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SUMMARY:"Vedere voci": mercoledì 22 febbraio incontro con Pietro Celo e Davide Astori
DESCRIPTION:Ultima conferenza\, mercoledì 22 febbraio\, per la mostra “Vedere l’invisibile. Dall’infinitamente piccolo\, all’infinitamente grande“\, in programma all’APE Parma Museo\, fino a domenica 26 febbraio. \nIn questo incontro\, dal titolo “Vedere voci” Pietro Celo\, interprete e docente di lingua dei segni italiana\, dialoga con il linguista Davide Astori. \n\nIl riconoscimento della lingua dei segni italiana da parte del Parlamento italiano nel 2021\, e il Decreto del 10 gennaio 2022 (che definisce le Disposizioni in materia di professioni di interprete in lingua dei segni italiana e lingua dei segni tattile)\, ha ribadito quella che è una verità autoevidente: la LIS è una lingua in sé e per sé\, produce\, come tutte\, una sua cultura specifica\, ed esiste\, florida\, una Comunità che vi si riconosce e vi si rispecchia. \n\n\nRiprendendo il titolo del celebre volume di Oliver Sacks\, Pietro Celo\, fra gli specialisti più raffinati del tema\, fra l’altro docente di LIS presso il DUSIC dell’Università di Parma (oltre che presso il Dipartimento di traduzione e interpretazione DIT di Forlì\, Università degli studi di Bologna\, e la SSML San Domenico di Fermo\, in un progetto pilota di cui l’Università di Parma è consulente scientifico\, dialoga con il linguista Davide Astori sui diversi aspetti del mondo della Sordità. \n\n\nFiglio di genitori sordi\, già dai tempi della laurea in Lettere alla Statale di Milano nel 1993 Pietro Celo si occupa di Linguistica della Lingua dei Segni Italiana\, educazione del bambino sordo\, interpretazione e traduzione nella Lingua dei segni\, ed è autore\, all’interno di una vastissima produzione\, dei recenti “Il maestro de i segni”\, parodia sull’educazione dei sordi nell’Ottocento (Soncini Ed.\, Parma 2022) e “Appunti di linguistica pratica di lingua dei segni italiana. Manuale per principianti”  (Uninova\, Parma 2023). \n\n\n\nDa settembre si prevede di far partire a Parma il primo anno del Corso di Laurea a orientamento professionalizzante in “Interprete in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Lingua dei Segni Italiana Tattile (LIST)”\, a sottolineare l’attenzione e la sensibilità per queste tematiche che l’Ateneo parmense coltiva ormai da anni. \n\n\nQuando: mercoledì 22 febbraio – ore 16\,30\nDove: Ape Parma Museo\, Strada Farini\, 32/A \nScarica la locandina della conferenza
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SUMMARY:Fino a domenica 30 aprile allo CSAC la mostra di Diego Tonus "Da Stato A Stato"
DESCRIPTION:Termina domenica 30 aprile la mostra di Diego Tonus “Da Stato A Stato“\, progetto vincitore del “PAC2021 – Piano per l’Arte Contemporanea” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura\, con cui l’opera Da Stato A Stato di Diego Tonus entra a fare parte della collezione permanente CSAC. \nIl progetto rientra nel programma che CSAC ha sviluppato negli ultimi anni per riflettere sul ruolo dell’archivio come forma di rappresentazione della contemporaneità\, un programma incentrato sul coinvolgimento degli artisti nella rilettura delle collezioni del centro attraverso progetti curatoriali e attraverso la produzione di nuove opere\, per dare continuità alla lunga tradizione di raccolta di opere e fondi dal XX secolo ad oggi. \nDa Stato A Stato è uno dei lavori più rappresentativi di Diego Tonus ed evidenzia l’importanza dell’archiviazione vista come gesto creativo e ossessivo nella pratica dell’artista. Questo metodo caratterizza i modi in cui Tonus osserva oggetti ed eventi\, interrogando sistemi di controllo e strutture di potere presenti nel quotidiano attraverso la realizzazione di sculture\, fotografie\, film e performance\, articolando un approccio che definisce la sua produzione artistica basata sulla processualità e lavori di lunga durata. \nLa mostra: dal 25 febbraio al 30 aprile.\nDove: Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\, Abbazia di Valserena – Strada Viazza di Paradigna\, 1 (Parma) \nOrari della mostra:\nvenerdì\, 9-13\nsabato e domenica\, 10-19\nDal martedì al giovedì solo per gruppi\, su prenotazione \nPer informazioni e prenotazioni: servizimuseali@csacparma.it \nScarica la locandina della mostra \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Prorogata fino al 26 febbraio la mostra "Vedere l'invisibile"
DESCRIPTION:E’ stata prorogata la data di chiusura della mostra “Vedere l’invisibile. Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande” organizzata dal Sistema Museale dell’Università di Parma e in programma all’APE Parma Museo (Strada Farini\, 32/A). \nLa mostra sarà aperta fino a domenica 26 febbraio 2023. \nGli argomenti trattati dalla mostra sono quelli studiati nei laboratori e nei Dipartimenti dell’Università di Parma e sviluppati\, in molti casi\, in collaborazioni nazionali e internazionali dai ricercatori e dai docenti dell’Ateneo. \nIl percorso espositivo si divide in sei sezioni principali:\nLa Sala Zero\nL’infinitamente vicino\, immerso nel quotidiano\nL’invisibile perché infinitamente piccolo\nL’invisibile perché nascosto\nL’invisibile grande e piccolo nei di-segni dei bambini\nSezione trasversale “La scienza e l’immaginario. Scrivere\, disegnare\, pensare l’invisibile” \nLa mostra è organizzata con il patrocinio del Comune di Parma e la collaborazione di Fondazione Monteparma\, Ministero dell’Università e della Ricerca\, Istituto dei Materiali per l’Elettronica e il Magnetismo del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Parma\, Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma\, VIRGO\, European Gavitational Observatory e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. \nOrari di apertura: dal martedì alla domenica – ore 10.30 – 17.30 – Chiuso il lunedì \nPer tutte le informazioni visita il sito della mostra
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SUMMARY:Fino al 26 febbraio la mostra "Labirinti della Visione. Luigi Ghirri 1991"
DESCRIPTION:Nel trentennale della sua scomparsa anche Parma intende rendere omaggio a Luigi Ghirri\, uno dei più grandi maestri della fotografia italiana la cui fama ha oltrepassato i confini nazionali\, con “Labirinti della visione. Luigi Ghirri 1991” una mostra originale\, a cura di Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta\, visitabile a ingresso gratuito\, che sarà ospitata nelle sale di Palazzo del Governatore dal 17 dicembre 2022 fino al 26 febbraio 2023. \nL’iniziativa\, organizzata dal Comune di Parma in collaborazione con CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e Archivio Eredi Luigi Ghirri\, fa parte del ricco calendario di eventi del progetto “Vedere Oltre”\, promosso dalle città di Reggio Emilia\, Modena e Parma\, alle quali Luigi Ghirri era particolarmente legato e fondamentali per la sua produzione artistica\, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e di APT Servizi Emilia-Romagna. \nL’esposizione prende le mosse dalle fotografie che Luigi Ghirri lasciò al CSAC in occasione della pubblicazione del volume “Viaggio dentro un antico labirinto”\, realizzato con Arturo Carlo Quintavalle e pubblicato nel 1991\, in sostanza l’ultima monografia del grande fotografo che sarebbe scomparso nel febbraio dell’anno seguente. Le 153 fotografie che costituiscono il nucleo della mostra erano state realizzate da Ghirri per allestire il mockup del libro: le stampe erano strumento per progettare l’impaginazione\, media per imporre il controllo accurato della resa tipografica delle immagini\, ma soprattutto strumento di dialogo con Quintavalle per la stesura del testo. \nLe fotografie connesse al libro\, esposte rispettando i capitoli di quell’opera\, saranno poste in rapporto con altre immagini\, altri aspetti della ricerca ghirriana che si svilupparono in rapporto al progetto del CSAC. Ad affiancare il corpus centrale della mostra sarà infatti una selezione di fotografie di Ghirri tratta dalle serie degli anni Settanta (da “Colazione sull’erba”\, “Paesaggi di cartone”\, “Kodachrome”)\, da documenti della relazione tra il fotografo e l’artista Franco Guerzoni\, da fotografie storiche del paesaggio italiano da Ghirri scelte e conferite al CSAC\, dalle Polaroid di grande formato\, spettacolari pezzi unici che nel 1981 testimoniavano dello snodo in atto nell’opera del fotografo tra avanguardie post-dada e ripresa di una riflessione sulla veduta. \nL’esposizione intende ricordare quanto il rapporto di Ghirri con Parma sia stato articolato e fecondo offrendo all’autore stesso modelli con cui confrontarsi: Ghirri seguiva e si nutriva delle iniziative dell’Università di Parma trovando conferma alla sua riflessione sull’immagine nelle foto americane della “Farm Security Administration” (esposte alla Sala delle Scuderie nel 1975) e nella “New Photography USA” (Lee Friedlander\, Robert Frank esposte nel 1972) come nelle immagini del paesaggio italiano di Bruno Stefani (mostra CSAC del 1977). Infine\, Ghirri contribuì all’incremento dei fondi storici del CSAC procurando agli archivi dell’Università fotografie dell’Ottocento\, del primo Novecento\, scelte con sguardo da attento storico\, allo stesso tempo nitidamente autoriale. \nLe oltre 200 immagini che costituiscono quindi il progetto complessivo della mostra “Labirinti della visione. Luigi Ghirri 1991”\, tutte provenienti dalle raccolte della Sezione Fotografia del CSAC\, mostreranno quindi percorsi nell’opera di Luigi Ghirri e nei modelli da lui individuati dentro e fuori la propria produzione: le sue fotografie ma anche immagini da lui amate o che sono state occasione di sue riflessioni – quelle documentarie di Dorothea Lange\, di Walker Evans\, quelle che inseguivano la bellezza del paesaggio dei Fratelli Alinari\, di Carlo Naya\, quelle che ridefinirono la percezione di quel paesaggio in chiave post-Bauhaus di Bruno Stefani – a comporre come un labirinto di specchi dove sarà possibile incontrare impreviste consonanze. \nL’esposizione sarà arricchita da un calendario di eventi collaterali\, tra cui laboratori fotografici per bambini e incontri di approfondimento aperti al pubblico che vedranno studiosi ed esperti riflettere sull’opera ghirriana e sul grande impatto che questa ebbe sulla cultura\, non solo visiva\, del secondo Novecento. Primo appuntamento in programma sabato 17 dicembre\, alle ore 17 al cinema d’Azeglio\, alla presenza del regista Matteo Parisini con la proiezione del suo nuovo film “Infinito – L’universo di Luigi Ghirri”\, documentario sul viaggio personale e professionale di Ghirri proiettato in anteprima nazionale alla Festa del cinema di Roma. \n  \nLabirinti della Visione. Luigi Ghirri 199117 dicembre 2022 – 26 febbraio 2023Palazzo del Governatore (Parma)Mostra organizzata dal Comune di Parma in collaborazione con CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di ParmaA cura di Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta \nIngresso gratuito \n\n\nOrari di apertura:Da mercoledì a domenica e festivi dalle ore 10 alle 19 (ultimo ingresso 18.30)24 e 31 dicembre: apertura dalle ore 10 alle 14Chiuso lunedì\, martedì\, 25 dicembre e 1° gennaio \nPer informazioni:IAT R – Ufficio Informazione e Accoglienza Turistica di ParmaTel. 0521-218889Info: turismo@comune.parma.itwww.parma2021.it \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:1° marzo: lettura magistrale di Ivano Dionigi su umanesimo e scienza
DESCRIPTION:1° marzo 2023: all’Università di Parma lettura magistrale di Ivano Dionigi sul rapporto tra umanesimo e scienza. \nAlle 11 nell’Aula 3 del Dipartimento di Medicina e Chirurgia il Presidente della Pontificia Academia Latinitatis della Città del Vaticano inaugura il Corso di Anatomia I. \nVerterà sul rapporto tra umanesimo e scienza la lettura magistrale che Ivano Dionigi terrà all’Università di Parma mercoledì 1° marzo\, ad aprire il corso di Anatomia I (Dipartimento di Medicina e Chirurgia). \nL’appuntamento è alle 11 nell’Aula 3 del Dipartimento (Polo universitario dell’Ospedale maggiore). Il prof. Dionigi\, Presidente della Pontificia Academia Latinitatis della Città del Vaticano\, Professore Emerito di Lingua e Letteratura Latina e già Rettore (dal 2009 al 2015) dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna\, pronuncerà la lettura “Prometeo incontra Socrate: l’Umanesimo necessario”. \nIvano Dionigi è figura di riferimento nell’ambito delle Humanities. Da tempo ha tracciato un fertile percorso di interazione interdisciplinare con la conoscenza scientifica\, tra cui quella biomedica. Il suo contributo alla comprensione del ruolo dei classici e delle lingue antiche come il latino e il greco nella costruzione del pensiero scientifico è un riferimento prezioso per una visione moderna dell’Universitas intesa come luogo dello scambio dei saperi e delle libertà didattica e di ricerca\, ambito elettivo per la formazione del professionista sanitario del XXI secolo. \nLa presenza di Ivano Dionigi in questa occasione segna anche un nuovo contributo alla Terza Missione del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma. In quest’ottica e in collaborazione con il Sistema Museale di Ateneo (SMA) la Lettura del prof. Dionigi sarà registrata e resa fruibile sulla rete\, nel Portale SMA – Museo di Biomedicina BIOMED\, per una divulgazione e una fruizione le più ampie possibili. \nScarica la locandina.
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SUMMARY:Progetto Lenz Fondazione & Unipr: oggi il secondo appuntamento della live performance LA CREAZIONE_ORATORIO
DESCRIPTION:Alle 18 al Museo di Paleontologia\, a ingresso gratuito. Collaborazione tra Ateneo e Lenz per la valorizzazione degli spazi e delle collezioni museali  con la creazione di ambienti performativi\, visuali e sonori contemporanei\, curati e realizzati da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto. \nProsegue oggi al Campus Scienze e Tecnologie Morfologie del Paesaggio – Reidratazioni performative del presente urbano\, progetto di collaborazione tra Lenz Fondazione e Università di Parma per la valorizzazione degli spazi e delle collezioni museali di Ateneo con la creazione di ambienti performativi\, visuali e sonori contemporanei\, curati e realizzati da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto. \nDopo il debutto di ieri\, torna oggi alle 18 al Museo di Paleontologia la performance LA CREAZIONE_ORATORIO\, dialogo filosofico tra Scienziata – interpretata dall’attrice icona di Lenz Valentina Barbarini – e Teologa – la giovane soprano allieva del Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma Victoria Vasquez Jurado -\, grande affresco di stati sensitivi e meditazione di fronte al mistero del Principio\, ancorato a rifrazioni di pensiero comprese tra la Genesi e i Salmi biblici\, l’opera di Franz Joseph Haydn Die Schöpfung e il Paradiso perduto di Milton. \nL’appuntamento è alle 18 a ingresso gratuito \n  \nCALENDARIO \n[ LA CREAZIONE_ORATORIO ]\nProgetto Sacre Scritture\nInstallazione visuale + performance \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nInterpreti | Valentina Barbarini e Victoria Vasquez Jurado (soprano)\nMusica | Andrea Azzali\, Franz Joseph Haydn \nMuseo di Paleontologia_Campus Scienze e Tecnologie Università di Parma\nmercoledì 1 marzo ore 17.00 RooM | Incontro con studenti\nmercoledì 1 marzo ore 18.00 LA CREAZIONE_ORATORIO performance\ngiovedì 2 marzo ore 18.00 LA CREAZIONE_ORATORIO performance \nINGRESSO GRATUITO \n***\n[ NUMERI ]\nProgetto Sacre Scritture\nVideoinstallazione \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nMusica | Andrea Azzali\nVoice over | Marcello Sambati \nMuseo di Paleontologia_Campus Scienze e Tecnologie Università di Parma\nmartedì 14 marzo ore 16.00 RooM | Incontro con studenti\n14-15-16-17 marzo ore 16.00-19.00 NUMERI videoinstallazione \nINGRESSO GRATUITO \n***\n[ HAMLET SOLO ]\nInstallazione visuale + performance \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nMusica | Andrea Azzali\nInterprete | Barbara Voghera \nAula dei Filosofi_Università di Parma\nlunedì 20 marzo ore 17.00 RooM | Incontro con studenti\nmartedì 21 marzo ore 21.00 HAMLET SOLO performance \nBIGLIETTO: € 8 RIDOTTO STUDENTI | € 12 INTERO \n***\n[ IPHIGENIA IN TAURIDE ]\nVideoinstallazione e performance \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nInterprete | Monica Barone\nMusica | Christoph Willibald Gluck \nChiostro dei Paolotti\nmercoledì 5 luglio ore 21.00\ngiovedì 6 luglio ore 21.00 \nBIGLIETTO: € 8 RIDOTTO STUDENTI | € 12 INTERO \n***\n[ FÒRO FÒRO ]\nLaboratorio + residenza + performance \nProgetto NDT.02_Parentele\nParentela 4_Muna Mussie \nSala Bottego del Museo di Storia Naturale_Università di Parma\ngiovedì 12 ottobre ore 18.00\nvenerdì 13 ottobre ore 18.00 \nINGRESSO GRATUITO \nPer il calendario completo\, visitare il sito https://lenzfondazione.it \nPer informazioni e prenotazioni: Lenz Teatro\, Via Pasubio 3/e\, Parma\, tel. 0521 270141\, mob. e WhatsApp 335 6096220 – mail info@lenzfondazione.it  –  www.lenzfondazione.it
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SUMMARY:CSAC: aperta fino al 16 aprile la mostra "Goliardo Padova. La forma del tormento".
DESCRIPTION:Sarà aperta fino al 16 aprile la mostra “Goliardo Padova. La forma del tormento”\, a cura di Giulia Castagnetti e Giulia Ferrari\, con la quale lo CSAC torna a riflettere sulla figura di un artista il cui fondo\, conservato nell’archivio stesso\, conta quasi quattrocento opere tra tele e disegni\, manifesti e incisioni donate dagli eredi. \nCon questa mostra lo CSAC apre una serie di esposizioni allestite nella Sala delle Colonne\, caratterizzate da elementi comuni nonostante la diversità di temi\, argomenti\, autori e generi a cui ognuna è dedicata. Tutte mostre generate da indagini di archivio condotte dal personale che\, lavorando nel Centro\, associa le funzioni di conservazione e gestione archivistica a quelle di valorizzazione del patrimonio e di diffusione della conoscenza. Mostre originali\, per i temi selezionati\, oppure per il taglio critico dato\, o per i materiali inediti scelti\, e mostre caratterizzate da una progettazione a basso impatto ambientale e finanziario: anche il progetto allestitivo\, la grafica e la realizzazione vera e propria sono interamente condotti dallo staff tecnico interno\, con particolare attenzione al riutilizzo di materiali\, arredi\, supporti e strutture. \nDunque\, un’idea di produzione culturale che valorizza le capacità progettuali e di realizzazione\, la continuità tra elaborazione intellettuale e attuazione operativa e gestionale\, caratteristiche che sono patrimonio da sempre dello CSAC e dell’Università. \nGià nel 1985 Arturo Carlo Quintavalle pubblicava un articolo dal titolo Goliardo Padova e l’espressionismo europeo\, delineando così quella che oggi vuole essere la chiave di lettura che ha guidato la selezione di un nucleo di opere all’interno del variegato corpus dell’artista conservato allo CSAC. \nGoliardo Padova (Casalmaggiore\, CR\, 1909 – Parma 1979)\, dopo una formazione avvenuta tra l’Istituto d’Arte di Parma e l’Accademia di Brera si lega ai più aggiornati circoli culturali milanesi e diventa assistente alla cattedra del maestro Guido Marussing presso la Scuola Superiore per gli Artefici.\nSperimenta e padroneggia svariati linguaggi artistici tra cui la composizione decorativa\, architettonica e la grafica pubblicitaria; suo campo d’elezione è però la pittura da cavalletto\, nella quale trova maggior spazio la raffigurazione della terra d’origine. \nDopo una prima esperienza a stretto contatto con il Gruppo di Novecento e i Chiaristi milanesi approda a una personalissima interpretazione del reale. \nLe tele di Goliardo Padova sono spesso state avvicinate dalla critica\, per un’affinità di soggetti trattati\, al gruppo dei cosiddetti “ultimi naturalisti” padani\, così definiti da Francesco Arcangeli nelle pagine di Paragone nel 1954. \nSebbene non manchino nelle opere di Padova riferimenti ad artisti tanto vicini quali Mattia Moreni\, Ennio Morlotti e altri\, con La forma del tormento si vuole sottolineare il grande fascino che l’arte di matrice espressionista ha giocato nella sua carriera. \nL’espressionismo\, infatti\, letto e appreso nelle sue svariate sfaccettature\, è per lui adeguato mezzo per dar voce al proprio\, cocente dissidio interiore. \nUna prima selezione di opere testimonia la precoce attenzione riservata da Padova a questi linguaggi già intorno agli anni ’30 ’40: la scelta\, in primis\, delle tecniche quali la xilografia\, il tratto duro e deciso nelle figure che animano le sue stampe\, riportano alla memoria il gusto diretto a una forma di primitivismo tanto amato dai maestri tedeschi. \nNel 1943 avviene la grande frattura che segna indelebilmente Padova\, come artista ma soprattutto come uomo: deportato in Germania all’interno di un campo di concentramento dal quale riuscirà a fuggire quattro anni dopo. \nSeguirà un doloroso silenzio\, durato quasi un decennio\, ma è proprio nel successivo ritorno alla pittura\, attraverso soprattutto l’impiego del linguaggio espressionista\, che Padova riesce a dar voce al proprio tormento. \nLa mostra presenta\, dunque\, attraverso cinque sezioni\, la suggestione e l’ammirazione che Padova\, nella sua intera carriera\, ebbe dei grandi maestri\, da Munch e Heckel e a Kirchner passando per i post impressionisti e giungendo\, infine\, verso l’informale europeo e americano\, sfociando in una innovativa e del tutto personale rielaborazione del linguaggio contemporaneo. \nGoliardo Padova. La forma del tormento \na cura di Giulia Castagnetti e Giulia Ferrari \nCSAC\, Università di Parma \nAbbazia di Valserena \nStrada Viazza di Paradigna\, 1\, 43123 Parma PR \n  \nApertura mostra: 4 marzo 2023 – 16 aprile 2023 \nOrari di apertura museo: \nvenerdì 9 – 15 | sabato e domenica 10 – 19 \nDa martedì a giovedì visite guidate su appuntamento. \nLaboratorio didattico: La forma del colore: esperienza didattica sulle opere di Goliardo Padova\, \nPer famiglie: sabato 1 e domenica 2 aprile\, ore 15 e ore 16\, su prenotazione \nPer scuole: 27-31 marzo\, su prenotazione \nInfo e prenotazioni: \ntel. 0521 903649 \ne-mail csac@unipr.it\, servizimuseali@csacparma.it \nsito: https://www.csacparma.it/goliardo-padova-la-forma-del-tormento/
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SUMMARY:4 e 11 marzo: visite guidate all'Abbazia di Valserena
DESCRIPTION:L’Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi – AISAC prosegue la propria attività di diffusione e divulgazione del patrimonio culturale cistercense offrendo due visite guidate speciali all’Abbazia di Valserena\, sede del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma. \nIl primo appuntamento sarà sabato 4 marzo e il secondo sabato 11 marzo\, sempre alle 16. \nLe visite saranno focalizzate sulla conoscenza delle caratteristiche architettoniche del complesso monastico originario e sulla storia dell’insediamento di Valserena. Il percorso\, della durata di circa un’ora\, si svilupperà all’interno dei vari ambienti attraversando gli archivi dello CSAC e\, per la prima volta\, includerà la scoperta dei locali dell’ala settecentesca chiusi al pubblico e destinati alle camere per i monaci. \nPer motivi logistici e di sicurezza sarà ammesso un numero limitato di persone\, che saranno condotte da esperti di storia e architettura cistercense e volontari e volontarie dell’Associazione. \nL’ingresso è gratuito\, è obbligatoria la prenotazione. \nLe prenotazioni per entrambi gli appuntamenti si chiuderanno venerdì 3 marzo alle 12 \nInfo e prenotazioni\ne-mail info@abbaziecistercensi.it
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SUMMARY:Lenz per i Musei dell'Ateneo: videoinstallazione fino 16 marzo
DESCRIPTION:Continuano gli appuntamenti nei Musei dell’Ateneo con Morfologie del Paesaggio – Reidratazioni performative del presente urbano\, progetto di collaborazione tra Lenz Fondazione e Università di Parma per la valorizzazione degli spazi e delle collezioni museali di Ateneo con la creazione di ambienti performativi\, visuali e sonori contemporanei\, curati e realizzati da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto. \nDal 14 al 16 marzo\, al Museo di Paleontologia\, sarà la volta della videoinstallazione tratta da NUMERI – secondo capitolo del progetto SACRE SCRITTURE interpretato dal poeta e attore Marcello Sambati\, potente imagoturgia realizzata sugli spiaggioni del Po in secca durante i torridi mesi estivi\, che si pone come emblema di una riflessione/azione sull’essere umano al tempo della sua massima crisi e delle sue minime prospettive di sopravvivenza. \nLa ricerca di Lenz sui testi sacri è iniziata con La Creazione\, opera ispirata alla Genesi e alle contemporanee visioni sull’origine della materia e dell’Universo\, dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande dei fondamentali della vita\, fin qui conosciuta. Idealmente riferito al Libro dei Numeri come quarto libro dell’Antico Testamento. \nNumeri è una riflessione/azione sull’essere umano al tempo della sua massima crisi e delle sue minime prospettive di sopravvivenza\, al termine di un progressivo deteriorarsi del suo spazio vitale\, nell’era geologica attuale\, in cui l’omeostasi dell’ecosistema è stata compromessa. Diverse sono le immagini imponenti contenute nei capitoli\, la nube sopra la tenda di Dio\, le trombe d’argento\, la giovenca rossa\, il serpente di bronzo\, l’asina\, le conseguenze contenute nelle nuove leggi. Immagini e situazioni che configurano diverse affinità con il nostro presente\, così precario sui principi\, sul rispetto della terra\, timoroso delle diversità e propenso più a chiudersi che ad aprirsi al rischio del nuovo. \nLa valorizzazione del patrimonio paesaggistico e museale può essere realizzata attraverso esperienze dal forte carattere innovativo\, in una sinergia feconda capace di far leva sulle potenzialità artistiche naturalmente insite negli spazi e nei luoghi. I beni che costituiscono le collezioni dei Musei dell’Ateneo di Parma\, veri tesori nei palazzi dell’Università\, raccontano la storia della conoscenza\, dell’approccio alle diverse discipline\, delle scoperte\, dei metodi di indagine e rappresentano un’eredità importantissima dal punto di vista sia del bene storico sia del bene scientifico. È su questo che si fonda il progetto di Lenz e Università di Parma. \nDopo le numerose esperienze di rivisitazione scenica e performativa in diversi complessi monumentali (dalla Reggia di Colorno alla Pilotta\, dal Museo Archeologico di Parma alla Rocca di San Secondo e a molti altri spazi\, compresa l’Abbazia di Valserena sede del Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma)\, con Morfologie del Paesaggio – Reidratazioni performative del presente urbano Lenz Fondazione continua a generare una riattivazione estetica del patrimonio storico attraverso i segni artistici contemporanei. \nNella visione estetica ed etica di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto la reidratazione artistica è capace di agire come un processo di ‘restauro’ degli edifici e delle opere in essi contenuti. Nel raccontare la storia dei saperi e della ricerca\, questi beni rappresentano un’eredità culturale e scientifica di enorme portata a disposizione della comunità universitaria e locale\, un’inestimabile enciclopedia pluridimensionale da conoscere\, utilizzare e scoprire: anche attraverso nuove forme di fruizione immersiva\, che trasfigurano il luogo con il potere immaginifico dell’arte. \nDopo un’anteprima rappresentata dalla performance di e con Monica Barone UMANO\, DISUMANO\, POSTUMANO\, prodotta da Lenz Fondazione al Museo di Storia Naturale dell’Ateneo nel settembre 2022\, nel 2023 il progetto entra nel vivo di un programma composito (dalle live performance alle videoinstallazioni\, dai seminari agli incontri con le studentesse e gli studenti\, dalle residenze artistiche alle opere in streaming) e ramificato\, poiché si realizzerà in luoghi diversi: dalla sede centrale dell’Università (con il Museo Bottego e l’Aula dei Filosofi) fino al Campus Scienze e Tecnologie\, con il Museo di Paleontologia\, e al Chiostro della Biblioteca universitaria dei Paolotti. \nIl 21 marzo\, giornata internazionale delle persone con Sindrome di Down\, alle 21 nell’Aula dei Filosofi della sede centrale dell’Università di Parma\, andrà in scena HAMLET SOLO\, rielaborazione performativa contemporanea dell’Amleto di Shakespeare\, con protagonista Barbara Voghera\, attrice sensibile portatrice di sindrome di Down\, da oltre vent’anni preziosa presenza identitaria dell’ensemble storico di Lenz. \nROOMS/Incontri d’introduzione alle opere in programma sono calendarizzati il 1° marzo alle 17 e il 14 marzo alle 16 al Museo di Paleontologia del Campus Scienze e Tecnologie e il 20 marzo alle 17 nell’Aula dei Filosofi della sede centrale dell’Università. \nIl 5 e il 6 luglio alle 21 al Chiostro dei Paolotti Monica Barone\, danzatrice dotata di una grande sensibilità performativa maturata nel rapporto con la propria specificità fisica\, interpreterà IPHIGENIA IN TAURIDE\, opera di Lenz esito di una triplice ispirazione: il dramma di Goethe Iphigenie auf Tauris (1787)\, l’opera di Gluck Iphigénie en Tauride (1779) e la storica azione di Joseph Beuys Titus-Iphigenie del 1969. \nIn autunno il progetto arriverà alla sua ultima tappa con la quarta azione del progetto BESTIARIO_FEMMINILE ANIMALE\, Natura Dèi Teatri 02\, imperniato sulla creazione di rapporti di affinità artistica o ‘parentela’ con 12 artiste nel triennio 22_24. Nella quarta azione l’artista Muna Mussie sarà impegnata in una residenza sul dialogo tra persone cieche e vedenti attraverso il metodo di scrittura e lettura Braille e il Ricamo\, che culminerà in una performance il 12 e il 13 ottobre alle 18 alla Sala Bottego del Museo di Storia Naturale. \nInfine\, il progetto si estende ad altri luoghi di primo piano del presente urbano\, come il WOPA- Workout Pasubio e la Galleria San Ludovico\, nei quali Lenz realizzerà lungo tutto il 2023 performance\, incontri e laboratori. \nLa valorizzazione del patrimonio paesaggistico e monumentale del territorio in cui opera dal 1985 è una delle dorsali fondative del macro-progetto triennale 2022 → 2024 di Lenz Fondazione\, intitolato Nuove Geosofie e nuovi Bestiari nel Teatro di Lenz. \n*** \nCALENDARIO \n[ LA CREAZIONE_ORATORIO ]\nProgetto Sacre Scritture\nInstallazione visuale + performance \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nInterpreti | Valentina Barbarini e Victoria Vasquez Jurado (soprano)\nMusica | Andrea Azzali\, Franz Joseph Haydn \nMuseo di Paleontologia_Campus Scienze e Tecnologie Università di Parma\nmercoledì 1 marzo ore 17.00 RooM | Incontro con studenti\nmercoledì 1 marzo ore 18.00 LA CREAZIONE_ORATORIO performance\ngiovedì 2 marzo ore 18.00 LA CREAZIONE_ORATORIO performance \nINGRESSO GRATUITO \n***\n[ NUMERI ]\nProgetto Sacre Scritture\nVideoinstallazione \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nMusica | Andrea Azzali\nVoice over | Marcello Sambati \nMuseo di Paleontologia_Campus Scienze e Tecnologie Università di Parma\nmartedì 14 marzo ore 16.00 RooM | Incontro con studenti\n14-15-16-17 marzo ore 16.00-19.00 NUMERI videoinstallazione \nINGRESSO GRATUITO \n***\n[ HAMLET SOLO ]\nInstallazione visuale + performance \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nMusica | Andrea Azzali\nInterprete | Barbara Voghera \nAula dei Filosofi_Università di Parma\nlunedì 20 marzo ore 17.00 RooM | Incontro con studenti\nmartedì 21 marzo ore 21.00 HAMLET SOLO performance \nBIGLIETTO: € 8 RIDOTTO STUDENTI | € 12 INTERO \n***\n[ IPHIGENIA IN TAURIDE ]\nVideoinstallazione e performance \nCreazione di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto\nInterprete | Monica Barone\nMusica | Christoph Willibald Gluck \nChiostro dei Paolotti\nmercoledì 5 luglio ore 21.00\ngiovedì 6 luglio ore 21.00 \nBIGLIETTO: € 8 RIDOTTO STUDENTI | € 12 INTERO \n***\n[ FÒRO FÒRO ]\nLaboratorio + residenza + performance \nProgetto NDT.02_Parentele\nParentela 4_Muna Mussie \nSala Bottego del Museo di Storia Naturale_Università di Parma\ngiovedì 12 ottobre ore 18.00\nvenerdì 13 ottobre ore 18.00 \nINGRESSO GRATUITO \nIl calendario completo. \nPer informazioni e prenotazioni: Lenz Teatro\, Via Pasubio 3/e\, Parma\, tel. 0521 270141\, mob. e WhatsApp 335 6096220 – mail info@lenzfondazione.it  –  www.lenzfondazione.it
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SUMMARY:Al Palazzo delle Acque aperta la mostra "Le forze delle acque. Governare il Grande fiume: mito\, identità\, strumenti"
DESCRIPTION:Aperta fino al 21 marzo la mostra “LE FORZE DELLE ACQUE. Governare il Grande fiume: mito\, identità\, strumenti” allestita all’interno del Palazzo delle Acque\, in strada Garibaldi 75\, Parma. \nLa mostra è organizzata da AIPO\, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile\, ARPAE (Agenzia regionale per la prevenzione\, l’ambiente e l’energia dell’Emilia Romagna)\, Autorità del Bacino distrettuale del fiume Po e Università degli Studi di Parma. \nL’esposizione\, che si sviluppa all’interno dell’intero palazzo\, su quattro piani\, lungo i corridoi e gli spazi di lavoro degli Enti presenti\, è visitabile solo su prenotazione. \nIl Sistema Museale di Ateneo partecipa alla mostra con un “prestito” d’eccezione: il Cranio di Bison priscus (bisonte delle steppe) del Quaternario (Pleistocene). \nPer visitare l’esposizione occorre prenotare telefonando al numero 3389225086 o scrivendo una email ad artificio@gmail.com \nOrario di visita:\nmartedì e giovedì: turni alle ore 14.00 e 16.15\nmercoledì: turno alle ore 9.00 e 11.15\nvenerdì: turni alle ore 9.00\, 11.15\, 14.00\, 16\,15. \nLa mostra\, curata da Dario Costi e Carlo Mambriani\, costituirà un’occasione di approfondimento sui diverso aspetti\, storico\, culturale\, territoriale\, ambientale\, connessi alla natura e alle vicende del Po e dei suoi affluenti\, nonché sul ruolo passato e presente delle Istituzioni deputate alla loro governance. \nQuello che a ragione si può definire “Palazzo delle Acque” – ovvero lo storico edificio di barriera Garibaldi già sede del Magistrato per il Po e del Genio civile – è un luogo che non tutti i cittadini conoscono\, così come le nuove denominazioni e le recenti riarticolazioni amministrative assunte dall’Autorità e dalle Agenzie che hanno giurisdizione sul bacino del fiume Po e che si occupano di un settore di intervento pubblico che comporta notevoli attenzioni politiche e ingenti risorse economiche\, con notevole impatto\, sia nella quotidianità sia nelle emergenze\, per milioni di cittadini. \nIl percorso espositivo si svilupperà sui cinque piani del palazzo e sarà articolato in 8 sezioni tematiche. Le straordinarie collezioni di cartografie antiche e strumentazioni storiche e il patrimonio di competenze tecnico-scientifiche che costituiranno il fulcro dell’esposizione consentiranno al grande pubblico di ripercorrere\, da un lato\, eventi\, personaggi e tecniche impiegate nei secoli dagli abitanti del bacino padano nel tentativo di sfruttare e governare il Po e i suoi tributari; dall’altro\, di comprendere il complesso mondo dell’amministrazione fluviale\, dedicati alla sicurezza del territorio\, alla gestione delle calamità\, ai progetti di valorizzazione naturalistica e paesaggistica\, inserito nel contesto internazionale a scala europea. \nL’esposizione si articola in otto sezioni: \nSez. 1 – IL PALAZZO DELLE ACQUE\, a cura di Fabio Stocchi\, dedicata al cantiere dell’edificio e alla ricostruzione delle vicende storico-architettoniche che hanno interessato il settore Nord-Est di Parma. \nSez. 2 – LA GESTIONE DEL FIUME\, dove saranno presentati l’assetto attuale dei quattro Enti deputati al governo del Po e la loro storia. \nSez. 3 – IL FUTURO DELLA MEMORIA\, a cura di Monica Branchi\, Lucia Masotti\, Simona Patrizi\, Fabio Stocchi\, dedicata all’esposizione dei materiali d’interesse storico (cartografie\, libri\, fotografie\, strumenti di misura dalle collezioni degli Enti) e alla loro prospettiva contemporanea. \nSez. 4 – LA COSTRUZIONE DEL MITO\, a cura di Paolo Barbaro \, Guido Conti\, Davide Papotti\, affronta la dimensione culturale del Po interpretata attraverso la fotografia\, il cinema\, la geografia culturale\, la letteratura\, l’arte e l’architettura. \nSez. 5 – I PAESAGGI DELLA NATURA\, dedicata ai caratteri e alle specificità degli habitat presenti lungo il Grande fiume. \nSez. 6 – LA PIANURA DEL PO TRA LE ALPI E L’ADRIATICO\, analizza gli aspetti geologici\, idraulici e ambientali dei vari tratti del Po; i temi delle piene e delle magre del fiume\, con una panoramica sulle strumentazioni\, antiche e moderne\, per il monitoraggio delle portate del Grande fiume. \nSez. 7 – I GRANDI FIUMI D’EUROPA\, offre un’analisi delle azioni di promozione turistica\, marketing territoriale e governance attuate lungo i maggiori corsi d’acqua del continente europeo. \nSez. 8 – IL PROGETTO\, principalmente dedicata al progetto per la rinaturazione del Po elaborato da WWF Italia e ANEPLA in collaborazione con AIPo e ADBPo\, inserito dal Ministero della Transizione Ecologica nel PNRR. \nComitato scientifico della ricerca: Dario Costi\, Carlo Mambriani (coordinatori\, Università degli Studi di Parma)\, Paolo Barbaro\, Marco Capra\, Alessandro Chelli\, Isotta Cortesi\, Giulio Iacoli\, Rita Messori\, Paolo Mignosa\, Davide Papotti\, Davide Persico\, Pierluigi Viaroli\, Michele Zazzi (Università degli Studi di Parma)\, Lucia Masotti (Università degli Studi di Verona)\, Guido Conti. \nEnti promotori: AIPo – Agenzia interregionale per il fiume Po\, Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile\, Agenzia regionale per la prevenzione\, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna\, Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po\, Università degli Studi di Parma
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SUMMARY:Le Violette di Maria Luigia: sabato 25 e domenica 26 marzo\, Orto Botanico
DESCRIPTION:Torna\, all’Orto Botanico\, l’evento dedicato alla Violetta di Parma. \nGrazie alla bella stagione e alla dedizione dei nostri giardinieri\, nelle aiuole dell’Orto\, sono fiorite le Violette di Maria Luigia. \nPer l’occasione\, sabato 25 e domenica 26 marzo\, l’Orto Botanico sarà aperto con un ricco programma di visite guidate\, osservazioni al microscopio e conferenze. \nDurante l’evento\, sarà possibile visitare il Museo di Storia Naturale\, che si trova all’interno dell’Orto Botanico. \nSarà anche possibile acquistare fiori e piante messi a disposizione dagli Amici dell’Orto Botanico di Parma. \nL’evento è organizzato in collaborazione con gli Amici dell’Orto Botanico di Parma \nIl programma: \nSabato 25 marzo\nore 11 e ore 14 – Alla scoperta della primavera in Orto. Visite guidate.\nore 15 e ore 17 – Microcosmo vegetale. Osservazioni al microscopio di fiori\, semi e dintorni.\nore 16 – Indagine su una viola: la dottoressa Anna Torelli presenta l’evoluzione e la genetica di un fiore unico. \nDomenica 26 marzo\nore 11\, ore 15 e ore 16.30 – Alla scoperta della primavera in Orto. Visite guidate. \nDove: Orto Botanico\, Strada Farini\, 90 – Parma\nQuando: sabato 25 e domenica 26 marzo – ore 10 – 18. \nIngresso libero. \nScarica la locandina \n 
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SUMMARY:Lettura magistrale di Ivano Dionigi: disponibile il filmato
DESCRIPTION:Lettura magistrale “Prometeo incontra Socrate. L’umanesimo necessario” del prof. Ivano Dionigi: disponibile il filmato. \nPer chi fosse stato impossibilitato ad assistere alla lettura magistrale “Prometeo incontra Socrate. L’umanesimo necessario” del prof. Ivano Dionigi\, tenutasi il 1 marzo scorso in occasione dell’apertura del Corso di Anatomia I\, è disponibile (fino al 3 aprile) il filmato dell’evento. \n  \n 
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SUMMARY:Martedì 9 maggio ultimo appuntamento per "Martedì... Orto che parla"
DESCRIPTION:Anche per questa primavera siamo arrivati all’ultimo appuntamento di “Martedì… Orto che Parla“\, la serie di incontri intorno alla botanica con esperti e docenti\, organizzati dall’associazione Amici dell’Orto Botanico di Parma. \nIn questa nuova edizione si è parlato e si parla di ecosistemi e specie particolari\, cambiamenti della flora e del clima\, piante e alimentazione \nMartedì 9 maggio è in programma “Ecologia delle piante in ambiente alpino” a cura di Marcello Tomaselli\, già docente di Botanica ambientale e applicata\, Università di Parma \nTutti gli incontri si svolgono presso l‘Orto Botanico in Strada Farini\, 90\, con inizio alle ore 17.30 \nCapienza massima: 40 posti\nE’ consigliata la prenotazione scrivendo ad amiciortobotanico@gmail.com \nIl Programma: \nMartedì 4 aprile: “Viole dipinte” a cura di Eles Iotti\, storica dell’arte: \nMartedì 11 aprile: “Cambiamenti nella flora del Parmense dal Passerini ai giorni nostri” a cura di Michele Adorni e Luigi Villani\, esperti in botanica ambientale \nMartedì 18 aprile: “Chiare\, fresche et dolci piante. Vegetazione urbana e isole di calore” a cura di Barbara Gherri e Renato Bruni\, Università di Parma. In collaborazione con KilometroVerdeParma \nMartedì 2 maggio: “Fitoalimurgia. Tradizione popolare\, storia e attuali prospettive tra tra moda e conoscenza” a cura di Villiam Morelli\, docente di fitoalimurgia presso ALMA\, Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno \nMartedì 9 maggio: “Ecologia delle piante in ambiente alpino” a cura di Marcello Tomaselli\, già docente di Botanica ambientale e applicata\, Università di Parma \nScarica la locandina
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SUMMARY:Allo Csac la mostra "Antonio Sansone. Rituali d'Europa". Inaugurazione sabato 29 aprile.
DESCRIPTION:Inaugura sabato 29 aprile alle ore 10\, al Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, CSAC\, la  mostra “Antonio Sansone. Rituali d’Europa“. \n\n\nCon la mostra Antonio Sansone. Rituali d’Europa\, la cui inaugurazione è in programma per sabato 29 aprile alle 10\, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma prosegue la serie di esposizioni allestite nella Sala delle Colonne\, caratterizzate dalla proposta di approfondimenti condotti da conservatori e collaboratori del Centro su temi specifici\, quale esito di ricerche sui vari archivi\, e dalla particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e finanziaria\, resa possibile grazie alle diverse competenze culturali\, progettuali e tecniche presenti allo CSAC. \nIn occasione della XVIII edizione del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia “EUROPE MATTERS – Visioni di un’identità inquieta”\, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione propone un’indagine all’interno del Fondo Antonio Sansone\, orientata alla definizione e ricostruzione di alcuni dei grandi mutamenti che hanno caratterizzato la storia\, i confini e le differenti identità europee nella seconda metà del Novecento. \nAntonio Sansone (Napoli\, 1929 – Fara Sabina\, 2008) è stato uno dei più significativi esponenti del fotogiornalismo di impegno civile del secondo dopoguerra. Dopo aver lasciato la professione medica fonda\, con il fratello Nicola\, Caio Garrubba\, Franco Pinna ed altri\, l’agenzia Realfoto. La sua è una visione militante\, organica alla sinistra storica e alla Nuova Sinistra e le sue fotografie vengono regolarmente pubblicate su periodici italiani e internazionali. Nel 2003 cede il suo intero archivio\, 230.000 immagini tra negativi\, diapositive e stampe\, alla Sezione Fotografia dello CSAC dell’Università di Parma. \nIl sondaggio dell’archivio rivela una storia che si estende ad un contesto ben più ampio di quello suggerito dalle più note immagini del fotoreporter: certamente le vivide indagini su Napoli\, i volti della politica italiana\, ma anche il racconto indocile dei paesi che si dicevano di “oltrecortina”\, dove ai rituali delle ufficialità – che scopriamo non così differenti da quelli dell’altro occidente – Sansone accosta ricerche sulla quotidianità e sui fermenti che percorrevano l’Europa\, dall’Irlanda alla Francia\, all’Ungheria\, la Cecoslovacchia\, la Romania\, senza trascurare i conflittuali processi di decolonizzazione degli stati africani fino a poco tempo prima sotto il dominio europeo. \nL’esposizione intende mettere in luce questo spaccato dell’archivio Sansone\, ricostruendo alcuni dei più interessanti viaggi del fotoreporter in un’Europa ancora in costruzione\, la cui identità frammentata e inquieta è documentata e raccontata attraverso i reportage delle manifestazioni di piazza\, le immagini degli avvenimenti\, dei volti ufficiali della politica\, delle celebrazioni religiose\, dei luoghi di aggregazione\, del tempo libero\, del consumo. \nLa corrispondenza professionale\, come le lettere di ingaggio\, viene esposta insieme a documenti\, ai tesserini stampa\, ma soprattutto ai provini a contatto degli interi servizi\, a restituire la complessità del viaggio\, del lavoro e del racconto. Non si tratta solo di una ricostruzione storica\, geografica\, politica dell’Europa tra gli anni Cinquanta e Ottanta – ancora segnata dal secondo conflitto mondiale e molto diversa da quella che conosciamo oggi – ma anche dell’espansione\, attraverso le decine di immagini che componevano i reportage\, di una narrazione giunta a noi quasi sempre in forma di fotografie singole\, quelle concesse e selezionate dalla stampa periodica\, il territorio nel quale si snoda il lavoro del fotografo\, la sua proposta\, attraverso una selezione di immagini pregnanti\, di una visione del mondo altra rispetto a quella dell’informazione governativa. \nANTONIO SANSONE. RITUALI D’EUROPA\na cura di Paolo Barbaro e Margherita Zazzero\n29 aprile 2023 – 11 giugno 2023 \nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna\, 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo:\nVenerdì 9.00 – 15.00\nSabato\, domenica 10.00 – 19.00 \nPer informazioni e prenotazioni:\nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\ncsac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903649 \n  \n\n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:International Museum Day 2023: Musei\, Sostenibilità e Benessere. Giovedì 18 maggio\, Orto Botanico
DESCRIPTION:Torna\, il 18 maggio\, la Giornata Internazionale dei Musei. \nDal 1977\, l’ICOM organizza\, a livello mondiale\, la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD)\, scegliendo ogni volta un tema specifico.\nOgni anno i musei di tutto il mondo\, per celebrare la ricorrenza\, programmano eventi con l’obiettivo di evidenziare l’importanza del ruolo dei Musei come istituzioni al servizio della società e del suo sviluppo. Lo scopo della Giornata Internazionale dei Musei è diffondere la consapevolezza che i Musei sono un importante messo di scambio culturale\, arricchimento delle culture e sviluppo di comprensione reciproca\, cooperazione e pace fra i popoli. \nCome evidenziato nella Risoluzione ICOM “Sulla sostenibilità e l’attuazione dell’Agenda 2030\, trasformare il nostro mondo” (Kyoto\, 2019)\, tutti i Musei svolgono un ruolo nel modellare e realizzare futuri sostenibili e possono farlo tramite programmi educativi\, mostre\, sensibilizzazione della comunità e ricerca. \nIl tema della Giornata Internazionale dei Musei per il 2023 è “Musei\, Sostenibilità e Benessere“ \nAnche i Musei dell’Ateneo partecipano alla Giornata Internazionale dei Musei con una mattinata di incontri in programma per giovedì 18 maggio dalle ore 9.00 presso l’Orto Botanico (strada Farini\, 90)\, Sala don Boarini. \nIl programma dell’evento:\nore 9.00 – 9.10:  Presentazione di Alessia Bacchi\, Delegata del Rettore per le Attività Museali\nore 9.10 – 9.30:  “Presentazione delle attività dell’Orto Botanico” a cura di Renato Bruni\, Direttore dell’Orto                                               Botanico\nore 9.30 – 9.50: “Nuove prospettive 2023-2024 per fruibilità e ricerca scientifica del Museo Biomed” a cura\ndi Roberto Toni\, Direttore scientifico Biomed\, e Fulvio Barbaro\, responsabile collezioni Biomed\nore 9.50 – 10.20: “Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma: nella rievocazione del passato la chiave di                                      volta per il Museo del futuro” a cura di Davide Persico\, Direttore del Museo di Storia Naturale\nore 10.20 – 10.40: “Ambiente archivio: per un nuovo modello di sostenibilità” a cura di Margherita Zazzero\, CSAC –                                   Centro Studi e Archivio della Comunicazione\nore 10.40 – 11.00:  “Avvicinare il pubblico alla sostenibilità attraverso il Museo di Cristallochimica” a cura di\nAlessia Bacchi\, Direttrice del Museo di Cristallochimica \nDove: Orto Botanico\, Strada Farini\, 90 – Sala don Boarini\nQuando: giovedì 18 maggio dalle ore 9.00 alle ore 12.00 \nScarica la locandina \n  \n  \n 
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SUMMARY:Lunedì 29 maggio: presentazione dei progetti di restauro e riqualificazione dell’Orto Botanico
DESCRIPTION:Lunedì 29 maggio alle 18.30\, nella sede dell’Orto Botanico dell’Università di Parma\, strada Farini 90\, è in programma la presentazione dei progetti di restauro e riqualificazione dell’Orto. Progetti che grazie a fondi pubblici e privati mirano a fare dell’Orto Botanico dell’Ateneo un significativo e rinnovato polo culturale\, ambientale\, sostenibile\, risorsa e punto di riferimento per la città e non solo. \nInsieme all’Ateneo ci saranno i partner che l’affiancano in questa importante iniziativa e naturalmente i progettisti. \nInterverranno il Rettore Paolo Andrei \, il Sindaco Michele Guerra\, il Direttore scientifico dell’Orto Botanico Renato Bruni\, il Presidente di Fondazione Cariparma Franco Magnani\, il Presidente di “Parma\, io ci sto!” Alessandro Chiesi e Giovanna Usvardi\, Global Communication & External Relations Head del Gruppo Chiesi. \nLa presentazione è a inviti\, chiusa al pubblico. \nSegui la presentazione:
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SUMMARY:Il nuovo Orto Botanico
DESCRIPTION:Aperta\, da martedì 30 maggio\, l’esposizione dei progetti di restauro e valorizzazione dell’Orto Botanico\, progetti di ampio respiro che puntano a fare dell’Orto Botanico dell’Università di Parma non solo un rinnovato giardino ma un polo culturale\, ambientale\, sostenibile\, risorsa e punto di riferimento per la città e non solo. \nDue sono gli interventi che\, nei prossimi mesi\, interesseranno l’area dell’Orto Botanico: \nil progetto di valorizzazione del giardino storico\, finanziato\, nell’ambito del progetto PNRR “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”\, del Ministero della Cultura. L’opera\, che riguarda la sistemazione del verde\, è finalizzata al rispetto della biodiversità\, minimizzando i costi di gestione idrica ed energetica. Il filo conduttore dell’intervento è la coerenza: le esigenze vegetazionali\, naturalistiche e ambientali delle piante sono prevalenti su altri aspetti e l’intero giardino deve poter agire da “ambasciata botanica” del territorio\, da piattaforma di dialogo per rinforzare l’educazione a un’osservazione non antropocentrica del mondo.\nIl progetto tiene in massima considerazione le esigenze ecologiche e naturalistiche del luogo\, minimizzando il consumo di suolo e riducendo l’impatto sugli apparati radicale che insistono sul giardino. L’intervento prevede il rifacimento dei percorsi\, la realizzazione di un impianto di irrigazione\, la creazione di nuove aiuole a bassi requisiti idrici\, la sistemazione delle roccere e zone umide\, l’edificazione di una nuova serra per poter esporre la collezione delle succulente\, oggi non visitabile.\nLa progettazione è a cura di A+C_Architettura e Città Studio Associato \nil progetto di restauro delle serre storiche e della Scuola di Botanica\, che si giova di un fondamentale impulso da parte di “Parma\, io ci sto!”\, è cofinanziato da Università di Parma\, Ministero dell’Università e della Ricerca\, Fondazione Cariparma e Gruppo Chiesi.\nGrazie agli sponsor\, verranno restaurate e ripristinate le Serre Ferdinandee (risalenti alla fine del Settecento) e l’ottocentesca Scuola di Botanica. Quest’ultimo edificio sarà destinato ad accogliere le collezioni di erbari storici\, la biblioteca storica e un piccolo museo botanico. Le serre borboniche saranno ripristinate nelle loro strutture originarie\, con l’eliminazione delle strutture postume e il ritorno al disegno originale della Scuola del Petitot. I nuovi impianti garantiranno il massimo risparmio energetico. Gli spazi non ospiteranno solo le piante\, ma saranno edifici polifunzionali\, in grado di essere utilizzati anche per esposizioni ed eventi. Accanto alle Serre Ferdinandee\, saranno aperti nuovi servizi al pubblico\, caffetteria\, luogo di incontro\, bookshop.\nLa progettazione è a cura di Studio Canali Associati \nI progetti sono stati presentati lunedì 29 maggio nella storica sede di via Farini alla presenza del Rettore\, Paolo Andrei\, del sindaco Michele Guerra\, del Direttore scientifico dell’Orto Botanico Renato Bruni\, del Presidente di Fondazione Cariparma Franco Magnani\, il Presidente di “Parma\, io ci sto!” Alessandro Chiesi e Giovanna Usvardi\, Global Communication & External Relations Head del Gruppo Chiesi\, oltre naturalmente ai progettisti Guido Canali e Paola Cavallini\, in rappresentanza dello Studio Canali Associati e di A+C_Architettura e Città Studio Associato \nDove: serre dell’Orto Botanico\, Strada Farini\, 90\nQuando: da martedì 30 maggio a fine luglio
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SUMMARY:Anselmo Ballester. Volti ingombranti.
DESCRIPTION:Sarà inaugurata allo CSAC\, Centro Studi e Archivio della Comunicazione\, venerdì 23 giugno alle ore 18\, la mostra “Anselmo Ballester. Volti ingombranti”.\n\nLa mostra costituisce una nuova tappa nella serie di esposizioni allestite nella Sala delle Colonne dell’Abbazia di Valserena caratterizzate dalla proposta di approfondimenti condotti da conservatori e collaboratori del Centro su temi specifici\, esito di approfondite ricerche in archivio e dalla particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e finanziaria\, resa possibile grazie alle diverse competenze culturali\, progettuali e tecniche presenti allo CSAC.\n\nLa mostra resterà aperta al pubblico fino al 17 settembre 2023.\n\n\nDove: Sala delle Colonne – CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\,\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna\, 1 – Parma\nQuando: inaugurazione venerdì 23 giugno – ore 18.00\nOrari mostra: venerdì ore 9.00 -15.00; sabato e domenica ore 10.00-19.00\nInformazioni e prenotazioni: csac@unipr.it; servizimuseali@csacunipr.it; tel. +39 0521 903649
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SUMMARY:Giovedì 6 luglio: Iphigenia in Tauride di Lenz al Chiostro dei Paolotti
DESCRIPTION:Secondo capitolo\, giovedì 6 luglio alle ore 21\, del dittico dedicato al mito di Ifigenia ed esito di una triplice ispirazione: il dramma di Goethe Iphigenie auf Tauris (1787)\, l’opera di Gluck Iphigénie en Tauride (1779) e l’azione di Joseph Beuys Titus-Iphigenie (1969). \nMonica Barone\, con l’installazione scenica e la regia di Maria Federica Maestri e l’imagoturgia di Francesco Pititto \, porta in scena se stessa e la propria vita\, attraverso un rituale contemporaneo che necessita di danza oltre la parola\, oltre il gesto\, per essere libera di riscrivere la propria storia e per trasformare il mondo attraverso l’emersione di una lingua dal profondo. \nSola\, esiliata in una terra straniera in cui vigono usanze inumane\, Monica Barone vive come un’ombra in un bosco sacro\, custode muta del santuario dedicato a Diana\, la dea che impietosita l’aveva salvata anni prima da un tragico destino di morte\, vittima innocente della violenza del padre. \nL’evento\, dal titolo\, Iphigenia in Tauride\, è costituito da una videoinstallazione e da una performance teatrale e si svolgerà nel Chiostro dei Paolotti. \nDrammaturgia e imagoturgia | Francesco Pititto\nInstallazione e regia | Maria Federica Maestri\nInterprete | Monica Barone\nMusica | Christoph Willibald Gluck\nNotazioni coreografiche | Davide Rocchi\nProduzione | Lenz Fondazione \nSpettacolo adatto a tutti\, a pagamento \nBiglietti:\n€ 12 intero\n€ 8 ridotto (under 30\, studenti\, dipendenti AUSL\, Carta DOC)\n€ 6 ridotto studenti e dipendenti UNIPR \nLenz Teatro\nVia Pasubio 3/e\, Parma\, tel. 0521 270141\nMob + WhatsApp 335 6096220\nMail info@lenzfondazione.it \nQuando: giovedì 6 luglio – ore 21.00\nDove: Chiostro dei Paolotti – Strada D’Azeglio\, 85 – Parma \n  \n 
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SUMMARY:I like Parma: gli eventi allo CSAC
DESCRIPTION:Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre\, diverse iniziative allo CSAC in occasione dell’iniziativa “I like Parma. Un patrimonio da vivere“. \nSABATO 30 SETTEMBRE\nPer chiudere l’esposizione Andrea Branzi. Racconti di design e le attività svolte dal giorno della inaugurazione\, è stato definito un programma di incontri e visioni che consentono ulteriori approfondimenti rispetto al tema della mostra: \nore 15:30 – Laboratorio didattico per famiglie (bambini 6-11 anni accompagnati da un adulto) “Personaggio-oggetto-plastico: narriamo il design”. \nore 16:00 – Visita guidata alla mostra di Andrea Branzi a cura di Francesca Zanella\, con Francesca Picchi. \nore 17:30 – Andrea Branzi. Mostra in forma di prosa\, video\, produzione Triennale di Milano\, luglio 2022\, proiezione del video (durata 36 minuti). \nore 18:00 – Andrea Branzi\, La musica contemporanea e il suo spazio. Incontro con Martino Traversa e Nicoletta Morozzi\, modera Francesca Zanella. \nMaggiori informazioni. \nDOMENICA 1° OTTOBRE\nTra le mura dell’Abbazia di Valserena\, ex abbazia cistercense oggi sede del Centro Studi e Archivi della Comunicazione\, si celano centinaia di anni di storia e di cambiamenti. Attraverso una serie di divertenti attività rivolte alle famiglie\, potremo scoprire tutti i segreti che hanno caratterizzato la storia di questo monumento storico. \nore 16:00 – Visita e laboratorio didattico per famiglie (bambini 6-11 anni accompagnati da un adulto) “Viaggio nel tempo: alla scoperta dell’Abbazia di Valserena”. \nIn entrambe le giornate\, dalle 10 alle 19 sarà possibile visitare le due mostre “Andrea Branzi. Racconti di Design” e “Anselmo Ballester. Volti ingombranti” (eccezionalmente prorogata finno al 1° Ottobre 2023!) con biglietto a tariffa ridotta (5€). Tutti gli eventi sono inclusi nel prezzo del biglietto. \nInfo e prenotazioni:\nTel: 0521903649\nemail: servizimuseali@csacparma.it
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SUMMARY:Dal 2 al 6 ottobre\, per I Like Parma\, musei aperti e la mostra "Cristalli in metamorfosi"
DESCRIPTION:Anche quest’anno il Sistema Museale di Ateneo\, nonostante la chiusura del Museo di Storia Naturale e dell’Orto Botanico legata ai lavori di riqualificazione\, aderirà alla manifestazione cittadina I Like Parma.\nDal 2 al 6 ottobre le scolaresche e tutti gli interessati potranno visitare gratuitamente i musei componenti il nostro Sistema\, accompagnati da guide esperte\, che li condurranno alla scoperta delle ricche collezioni possedute dall’Ateneo di Parma. \nOltre ai musei\, i visitatori potranno visitare presso il Parco Area delle Scienze\, la mostra “Cristalli in metamorfosi”\, allestita presso le aule espositive F e G del plesso 25 (Aule delle Scienze). \nI visitatori potranno accedere alla mostra dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 19:00\, l’accesso ai musei è invece subordinato a prenotazione da inoltrare a sistema.museale@unipr.it. 
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SUMMARY:Il festival "Il Rumore del Lutto" il 7 ottobre allo CSAC
DESCRIPTION:Inaugura\, sabato 7 ottobre\, la XVII edizione de “Il Rumore del Lutto Festival” presso l’Abbazia di Valserena\, in strada Viazza di Paradigna\, 1. \nIl pomeriggio musicale inizierà alle ore 17.00 con il suggestivo concerto “Welcome Black Night. Gala in Nero”. Il Coro Città di Parma si esibirà in concerto\, sotto la direzione del M° Simone Campanini\, regalandoci un’esperienza musicale indimenticabile. Ogni nota suonata e ogni accordo creato sarà un invito a lasciarci trasportare\, a lasciarci alle spalle le preoccupazioni e a immergerci completamente in un’esperienza trasformativa\, di puro piacere musicale. \nPrima del concerto\, dalle ore 15.00\, sarà possibile registrarsi e partecipare alle visite guidate alla scoperta dell’anima dell’antica Abbazia\, a cura di Maria Pia Branchi\, in collaborazione con AISAC – Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi. Sarà un’opportunità unica per immergersi nella storia e nella bellezza di questo luogo suggestivo. \nPer creare un’atmosfera elegante e raffinata sarà obbligatorio per l’evento il dress code total black\, . \nA seguire sarà presentato “Anastasis”\, un viaggio musicale unico e coinvolgente curato con passione da Marco Pipitone\, che vi condurrà ben oltre il tramonto. Con la sua maestria artistica\, Pipitone ci immergerà in un flusso sonoro avvolgente\, trasportandoci lontano dalle preoccupazioni quotidiane e permettendoci di immergerci nella bellezza della musica. Il titolo stesso\, “Anastasis”\, richiama l’idea di rinascita e trasformazione. \n\nAttraverso il Gala in Nero\, nelle diverse sfumature\, avremo l’opportunità di esplorare i nostri sentimenti più profondi e di abbandonarci alla magia delle note. Preparatevi ad essere catturati dalle melodie avvolgenti e dalle armonie coinvolgenti del meraviglioso Gala in Nero che ci guiderà oltre il tramonto\, permettendoci di connetterci con la bellezza della musica e scoprire nuove sfumature dell’animo umano. Unitevi a noi mentre solleveremo il velo della quotidianità immergendoci in un mondo di melodie incantevoli ed emozioni profonde. Il Gala in Nero in Abbazia sarà un’esperienza da non perdere\, un regalo musicale per rigenerarci e rinnovarci\, in uno speciale luogo di bellezza e meraviglia: l’Abbazia cistercense di Valserena. L’evento si svolgerà in collaborazione con CSAC Centro Studi Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, AISAC Associazione Italiana Siti e Abbazie Cistercensi e Festival VERDI OFF\, offrendoci una varietà di esperienze musicali di alta qualità. Non mancate a questa straordinaria serata di inaugurazione de Il Rumore del Lutto Festival\, che promette emozioni intense e momenti indimenticabili. Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme una esperienza unica! \n\nOre 15: visite guidate all’Abbazia di Valserena\nOre 17: Concerto del Coro Città di Parma \nDress code obbligatorio total black \nInfo e prenotazioni: irdlbiglietteria@gmail.com \nIngresso Up to You (decidi tu liberamente quanto pagare) \nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\nstrada Viazza di Paradigna\, 1 – Parma\nQuando: sabato 7 ottobre ore dalle ore 15 \nTutte le informazioni e il programma
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SUMMARY:Lenz: "FÒRO FÒRO" e "DECOLONIZZARE IL MUSEO"\, performance e seminario con Muna Mussie
DESCRIPTION:Appuntamento della XVII edizione del Festival di Lenz Natura Dèi Teatri e parte del progetto MORFOLOGIE DEL PAESAGGIO _ REIDRATAZIONI DEL PRESENTE URBANO\, con cui Lenz rigenera il patrimonio museale dell’Università di Parma attraverso il linguaggio visuale e artistico contemporaneo\, FÒRO FÒRO è la residenza/performance dell’artista eritrea Muna Mussie\, invitata da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto – un lavoro che trae ispirazione dal gioco della matassa analizzato da Donna Haraway\, che riconosce nelle “figure di filo” un’analogia con i processi di pensiero e di creazione\, pratiche pedagogiche e performance cosmologiche. Creare delle figure di filo significa passare e ricevere\, scegliere dei fili o lasciarli perdere\, fare e disfare\, tracciare e seguire una trama nel buio\, per iscrivere altre storie. \nFÒRO FÒRO è l’accadimento pubblico che segue le pratiche agite in Verso l’immagine\, laboratorio che mette in dialogo persone cieche e vedenti attraverso il Braille e il Ricamo\, due linguaggi differenti ma accomunati dall’imprimere una superficie\, rivelando un’immagine tattile. \nPer Lenz l’artista si esporrà nel fare e dire parole\, alludendo all’interscambio tra fòro\, luogo anticamente legato al ritrovo della comunità\, del commercio\, della politica e della giustizia\, e a fóro che rimanda a un buco da cui entrare e uscire. \nDopo un periodo di studio alla Sala Bottego del Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma\, l’artista condurrà la sua residenza a Lenz Teatro (via Pasubio 3/e Parma)\, dove si svolgerà sia la performance\, alle 19 il 12 e 13 ottobre\, sia il seminario di ricerca DECOLONIZZARE IL MUSEO (a partecipazione gratuita)\, alle 16.30 del 13 ottobre\, nell’ambito del quale Muna Mussie dialogherà con la studiosa Sofia Bacchini del Centro Studi Movimenti di Parma e Università L’Orientale di Napoli e con il Direttore del Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma Davide Persico su come ricostruire una cura dei beni sottratti alle soggettività non occidentali\, in un tentativo di riappropriazione della collezione zoologica eritrea Bottego attraverso un’analisi decoloniale. \nMuna Mussie (Eritrea 1978) inizia il suo percorso artistico nel 1998 formandosi e lavorando come attrice e performer con Teatrino Clandestino e Teatro Valdoca. Dal 2001 al 2005 è parte fondante del collettivo di ricerca Open. Tra le sue produzioni recenti\, l’installazione e performance Milite Ignoto (2015)\, le performance Oasi (2018)\, Curva (2019)\, Curva Cieca (2021) e PF DJ (2021)\, la performance Bientôt l’été (2021) sul nomadismo mentale e erranza\, e PERSONA (2022)\, incontro ad personam mediato dalla pratica del cucito. I recenti progetti Oblio (2021) e Oblio/Pianto del Muro (2022) introducono una ricerca sull’arte pubblica. \nFÒRO FÒRO è l’ottava azione del progetto triennale 22_24 BESTIARIO | Femminile Animale\, il progetto di Lenz che crea PARENTELE\, intese come riconoscimento di affinità e differenze e possibilità di coesistenza\, invitando dodici artiste e collettivi associati a co-produrre residenze\, progetti nazionali ed internazionali\, laboratori e seminari transdisciplinari che indaghino i temi dei ruoli di genere\, antispecismo\, ecofemminismo\, superamento dei dualismi. \nBiglietti \n12 euro intero \n8 euro ridotto (under 30\, studentesse\, studenti\, dipendenti AUSL\, Carta DOC) \n6 euro studentesse\, studenti e docenti università di Parma \nInformazioni e prenotazioni \nLenz Teatro \nVia Pasubio 3/e\, Parma\, tel. 0521 270141 \nMob + Whatsspp 335 6096220 \nMail info@lenzfondazione.it \nLenz Natura Dèi Teatri XXVII è un progetto di Lenz realizzato con il sostegno di: MiC Ministero della Cultura\, Regione Emilia-Romagna\, Comune di Parma\, AUSL Parma DAI SM-DP\, Università degli Studi di Parma – Sistema Museale d’Ateneo\, Fondazione Monteparma\, Fondazione Cariparma\, Chiesi Farmaceutici S.p.A.\, Intesa SanPaolo\, Lipu e con la collaborazione di: Lipu\, ParmaFrontiere\, Associazione Micro Macro\, Insolito Festival\, Segnali di Vita\, Il Rumore del Lutto\, SMA Sistema Museale di Ateneo Università di Parma\, Rete EBA\, Arts Council England\, British Council\, Istituto Italiano di Cultura di Londra\, Stopgap Dance Company\, DanceEast Company. Si ringrazia il fondo di beneficenza Intesa San Paolo
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SUMMARY:Walter Albini: la mostra allo CSAC fino al 14 aprile
DESCRIPTION:Csac – Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma\, inaugurata\,  sabato 14 ottobre 2023\, una mostra monografica volta a celebrare il genio\, la visione avanguardista e l’estro creativo di Walter Albini. \nLa mostra\, in programma fino al 23 dicembre\, intende restituire l’opera di Albini dagli esordi alle ultime collezioni realizzate nei primissimi anni Ottanta\, attraverso una selezione di materiali appartenenti al Fondo Archivistico Walter Albini conservato presso il Csac. \nIl Csac possiede infatti uno dei più esaustivi ed eterogenei fondi archivistici dello stilista\, comprensivo di circa cinquemila materiali progettuali; donato nel 1983 da Paolo Rinaldi e nel 1988 da Marisa Curti\, copre un arco cronologico che va dal 1967 circa al 1982.   \nI materiali progettuali spaziano dagli schizzi giovanili\, che presentano già in nuce la poetica dello stilista\, ai bozzetti preparatori\, sino ai disegni destinati alla progettazione delle Collezioni. Unitamente ai materiali elencati in mostra sarà presente una selezione di fotografie destinate alla promozione delle collezioni\, fotografie di sfilata e materiale pubblicitario. \nQuando: 14 ottobre – 23 dicembre\nDove: CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\, Abbazia di Valserena\, Via Strada Viazza Paradigna\, 1
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SUMMARY:Studenti di Rjieka in visita Museo di Matematica e Informatica
DESCRIPTION:Mercoledì 15 novembre il Museo di Matematica e Informatica ospiterà un gruppo di 40 studenti provenienti da Rijeka (Fiume\, Croazia).\n\nI ragazzi\, tutti fra i 17 e i 18 anni\, verranno guidati dal prof. Federico Bergenti\, Direttore Scientifico del Museo\, alla scoperta delle mostre “Pitagora e il suo teorema” e “La storia del personal computer“.
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SUMMARY:Nuovi eventi della mostra "Impronte": il documentario "Il seme del futuro" e la presentazione del libro "Meravigliose Creature"
DESCRIPTION:Fin dai primissimi giorni di apertura\, Impronte. Noi e le piante (noielepiante.it) ha catturato l’interesse di un numeroso pubblico di grandi e piccoli\, appassionati e neofiti\, curiosi e addetti ai lavori\, raccontando in modo inedito\, accurato e originale il rapporto inestricabile che lega uomo e natura. Sulla scia del grande interesse\, la mostra – realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines – affianca ai laboratori didattici e alle visite guidate anche un ulteriore calendario di iniziative speciali collaterali e diffuse. \nI primi appuntamenti avranno luogo in occasione di I Like Parma\, sabato 2 e domenica 3 marzo. Anticipata da una visita guidata con il curatore del progetto scientifico della mostra\, Renato Bruni (sold-out\, ma prenotabile a questo link in caso di rinunce dei partecipanti già in lista)\, l’estensione oraria straordinaria di sabato\, consentirà di visitare Impronte oltre l’orario abituale\, fino alle 22 (con ultimo ingresso 30 minuti prima)\, mentre domenica alle 16.30 si potrà assistere all’affascinante incontro Visitare una mostra da seduti. Renato Bruni racconta la genesi di Impronte\, dedicato alla letteratura botanica e preziosa occasione per immergersi e approfondire i temi dell’esposizione\, tra sapere scientifico e sensibilità umanistica. \nGli stessi ingredienti che tornano venerdì 8 alle 18 con la presentazione del libro “Il dubbio e il desiderio” (Electa\, 2023) di Silvia Bencivelli\, che ripercorrerà le principali tappe del vivace percorso biografico di Eva Mameli Calvino\, botanica vissuta tra il 1886 e il 1978 e madre di Italo\, destinato a diventare uno dei protagonisti della letteratura del Novecento. All’Auditorium Mattioli di Palazzo del Governatore\, l’autrice\, giornalista e divulgatrice scientifica dialogherà con Renato Bruni dando forma alla figura di una donna capace di distinguersi in un ambito\, quello scientifico\, all’epoca appannaggio dell’universo maschile. \nLa prospettiva dei ragazzi si aggiungerà poi a quella convenzionale con l’evento “Come ci vedono le piante\, e viceversa”. Sabato 16 e domenica 17 tra le 10 e le 13 e le 14 e le 17\, venti studenti dell’indirizzo “Turismo” dell’ITC Bodoni di Parma vestiranno gli speciali panni dei ciceroni botanici\, raccontando nelle sale di Palazzo del Governatore storie e approfondimenti legati ai materiali in mostra. \nE ancora\, passando al grande schermo\, giovedì 21 al Cinema D’Azeglio alle 18 è in programma la proiezione del documentario Il seme del Futuro\, nato per portare l’attenzione sui cambiamenti che la crisi climatica sta innescando nelle foreste alpine. Tra i più appassionati conoscitori di questo fragile e delicato ecosistema\, è il protagonista della pellicola\, lo scienziato ed esperto di gestione forestale Giorgio Vacchiano\, che è tornato nei boschi valdostani della sua infanzia alla ricerca delle chiavi per comprendere i profondi mutamenti in atto in quel territorio. Insieme a Renato Bruni\, sarà \nproprio lui a tracciare considerazioni e possibili soluzioni necessarie alla salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio boschivo e forestale. \nChiude la panoramica\, venerdì 22\, una seconda presentazione\, sempre presso l’Auditorium Mattioli; a intervenire questa volta è Stefano Mazzotti\, direttore del museo di storia naturale di Ferrara\, affiancato da Renato Bruni e Davide Persico\, direttore del museo di Storia Naturale dell’Università di Parma. Con lui il pubblico potrà conoscere le Meravigliose Creature (dal titolo del suo libro\, il Mulino\, 2024) che popolano il nostro pianeta\, viaggiando idealmente verso luoghi straordinari di inimmaginabile bellezza\, dalla Papua Nuova Guinea al Borneo\, dall’Himalaya al Mekong\, dallo Sri Lanka al Madagascar\, fino alle montagne della Tanzania\, acquisendo sempre maggiore consapevolezza dell’importanza di tutelare e preservare una simile ricchezza e diversità. \nDopo il programma Impronte Off – ideato da Interno Verde e promosso dall’associazione “Parma\, io ci sto!”\, di cui uno dei momenti salienti sarà la proclamazione del vincitore del concorso dedicato alla Botanica fantastica\, venerdì 1 marzo dalle 18 a Palazzo del Governatore – il palinsesto di Impronte si amplia di iniziative sempre più coinvolgenti e multidisciplinari. Un modo per intensificare ancor di più il dialogo già solido tra Parma e la sua Università\, sottolineato anche dall’avvio del recupero dell’Orto Botanico (in cui l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio quali Ministero dell’Università e della Ricerca\, Ministero della Cultura\, Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e “Parma\, io ci sto!”)\, uno dei fulcri cittadini e nazionali su cui imperniare comunicazione scientifica\, educazione e ricerca condivisa. \nTutti gli incontri\, a eccezione della visita guidata\, sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni sugli eventi speciali rivolgersi ai seguenti indirizzi mail:sistema.museale@unipr.it | info.cultura@comune.parma \n  \nImpronte. Noi e le piante prosegue fino a lunedì 1 aprile\, visitabile gratuitamente dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 19\, compresi i festivi. È realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma\, il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines e con il patrocinio e la collaborazione con dell’Università di Padova\, le Scienze e National Geographic. \nScarica il programma degli eventi speciali \nComunicato stampa  \nnoielepiante.it\nortobotanico.unipr.it\n#impronte\n#noieleopiante \nUfficio Stampa Mostra\nufficiostampa@exlibris.it \nUfficio stampa Università di Parma\nufficiostampa@unipr.it\n0521 904016 – 4050 – 6886 – 4010 \nufficio stampa Comune di Parma\nufficio.stampa@comune.parma.it\n0521 218206
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SUMMARY:Ultimi giorni per visitare la mostra "Impronte. Noi e le piante"
DESCRIPTION:Visitare una mostra e ritrovarsi a sfogliare un album di famiglia\, in cui a prendere vita sotto i nostri occhi non sono i ricordi privati ma le memorie collettive e cangianti dei nostri rapporti con le piante nel corso di oltre 6 secoli. A Parma\, nella splendida cornice di Palazzo del Governatore\, sabato 13 gennaio 2024 apre al pubblico Impronte. Noi e le piante\, esposizione unica nel suo genere che ripercorre in oltre 200 oggetti figurativi (erbari storici\, illustrazioni botaniche\, stampe in nature printing e xiloteche\, ma anche fotografie moderne e immagini ad alta tecnologia) il rapporto inesauribile che lega umanità e natura\, botanica e immagini\, scienza e arte. \nRealizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma e il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines\, Impronte dipana nelle sue 10 sezioni il filo della memoria naturale che da sempre l’uomo cerca di cogliere e fissare\, dalla carta degli erbari alle odierne immagini satellitari dei censimenti arborei\, passando per illustrazioni\, taccuini\, modellini e persino risonanze magnetiche e sguardi ai raggi X. Al centro\, ideale e concreto raccordo tra le epoche\, l’installazione audiovisiva Artificial Botany\, a cura di fuse*\, che esplora suggestioni e capacità espressive delle illustrazioni botaniche classiche attraverso l’uso di moderni algoritmi di apprendimento automatico. \nLa mostra – visitabile gratuitamente fino all’1 aprile\, da mercoledì a domenica dalle 10 alle 19\, festivi inclusi – prevede anche visite guidate\, laboratori didattici prenotabili riservati a giovani esploratori accompagnati dai propri insegnanti e un concorso per giovani illustratori\, intensificando così il dialogo – mai interrotto – tra Parma e la sua Università. Un rapporto oggi ancora più profondo grazie all’avvio dei lavori di ristrutturazione dell’Orto Botanico\, oggetto di un significativo recupero volto a renderlo uno dei fulcri cittadini e nazionali su cui imperniare comunicazione scientifica\, educazione e ricerca condivisa\, soprattutto sui temi della cultura vegetale in ogni sua declinazione umanistica e scientifica. Nel progetto di recupero l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio: Ministero dell’Università e della Ricerca\, Ministero della Cultura\, Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e “Parma\, io ci sto!” \nMolte opere esposte portano alla luce i rapporti tra immaginario botanico e città\, dagli erbari di personaggi illustri decisi a dare il giusto valore al sapere botanico (come Luigi Gardoni\, il cui omonimo erbario farmaceutico è stato riportato alla luce solo nel 2014 dopo una permanenza silente negli armadi dell’Orto Botanico lunga più di un secolo)\, alla “donazione regale” di modelli di funghi in cera acquistati da Maria Luigia d’Austria proprio per l’Orto Botanico\, passando per storie\, notizie e curiosità contenute nell’altrettanto nutrito universo digitale composto da QR-code e video. \nRicca e varia la provenienza dei materiali\, che oltre a prestatori locali ha coinvolto strutture estere (Real Jardin Botanico di Madrid) e di prim’ordine in Italia (Orti Botanici di Padova\, Bologna\, Pavia\, Erbario Centrale Italiano di Firenze ed Enti Oliveriani di Pesaro\, tra gli altri). Al centro del percorso espositivo\, tuttavia\, vi è la raffigurazione scientifica delle piante e la sua trasformazione di stile\, di percezione\, di obiettivi: un percorso che usa la leva della bellezza per mostrare quanto sia cambiato nei secoli il nostro modo di guardare le piante e\, con esso\, la nostra opinione su di esse. \n“Si usa spesso l’espressione plant blindness per indicare la nostra scarsa capacità di notare le piante nella vita di tutti i giorni”\, spiega Renato Bruni\, direttore scientifico dell’Orto Botanico di Parma e responsabile del progetto scientifico della mostra. “Impronte nasce per evidenziare come invece studiosi e ricercatori abbiano sviluppato nei secoli una grandissima capacità di osservazione verso questi organismi\, scoprendone gradualmente caratteristiche e peculiarità. A mancare sino ad ora è stata la ribalta\, l’esposizione completa del fotoromanzo che la scienza ha costruito in secoli di botanica\, un piano sequenza per capire quanto sia cambiata la risposta a una domanda solo apparentemente innocua: “che cos’è una pianta?” Si tratta di una risposta agevolata dallo strumento visuale e dal suo portato simbolico: le immagini scientifiche delle piante sono bellissime e capaci di trasmettere concetti complessi nell’emozione di un attimo”. \nLe dieci sezioni\nArticolate in un percorso che occupa i 570 mq degli spazi espositivi situati al primo piano del Palazzo del Governatore\, le dieci sezioni in cui è organizzata la mostra accompagnano i visitatori in un viaggio nel tempo tra isole di sapere\, muovendosi tra gli estremi di un utilitarismo vecchio e nuovo che attraverso la rappresentazione vegetale approda sugli arcipelaghi delle scienze e delle arti: \n1.         L’epoca del disegno – tra decoro e studio\n2.         L’illustrazione scientifica – tra estetica e identità\n3.         A scuola di botanica – le immagini di veri saperi\n4.         Il mondo delle illustratrici – una porta verso la scienza\n5.         Le collezioni di Parma – una capsula del tempo che si apre\n6.         L’epoca della tecnologia – immagini seriali e oggettività\n7.         Fotografie e nuovi occhi – le piante oltre il visibile\n8.         Le piante e il mondo – organismi che interagiscono\n9.         Le immagini olistiche – oltre la semplice forma\n10.       Le foto di gruppo – noi e le piante in città\, nei campi\, nei boschi \nDalle riproduzioni calligrafiche all’agricoltura di precisone\, dagli erbari medioevali alla tomografia a emissione di positroni\, Impronte traccia la parabola temporale della relazione tra uomo e natura\, mostrandone tutte le declinazioni. Una mano\, anzi\, una manicula\, lo sottolinea fin dall’inizio del percorso espositivo: è quella disegnata da un ignoto lettore a margine della copia dell’Hortus Sanitatis di Johannes da Cuba (1548)\, un segno di evidenziatore ante litteram che a distanza di secoli lascia dietro di sé un’impronta ancora ben visibile\, e da cui partire. \nEcco quindi farsi strada gli erbari ad uso di medici e farmacisti\, dominati da un approccio realistico e una precisa funzione\, le tavole tratte da atlanti destinati al riconoscimento “professionale” delle erbacce da estirpare lungo le ferrovie\, ma anche i cataloghi di campioni di colore da abbinare a precise varietà e specie botaniche come l’originalissimo Répertoire de couleurs pour aider à la détermination des couleurs des fleurs\, des feuillages et des fruits che unisce esperienze e necessità di floricoltori\, artisti e scienziati. È anche grazie a una simile varietà di applicazioni che si rende necessario un avanzamento nella ricerca sulle tecniche di impressione\, litografia e galvanotecnica su tutte\, che unito alla fascinazione artistica per l’illustrazione botanica conduce rapidamente alla sua commercializzazione\, traghettandola nella modernità. Riproduzioni in serie\, stampe\, ma anche tracce di avvincenti spy-stories legate a furti e diritti di proprietà aggiungono preziosi e inimmaginati tasselli al complesso mosaico creato delle opere in mostra. Tra queste\, le rarissime riproduzioni calligrafiche di funghi in cera\, i modellini Brendel in papier mâché e le “carte di identità” lignee degli alberi\, le xiloteche o holzbuch\, che insieme contribuiscono a descrivere il superamento dalla conoscenza delle piante per mero riconoscimento verso una dimensione più ampia\, che contempla aspetti fisiologici\, ecologici e persino agronomici. \nOggetto di interesse sempre crescente\, la rappresentazione naturalistica investe anche la sfera professionale femminile\, perché è proprio passando per la porta dell’illustrazione botanica che molte donne hanno potuto accedere al mondo delle scoperte scientifiche\, storicamente dominato dal genere maschile. Un percorso lungo e non privo di ostacoli – ben sintetizzato dal video appositamente realizzato con la collaborazione del Museo Botanico dell’Università di Padova – ma colmo di grande bellezza\, la stessa che emana dalle opere originali sette-ottocentesche di Maria Sybilla Merian\, Dissertatio de generatione et metamorphosibus insectorum Surinamensium\, Elizabeth Blackwell\, A curious herbal\, e Rosalba Bernini\, di cui sono esposte alcune tavole. \nImpronte. Noi e le piante offre anche un dovuto momento di riflessione sul patrimonio di documenti storici custoditi dall’Università e da varie istituzioni cittadine (Biblioteca Palatina\, Fondazione Cariparma\, Convitto Nazionale Maria Luigia). È qui che diventano protagonisti materiali inediti o raramente esposti al pubblico (come\, oltre all’erbario Gardoni\, gli erbari Berta\, Guatteri e Jan) e il percorso conduce i visitatori alla scoperta delle nuove tecnologie impiegate per la rappresentazione delle piante. Dalle prime riproduzioni fotografiche ottenute a fini scientifici\, come quelle esotiche tratte da Asiatic Palms durante le campagne botaniche di Odoardo Beccari nel Borneo\, passando per le immagini ottenute con tecniche microscopiche\, le opere esposte esplorano un presente che corre veloce verso nuovi traguardi. Lo raccontano gli incredibili ritratti spettrografici condotti sulle piante per accelerare la selezione agronomica e le fotografie di scienziati-artisti contemporanei come Craig Burrows\, Igor Siwanovicz\, Rob Kesseler e Jan Martinek\, al contempo strumenti sperimentali di ricerca e vincitrici di premi fotografici internazionali. \nL’ultima sezione\, una prospettiva ampia e scientificamente accurata\, si apre svelando le illustrazioni moderne capaci di allargare lo sguardo dal particolare al generale\, proprio come in una foto di gruppo. Microscopie\, infrarossi\, ultravioletti\, radar\, immagini satellitari\, time lapse\, risonanze\, fluorescenze offrono la cornice ideale per riflettere sui temi che caratterizzano la nostra contemporaneità\, dal cambiamento climatico alla qualità dell’aria\, dalla sostenibilità agricola alla gestione del verde urbano e forestale. Grazie a queste nuove visioni molte conoscenze sono state approfondite e amplificate\, portando le piante da viventi “inanimati” a organismi centrati su complessità e interazione\, indispensabili alla nostra vita nelle città e sul pianeta. Questa nuova era delle immagini ci ha rivelato che le piante hanno bisogni che non possiamo più ignorare\, anche perché sono ora sotto i nostri occhi. \nL’installazione: Artificial Botany\nRaccordo tra le due macrosezioni in cui è strutturata la mostra e opera in continua evoluzione\, Artificial Botany condensa la bellezza delle immagini con la potenza della tecnologia dando vita a un’installazione audiovisiva ipnotica in cui la fluidità del processo vitale della pianta viene rappresentata a partire da una serie di illustrazioni botaniche d’epoca.\nRaccolte dagli archivi digitali opensource di illustratori di metà XIX secolo\, queste illustrazioni sono diventate il materiale didattico per un particolare sistema di apprendimento automatico chiamato GAN (Generative Adversarial Network) che attraverso una fase di allenamento è in grado di ricreare nuove immagini artificiali con elementi morfologici estremamente simili alle immagini di ispirazione ma con dettagli e caratteristiche che sembrano far emergere una reale rappresentazione umana. La macchina rielabora il contenuto creando un nuovo linguaggio\, catturando le informazioni e le qualità artistiche dell’uomo e della natura. \nLaboratori e visite guidate\nScienza e arte da vedere\, conoscere e sperimentare. Fedele alla propria vocazione di apertura e scambio con il pubblico\, l’Università di Parma arricchisce l’offerta espositiva di Impronte organizzando un ricco calendario di laboratori (a cura di Esperta) e visite guidate (a cura di Artificio). 50 appuntamenti – prenotabili attraverso il sistema museale di Ateneo – rivolti a studenti grandi e piccoli\, dalle elementari alle superiori\, in cui divertirsi a scoprire tutti i segreti della lunga storia della rappresentazione botanica. Pensate per gli adulti sono invece le speciali visite guidate durante alcuni fine settimana\, per approfondire i temi affrontati nelle dieci sezioni dell’esposizione\, tra aneddoti e curiosità. \nIl concorso: Impronte OFF\nUn concorso di illustrazione aperto a giovani disegnatori\, una mostra / happening che andrà ad arricchire il percorso espositivo e due incontri fuori città per far conoscere l’Orto Botanico di Parma non solo come luogo di studio ma anche come polo aggregativo innovativo\, pensato per le nuove generazioni. Il programma Impronte Off – ideato da Interno Verde e promosso dall’associazione “Parma\, io ci sto!” – affiancherà la mostra coinvolgendo studenti e professionisti under35\, contribuendo così a far conoscere alle ragazze e ai ragazzi il ruolo che l’Orto Botanico assumerà per il territorio.\nIl bando del concorso di illustrazione\, declinato sul tema della botanica fantastica\, verrà pubblicato lunedì 18 dicembre sul sito www.internoverde.it e resterà aperto fino a domenica 28 gennaio. Verranno selezionati dieci finalisti che esporranno i propri lavori all’interno di Impronte. Ulteriori appuntamenti volti a esplorare le potenzialità della rappresentazione botanica saranno organizzati tra febbraio e marzo sia a Milano che a Bologna. \nL’Orto Botanico di Parma\nGià nel Seicento esisteva un Giardino dei Semplici presso l’antica sede universitaria in Borgo degli Studi\, dedicato alla coltivazione di erbe medicinali. L’insediamento attuale di via Farini fu istituito nel 1770 grazie al lavoro di Giambattista Guatteri. Le caratteristiche serre settecentesche\, probabile progetto di un allievo dell’architetto di corte Ennemond-Alexandre Petitot\, furono terminate nel 1793. A Guatteri si deve la scelta di un orientamento sperimentale di impianto naturalistico\, ispirato a quello dell’Università di Padova: studio dal vivo\, floristica del territorio\, acclimatazione in serra di piante esotiche\, scambi con altri orti secondo una pratica che permane tuttora.\nA seguito del trasferimento di tutte le attività di ricerca al Campus universitario\, a partire dal 1980 la vocazione inizia a mutare. Da luogo in cui la scienza viene prodotta\, gradualmente l’Orto assume i tratti di una piattaforma in cui la scienza viene raccontata. Dopo un lungo periodo di oblio\, da alcuni anni l’Orto Botanico ha ritrovato un ruolo di primo piano nelle politiche dell’Università di Parma. Luogo emblematico e identitario per la comunità\, ospitando varie collezioni di pregio racchiude in sé la tradizione scientifica e ambientale del territorio. Il suo futuro è di uscire dalla staticità dell’hortus conclusus poco accessibile al pubblico\, divenendo invece punto preferenziale per la comunicazione scientifica\, l’educazione e la ricerca sui temi ambientali\, della biodiversità e della sostenibilità.\nL’Orto è al centro di un’iniziativa di restauro e riqualificazione\, in cui l’Ateneo è affiancato da istituzioni e realtà private del territorio\, mirata a sfruttare le collezioni in chiave moderna per sensibilizzare sui benefici delle piante alla vita umana e al contempo ricostruire la memoria storica dell’Orto\, recuperando essenze e collezioni presenti nel catalogo redatto all’epoca della sua fondazione. La nuova struttura avrà la medesima vocazione di questa mostra: raccontare la storia dei giusti rapporti necessari tra noi e le piante. \nImpronte. Noi e le piante è realizzata dall’Università di Parma in collaborazione con il Comune di Parma\, il sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Gruppo Davines e con il patrocinio e la collaborazione dell’Università di Padova\, le Scienze e National Geographic. \nLE DICHIARAZIONI \n“Impronte. Noi e le piante rappresenta per l’Università di Parma una sorta di “manifestazione d’intenti” verso la città. Con fondi propri e col fondamentale supporto del territorio\, in un “gioco di squadra” in cui crediamo moltissimo\, l’Ateneo ha da alcuni anni avviato per l’Orto Botanico e per il Museo di Storia Naturale un importante percorso di riqualificazione\, che proprio nel 2024 entra nel vivo con l’apertura dei cantieri. Questi due luoghi si apprestano a riacquisire il ruolo centrale che loro spetta nel tessuto culturale cittadino. I temi attorno ai quali gravita questo percorso sono i medesimi alla base dell’allestimento pensato per Palazzo del Governatore: le parole chiave sono dialogo\, contaminazione\, sostenibilità\, complessità\, coinvolgimento\, scoperta. Questa mostra rappresenta quindi un traguardo importante\, sia nei termini tangibili di un’esposizione sia in quelli immateriali ma non meno potenti della sintesi progettuale” – Paolo Martelli\, Rettore dell’Università di Parma \n“Palazzo del Governatore si trasformerà in una wunderkammer affollata di 200 elementi che schiuderanno minuti particolari botanici grazie ad una nuova e felice collaborazione tra istituzioni culturali pubbliche e illuminate realtà imprenditoriali del territorio. Per Parma si tratta anche della rivelazione di una raccolta appassionata che è andata a sostanziare gli Erbari Gardoni\, Berta\, Guatteri e Jan custoditi dall’Orto Botanico che\, per la prima volta esposti insieme\, raccontano di una privilegiata relazione della città con l’illustrazione ottocentesca ed un vivo interesse per il sapere botanico. Si tratta di un percorso saprà che saprà affascinare con romantiche impronte fané che hanno attraversato i secoli\, con le indagini stupefacenti che sanno tracciare i moderni imaging\, ma soprattutto che lascerà ai visitatori una domanda urgente e contemporanea: quali impronte stiamo lasciando?” – Lorenzo Lavagetto\, Vicesindaco e Assessore a Cultura e Turismo del Comune di Parma \n“Questo progetto espositivo ci consente di rimettere a fuoco il difficile equilibrio tra uomo e natura. Impronte. Noi e le piante consentirà alla collettività\, specialmente alle giovani generazioni\, di consolidare conoscenza e consapevolezza sul patrimonio botanico del nostro territorio\, anche grazie alla messa in rete di tutti quei luoghi che ad oggi ne tengono traccia e che rivivranno in ottica di sistema nei nuovi spazi espositivi dell’Orto Botanico. Questa mostra entra di diritto anche all’interno dell’iniziativa didattica di Fondazione Cariparma A scuola nei Musei che da oltre 20 anni si rivolge a tutti gli istituti scolastici del nostro territorio. Il pianeta è la nostra casa\, da sempre. Per poter contribuire alle sfide globali dobbiamo prima di tutto fare la nostra parte sul territorio che abitiamo\, salvaguardando la storia e la biodiversità locale\, per progettarne il futuro. Insieme” – Franco Magnani\, Presidente della Fondazione Cariparma \n“Abbiamo apprezzato da subito il progetto Impronte. Innanzitutto\, perché la mostra di Palazzo del Governatore contribuirà a valorizzare un patrimonio importante della città di Parma: l’Orto Botanico\, che custodisce un importante corpus culturale\, di cui l’Erbario Gardoni è un esempio\, ed è un luogo deputato alla conoscenza scientifica. In secondo luogo\, perché riteniamo che Impronte rappresenti lo sviluppo coerente di un percorso che abbiamo intrapreso a partire dal 2020\, con i progetti Pharmacopea prima e L’Arte della Cura poi. Il tema è la riscoperta dell’identità chimico-farmaceutica del nostro territorio. Come Società Benefit e certificata B Corp\, siamo orgogliosi di contribuire alla realizzazione di questa mostra\, per tenere alta l’attenzione sul legame tra scienza e botanica e sull’Orto Botanico cittadino” – Alessandro Chiesi\, Presidente del Gruppo Chiesi \n“Tra ciò che non possiamo vedere delle piante ci sono le radici; senza dubbio quelle del Gruppo Davines sono profondamente radicate nelle tradizioni farmaceutiche e speziali della nostra città. Dopo il progetto Pharmacopea\, con il quale abbiamo fatto rivivere insieme al Gruppo Chiesi un percorso che va dall’Orto Botanico all’Antica Farmacia S. Filippo Neri\, sono felice di aver contribuito alla nascita di un altro “prodotto culturale” che è in sintonia con la storia e l’impegno della mia famiglia\, a partire dalle prime attività di mia madre Silvana\, che oltre 40 anni fa iniziò una ricerca all’avanguardia sui migliori principi attivi cosmetici delle piante. Le riflessioni che emergono dalla mostra sui colori come declinazioni della bellezza e sulla pianta intesa come realtà unitaria olistica possiedono un fascino unico\, che accompagnerà i visitatori nella ri-scoperta della storia chimico-farmaceutica di Parma” – Davide Bollati\, Presidente del Gruppo Davines. \nL’ingresso alla mostra è gratuito e senza prenotazione. \nPrenotazioni per le scuole\, le famiglie e gli adulti. \nInformazioni sulla mostra \nColophon
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SUMMARY:Chiusa\, il 1° aprile\, con grande successo la mostra “Impronte. Noi e le piante”: oltre 21mila visitatori e visitatrici
DESCRIPTION:Oltre 21mila persone hanno visitato “Impronte – Noi e le Piante”\, la mostra organizzata dal Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Parma tra il 13 gennaio e il 1° aprile al Palazzo del Governatore. Un risultato decisamente positivo\, che premia la scelta di integrare materiali moderni e antichi\, collezioni locali e “pezzi” provenienti da altre istituzioni creando un percorso ricco e poliedrico ma centrato sulla bellezza innata del regno vegetale e della ricerca scientifica. \nLa mostra è stata realizzata in collaborazione con il Comune di Parma e l’Orto Botanico dell’Università di Padova\, col patrocinio di National Geographic Italia e Le Scienze e grazie al fondamentale sostegno di Fondazione Cariparma\, Gruppo Chiesi e Davines Group. \nRicostruendo l’album scientifico delle nostre relazioni con i vegetali dal Quattrocento a oggi\, “Impronte” ha raccontato in parallelo l’evoluzione delle tecnologie di rappresentazione visiva\, il susseguirsi delle scoperte e la graduale trasformazione dell’idea stessa di pianta presso ricercatrici\, ricercatori e opinione pubblica. Visitatrici e visitatori hanno potuto letteralmente sfogliare le magnifiche immagini esposte come in una sorta di album di famiglia\, scoprendo illustrazioni rigorose e affascinanti\, stampe esotiche e precise\, fotografie pirotecniche e inattese\, libri ed erbari che parlano di luoghi e persone facendo ordine tra utilità\, scoperte\, biodiversità\, ecologia e dati sperimentali che si fanno estetica. Invitando a seguire le impronte che tante discipline diverse hanno lasciato dietro di sé\, la mostra ha evidenziato quanto siano cambiate nel tempo le risposte a domande non banali ed evidentemente molto sentite\, a partire da cos’è davvero una pianta e come si relaziona col mondo. \nL’allestimento\, basato su oltre 200 oggetti\, è stato apprezzato per la presenza di materiali provenienti tanto da istituzioni locali (Convitto Maria Luigia\, Biblioteca Palatina\, Fondazione Cariparma\, Orto Botanico) quanto da realtà di rilevanza nazionale. Proprio questo aspetto rappresenta un lascito importante per il Sistema Museale di Ateneo e per la città. “Impronte”\, oltre ad affascinare le persone che l’hanno visitata\, ha permesso infatti di gettare le basi per una migliore valorizzazione del patrimonio storico-botanico di Parma. In questo senso\, un ulteriore risultato di prestigio è la firma di un accordo quadro tra Università di Parma e Università di Padova per lo sviluppo congiunto di attività museali e incentrate sui rispettivi orti botanici. Questa scelta ravviva rapporti già solidi alla fine del Settecento\, quando Gianbattista Guatteri prima di fondare l’attuale Orto Botanico di Parma fu inviato proprio a Padova per apprendere e trasferire l’essenza dell’orto botanico più antico del mondo. \nA confermare il successo dell’allestimento e dei contenuti offerti da “Impronte” è anche l’andamento delle visite\, che sono andate gradualmente crescendo con le settimane fino a raggiungere appunto la cifra definitiva di 21.423 persone: segno di un apprezzamento e di un passaparola importante che si è affiancato a una costante attenzione da parte dei media. \nSignificativi anche i numeri relativi ai gruppi e alle scuole: sono state oltre 100 le comitive che hanno fruito delle visite guidate e dei laboratori didattici arrivando anche da fuori Parma\, a testimonianza di un’attrattività che non ha riguardato solo l’ambito cittadino.\nOltre mille bambine/i e ragazze/i hanno partecipato ai laboratori. E oltre 300 le presenze agli eventi collaterali alla mostra. \nIl successo di pubblico di “Impronte – Noi e le Piante” rappresenta una base importante per il futuro del Sistema Museale dell’Università di Parma. L’allestimento e la scelta di porre al centro le relazioni tra persone e vegetali anticipano infatti il cardine su cui sarà prossimamente imperniata l’offerta culturale e scientifica dell’Orto Botanico\, oggetto com’è noto di un ampio progetto di restauro e riqualificazione finanziato con fondi pubblici e privati.
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SUMMARY:“Visioni (im)possibili. Comunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC". La mostra
DESCRIPTION:Si chiama Visioni (im)possibili la mostra d’avvio di una collaborazione triennale che lega il Centro Studi e Archivio della Comunicazione – CSAC dell’Università di Parma e il Comune di Parma – Assessorato alla Cultura. Un progetto che parte con un focus sugli anni Sessanta visti “in chiave Bauhaus” per poi dipanarsi\, nei prossimi anni\, sui Settanta e gli Ottanta. \nFucina delle iniziative sono le inesauribili collezioni che CSAC può vantare\, un tesoro a dir poco straordinario di oltre 12 milioni di pezzi. \nPrima tappa appunto Visioni (im)possibili\, in un format che sarà replicato anche nelle prossime due annualità: una doppia mostra\, una all’Abbazia di Valserena (sede di CSAC) e una in uno spazio espositivo del Comune\, ciascuna a offrire una diversa declinazione del titolo\, in un ping pong virtuoso tutto giocato sul filo rosso delle arti visive. \nA Palazzo Pigorini\, in pieno centro storico\, dal 20 gennaio al 24 marzo è di scena Visioni (im)possibili. Spazio\, luce\, movimento nelle collezioni CSAC.\nAll’Abbazia di Valserena\, dal 21 gennaio al 21 aprile\, Visioni (im)possibili. Comunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC. \nA partire dalle suggestioni evocate dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen intorno alla necessità di un nuovo Bauhaus\, CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\, in collaborazione con il Comune di Parma\, ha selezionato opere dalle proprie collezioni per proporre due itinerari ad hoc\, strutturando percorsi di rilettura e approfondimento sulla sperimentazione creativa degli anni Sessanta del Novecento attraverso un’ampia selezione di opere d’arte\, fotografie\, progetti di architettura\, moda\, design e grafica conservati nelle raccolte dell’archivio-museo universitario. \nIl concetto guida della duplice mostra ruota intorno al tema dell’eredità di Bauhaus nel Novecento\, in senso interdisciplinare e con particolare attenzione agli anni Sessanta\, quando la progettualità come base dell’opera\, il lavoro collettivo e i risvolti sociali della ricerca sono elementi che definiscono il lavoro di molti artisti e progettisti. Dopo la fine della guerra e la ricostruzione\, l’Italia vive negli anni Sessanta un periodo complesso\, tra boom economico e nascita della cultura di massa\, industrializzazione ed emigrazione\, urbanizzazione e provincia\, fino alla riflessione su quegli stessi modelli di sviluppo e società che si concretizzeranno alla fine del decennio. \nAttraverso l’arte\, la progettazione architettonica e urbanistica\, il linguaggio pubblicitario\, la moda\, la documentazione fotografica\, i percorsi disegnati da CSAC e Comune intendono indagare questi temi e le risposte formulate dal mondo culturale. \nL’esposizione di Palazzo Pigorini è dedicata alle opere di arte cinetica\, programmata e visuale\, tutte giocate sull’interazione tra spazio\, luce e movimento. La mostra esplora\, attraverso le raccolte CSAC\, le ricerche artistiche che si sono affermate nel panorama nazionale e internazionale tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta e che hanno posto al centro della propria attività il rapporto tra arte e tecnologia\, la dimensione progettuale e il lavoro di gruppo\, proponendo nuovi metodi di visione del reale e una relazione attiva tra opera e spettatore.\nI lavori selezionati\, realizzati da alcuni dei principali esponenti italiani e internazionali di queste tendenze (Getulio Alviani\, Davide Boriani\, Ennio Chiggio\, Gianni Colombo\, Hugo Demarco\, Gabriele Devecchi\, Juraj Dobrović\, Horacio Garcia Rossi\, Enzo Mari\, Manfredo Massironi\, Bruno Munari\, Grazia Varisco)\, includono sia opere statiche ma capaci di generare effetti ottici e quindi trasmettere allo spettatore un’idea di dinamismo\, sia oggetti estetici e interattivi che danno origine a un vero e proprio movimento grazie all’impiego di motori elettrici e sorgenti luminose. In mostra molti lavori riferibili al contesto della celebre esposizione Arte Programmata. Arte cinetica\, opere moltiplicate\, opera aperta (1962)\, curata da Munari e Giorgio Soavi nei negozi Olivetti di Milano\, Venezia e Roma. \nL’esposizione dell’Abbazia di Valserena riflette\, in prospettiva storica\, su quale sia stata l’eredità del Bauhaus\, della sua lezione che pone la comunicazione visiva al servizio della società. Grazie alla ricchezza delle collezioni CSAC\, ne è scaturito un percorso di rilettura della sperimentazione creativa in particolare degli anni Sessanta\, un momento in cui l’arte\, la moda\, la fotografia\, l’editoria e la progettazione si sono sempre più confrontate a vicenda\, in una dimensione caratterizzata da una forte attenzione al sociale\, spesso carica anche di tensioni utopiche. Si va dal superamento dell’informale – con l’intento prioritario di riportare l’opera d’arte in una relazione stretta con il pubblico\, invitato a “mettersi in gioco” nell’esperienza estetica – alle influenze pop\, optical e spaziali nella moda\, fino alla produzione in serie con i nuovi materiali plastici e alle nuove tendenze del disegno progettuale.\nIn mostra i lavori di alcuni dei più illustri artisti\, designer e progettisti di quegli anni: da Lucio Fontana a Enrico Castellani\, da Gio Pomodoro a Bruno Munari\, e poi Mario Schifano\, Giosetta Fioroni\, Enzo Mari\, Luigi Veronesi\, Franco Grignani\, Mario Giacomelli\, Carlo Cisventi\, Pier Luigi Nervi\, Roberto Sambonet\, Gio Ponti. \nI visitatori potranno avvalersi anche di un’app\, realizzata da CSAC e presentata in anteprima in occasione di questa mostra\, che li accompagnerà nel percorso\, facilitando l’accesso a contenuti aggiuntivi e di approfondimento\, attivabili in modalità di lettura\, audio e in lingua LIS dai dispositivi personali e gratuitamente. L’app è stata realizzata da CSAC nell’ambito di un progetto PNRR su accessibilità\, accoglienza e condivisione del patrimonio museale finanziato dal Ministero della Cultura. \nEntrambe le esposizioni (Valserena e Palazzo Pigorini) sono corredate da catalogo Electa\, in vendita allo CSAC e nelle librerie (€ 62) \nL’esposizione di Palazzo Pigorini è a ingresso libero\, quella di Valserena è a pagamento. I visitatori di Palazzo Pigorini potranno ricevere gratuitamente una cartolina lenticolare\, che darà diritto a uno sconto alla mostra di Valserena. \nINFO \nVisioni (im)possibili\nSpazio\, luce\, movimento nelle collezioni CSAC\na cura di Alessandra Acocella e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione\nPalazzo Pigorini\, Strada della Repubblica 29/A\, 43121 Parma\nInaugurazione: venerdì 19 gennaio ore 18\nApertura mostra: 20 gennaio – 24 marzo 2024\nOrari di apertura: mercoledì – domenica 10 – 19 (ultimo ingresso in mostra ore 18.30)\nIngresso gratuito\npigorini@comune.parma.it\nwww.comune.parma.it/cultura \nVisioni (im)possibili\nComunicazione\, utopia\, progetto nelle collezioni CSAC\na cura di CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione Università di Parma\nAbbazia di Valserena\, Strada viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma\nInaugurazione: sabato 20 gennaio ore 11\nApertura mostra: 21 gennaio – 21 aprile 2024\nOrari di apertura: venerdì 9 – 15\, sabato e domenica 10 – 19\nIngresso a pagamento\nintero 10 €\nscontato 5 € (con cartolina Pigorini)\nstudentesse e studenti 5 €\nscuole 3 €\nservizimuseali@csacparma.it\nhttps://www.csacparma.it/\nÈ  possibile seguire CSAC anche su FB e Instagram\n#csac #newbauhaus #europe \nIL PROGETTO DI COLLABORAZIONE TRIENNALE\nVisioni (im)possibili è il primo atto di un progetto di collaborazione triennale tra CSAC e Comune di Parma\, che sulla base di una convenzione ad hoc intendono realizzare nel triennio 2024-2026 sei eventi espositivi\, tre nella sede CSAC all’Abbazia di Valserena e tre in uno spazio espositivo del Comune\, per proporre una riflessione sulla storia recente. Le mostre avranno come elemento generatore le opere e i documenti selezionati dalle collezioni CSAC e cercheranno di gettar luce non solo sui grandi temi del dibattito culturale del periodo individuato ma anche sulle dinamiche sociali e politiche\, le trasformazioni dei linguaggi della comunicazione e i rapporti complessi e biunivoci tra arte e industria\, progettazione e cultura di massa\, documento e narrazione.\nUno degli obiettivi del progetto è infatti quello di avvicinare il pubblico a temi ed espressioni tradizionalmente considerati lontani e “di nicchia”\, strutturando le esposizioni e i cataloghi per ambiti tematici coerenti e lineari\, semplificando i linguaggi e le modalità di visita.\nPer ogni annualità si prevede l’allestimento in contemporanea di due mostre\, strettamente legate tra loro ma che potranno essere visitate anche indipendentemente l’una dall’altra. La progettazione\, il catalogo e la comunicazione saranno impostati nell’ottica di un’unica esposizione su due sedi.\nLe mostre saranno corredate da laboratori didattici ed eventi collaterali per le scuole e per il pubblico in genere
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SUMMARY:Domenica allo CSAC: visite guidate e laboratori
DESCRIPTION:Domenica 5 maggio\, un pomeriggio allo CSAC con due diverse proposte: \nore 15:00 visita guidata alla scoperta dell’Abbazia di Valserena (Prenotazione obbligatoria) \nore 16:00 Laboratorio didattico “Moda sostenibile: riusa\, ricicla\, ripara\, riduci.” per bambini e famiglie (Prenotazione obbligatoria) \nQuesto mese l’appuntamento “Domenica allo CSAC” torna con il laboratorio “Moda sostenibile: riusa\, ricicla\, ripara\, riduci.”! Attraverso le raccolte degli archivi Moda del CSAC\, in questo laboratorio ci focalizzeremo sui concetti di produzione locale\, slow e fast fashion\, atelier e prêt-à-porter\, e cosa possiamo fare per creare un mondo più sostenibile\, partendo anche da ciò che indossiamo! Con l’utilizzo di piccoli telai\, creeremo un’opera di quilt\, dando nuova vita ai tessuti e materiali di scarto. Insieme sarà possibile riflettere sui tempi e processi di produzione di un tessuto\, sul valore dei tempi di lavorazione\, della manodopera e del recupero di uno stile di vita slow\, con uno sguardo rivolto alla tradizione e alla sostenibilità. \nBIGLIETTO RIDOTTO 5 euro \nPer info e prenotazioni: servizimuseali@csacparma.it
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