Abbazia di Valserena\, sede di CSAC\, una seconda mostra dedicata agli anni Settanta\, volta ad approfondire ulteriormente i temi indagati nell’esposizione di Palazzo Pigorini. \nINFO \nIntorno ai 70: ideologie\, progetti e linguaggi nelle collezioni CSAC\na cura di Cristina Casero e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nin collaborazione con il Comune di Parma\nPalazzo Pigorini\, Strada della Repubblica 29/A\, 43121 Parma\, primo piano\nInaugurazione: sabato 1° marzo ore 11\nApertura mostra: 1° marzo – 4 maggio 2025\nOrari di apertura: mercoledì – domenica e festivi 10 – 19 (ultimo ingresso in mostra ore 18.30). Aperto 20 e 21 aprile (Pasqua e Pasquetta)\, 25 aprile\, 1° maggio.\nIngresso gratuito\npigorini@comune.parma.it\nwww.comune.parma.it/cultura \nIL PROGETTO DI COLLABORAZIONE TRIENNALE \nIntorno ai ’70: ideologie\, progetti\, linguaggi nelle collezioni CSAC è il secondo atto di un progetto di collaborazione triennale tra CSAC e Comune di Parma: nel triennio 2024-2026 il progetto prevede sei eventi espositivi\, tre nella sede CSAC all’Abbazia di Valserena e tre in uno spazio espositivo del Comune\, per proporre una riflessione sulla storia recente. Le mostre hanno come elemento generatore le opere e i documenti selezionati dalle collezioni CSAC e si propongono di gettar luce non solo sui grandi temi del dibattito culturale del periodo individuato ma anche sulle dinamiche sociali e politiche\, le trasformazioni dei linguaggi della comunicazione e i rapporti complessi e biunivoci tra arte e industria\, progettazione e cultura di massa\, documento e narrazione. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVai al blocco 0 del carouselVai al blocco 1 del carousel
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SUMMARY:8 marzo: "Just The Woman I Am" la corsa per sostenere la ricerca sul cancro
DESCRIPTION:L’Università di Parma e il CUS – Centro Universitario Sportivo Parma aderiscono all’iniziativa Just The Woman I Am 2025 (JTWIA)\, organizzata da CUS Torino\, Federazione Italiana dello Sport Universitario\, Politecnico e Università di Torino e patrocinata dalla RUS – Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile. \nA Parma\, la corsa-camminata di 5 km si svolgerà sabato 8 marzo alle 10.30\, all’interno del Campus Scienze e Tecnologie\, con ritrovo al PalaCampus alle 10. \nL’iniziativa\, organizzata in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna\, è finalizzata a raccogliere fondi per la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro partendo dalle donne\, promuovendo gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite legati a prevenzione\, corretti stili di vita\, inclusione e parità di genere. \nCome iscriversi \nLa quota di partecipazione prevista per ogni persona parte da 20 euro (15 per le studentesse e gli studenti dell’Università e per gli under18). \nIl versamento della quota può essere effettuato alla segreteria del CUS Parma\, aperta dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 18.30\, o tramite bonifico (IBAN IT70G0313812700000013246335 intestato a CUS Parma) inviando successivamente una mail a info@cusparma.it allegando la distinta del bonifico e inserendo i propri dati\, compresa la taglia per la maglietta che verrà consegnata a tutte le persone iscritte. \nTutte le info a questo link
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SUMMARY:Dal 10 al 12 aprile “Studiare a Parma. L’Università in Open Day”
DESCRIPTION:Nella Sede centrale dell’Ateneo il Salone di orientamento e informazione sui corsi triennali e magistrali a ciclo unico. Stand\, presentazioni dei corsi e dei servizi e molto altro. Dalle 9 alle 17\, orario continuato e ingresso libero\n \nDal 10 al 12 aprile all’Università di Parma è tempo di Open Day. Torna infatti “Studiare a Parma. L’Università in Open Day”\, il tradizionale appuntamento con le giornate di orientamento e informazione sull’offerta formativa dell’Università di Parma\, frequentato ogni anno da migliaia di aspiranti matricole. Una “tre giorni” di salone dedicata ai corsi di laurea triennale e ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico nella Sede centrale dell’Ateneo\, in via Università 12: giovedì 10\, venerdì 11 e sabato 12 aprile dalle 9 alle 17\, con orario continuato e ingresso libero. \nL’iniziativa è stata presentata questa mattina al ParmaUniverCity Info Point dal Rettore Paolo Martelli\, dal Prorettore alla Didattica Simone Baglioni e dalla Prorettrice al Diritto allo studio e ai Servizi agli studenti Isotta Piazza. \nIl taglio del nastro\, con le autorità accademiche e cittadine\, è in programma per giovedì 10 aprile alle 9. \n“Studiare a Parma. L’Università in Open Day” offre come sempre l’opportunità di un contatto diretto\, dal di dentro\, con l’Università: un’occasione da non perdere per informarsi\, per “toccare con mano” l’offerta formativa e i tanti servizi dell’Ateneo di Parma\, per “chiarirsi le idee” in vista della scelta del percorso di studi. \nL’iniziativa è rivolta principalmente a iscritte e iscritti delle classi quarte e quinte superiori e più in generale a tutte/i coloro che intendono iscriversi all’Università. Il salone può costituire un utile supporto nell’itinerario che porterà le future matricole a decidere quale corso di studi intraprendere dopo la scuola superiore. \nL’obiettivo è proprio quello di dare un supporto ai e alle giovani e alle loro famiglie in una scelta di assoluta importanza com’è quella del percorso universitario: dare loro tutte le informazioni utili per permettere di arrivare a una decisione ragionata\, consapevole e convinta\, “raccontando” l’Ateneo e cosa vuol dire “Studiare a Parma”. \nL’ingresso alle giornate di Open Day è libero\, senza bisogno di prenotazione. \n\nINFORMAZIONI E BENVENUTO\nAll’inizio del percorso del salone\, in Atrio delle Colonne\, allo stand del servizio Comunicazione istituzionale e cerimoniale dell’Università\, che organizza l’evento\, si potranno ottenere tutte le informazioni utili sull’Open day e ritirare l’attestato di partecipazione al termine della visita.\nPRESENTAZIONI IN PRESENZA E IN DIRETTA STREAMING\nNel corso della tre giorni sarà possibile assistere alle presentazioni dei singoli corsi di studio e visitare gli stand nei quali saranno presenti docenti\, tutor\, studentesse\, studenti e personale tecnico amministrativo per rispondere a ogni tipo richiesta su aspetti didattici e servizi.\nSono in calendario anche altre presentazioni: dagli interventi per il diritto allo studio universitario (ER.GO) alle opportunità di studio all’estero e all’Alleanza europea EU GREEN\, della quale l’Università di Parma fa parte insieme ad altri 8 Atenei comunitari.\nLe presentazioni saranno trasmesse in diretta streaming e resteranno visibili anche successivamente sul canale YouTube dell’Università di Parma. Tutte le dirette a questo link \nSTAND\nAnche quest’anno\, oltre agli stand dedicati ai Dipartimenti dell’Ateneo e a quelli dei servizi dell’Università\, ci saranno diversi stand di realtà e strutture esterne\, che con la loro presenza sottolineano l’importanza del salone anche per il territorio e testimoniano l’ampia offerta culturale e di servizi che una futura matricola può trovare in città.\nVISITE AI DIPARTIMENTI\nNelle tre giornate sarà possibile visitare i Dipartimenti. Calendario delle visite e info di dettaglio\nSERVIZIO ORIENTAMENTO IN INGRESSO\nPer tutte e tre le giornate del salone il personale del Servizio Orientamento in ingresso dell’Ateneo sarà a disposizione delle future matricole per colloqui informativi e di orientamento\, individuali e di gruppo\, in Aula dei Cavalieri dalle 9 alle 17. È possibile prenotare un colloquio scrivendo a orienta@unipr.it \nPARMAUNIVERCITY INFO POINT APERTO E SCONTO SUL MERCHANDISING \nIl ParmaUniverCity Info Point\, punto di informazione e vendita di merchandising Unipr nel Sottopasso del Ponte Romano\, sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 17. Le visitatrici e i visitatori dell’Open Day avranno diritto a uno sconto del 20% su tutto il merchandising.\n\nL’iniziativa “Studiare a Parma. L’Università in Open Day” è realizzata con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna\, Comune di Parma\, Provincia di Parma\, Camera di Commercio dell’Emilia e Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna. \nProgramma completo costantemente aggiornato  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVai al blocco 0 del carouselVai al blocco 1 del carousel
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SUMMARY:La Collezione Anatomica Veterinaria chiusa dal 22 al 27 aprile
DESCRIPTION:La Collezione Anatomica Veterinaria sarà chiusa al pubblico nei giorni di martedì 22\, mercoledì 23 e giovedì 24 aprile.  \nLa riapertura regolare è prevista per lunedì 28 aprile. \n 
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SUMMARY:Chiusure pasquali
DESCRIPTION:Ricordiamo che\, in occasione delle festività pasquali\, i musei e le collezioni\, saranno chiusi al pubblico anche lunedì 21 aprile.\nRiaperture regolari da martedì 22 aprile. \nLa Collezione Anatomico Veterinaria resterà chiusa anche dal 22 al 27 aprile.\nRiapertura regolare da lunedì 28 aprile.
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SUMMARY:2 maggio: chiuse le strutture dell'Ateneo
DESCRIPTION:Venerdì 2 maggio gli uffici e gli edifici dell’Ateneo resteranno chiusi\, con eccezione di quelli con obbligo di apertura istituzionale\, cioè le strutture di assistenza ospedaliera. \nSarà chiuso anche il ParmaUniverCity Info Point\, punto di informazione e accoglienza dell’Ateneo nel sottopasso del Ponte Romano a fianco di piazza Ghiaia. \nLo stesso giorno non saranno attive le linee telefoniche del Contact Center (800 904 084 e 0521-902111). \nAnche Musei e Collezioni saranno chiusi. \nRiaperture regolari da lunedì 5 maggio.
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SUMMARY:Fino al 13 giugno ILIADE#1 CAVALLI di Lenz Fondazione presso la Collezione di Veterinaria
DESCRIPTION:Giovedì 5 giugno alle 21.00 (e in replica fino al 13 giugno\, esclusi il 7 e l’8) è in programma\, negli spazi della Collezione di Anatomia Veterinaria dell’Università di Parma (via del Taglio 8)\, il debutto di ILIADE#1 CAVALLI\, la nuova composizione performativa site-specific di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\, primo capitolo del lavoro anatomico/drammaturgico sull’Iliade di Omero e nucleo centrale dell’Atlante sulla Violenza\, il progetto artistico che nel prossimo triennio impegnerà Lenz Fondazione in una riflessione sulle strutture che definiscono la sofferenza dell’animale umano e dell’animale non umano in un’analisi dell’empietà\, dell’atto distruttivo\, dell’eroe e della guerra. \nIl sapere sensibile dell’Animale è una forma di conoscenza a cui ispirare il nostro sentire contemporaneo\, ed è questo pensiero che permea CAVALLI\, un processo di trasfigurazione in dodici preparati anatomici\, scelti tra quelli presenti nella Collezione di Anatomia Veterinaria dell’Università di Parma\, per dare corpo a una visione etica e poetica in cui l’animale “non umano” venga considerato unico e irripetibile come l’umano. \nInterpretata da Tiziana Cappella\, Aldo Rendina\, Sandra Soncini\, Carlotta Spaggiari\, con la musica di Andrea Azzali\, la composizione site-specific si articolerà in tre differenti spazi del museo\, le cui origini risalgono al 1845\, insieme alla nascita della Scuola di Veterinaria\, in cui sono conservati 694 preparati anatomici\, normali e teratologici prodotti nel XIX e nel XX secolo. \nLa direzione artistica comunica che per la realizzazione della performance nessun danno è stato arrecato agli animali\, e l’opera esprime esteticamente il desiderio di restituire dignità a tutti i viventi. \nLa creazione è stata realizzata con il sostegno e la collaborazione dell’Università di Parma – Dipartimento di Discipline Umanistiche Sociali e delle Imprese Culturali; Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie; Sistema Museale di Ateneo; MuDes Museo Diffuso delle Scienze – Collezione di Anatomia Normale Veterinaria “Alessio Lemoigne” del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie. \nIl progetto Atlante sulla Violenza_Anatomie del Paesaggio è sostenuto da: Ministero della Cultura\, Regione Emilia-Romagna\, Comune di Parma\, Ausl di Parma\, Fondazione Cariparma\, Chiesi Farmaceutici. \nAvvisi per il pubblico:\nAlcune scene della performance potrebbero avere un forte impatto emotivo e potrebbero urtare la sensibilità dello spettatore. La performance è itinerante su più piani. È prevista la possibilità di usare un ascensore per le persone con difficoltà motorie. Per il numero limitato di posti la prenotazione è obbligatoria. \n  \nILIADE#1 CAVALLI  \nDrammaturgia\, imagoturgia Francesco Pititto\nComposizione\, installazione\, involucri Maria Federica Maestri\nInterpreti Tiziana Cappella\, Sandra Soncini\, Carlotta Spaggiari\, Aldo Rendina\nMusica Andrea Azzali\nCura progettuale Elena Sorbi\nOrganizzazione Ilaria Stocchi\nDisegno luci Alice Scartapacchio\nProduzione Giulia Mangini\nCura grafica e diffusione Alessandro Conti\nComunicazione e ufficio stampa Giovanna Pavesi \nPer informazioni sugli spettacoli e sulle prenotazioni è possibile contattare Lenz Fondazione ai numeri 0521-270141 e 335 6096220 (anche via WhatsApp) e all’indirizzo info@lenzfondazione.it \nComunicato stampa Lenz Fondazione
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SUMMARY:Orto Botanico: iniziata la seconda fase del restyling
DESCRIPTION:Si è concluso in giugno 2025 il primo cantiere di ristrutturazione dell’Orto Botanico dell’Università di Parma\, relativo a lavori finanziati all’interno della linea di investimento PNRR “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”\, sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU. \nGli interventi\, di fatto un primo stralcio di un più ampio restyling dell’Orto in via Farini\, hanno riguardato il restauro conservativo di vialetti interni\, fontane\, aiuole in pietra e della cancellata e scalinata di accesso da viale Martiri della Libertà\, restituita ai suoi originari colori. È stato inoltre installato un impianto di illuminazione e di irrigazione per tutti gli 11.000 mq del giardino\, con un recupero delle acque usate per l’alimentazione delle fontane. L’operazione più rilevante ha riguardato la costruzione di una nuova serra espositiva da dedicare a piante succulente\, realizzata in base alle specifiche esigenze ecologiche delle Cactacee d’alta quota. La scelta di creare un piccolo giardino roccioso e un ampio dry garden\, come anche il riallestimento delle zone umide\, hanno seguito uno degli orientamenti più rilevanti per la gestione futura dell’Orto: rappresentare una sorta di “ambasciata urbana” degli habitat più rilevanti e sensibili del territorio\, in sinergia con l’accordo quadro che l’Ateneo ha da poco siglato con l’Ente Parchi del Ducato. \nI lavori hanno inoltre posto le basi per la completa riqualificazione dell’offerta a livello comunicativo\, didattico e di accessibilità\, con la creazione di nuovi percorsi di visita basati sull’equilibrio tra componente multimediale ed esperienza diretta\, aumentando la dimensione del paesaggio visivo\, olfattivo\, sonoro e tattile. Infine\, più alberi storici sono stati messi in sicurezza tramite approcci di arboricoltura moderna tesi a prolungarne la vita\, da illustrare al pubblico come corretto modello di gestione della componente arborea urbana. \nLa chiusura delle attività a finanziamento PNRR consente ora l’avvio di una nuova fase nel parallelo cantiere di ristrutturazione edilizia che coinvolge gli immobili storici dell’Orto Botanico\, tra cui le Serre Ferdinandee e la Scuola di Botanica. Questa seconda linea di intervento\, che ha potuto giovarsi di un fondamentale impulso e di una collaborazione fattiva da parte di “Parma\, io ci sto!”\, è cofinanziata da Università di Parma\, Ministero dell’Università e della Ricerca\, Fondazione Cariparma e Gruppo Chiesi. \nIl progetto di restauro\, sviluppato nella sua fase esecutiva dalle società Mazzei Architects srl\, Faccio Engineering srl e SC Engineering srl a partire dalla progettazione definitiva ad opera dell’arch. Guido Canali\, si concentra su un approccio conservativo\, mirato a preservare le strutture storiche e botaniche valorizzando gli spazi esistenti. \nL’intervento punta a garantire la massima flessibilità d’impiego\, che nel caso delle settecentesche Serre Ferdinandee si tradurrà nel rifacimento del tetto e degli impianti\, nel restauro delle vetrate storiche e nel recupero degli spazi interni\, da destinare in prevalenza alla conservazione di piante ma anche ad attività didattiche ed espositive\, mantenendo la flessibilità per futuri cambiamenti. Viene conservato il piazzale delle serre\, preservando la vegetazione esistente\, restaurando le serrette\, il caratteristico balaustrino e i letti caldi destinati al ricovero invernale della Violetta di Parma. \nSarà realizzato un nuovo camminamento in quota\, con un pergolato destinato a ospitare nuove collezioni vegetali sul lato nord delle Serre Ferdinandee. La testata ovest\, un edificio eretto negli anni ’60 a fianco delle serre stesse\, sarà riedificata in una nuova veste contemporanea per ospitare attività di accoglienza\, caffetteria e bookshop. La struttura sarà caratterizzata da pareti verdi\, riproposte anche lungo la porzione orientale delle Serre Ferdinandee a schermo dei locali di servizio; la scelta delle piante da impiegare\, rampicanti e non solo\, è frutto del lavoro congiunto tra il personale dell’Orto Botanico e l’agronoma paesaggista Annachiara Vendramin. \nLa Scuola di Botanica\, edificata originariamente nel 1859\, sarà invece oggetto di un restauro conservativo e di consolidamento; verrà riallestita per ospitare a piano terra un piccolo museo botanico\, dedicato alle collezioni di erbari\, libri\, stampe e altri oggetti botanici appartenenti all’Università di Parma e ad altre istituzioni\, in continuità con la linea culturale e divulgativa già impostata nel 2024 con la mostra Impronte – Noi e le Piante. Il piano superiore ospiterà invece l’archivio degli erbari e il resto delle collezioni librarie storiche permettendone la consultazione\, ora preclusa. \nSarà infine ricavato un locale tecnico in una porzione del seminterrato dell’edificio di via Farini per lo scambiatore del teleriscaldamento. L’allaccio alla rete cittadina sostituisce la realizzazione dell’impianto geotermico inizialmente previsto\, garantendo un’importante riduzione delle interferenze con l’apparato vegetativo esistente\, oggetto di tutela. \nL’intera progettualità è frutto del lavoro congiunto di più competenze presenti in Ateneo\, in totale sinergia con le linee che stanno ispirando il riallestimento del Museo di Storiografia Naturalistica. In ambedue le strutture museali dell’Università di Parma si intende esprimere la profondità dei rapporti tra persone e natura in chiave integrata e centrata su fruitori e fruitrici\, amalgamando in un’unica voce aspetti botanici\, zoologici\, naturalistici\, paesaggistici\, culturali\, storici\, estetici e sociali spesso illustrati e vissuti separatamente. Ultimato questo intervento\, l’Orto Botanico diventerà un luogo di dialogo e aggregazione\, in grado di ospitare eventi e percorsi educativi per sensibilizzare la popolazione su tematiche ambientali\, culturali e scientifiche. L’obiettivo ultimo consiste nell’adeguare la struttura alle dinamiche contemporanee della divulgazione scientifica senza perderne la fondamentale radice storica né l’identità botanica: da luoghi di sola conservazione ed esposizione di specie vegetali locali ed esotiche a piattaforme per comunicare e discutere di grandi temi con la società\, in una crescita reciproca\, anche attraverso la disseminazione di una corretta educazione ambientale\, cercando di attrarre pubblico su scala sia locale sia nazionale.
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DESCRIPTION:NASCE LA RETE MIPAM – Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo\, per favorire il dialogo tra i musei che conservano e valorizzano collezioni relative al patrimonio di America\, Asia\, Africa e Pacifico. \nFirenze\, 10 giugno 2025 – Prende ufficialmente vita MIPAM – Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo\, la rete nazionale che riunisce musei italiani impegnati nella conservazione e valorizzazione di collezioni dal mondo\, con l’obiettivo di promuovere il dialogo\, la condivisione di buone pratiche e la trasparenza nella gestione e cura di questo patrimonio.   \nIl 10 giugno 2025 presso il Museo Stibbert di Firenze ha avuto luogo la riunione finale di costituzione della rete. Il network nasce dopo quattro incontri preparatori che si sono svolti tra il 2023 e il 2025 a Milano\, Parma\, Torino e Firenze e che hanno coinvolto istituzioni provenienti da tutta Italia. La nuova rete si propone come un punto di riferimento per direttori\, curatori\, conservatori e archivisti di istituzioni statali\, comunali\, universitarie\, missionarie e private.   \nL’Italia custodisce infatti un’ingente quantità di opere e manufatti non europei\, giunti nel Paese sin dal XV secolo. Molte di queste collezioni si trovano in istituti poco noti o con scarse risorse dedicate\, che oggi\, grazie a MIPAM\, possono contare su una rete di specialisti e collaborazioni intermuseali.   \nLa rete comprende realtà anche molto diverse fra loro a livello istituzionale\, storico e collezionistico – e che\, in alcuni casi\, operano anche al di fuori dei circuiti museali tradizionali – ma che nel loro insieme condividono la missione di favorire la ricerca\, aumentare l’accessibilità e supportare la valorizzazione di patrimoni di opere non europee e dei loro articolati contesti culturali di riferimento e di provenienza.  \nOra queste diverse istituzioni dispongono di un riferimento stabile per sviluppare progetti in collaborazione\, rafforzare il dialogo fra l’ambito nazionale e quello internazionale\, condividere problemi comuni e mettere a confronto le rispettive buone pratiche.   \nMIPAM organizzerà riunioni periodiche\, proporrà lo sviluppo di progetti congiunti quali mostre\, pubblicazioni\, attività formative e programmi pubblici che valorizzino un patrimonio materiale e immateriale comune.  \n  \nCon MIPAM nasce una nuova consapevolezza: quella di un’Italia museale più connessa\, informata e pronta ad affrontare le sfide contemporanee legate alla storia\, all’etica e alla cura del patrimonio culturale globale.  \nLa rete\, la cui fondazione è stata promossa dal MUDEC\, è sempre aperta a nuove adesioni.  \n   \nMusei Fondatori  \nCAM Cultures and Mission\, Polo culturale dei Missionari della Consolata – Torino  \nCastello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo – Genova   \nCentro di Ateneo per i Musei Università degli Studi di Padova  \nFondazione MIC Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza – Onlus  \nGallerie degli Uffizi\, Firenze  \nMUCIV – Museo delle Civiltà\, Roma  \nMUDEC – Museo delle Culture\, Milano  \nMusei Civici di Reggio Emilia  \nMuseo Civico di Modena  \nMuseo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi” – Bergamo  \nMuseo Civico – Tortona (Alessandria)  \nMuseo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” – La Spezia  \nMuseo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani – Parma  \nMAO Museo d’Arte Orientale (Fondazione Torino Musei) – Torino  \nMuseo d’Arte Orientale\, Venezia  \nMuseo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi – Coccaglio (Brescia)  \nMuseo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” – Genova  \nMuseo di Antropologia ed Etnografia dell’Università degli Studi di Torino  \nMuseo Egizio – Torino  \nMuseo Etno-Archeologico Castiglioni – Varese  \nMuseo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco – Castelnuovo Don Bosco (Asti)  \nMuseo Popoli e Culture PIME – Milano  \nMuseo Stibbert – Firenze  \nPalazzo dei Musei – Varallo (Vercelli)  \nPalazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica (Fondazione Torino Musei) – Torino  \nSistema Museale di Ateneo\, Università degli Studi di Parma  \n  \nIl board direttivo è composto da: Marina Pugliese (direttrice del MUDEC – Museo delle Culture\, Milano)\, Davide Quadrio (direttore del MAO Museo d’Arte Orientale\, Torino)\, Andrea Viliani (direttore del MUCIV – Museo delle Civiltà\, Roma)\, Enrico Colle (direttore del Museo Stibbert\, Firenze)\, p. Enzo Oliviero Verzeletti (direttore del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani\, Parma).  
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SUMMARY:Nasce la rete MIPAM - Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo\, l’Università di Parma tra gli enti fondatori
DESCRIPTION:Prende ufficialmente vita MIPAM – Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo\, la rete nazionale che riunisce musei italiani\, tra i quali il sistema museale dell’Università di Parma\, impegnati nella conservazione e valorizzazione di collezioni dal mondo\, con l’obiettivo di promuovere il dialogo\, la condivisione di buone pratiche e la trasparenza nella gestione e cura di questo patrimonio. \nIl 10 giugno al Museo Stibbert di Firenze si è svolta la riunione finale di costituzione della rete. Il network nasce dopo quattro incontri preparatori che si sono svolti tra il 2023 e il 2025 a Milano\, Parma\, Torino e Firenze e che hanno coinvolto istituzioni provenienti da tutta Italia. La nuova rete si propone come un punto di riferimento per direttori\, direttrici\, curatori\, curatrici\, conservatori\, conservatrici e archiviste e archivisti di istituzioni statali\, comunali\, universitarie\, missionarie e private. \nL’Italia custodisce infatti un’ingente quantità di opere e manufatti non europei\, giunti nel Paese sin dal XV secolo. Molte di queste collezioni si trovano in istituti poco noti o con scarse risorse dedicate\, che oggi\, grazie a MIPAM\, possono contare su una rete di specialiste/i e collaborazioni intermuseali. \nLa rete comprende realtà molto diverse fra loro a livello istituzionale\, storico e collezionistico che\, in alcuni casi\, operano anche al di fuori dei circuiti museali tradizionali ma che nel loro insieme condividono la missione di favorire la ricerca\, aumentare l’accessibilità e supportare la valorizzazione di patrimoni di opere non europee e dei loro articolati contesti culturali di riferimento e di provenienza. \nOra queste diverse istituzioni dispongono di un riferimento stabile per sviluppare progetti in collaborazione\, rafforzare il dialogo fra l’ambito nazionale e quello internazionale\, condividere problemi comuni e mettere a confronto le rispettive buone pratiche. \nMIPAM organizzerà riunioni periodiche\, proporrà lo sviluppo di progetti congiunti quali mostre\, pubblicazioni\, attività formative e programmi pubblici che valorizzino un patrimonio materiale e immateriale comune. \nCon MIPAM nasce una nuova consapevolezza: quella di un’Italia museale più connessa\, informata e pronta ad affrontare le sfide contemporanee legate alla storia\, all’etica e alla cura del patrimonio culturale globale. \nLa rete\, la cui fondazione è stata promossa dal MUDEC\, è sempre aperta a nuove adesioni. \nMusei Fondatori \nCAM Cultures and Mission\, Polo culturale dei Missionari della Consolata – Torino \nCastello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo – Genova \nCentro di Ateneo per i Musei Università degli Studi di Padova \nFondazione MIC Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza – Onlus \nGallerie degli Uffizi\, Firenze \nMUCIV – Museo delle Civiltà\, Roma \nMUDEC – Museo delle Culture\, Milano \nMusei Civici di Reggio Emilia \nMuseo Civico di Modena \nMuseo Civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi” – Bergamo \nMuseo Civico – Tortona (Alessandria) \nMuseo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” – La Spezia \nMuseo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani – Parma \nMAO Museo d’Arte Orientale (Fondazione Torino Musei) – Torino \nMuseo d’Arte Orientale\, Venezia \nMuseo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi – Coccaglio (Brescia) \nMuseo d’Arte Orientale “Edoardo Chiossone” – Genova \nMuseo di Antropologia ed Etnografia dell’Università degli Studi di Torino \nMuseo Egizio – Torino \nMuseo Etno-Archeologico Castiglioni – Varese \nMuseo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco – Castelnuovo Don Bosco (Asti) \nMuseo Popoli e Culture PIME – Milano \nMuseo Stibbert – Firenze \nPalazzo dei Musei – Varallo (Vercelli) \nPalazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica (Fondazione Torino Musei) – Torino \nSistema Museale di Ateneo\, Università di Parma \nIl board direttivo è composto da: Marina Pugliese (direttrice del MUDEC – Museo delle Culture\, Milano)\, Davide Quadrio (direttore del MAO Museo d’Arte Orientale\, Torino)\, Andrea Viliani (direttore del MUCIV – Museo delle Civiltà\, Roma)\, Enrico Colle (direttore del Museo Stibbert\, Firenze)\, p. Enzo Oliviero Verzeletti (direttore del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani\, Parma).
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SUMMARY:Collezioni e Musei: le chiusure estive
DESCRIPTION:In occasione della pausa estiva le Collezioni osserveranno alcuni giorni di chiusura: \nCollezione di Cristallochimica: dall’1 al 29 agosto. Riapertura regolare dal 2 settembre.\nCollezione di Mineralogia: dall’4 al 25 agosto. Riapertura regolare dal 26 agosto.\nCollezione di Paleontologia: dall’1 al 31 agosto. Riapertura regolare dal 2 settembre.\nCollezione di Biomedicina L. Tenchini: chiusa per trasloco.\nCollezione di Anatomia Normale Veterinaria: dal 21 luglio al 22 agosto. Riapertura regolare dal 25 agosto.\nCollezione di Fisica Macedonio Melloni: dal 9 al 24 agosto. Riapertura regolare dal 25 agosto.\nCollezione di Matematica e Informatica: dal 9 al 24 agosto. Riapertura regolare dal 25 agosto.\nCSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione): a breve riapertura al pubblico.\nOrto Botanico: chiuso per lavori di restyling.\nMuseo di Storiografia Naturalistica -MUST: chiuso per restyling. \n 
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SUMMARY:Collezione Anatomico Veterinaria: a settembre ampliamento orario di apertura
DESCRIPTION:La collezione Anatomico Veterinaria “A. Lemoigne” amplia l’orario di apertura. \nPer tutto il mese di settembre la Collezione sarà visitabile dal lunedì al giovedì dalle ore 15 alle ore 18.30.  \nInformazioni e prenotazioni. \n 
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SUMMARY:Fino al 24 ottobre: Giorgio Armani\, l’omaggio di Università di Parma e CSAC
DESCRIPTION:L’Università di Parma e lo CSAC dell’Ateneo (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) rendono omaggio a Giorgio Armani a pochi giorni dalla scomparsa. \nNel Chiostro del Plesso D’Azeglio dell’Università è esposta dal 22 settembre al 24 ottobre una selezione di riproduzioni tratte dagli oltre 8.000 disegni\, figurini\, schizzi e altro materiale presenti nel Fondo Giorgio Armani\, donato personalmente dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta. Il materiale scelto copre gli anni dal 1975 al 1980. \nIl titolo di questa iniziativa speciale è una frase che il grande stilista usava spesso con il suo staff\, ribadita anche in alcune interviste: Se piace a me\, deve piacere anche a te. \nLunedì 22 settembre di è tenuta l’inaugurazione\, con interventi del Rettore Paolo Martelli e della Vicedirettrice dello CSAC Sara Martin.\nTra i presenti anche la Vicepresidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Barbara Lori. \nLe riproduzioni\, esposte nel chiostro e accessibili a tutte le persone interessate negli orari di apertura della sede\, offrono uno sguardo sulle fasi iniziali del processo creativo di Armani\, mettendo in luce i tratti distintivi del suo stile. \nI disegni originali\, realizzati con tecniche miste su carta e cartoncino\, sono spesso accompagnati da annotazioni e campioni di tessuto\, e molti riportano il timbro originale della maison. Questo materiale rappresenta una testimonianza preziosa del metodo di lavoro di Armani e della sua visione estetica. \nL’omaggio intende celebrare il genio creativo di una delle figure più iconiche della moda italiana nel mondo. Le figure femminili nei disegni\, slanciate e stilizzate\, richiamano la cultura visiva degli anni Trenta e le invenzioni grafiche di autori come Guido Crepax. \nLa rappresentazione della figura femminile e la scelta dei materiali esprimono una nuova attitudine\, che unisce libertà di movimento\, eleganza e consapevolezza. Linee morbide e tessuti fluidi si alternano a materiali più strutturati\, in un equilibrio di contrasti che caratterizzerà tutta la produzione dello stilista. \nIl tailleur\, reinterpretato attraverso la celebre giacca destrutturata\, diventa simbolo dell’eleganza contemporanea femminile\, mentre le proposte maschili\, lontane dalla rigidità classica\, inaugurano una visione innovativa della moda\, dove i codici di genere si intrecciano e si ridefiniscono. \nL’inaugurazione di lunedì 22 settembre è stata l’occasione per annunciare per i prossimi mesi una mostra con i bozzetti originali di Armani\, nella sede centrale dell’Università.
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SUMMARY:26 settembre: torna la Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori. Visite guidate alle Collezioni
DESCRIPTION:Venerdì 26 settembre torna la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori. \nAnche le Collezioni del Sistema Museale di Ateneo partecipano con numerose iniziative \nCollezione di Matematica e Informatica:\nVisita alla “Mostra Interattiva sulla Storia del Personal Computer”\nper ragazzi dai 15 ai 19 anni\, adulti\nAttività su prenotazione\nOrari: 17-18\, 18-19\, 19-20\, 20-21. Massimo 25 visitatori per turno\nPlesso di Matematica – Pad. 21 – Sala mostre/Sala Lettura \n\n\nVisita alla mostra “Pitagora e il suo Teorema”:\nper ragazzi dai 12-14 anni e 15-19 anni.\nAttività su prenotazione\nOrari: 17-18\, 18-19\, 19-20\, 20-21.\nPlesso di Matematica – Pad. 21 – Sala riunioni \nCollezione di Cristallochimica\nViaggi nel nano-mondo dei cristalli: geometrie acrobatiche e architetture\nsplendide\nPer tutti\nVisite guidate a rotazione per gruppi di 10-15 persone\, senza prenotazione.\nDurata: 30-40 minuti e a seguire un’attività sperimentale al microscopio e di simulazione molecolare in realtà aumentata.\nPlesso di Ingegneria Didattica – Pad. 05 – Aula E \n\n\nCollezione di Anatomia Normale Veterinaria “A. Lemoigne”\nVisita guidata alla Collezione anatomico veterinaria “A. Lemoigne”\nPer tutti\nAttività su prenotazione\nOrari e durata:15:00-16:00; 17:00-18:00. Da 5 a 20 persone\nper turno\nPolo Veterinario – Anatomia 02 – Collezione anatomico veterinaria “A. Lemoigne” \n\n\nSono aperte fino al 24 settembre le prenotazioni per gli appuntamenti della Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori che richiedono l’iscrizione.\nPromossa in città dall’Università di Parma con la co-organizzazione e il patrocinio del Comune di Parma e di Imem – Cnr\, la Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori è la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica. Quest’anno è in programma venerdì 26 settembre. \nL’Ateneo proporrà quel giorno tantissimi eventi: giochi scientifici\, laboratori\, esperimenti\, dimostrazioni\, visite guidate\, mostre e molto altro\, per un pubblico ampio ed eterogeneo dai 3 anni in su. Le attività si svolgeranno dalle 17 alle 23 al Campus Scienze e Tecnologie (con il consueto Science Party serale) e dalle 15 alle 19 al Campus veterinario di via del Taglio. \nLe attività sono quasi tutte a libero accesso ma alcune richiedono appunto la prenotazione: sarà possibile effettuarla esclusivamente online fino al 24 settembre attraverso il sito web ufficiale dell’evento.  \nLe info di dettaglio sono pubblicate sul sito web ufficiale. \nLa manifestazione di Parma rientra anche quest’anno nell’ambito del progetto LEAF\, coordinato a livello nazionale da Frascati Scienza\, cui partecipano numerose università ed enti di ricerca italiani. LEAF\, acronimo per “heaL thE plAnet’s Future”\, “cura il futuro del pianeta”\, è finanziato dalla Commissione Europea.\nPer avere informazioni è possibile scrivere all’indirizzo e-mail comunicarelaricerca@unipr.it o seguire i social FB e IG
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SUMMARY:3 ottobre: presentazione del libro “La Luna respira”
DESCRIPTION:Alle 18 in Aula Magna l’autore Emilio Salierno dialoga con lo scienziato Giovanni De Maria \n\n\nVenerdì 3 ottobre\, alle 18\, nell’Aula Magna dell’Università di Parma si terrà la presentazione del libro La Luna respira (Rubbettino\, 2024): l’autore Emilio Salierno dialogherà con lo scienziato internazionale e docente emerito di Chimica fisica Giovanni De Maria presentando il testo insieme al Delegato del Rettore per le attività museali Donato Grasso. \nIl volume è dedicato al racconto della vita e degli studi fra l’Italia e gli Stati Uniti dello scienziato Giovanni De Maria\, conosciuto per le sue ricerche sulla composizione delle rocce lunari a lui affidate dalla NASA e per la sua intuizione di ricavare ossigeno dalla Luna\, anticipando la possibilità di una presenza umana stabile sul satellite. \nL’appuntamento\, organizzato dal Circolo Culturale Lucano di Parma APS insieme a Università di Parma\, Comune di Parma e Regione Basilicata\, ha un duplice obiettivo: da un lato la valorizzazione della cultura\, della storia e delle risorse della Basilicata\, con riferimento agli studi condotti da De Maria\, il cui contributo si è rivelato fondamentale in progetti di rilevanza internazionale; dall’altro\, quello di rendere accessibili a un vasto pubblico storie che\, troppo spesso\, rimangono confinate negli ambiti specialistici. \n\n\n\n\nScarica la locandina: la luna respira
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SUMMARY:MUST: la diretta della cerimonia inaugurale
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SUMMARY:Inaugurato il MUST\, il primo Museo di Storiografia Naturalistica d’Italia
DESCRIPTION: Inaugurato il MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma (via Università\, 12). Moderna\, immersiva\, sensoriale e inclusiva: fortemente voluta dall’Ateneo e finanziata dal PNRR del Ministero della Cultura\, la nuova esposizione nasce dalla riqualificazione del Museo di Storia Naturale dell’Università – ora raccolto in un’unica sede\, completamente accessibile – e in Italia non ha precedenti\, poiché l’intero corpus è stato ampliato e riallestito in un grande racconto naturalistico che\, seguendo una linea del tempo\, ne rivela cronologicamente lo sviluppo scientifico\, tecnologico\, storico ed estetico attraverso le vite e le collezioni dei suoi protagonisti. Non una rivoluzione\, quindi\, ma una vera e propria evoluzione\, dal momento che il percorso è del tutto immerso nel contesto storico e\, tramite suggestioni espositive\, mostra come si sia trasformata la visione della natura e\, con essa\, il concetto di allestimento nel corso dei secoli\, dalle prime raccolte private al museo come istituzione pubblica. \n«Quello che proponiamo con il MUST – spiega il Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli – è un museo non solo rinnovato ma nuovo: caratterizzato da una nuova visione\, da un nuovo approccio\, da una nuova organizzazione dei materiali e da un nuovo spirito di fondo. Uno spazio inclusivo\, accessibile\, immersivo\, non solo di contemplazione ma di interazione\, non statico ma dinamico: uno spazio vivo che si propone come polo culturale a 360 gradi e che mira a diventare punto di riferimento importante per la città e per il territorio\, e non solo. Noi ci crediamo molto\, anche perché questo museo è parte del patrimonio della città e custodisce un corpus culturale estremamente prezioso: con questo intervento abbiamo cercato di valorizzarlo al meglio.» \n«Ripensare il Museo di Storia Naturale è stata una sfida affascinante – dichiara Davide Persico\, Direttore scientifico del MUST–. L’analisi delle collezioni e il continuo dialogo con il concetto di tempo hanno portato a privilegiare un approccio storiografico\, capace di valorizzare i protagonisti che hanno fondato e trasformato il museo. Da questa visione è nato il Museo di Storiografia Naturalistica\, una realtà unica in Italia e all’estero. Il percorso racconta le vite dei personaggi che ne hanno segnato la storia\, la trasformazione della conoscenza scientifica nelle diverse epoche e l’evoluzione dei musei naturalistici dalle origini a oggi. Il risultato è un progetto innovativo che unisce memoria\, ricerca e divulgazione\, diventando un vero fiore all’occhiello per l’Ateneo e una nuova meta culturale e educativa per la città di Parma.» \nGiovedì 30 ottobre l’inaugurazione. Prima tappa in Aula Magna\, con interventi del Rettore Paolo Martelli\, del Delegato per le attività museali Donato A. Grasso\, del Direttore Scientifico del MUST Davide Persico e dell’architetta Maria Amarante\, che ha curato l’allestimento\, seguiti dalla lectio magistralis Uomini da quando? di Guido Barbujani\, genetista e professore dell’Università di Ferrara. Poi il taglio del nastro e la visita guidata inaugurale. \nQuesto il programma dei prossimi giorni \n31 ottobre. È una “giornata educativa” dedicata alla divulgazione scientifica e alla scoperta del MUST con un fitto calendario di attività su prenotazione pensate per studenti di ogni ordine e grado\, ma aperte anche al pubblico generico: incontri\, conferenze e visite guidate che hanno luogo nelle aule dell’Università e negli spazi espositivi del Museo e riguardano temi naturalistici\, storici e museali. \n1° novembre. Le porte del MUST si aprono al pubblico con una giornata a ingresso gratuito e visite guidate disponibili su prenotazione: un’occasione per esplorare le collezioni e conoscere da vicino storia\, scienza e curiosità che contengono. \nIl Museo di Storiografia Naturalistica  \nContemplazione\, interazione\, immersione e soprattutto inclusione. Sono questi i principi cardine che hanno portato alla nascita del MUST\, uno spazio vivo\, del tutto orientato al visitatore\, capace di rievocare il passato quale chiave di volta per la realizzazione del museo del futuro. Il termine Storiografia Naturalistica – con ogni probabilità utilizzato per la prima volta – sottolinea come\, attraverso un percorso nel tempo\, sia possibile raccontare i protagonisti\, il loro operato e la visione della Storia Naturale nelle diverse epoche. E così\, l’intreccio delle storie dei personaggi che hanno fondato e contribuito alla crescita del precedente Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma\, dalla seconda metà del Settecento sino a oggi\, alle loro collezioni è ricontestualizzato ed esaltato da un percorso cronologico\, storiografico e sensoriale di grande impatto e modernità\, al passo con l’evoluzione delle conoscenze e della sensibilità moderna. In collocazione unica presso la sede centrale dell’Ateneo (il precedente museo era frammentato in due sedi)\, il MUST si configura inoltre quale nuovo spazio fecondo di ricerca scientifica\, antropologica e di vario genere – con un occhio di riguardo alla divulgazione dei principi di biodiversità\, tutela ambientale e confronto tra culture – e punto di partenza per nuove intersezioni tra collezioni museali e dibattiti sulla sostenibilità e sul ruolo della comunità scientifica in relazione alla società. \nDa un punto di vista museografico ciò è stato possibile grazie al confronto e all’implementazione tra le differenti posizioni teoriche sull’allestimento emerse negli ultimi anni\, che hanno portato all’isolamento e all’esaltazione presso il MUST di tre valori principali: \n\nla contemplazione\, garantita dall’allestimento della mostra degli oggetti. Il corpus dei reperti conta circa 6.000 elementi esposti\, moltissimi dei quali\, prima non fruibili\, sono stati riportati a splendore e hanno trovato nuova importanza e lustro attraverso collocazioni valorizzanti;\nl’interazione\, che si fonda sulla realizzazione della mostra delle nozioni (esposizione del sapere\, approccio scientifico\, spazio performativo\, logica dialogica)\, con l’introduzione nel percorso di elementi multimediali che creano un rapporto diretto tra il visitatore e la storia che si vuole raccontare. Nel caso specifico si tratta in particolare di quadri animati\, con i protagonisti delle varie sezioni – interpretati da attori in costume – che raccontano in prima persona le loro collezioni\, ma anche le caratteristiche che presentava il Museo nella propria epoca secondo gusto e sensibilità coevi;\nl’immersione\, che scaturisce dalla mostra delle installazioni ambientali\, come accade per le due spettacolari wunderkammer\, il salotto di Maria Luigia d’Asburgo e gli studioli di Pellegrino Strobel e Angelo Andres\, capaci di garantire al visitatore un’esperienza estetica totale\, catapultandolo nell’atmosfera del tempo in un affascinante viaggio attraverso i secoli.\n\nIn tema di accessibilità il MUST supera di gran lunga il precedente Museo: abbattendo barriere motorie\, cognitive e sensoriali per consentire a tutte le tipologie di pubblico di fruire di una visita autonoma e totale. Ciò è reso possibile grazie alla creazione di un percorso di accesso senza barriere su entrambi i livelli dell’edificio-museo: al piano terra l’ingresso unico\, segnalato da un percorso tattilo plantare\, beneficia della nuova rampa e del nuovo ascensore adeguati alle esigenze dei disabili motori e sensoriali; al primo piano\, l’accessibilità sensoriale e cognitiva alle collezioni è garantita dall’installazione di nuove vetrine espositive ad altezza adatta a bambini e visitatori con sedia a ruote\, dall’introduzione di mappe tattili e audioguide particolareggiate per ipovedenti e dal ricorso a supporti esplicativi digitali che permettono ai non udenti la fruizione dei video in lingua LIS. \nLe tappe della meraviglia \nLo straordinario viaggio del MUST inizia al piano terra della sede principale dell’Ateneo parmense e si compie su due livelli. La collezione si svela al visitatore attraverso sette vetrine tematiche che trattano temi di carattere naturalistico molto attuali – estinzioni antropiche e climatiche; tutela e sostenibilità ambientale; musei e biodiversità; CITES e commercio illegale; collezionismo privato; spedizioni geografiche; evoluzione – e che hanno lo scopo di introdurre alla visita del piano superiore\, più immersiva e strutturata. Sempre al piano terra è presente una sezione di paleontologia\, con reperti significativi e di grande impatto\, tra i quali un delfino recante i segni di predazione da parte di un grande squalo bianco – pezzo unico al mondo – e lo straordinario scheletro\, pressoché completo\, di una balenottera di circa otto metri\, entrambi di età pliocenica (2\,6-5\,3 Ma)\, i fossili delle alluvioni del Po e i mammiferi del Pleistocene.\nAl piano superiore la promessa di un percorso soprattutto sensoriale tra passato\, presente e futuro si rivela con incontrovertibile chiarezza al visitatore\, che fa subito il suo ingresso in una purpurea\, enorme e spettacolare wunderkammer\, l’antenata storica di ogni museo di storia naturale\, realizzata in classico stile rinascimentale con oggetti provenienti dalle differenti collezioni storiche di proprietà dell’Ateneo. Coccodrilli\, tartarughe marine\, leopardi\, conchiglie giganti\, uccelli variopinti\, strane creature deformi\, coralli\, spugne\, scheletri\, crani… tutto in questo ambiente – dove lo spazio espositivo è massimizzato a occupare ogni superficie della sala\, dalle pareti all’interno degli armadi\, sino al soffitto a botte – contribuisce a creare stupore e curiosità. \nProcedendo sulla sinistra\, la wunderkammer offre una divagazione – ad accesso non obbligato\, causa contenuti sensibili – in favore della collezione anatomica-clinica di ceroplastiche risalente alla fine dell’Ottocento di Lorenzo Tenchini\, medico abilissimo nel produrre maschere facciali di criminali seguendo le teorie fisiognomiche e criminologiche di Cesare Lombroso\, al quale le forniva. All’estremità della sala delle meraviglie trovano invece spazio le famose ampolle peduncolate in vetro di padre Jean Baptiste Fourcault\, datate tra 1760 e 1770: una collezione di animali tassidermizzati\, inseriti in bottiglie dal collo troppo stretto per introdurveli\, la cui realizzazione è rimasta un mistero per quasi tre secoli. È lo stesso frate – primo fondatore di un Gabinetto ornitologico a Parma su commissione dei Borbone – a raccontare al visitatore la sua storia da un quadro animato\, così come fa\, nella sala successiva\, Maria Luigia d’Asburgo\, che introduce con perizia ed eleganza al suo delizioso “salotto d’epoca”\, una stanza sui toni del blu\, come di una nobile casa\, popolata da quell’enorme quantità di reperti che ha caratterizzato il suo regno e il suo prolifico lavoro di acquisizione (1816-1847)\, del quale sono notevoli\, tra gli altri\, la capra egiziana\, il dente di narvalo e il meteorite di Borgo San Donnino\, caduto a Fidenza nel 1808. È proprio quella del periodo luigino la sezione più corposa della collezione del MUST: varcando la soglia in uscita dal salotto di Maria Luigia ci si addentra infatti nell’antica galleria del Museo di Storia Naturale\, vasta e fitta esposizione di reperti\, comprensiva della sezione dedicata all’anatomia comparata\, che testimonia un momento storico già caratterizzato da una precisa divisione delle scienze\, ma anche da una modalità di allestimento che risente ancora di una forte componente estetica. \nLa fisionomia dell’assetto espositivo subisce una notevole svolta proseguendo il percorso e in corrispondenza del 1859\, anno della pubblicazione de L’origine della specie di Charles Darwin e dell’arrivo a Parma del professor Pellegrino Strobel in qualità di docente dell’Università e direttore del Museo di Storia Naturale. Progressista e visionario\, Strobel comprese subito le teorie evoluzionistiche di Darwin e le applicò al sistema espositivo del suo Museo\, conferendogli una modernità del tutto inaspettata. Il MUST racconta le fasi di questo processo attraverso i reperti raccolti e osservati da Charles Darwin\, Alfred Russel Wallace\, le tavole zoologiche di Ernst Haeckel e la minuziosa installazione dello studiolo dello stesso Strobel. Deviando sulla destra della galleria\, il MUST offre una corposa collezione zoologica ed etnografica – nata sempre sotto Strobel – dove trovano spazio il racconto del colonialismo e dell’etnografia grazie alle collezioni provenienti dal Congo del militare Emilio Piola\, del magistrato Temistocle Ferrante (prima sala) e alla sezione dedicata a Vittorio Bottego (seconda sala)\, con la vasta collezione tassidermica proveniente dall’Eritrea e il documentario proiettato in continuità che contestualizza la figura di Bottego quale militare al servizio della scienza a scapito dell’eroico esploratore del continente africano storicamente veicolato dalla propaganda italiana di regime. \nUscendo dalla sezione si fa ritorno nella galleria principale per raggiungere la collezione di Alberto Del Prato\, una sorta di flashback sulla biodiversità della provincia di Parma nella seconda metà dell’Ottocento\, con una ricca serie di vertebrati del parmense talora molto curiosi poiché ormai estinti. Il percorso espositivo trova quindi la sua penultima tappa nella ricostruzione dello studiolo del professore e direttore Angelo Andres\, artefice nel 1925 dell’ultima rivoluzione museale prima della nascita del MUST: grande esperto di biologia e fauna marina – del quale si possono ammirare le fotografie e la collezione di coralli – è assieme a lui\, attraverso il canonico quadro animato\, che il visitatore tira le somme sull’itinerario appena compiuto. \nL’atto finale del viaggio è una sorta di brusco e onirico ritorno al futuro\, di intelligente circolarità. Un enorme monolite di kubrickiana memoria si staglia di fronte al visitatore\, invitandolo all’ingresso in quella che è a tutti gli effetti una seconda wunderkammer\, ipermoderna e futurista\, dove al netto di qualsiasi classificazione e informazione\, in un tripudio di colori\, trovano posto quasi trecento cassette entomologiche: è la collezione di lepidotteri e coleotteri locali ed esotici realizzata da don Ezio Boarini e acquisita dal Museo negli anni Novanta\, esposta oggi per la prima volta in tutta la sua spettacolare interezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:MUST: il 31 ottobre i microtalk per le scuole
DESCRIPTION:Venerdì 31 ottobre\, al MUST\, mattinata dedicata alle scuole con un fitto calendario di attività educative pensate per studenti di ogni ordine e grado: \n\n. Spazio bambini (6-10 anni): “Storie curiose”\n. Spazio divulgazione (dagli 11 anni): Scienza\, storia e collezioni\n. Spazio conferenza (dai 14 anni): “Comunicare la scienza\, capire il passato”\n\n\n\nL’evento si inserisce nel mini-festival di tre giorni (30\, 31 ottobre e primo novembre 2025) per dare il benvenuto al neonato MUST\, il museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma. \n\n\n\nL’accesso è consentito solo su prenotazione. \n  \n\nQuando: venerdì 31 ottobre ore 9-13\nDove: Sede centrale dell’Università di Parma\, via Università 12 – Parma (presso il Museo e le aule dell’Università.)\n\nMUST prenotazioni ai microtalk per scuole primarie\, secondarie di primo e secondo grado.
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SUMMARY:Sabato 1 novembre: il MUST aperto al pubblico con visite guidate
DESCRIPTION:Sabato 1° novembre porte aperte al pubblico al MUST\, il nuovo Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma\, con una giornata con ingresso gratuito al museo e visite guidate su prenotazione. \nUn’occasione rivolta all’intera cittadinanza per esplorare le collezioni e conoscere da vicino la storia\, la scienza e le curiosità custodite nel nuovo spazio museale. \nQuando: sabato 1 novembre dalle 10 alle 16 – durata: 1 ora\nDove: Sede centrale dell’Università di Parma\, via Università 12 – Parma \nPrenota la tua visita guidata gratuita.
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SUMMARY:Gran folla al MUST: debutto da record per il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Ateneo
DESCRIPTION:Davvero un gran debutto per il MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma. Dopo le prime due giornate solo su prenotazione\, oggi l’apertura a ingresso libero è stata da tutto esaurito. Gran folla fin dall’apertura\, alle 10\, e poi per tutto l’arco della giornata. Da parte delle visitatrici e dei visitatori grande apprezzamento per il nuovo museo\, che intreccia storiografia e mondo naturale secondo un approccio moderno\, immersivo\, sensoriale e inclusivo: un grande racconto naturalistico che segue la linea del tempo attraverso le vite e le collezioni dei suoi protagonisti. \nIl MUST è aperto dal martedì al venerdì ore 10 – 17 (ultimo ingresso ore 16) e il sabato ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17)
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