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SUMMARY:Nasce il MUST: il primo Museo di storiografia naturalistica d’Italia. Guarda il filmato!
DESCRIPTION:Sta nascendo all’Università di Parma il primo Museo di storiografia naturalistica d’Italia: il MUST.\nUn museo accessibile a tutte e a tutti\, con particolare attenzione a chi ha difficoltà sensoriali e di mobilità\, e che vuole essere un grande racconto naturalistico lungo la linea del tempo. I lavori sono in corso e l’apertura è prevista per giugno 2025. \nMartedì 12 novembre\, nell’Aula Magna dell’Ateneo è avvenuta la presentazione del progetto\, con interventi del Rettore Paolo Martelli\, del Delegato alle attività museali Donato Antonio Grasso\, del Dirigente dell’Area rapporti con la società Riccardo Marini\, del Direttore scientifico del MUST Davide Persico\, dell’esperta in valorizzazione dell’allestimento Maria Amarante e di Sandrino Luigi Marra\, incaricato al processo di decolonizzazione dolce del MUST. Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il Prorettore Vicario Fabrizio Storti. \nGrazie a un finanziamento PNRR del Ministero della Cultura si è avviato un processo di completa ristrutturazione e di totale ripensamento del Museo di storia naturale dell’Ateneo: al termine di questo percorso nascerà il MUST. \nNel Museo di storia naturale\, collocato nella sede centrale dell’Università già dalla fine del XVIII secolo\, l’accessibilità del patrimonio museale era limitata dalla dispersione spaziale delle collezioni e dei laboratori su più edifici e più livelli verticali\, il che penalizzava soprattutto visitatrici e visitatori con disabilità motorie. Il nuovo progetto consentirà di realizzare un museo organizzato per essere accessibile a tutte e tutti\, con collezioni allestite anche per divulgare i principi di biodiversità\, di tutela ambientale e di confronto tra culture. Il progetto vuole essere anche volano per far intersecare le collezioni museali con i dibattiti sulla sostenibilità e sul ruolo della comunità scientifica in relazione alla società. \nLe collezioni saranno integrate in un’unica collocazione nella sede centrale dell’Ateneo\, abbattendo le barriere motorie\, cognitive e sensoriali per consentire a tutte le tipologie di pubblico di accedere a una visita autonoma\, e potenziando inoltre le attività educative. L’intervento consiste nella creazione di un percorso ad accesso autonomo\, senza barriere\, su due livelli: al piano terra e al primo piano. Al piano terra sarà creato un allestimento lungo il corridoio perimetrale\, dove saranno ricollocati materiali rappresentativi delle collezioni prima decentrate in vari plessi. Al primo piano sarà creato un ingresso unico\, segnalato anche da un percorso tattilo plantare\, con scalinata e ascensore adeguato a disabili motori e sensoriali. L’accessibilità sensoriale e cognitiva alle collezioni sarà migliorata utilizzando nuove vetrine espositive di altezza adatta a bambini e visitatori con sedia a ruote\, incrementando così la qualità dell’esperienza di visita per tutto il pubblico. Si farà uso di supporti esplicativi digitali. \nNel MUST si è pensato di descrivere la Storia naturale attraverso un percorso cronologico storiografico\, rappresentato dalle personalità che hanno fondato e contribuito alla crescita e all’evoluzione del Museo. Da Padre Fourcault\, che accoglierà visitatrici e visitatori raccontando di quando\, nel 1768\, diede vita a una prima piccola raccolta di reperti naturalistici\, alla Duchessa Maria Luigia d’Austria\, che tra il 1816 e il 1847 si prodigò per l’accrescimento delle collezioni e che racconterà alle persone in visita il suo amore per il mondo naturalistico: quello che ha permesso al nucleo originario di arricchirsi di importanti reperti\, all’epoca considerati estremamente rari e affascinanti\, come ad esempio un esemplare di struzzo\, un canguro\, un dente di narvalo\, gli uccelli del paradiso e la preziosa meteorite di San Donnino (Fidenza\, 1808). Altre guide del Museo saranno altri suoi “padri”: da Pellegrino Strobel ad Alberto Del Prato e ad Angelo Andres. \nIn apertura di percorso ci sarà una rievocazione della wunderkammer\, sala espositiva “delle meraviglie” il cui intento era stimolare lo stupore di chi ne varcava la soglia: reperti e oggetti di ogni genere\, eterogenei e spettacolari\, occuperanno tutte le superfici della sala\, l’interno degli armadi e il soffitto a botte\, proprio come accadeva a partire dal Cinquecento nei Palazzi degli studiosi. E in chiusura ci sarà una nuova e moderna wunderkammer: una stanza cubica che accoglierà visitatrici e visitatori in una stupefacente visione immersiva dai mille colori\, nella splendida collezione di farfalle e coleotteri appartenuta a Don Boarini e acquisita dal Museo negli anni Novanta del Novecento. \nCi saranno una sezione di anatomia umana\, con una sala dedicata al lavoro dell’anatomista Lorenzo Tenchini e alle sue maschere di cera realizzate su commissione di Cesare Lombroso\, una sala di anatomia comparata\, una sezione etnografica e molto altro\, in un percorso che si annuncia davvero come un viaggio delle meraviglie. \nL’allestimento sarà totalmente rivoluzionato rispetto al Museo di storia naturale\, e sarà mirato alla valorizzazione del patrimonio in un approccio totalmente immersivo. \nSegui la presentazione
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SUMMARY:Intorno ai ’70: ideologie\, progetti\, linguaggi nelle collezioni CSAC
DESCRIPTION:In mostra a Palazzo Pigorini dal 1° marzo al 4 maggio. Secondo atto della collaborazione triennale fra Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e Comune di Parma \nÈ una sorta di “dissertazione per immagini” sugli anni Settanta la seconda mostra del trittico previsto dalla collaborazione fra CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e Comune di Parma – Assessorato alla Cultura. Dopo la mostra Visioni (im)possibili del 2024\, che aveva focus sugli anni Sessanta visti “in chiave Bauhaus”\, eccoci dunque a Intorno ai ’70\, un viaggio attraverso ideologie\, progetti e linguaggi dalle collezioni CSAC\, che anticipa la tappa finale del percorso\, un’indagine sugli anni Ottanta che sarà allestita nel 2026. \nIntorno ai ’70: ideologie\, progetti\, linguaggi nelle collezioni CSAC sarà aperta al primo piano di Palazzo Pigorini dal 1°marzo (inaugurazione ore 11) al 4 maggio. \nCurata dalla Direttrice di CSAC Cristina Casero\, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Parma\, e da CSAC\, in collaborazione con il Comune di Parma\, propone un approfondimento su un decennio in cui artisti\, fotografi\, stilisti\, designer e progettisti\, intercettano le tensioni e i turbamenti sociali\, e in senso più ampio culturali\, sfociati durante il Sessantotto e interpretano le utopie che attraversano la società civile\, dando spesso voce anche al malcontento sempre più diffuso nella società italiana\, stretta tra modernità e problemi che\, mai sopiti\, ora stanno prepotentemente esplodendo. \nSono anni in cui molte certezze vengono messe in discussione\, a partire da alcune delle istituzioni più tradizionali. In questo clima coloro che si occupano professionalmente di comunicazione visiva\, di arte e di progettazione\, si interrogano sul proprio ruolo. \nIn una società che mercifica anche l’atto artistico\, la volontà è quella di stimolare pensiero critico e riflessione\, interpretando la stagione innovativa che il paese attraversa\, e rinnovare i linguaggi in funzione di un rapporto più diretto col pubblico. \nNelle sale di Palazzo Pigorini dialogano tra loro i lavori di artisti\, designer\, fotografi\, illustratori e stilisti che restituiscono al visitatore un mosaico ricco di suggestioni e spunti di riflessione e che mettono in luce la pluralità di linguaggi visivi che ha attraversato l’Italia degli anni Settanta. Dalle fotografie di Mario Cresci e dell’agenzia Publifoto Roma ai bozzetti di Walter Albini\, Giorgio Armani\, Brunetta e Krizia\, dalle icone del design di Achille Castiglioni\, Alessandro Mendini\, Roberto Menghi\, Alberto Rosselli e Ettore Sottsass Jr alla satira di Alfredo Chiappori e Felis fino alle opere di Enrico Baj\, Emilio Isgrò\, Ugo La Pietra\, Mimmo Rotella\, Mario Schifano e Emilio Vedova. \nIn autunno sarà allestita all’Abbazia di Valserena\, sede di CSAC\, una seconda mostra dedicata agli anni Settanta\, volta ad approfondire ulteriormente i temi indagati nell’esposizione di Palazzo Pigorini. \nINFO \nIntorno ai 70: ideologie\, progetti e linguaggi nelle collezioni CSAC\na cura di Cristina Casero e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nin collaborazione con il Comune di Parma\nPalazzo Pigorini\, Strada della Repubblica 29/A\, 43121 Parma\, primo piano\nInaugurazione: sabato 1° marzo ore 11\nApertura mostra: 1° marzo – 4 maggio 2025\nOrari di apertura: mercoledì – domenica e festivi 10 – 19 (ultimo ingresso in mostra ore 18.30). Aperto 20 e 21 aprile (Pasqua e Pasquetta)\, 25 aprile\, 1° maggio.\nIngresso gratuito\npigorini@comune.parma.it\nwww.comune.parma.it/cultura \nIL PROGETTO DI COLLABORAZIONE TRIENNALE \nIntorno ai ’70: ideologie\, progetti\, linguaggi nelle collezioni CSAC è il secondo atto di un progetto di collaborazione triennale tra CSAC e Comune di Parma: nel triennio 2024-2026 il progetto prevede sei eventi espositivi\, tre nella sede CSAC all’Abbazia di Valserena e tre in uno spazio espositivo del Comune\, per proporre una riflessione sulla storia recente. Le mostre hanno come elemento generatore le opere e i documenti selezionati dalle collezioni CSAC e si propongono di gettar luce non solo sui grandi temi del dibattito culturale del periodo individuato ma anche sulle dinamiche sociali e politiche\, le trasformazioni dei linguaggi della comunicazione e i rapporti complessi e biunivoci tra arte e industria\, progettazione e cultura di massa\, documento e narrazione. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nVai al blocco 0 del carouselVai al blocco 1 del carousel
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