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SUMMARY:Giorgio Armani: il Genio in mostra fino al 15 febbraio
DESCRIPTION:GIORGIO ARMANI: IL GENIO IN MOSTRA A PARMA\nAll’Abbazia di Valserena oltre 100 opere originali tratte dai materiali donati dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta \nIl genio e la creatività di Giorgio Armani in mostra a Parma\, all’Abbazia di Valserena\, dal 13 dicembre 2025 al 15 febbraio 2026. Un tributo a tutto tondo firmato da Università di Parma e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Ateneo. \nL’esposizione s’intitola Giorgio Armani Archivio CSAC e raccoglie oltre cento opere originali selezionate tra gli oltre 8.000 materiali che compongono il Fondo Giorgio Armani\, donato personalmente dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta. Disegni\, bozzetti e materiali progettuali appartenenti al vasto patrimonio custodito nella sezione Media-Moda del Centro\, un nucleo eccezionale di testimonianze che consente di ripercorrere gli anni formativi e l’evoluzione del linguaggio creativo di una delle figure più iconiche della moda italiana nel mondo. \nAll’esposizione dei materiali originali si aggiunge una rassegna stampa selezionata dedicata alla fulminea ascesa di Armani nel panorama internazionale della moda e ai suoi primi rapporti con Hollywood. In mostra saranno presenti anche i manifesti dei due film che segnarono in modo decisivo la consacrazione dello stilista nel mondo del cinema: Io e Annie di Woody Allen\, con cui Diane Keaton vinse l’Oscar nel 1978 indossando per la prima volta un completo Armani\, e American Gigolò di Paul Schrader\, il film che nel 1980 rivoluzionò l’immaginario della moda maschile grazie al guardaroba creato dallo stilista per il protagonista interpretato da Richard Gere. \nCon questa mostra CSAC prosegue l’omaggio alla figura di Giorgio Armani\, scomparso lo scorso 4 settembre\, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire l’origine di uno stile destinato a influenzare generazioni. I disegni esposti – figurini\, schizzi e studi preparatori realizzati con tecniche miste – restituiscono l’essenza del talento di Armani attraverso le sue prime produzioni conservate dall’Archivio e datate tra il 1975 e il 1980. La rappresentazione della figura femminile e la scelta dei materiali esprimono una nuova attitudine\, che unisce libertà di movimento\, eleganza e consapevolezza. Linee morbide e tessuti fluidi si alternano a materiali più strutturati\, in un equilibrio di contrasti che caratterizzerà tutta la produzione dello stilista. Dal segno grafico di Armani scaturiscono figure femminili longilinee\, ispirate alla cultura figurativa degli anni Trenta e alla sensibilità grafica di illustratori come Guido Crepax; abiti concepiti come strutture fluide\, dove tessuti scivolati dialogano con materiali più corposi; la nascita del celebre tailleur femminile e della giacca destrutturata\, destinati a diventare simboli della nuova eleganza Armani. Il percorso vuole anche rivelare la trasformazione della moda maschile: linee più morbide\, tessuti lontani dalla rigidità classica in una visione innovativa che anticipa la quasi intercambiabilità tra guardaroba maschile e femminile\, dove i codici di genere s’intrecciano e si ridefiniscono. \nGiorgio Armani Archivio CSAC \n13 dicembre 2025 – 15 febbraio 2026 \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione \nUniversità di Parma | Abbazia di Valserena \nViazza di Paradigna 1\, Parma \nOrari di apertura: venerdì 9-15 | sabato e domenica 10-19 \nContatti: servizimuseali@csacparma.it
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SUMMARY:Martedì 3 febbraio riapre il MUST
DESCRIPTION:Da martedì 3 febbraio il Must riapre le sue porte con il consueto orario: \nmartedì-venerdì                      10-17 – ultimo ingresso ore 16 \nsabato                                        10-18 – ultimo ingresso ore 17 \n  \nOrganizza la tua visita\n 
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SUMMARY:IL DONO DI MARIA LUIGIA. Sostieni il restauro di un tesoro dimenticato
DESCRIPTION:SOSTIENI IL PROGETTO\nART BONUS \n“Il dono di Maria Luigia” è un progetto Art Bonus promosso dal Ministero della Cultura\, la misura fiscale permanente istituita per favorire il sostegno finanziario al patrimonio culturale pubblico. Le erogazioni liberali destinate a questo progetto\, finalizzate a interventi di restauro\, manutenzione e valorizzazione\, garantiscono a imprese e professionisti un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato. \nPossono sostenere il progetto persone fisiche\, enti non commerciali e imprese. Le donazioni effettuate danno diritto a un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato\, da ripartire in tre quote annuali.\nPer le persone fisiche e gli enti non commerciali il beneficio è riconosciuto entro il limite del 15% del reddito imponibile\, mentre per le imprese entro il limite del 5‰ dei ricavi annui.\nLe erogazioni devono essere effettuate con strumenti di pagamento tracciabili\, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. \nPer maggiori informazioni clicca qui . \nLA COLLEZIONE\nNel 1819 Maria Luigia d’Austria ha donato all’Università una splendida collezione di funghi in cera\, ricca di oltre cento modellini di alto valore artistico e scientifico. Si tratta di una raccolta unica\, funzionale allo studio e al riconoscimento micologico grazie alla riproduzione fedele di dettagli\, dimensioni e colori. La città di Parma\, da oltre un secolo\, non ha modo di apprezzare il dono della Duchessa\, rimasto a lungo celato al pubblico.\nIl tempo ha poi segnato i materiali e la fattura originale\, rendendo indispensabile un restauro conservativo mirato a riportare i funghi di Maria Luigia ai fasti di un tempo. Il restauro della collezione ne consentirà la restituzione alla città\, due secoli dopo la donazione\, arricchendone il patrimonio fruibile. \nDOVE TROVARLA\nUltimato il restauro\, il Museo di Storiografia Naturalistica ne ospiterà una parte in seno alla sezione dedicata al Gabinetto delle Scienze di Maria Luigia. I funghi rimanenti troveranno casa presso il Museo Botanico\, che aprirà all’Orto Botanico esponendo una selezione di materiali storici prodotti o custoditi dalla città di Parma attraverso oltre cinque secoli. \nPERCHÈ SALVARLA\nLa ceroplastica\, ovvero l’arte dietro questa collezione\, ha origini curiose. Nata all’interno della tradizione degli ex voto\, le sue competenze migrarono presto verso l’anatomia umana e la botanica. La scarsa durevolezza della cera ha sortito nel tempo due effetti opposti. Da un lato altre tecniche basate su cartapesta o gesso hanno preso il sopravvento\, mentre per contro il pregio delle rarissime collezioni superstiti è cresciuto a dismisura. \nContatti\nUO Rapporti con il Territorio\, Sport e Public Engagement \ne-mail: uopublicengagement@unipr.it \nResponsabile: Magda Gandolfi \ne-mail: magda.gandolfi@unipr.it \ntel. +39 0521 034575 \nScarica la brochure
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SUMMARY:Allo CSAC la mostra Sguardi sull'Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC
DESCRIPTION:E’ stata inaugurata sabato 21 febbraio all’Abbazia di Valserena l’esposizione Sguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC\, che offre al pubblico l’occasione di scoprire un corpus fotografico e documentario di straordinaria importanza storico-artistica e antropologica. La mostra\, realizzata nel quadro del progetto PRIN PNRR 2022 Straniere: the reception of non-European arts and cultures in Italy (1945-2000)\, presenta materiali inediti legati alle ricerche sul campo e alle campagne fotografiche condotte da Tito Spini (Milano 1923 – Chiuduno 2017) e Sandro Spini (Bergamo 1950 – 2005) in Mali tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento\, in un periodo cruciale per lo sviluppo degli studi etnografici e visuali sull’Africa Occidentale. \n\n\n\n\n\nIl fondo\, conservato nella Sezione Fotografia e giunto allo CSAC alla fine degli anni Settanta grazie alla donazione di Sandro Spini\, comprende sessantuno positivi che documentano i viaggi svolti dai due fotografi-antropologi\, entrambi architetti di formazione\, presso le popolazioni Bozo e Dogon. Accanto alle opere fotografiche\, viene esposto un ampio insieme di materiali documentari: corrispondenze\, inviti\, provini di stampa\, recensioni e articoli critici dedicati ai loro lavori; un patrimonio che permette di ricostruire in modo completo il contesto della ricerca e le modalità operative dei due autori. \nCon questa mostra\, CSAC intende rendere omaggio a una stagione di ricerche fotografiche e antropologiche ancora poco conosciuta in Italia\, ma di forte rilevanza internazionale. Le indagini condotte dagli Spini rappresentano infatti un momento di svolta per il modo di fare “etnografia sul campo” in Africa\, collocandoli tra i principali autori in Italia ad aver sperimentato con continuità l’uso della fotografia come strumento insieme estetico e interpretativo a fini etnografici. \nIl loro approccio\, maturato anche grazie al confronto con il pensiero di Margaret Mead\, John Collier Jr. e con le metodologie dell’antropologia visuale\, ha permesso di mettere in discussione le narrazioni consolidate sulle comunità Dogon e Bozo\, offrendo rappresentazioni più complesse dei luoghi e dei popoli incontrati. Attraverso uno sguardo attento e metodologicamente rigoroso\, gli Spini hanno costruito un dialogo visuale che non si limita a documentare\, ma problematizza e restituisce la ricchezza culturale dei contesti studiati. \nLe fotografie degli Spini si connotano inoltre per una evidente forza espressiva che le ha rese oggetto di interesse da parte di critici d’arte\, galleristi e fotografi come Arturo Carlo Quintavalle\, Lanfranco Colombo e Mario Cresci\, o antropologi come Marco Aime\, i quali ne hanno riconosciuto la particolare rilevanza estetica e la capacità di rinnovare il linguaggio del reportage culturale. \nLa mostra\, incentrata intorno a nuclei tematici quali le diverse forme dell’abitare e il rapporto tra le popolazioni Dogon e Bozo con i rispettivi contesti domestici e lavorativi\, permette così di riscoprire il valore artistico e storico della ricerca degli Spini\, aprendo uno spazio di riflessione sulle relazioni tra fotografia\, antropologia e memoria visiva. \nLe fotografie in mostra provenienti dalle collezioni CSAC sono poste in stretto dialogo con una selezione di materiali documentari conservati presso l’Archivio Sandro Spini di Bergamo\, evidenziando i processi di costruzione del sapere etnografico e le modalità attraverso cui l’immagine diventa strumento di ricerca\, narrazione e relazione interculturale. \nSguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC \na cura di Alessandra Acocella e Alessandro Ferraro\n21 febbraio – 26 aprile 2026\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo \nVenerdì 9.00 – 15.00\nSabato e domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\,00\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma csac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903500 \n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:23 e 24 febbraio: doppio appuntamento sul rapporto tra tecnologie omiche\, biodiversità e fitochimica
DESCRIPTION:Due incontri al Plesso di Farmacia del Campus Scienze e Tecnologie. Ospite il ricercatore Tito Damiani dell’Institute of Organic Chemistry and Biochemistry dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca\, componente della rete internazionale Earth Metabolome Initiative. \nSarà dedicato al rapporto fra tecnologie omiche\, biodiversità e fitochimica il doppio appuntamento in programma per lunedì 23 e martedì 24 febbraio al Campus Scienze e Tecnologie (Plesso di Farmacia\, Aula I)\, coorganizzato dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco\, dal Centro Interdipartimentale Servizi e Misure “G. Casnati” e dal Sistema Museale di Ateneo\, col supporto del network FOODER. \nOmics Approaches for Studying the Chemistry of Life il titolo dell’incontro del 23 febbraio\, mzmine for Mass Spectrometry Data Processing quello del 24. \nEntrambi gli appuntamenti avranno inizio alle 9 e saranno rivolti a ricercatori e ricercatrici\, dottorande e dottorandi\, studentesse e e studenti avanzati interessati alle frontiere della chimica delle sostanze naturali\, della metabolomica e della biodiversità vegetale. \nOspite della “due giorni” sarà Tito Damiani\, ricercatore all’Institute of Organic Chemistry and Biochemistry dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca e componente della rete internazionale Earth Metabolome Initiative. Il dott. Damiani fa parte del gruppo di ricerca guidato da Tomáš Pluskal\, da anni attivo nell’integrazione tra spettrometria di massa\, metabolomica\, bioinformatica e machine learning per sviluppare processi e flussi di lavoro innovativi orientati alla scoperta di molecole naturali bioattive e alla comprensione della loro biosintesi. \nIl seminario del 23 febbraio sarà dedicato al ruolo delle tecnologie omiche nell’intersezione tra chimica delle sostanze naturali e data science. Saranno illustrate le più recenti strategie impiegate per esplorare in modo sistematico la diversità chimica generata dalle piante nel corso dell’evoluzione e per tradurla in nuove opportunità applicative e di studio\, dalla farmacologia alle scienze naturali. Il seminario metterà in evidenza il ruolo strategico degli orti botanici come infrastrutture scientifiche per la ricerca sulle sostanze naturali. Oltre alla conservazione della biodiversità\, queste collezioni rappresentano infatti vere e proprie “biblioteche viventi”\, fondamentali per studi comparativi su metabolomi vegetali e per la creazione di banche dati globali della diversità chimica terrestre. In questa prospettiva si inseriscono iniziative internazionali come la Earth Metabolome Initiative\, che mira a catalogare sistematicamente i metaboliti prodotti dagli organismi viventi e a costruire piattaforme collaborative per la condivisione dei dati e l’accelerazione della scoperta scientifica. \nL’appuntamento del 24 febbraio sarà un laboratorio pratico per docenti\, dottorande e dottorandi\, condotto da Tito Damiani\, finalizzato all’uso del software open-source MzMine destinato all’importazione\, alla visualizzazione\, all’elaborazione e all’annotazione dei dati di spettrometria di massa e specializzato nell’analisi untargeted (metabolomica e proteomica). \nIn allegato le locandine con le indicazioni per la registrazione. \n\n\nInfo\nrenato.bruni@unipr.it\nchiara.dallasta@unipr.it \n\n\n\n\nLocandina
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