﻿BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Sistema Museale di Ateneo - ECPv6.15.20//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://www.sma.unipr.it/it/
X-WR-CALDESC:Eventi per Sistema Museale di Ateneo
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251030T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20251230T200000
DTSTAMP:20260515T014133
CREATED:20250925T131258Z
LAST-MODIFIED:20251103T073044Z
UID:42276-1761811200-1767124800@www.sma.unipr.it
SUMMARY:Inaugurato il MUST\, il primo Museo di Storiografia Naturalistica d’Italia
DESCRIPTION: Inaugurato il MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma (via Università\, 12). Moderna\, immersiva\, sensoriale e inclusiva: fortemente voluta dall’Ateneo e finanziata dal PNRR del Ministero della Cultura\, la nuova esposizione nasce dalla riqualificazione del Museo di Storia Naturale dell’Università – ora raccolto in un’unica sede\, completamente accessibile – e in Italia non ha precedenti\, poiché l’intero corpus è stato ampliato e riallestito in un grande racconto naturalistico che\, seguendo una linea del tempo\, ne rivela cronologicamente lo sviluppo scientifico\, tecnologico\, storico ed estetico attraverso le vite e le collezioni dei suoi protagonisti. Non una rivoluzione\, quindi\, ma una vera e propria evoluzione\, dal momento che il percorso è del tutto immerso nel contesto storico e\, tramite suggestioni espositive\, mostra come si sia trasformata la visione della natura e\, con essa\, il concetto di allestimento nel corso dei secoli\, dalle prime raccolte private al museo come istituzione pubblica. \n«Quello che proponiamo con il MUST – spiega il Rettore dell’Università di Parma Paolo Martelli – è un museo non solo rinnovato ma nuovo: caratterizzato da una nuova visione\, da un nuovo approccio\, da una nuova organizzazione dei materiali e da un nuovo spirito di fondo. Uno spazio inclusivo\, accessibile\, immersivo\, non solo di contemplazione ma di interazione\, non statico ma dinamico: uno spazio vivo che si propone come polo culturale a 360 gradi e che mira a diventare punto di riferimento importante per la città e per il territorio\, e non solo. Noi ci crediamo molto\, anche perché questo museo è parte del patrimonio della città e custodisce un corpus culturale estremamente prezioso: con questo intervento abbiamo cercato di valorizzarlo al meglio.» \n«Ripensare il Museo di Storia Naturale è stata una sfida affascinante – dichiara Davide Persico\, Direttore scientifico del MUST–. L’analisi delle collezioni e il continuo dialogo con il concetto di tempo hanno portato a privilegiare un approccio storiografico\, capace di valorizzare i protagonisti che hanno fondato e trasformato il museo. Da questa visione è nato il Museo di Storiografia Naturalistica\, una realtà unica in Italia e all’estero. Il percorso racconta le vite dei personaggi che ne hanno segnato la storia\, la trasformazione della conoscenza scientifica nelle diverse epoche e l’evoluzione dei musei naturalistici dalle origini a oggi. Il risultato è un progetto innovativo che unisce memoria\, ricerca e divulgazione\, diventando un vero fiore all’occhiello per l’Ateneo e una nuova meta culturale e educativa per la città di Parma.» \nGiovedì 30 ottobre l’inaugurazione. Prima tappa in Aula Magna\, con interventi del Rettore Paolo Martelli\, del Delegato per le attività museali Donato A. Grasso\, del Direttore Scientifico del MUST Davide Persico e dell’architetta Maria Amarante\, che ha curato l’allestimento\, seguiti dalla lectio magistralis Uomini da quando? di Guido Barbujani\, genetista e professore dell’Università di Ferrara. Poi il taglio del nastro e la visita guidata inaugurale. \nQuesto il programma dei prossimi giorni \n31 ottobre. È una “giornata educativa” dedicata alla divulgazione scientifica e alla scoperta del MUST con un fitto calendario di attività su prenotazione pensate per studenti di ogni ordine e grado\, ma aperte anche al pubblico generico: incontri\, conferenze e visite guidate che hanno luogo nelle aule dell’Università e negli spazi espositivi del Museo e riguardano temi naturalistici\, storici e museali. \n1° novembre. Le porte del MUST si aprono al pubblico con una giornata a ingresso gratuito e visite guidate disponibili su prenotazione: un’occasione per esplorare le collezioni e conoscere da vicino storia\, scienza e curiosità che contengono. \nIl Museo di Storiografia Naturalistica  \nContemplazione\, interazione\, immersione e soprattutto inclusione. Sono questi i principi cardine che hanno portato alla nascita del MUST\, uno spazio vivo\, del tutto orientato al visitatore\, capace di rievocare il passato quale chiave di volta per la realizzazione del museo del futuro. Il termine Storiografia Naturalistica – con ogni probabilità utilizzato per la prima volta – sottolinea come\, attraverso un percorso nel tempo\, sia possibile raccontare i protagonisti\, il loro operato e la visione della Storia Naturale nelle diverse epoche. E così\, l’intreccio delle storie dei personaggi che hanno fondato e contribuito alla crescita del precedente Museo di Storia Naturale dell’Università di Parma\, dalla seconda metà del Settecento sino a oggi\, alle loro collezioni è ricontestualizzato ed esaltato da un percorso cronologico\, storiografico e sensoriale di grande impatto e modernità\, al passo con l’evoluzione delle conoscenze e della sensibilità moderna. In collocazione unica presso la sede centrale dell’Ateneo (il precedente museo era frammentato in due sedi)\, il MUST si configura inoltre quale nuovo spazio fecondo di ricerca scientifica\, antropologica e di vario genere – con un occhio di riguardo alla divulgazione dei principi di biodiversità\, tutela ambientale e confronto tra culture – e punto di partenza per nuove intersezioni tra collezioni museali e dibattiti sulla sostenibilità e sul ruolo della comunità scientifica in relazione alla società. \nDa un punto di vista museografico ciò è stato possibile grazie al confronto e all’implementazione tra le differenti posizioni teoriche sull’allestimento emerse negli ultimi anni\, che hanno portato all’isolamento e all’esaltazione presso il MUST di tre valori principali: \n\nla contemplazione\, garantita dall’allestimento della mostra degli oggetti. Il corpus dei reperti conta circa 6.000 elementi esposti\, moltissimi dei quali\, prima non fruibili\, sono stati riportati a splendore e hanno trovato nuova importanza e lustro attraverso collocazioni valorizzanti;\nl’interazione\, che si fonda sulla realizzazione della mostra delle nozioni (esposizione del sapere\, approccio scientifico\, spazio performativo\, logica dialogica)\, con l’introduzione nel percorso di elementi multimediali che creano un rapporto diretto tra il visitatore e la storia che si vuole raccontare. Nel caso specifico si tratta in particolare di quadri animati\, con i protagonisti delle varie sezioni – interpretati da attori in costume – che raccontano in prima persona le loro collezioni\, ma anche le caratteristiche che presentava il Museo nella propria epoca secondo gusto e sensibilità coevi;\nl’immersione\, che scaturisce dalla mostra delle installazioni ambientali\, come accade per le due spettacolari wunderkammer\, il salotto di Maria Luigia d’Asburgo e gli studioli di Pellegrino Strobel e Angelo Andres\, capaci di garantire al visitatore un’esperienza estetica totale\, catapultandolo nell’atmosfera del tempo in un affascinante viaggio attraverso i secoli.\n\nIn tema di accessibilità il MUST supera di gran lunga il precedente Museo: abbattendo barriere motorie\, cognitive e sensoriali per consentire a tutte le tipologie di pubblico di fruire di una visita autonoma e totale. Ciò è reso possibile grazie alla creazione di un percorso di accesso senza barriere su entrambi i livelli dell’edificio-museo: al piano terra l’ingresso unico\, segnalato da un percorso tattilo plantare\, beneficia della nuova rampa e del nuovo ascensore adeguati alle esigenze dei disabili motori e sensoriali; al primo piano\, l’accessibilità sensoriale e cognitiva alle collezioni è garantita dall’installazione di nuove vetrine espositive ad altezza adatta a bambini e visitatori con sedia a ruote\, dall’introduzione di mappe tattili e audioguide particolareggiate per ipovedenti e dal ricorso a supporti esplicativi digitali che permettono ai non udenti la fruizione dei video in lingua LIS. \nLe tappe della meraviglia \nLo straordinario viaggio del MUST inizia al piano terra della sede principale dell’Ateneo parmense e si compie su due livelli. La collezione si svela al visitatore attraverso sette vetrine tematiche che trattano temi di carattere naturalistico molto attuali – estinzioni antropiche e climatiche; tutela e sostenibilità ambientale; musei e biodiversità; CITES e commercio illegale; collezionismo privato; spedizioni geografiche; evoluzione – e che hanno lo scopo di introdurre alla visita del piano superiore\, più immersiva e strutturata. Sempre al piano terra è presente una sezione di paleontologia\, con reperti significativi e di grande impatto\, tra i quali un delfino recante i segni di predazione da parte di un grande squalo bianco – pezzo unico al mondo – e lo straordinario scheletro\, pressoché completo\, di una balenottera di circa otto metri\, entrambi di età pliocenica (2\,6-5\,3 Ma)\, i fossili delle alluvioni del Po e i mammiferi del Pleistocene.\nAl piano superiore la promessa di un percorso soprattutto sensoriale tra passato\, presente e futuro si rivela con incontrovertibile chiarezza al visitatore\, che fa subito il suo ingresso in una purpurea\, enorme e spettacolare wunderkammer\, l’antenata storica di ogni museo di storia naturale\, realizzata in classico stile rinascimentale con oggetti provenienti dalle differenti collezioni storiche di proprietà dell’Ateneo. Coccodrilli\, tartarughe marine\, leopardi\, conchiglie giganti\, uccelli variopinti\, strane creature deformi\, coralli\, spugne\, scheletri\, crani… tutto in questo ambiente – dove lo spazio espositivo è massimizzato a occupare ogni superficie della sala\, dalle pareti all’interno degli armadi\, sino al soffitto a botte – contribuisce a creare stupore e curiosità. \nProcedendo sulla sinistra\, la wunderkammer offre una divagazione – ad accesso non obbligato\, causa contenuti sensibili – in favore della collezione anatomica-clinica di ceroplastiche risalente alla fine dell’Ottocento di Lorenzo Tenchini\, medico abilissimo nel produrre maschere facciali di criminali seguendo le teorie fisiognomiche e criminologiche di Cesare Lombroso\, al quale le forniva. All’estremità della sala delle meraviglie trovano invece spazio le famose ampolle peduncolate in vetro di padre Jean Baptiste Fourcault\, datate tra 1760 e 1770: una collezione di animali tassidermizzati\, inseriti in bottiglie dal collo troppo stretto per introdurveli\, la cui realizzazione è rimasta un mistero per quasi tre secoli. È lo stesso frate – primo fondatore di un Gabinetto ornitologico a Parma su commissione dei Borbone – a raccontare al visitatore la sua storia da un quadro animato\, così come fa\, nella sala successiva\, Maria Luigia d’Asburgo\, che introduce con perizia ed eleganza al suo delizioso “salotto d’epoca”\, una stanza sui toni del blu\, come di una nobile casa\, popolata da quell’enorme quantità di reperti che ha caratterizzato il suo regno e il suo prolifico lavoro di acquisizione (1816-1847)\, del quale sono notevoli\, tra gli altri\, la capra egiziana\, il dente di narvalo e il meteorite di Borgo San Donnino\, caduto a Fidenza nel 1808. È proprio quella del periodo luigino la sezione più corposa della collezione del MUST: varcando la soglia in uscita dal salotto di Maria Luigia ci si addentra infatti nell’antica galleria del Museo di Storia Naturale\, vasta e fitta esposizione di reperti\, comprensiva della sezione dedicata all’anatomia comparata\, che testimonia un momento storico già caratterizzato da una precisa divisione delle scienze\, ma anche da una modalità di allestimento che risente ancora di una forte componente estetica. \nLa fisionomia dell’assetto espositivo subisce una notevole svolta proseguendo il percorso e in corrispondenza del 1859\, anno della pubblicazione de L’origine della specie di Charles Darwin e dell’arrivo a Parma del professor Pellegrino Strobel in qualità di docente dell’Università e direttore del Museo di Storia Naturale. Progressista e visionario\, Strobel comprese subito le teorie evoluzionistiche di Darwin e le applicò al sistema espositivo del suo Museo\, conferendogli una modernità del tutto inaspettata. Il MUST racconta le fasi di questo processo attraverso i reperti raccolti e osservati da Charles Darwin\, Alfred Russel Wallace\, le tavole zoologiche di Ernst Haeckel e la minuziosa installazione dello studiolo dello stesso Strobel. Deviando sulla destra della galleria\, il MUST offre una corposa collezione zoologica ed etnografica – nata sempre sotto Strobel – dove trovano spazio il racconto del colonialismo e dell’etnografia grazie alle collezioni provenienti dal Congo del militare Emilio Piola\, del magistrato Temistocle Ferrante (prima sala) e alla sezione dedicata a Vittorio Bottego (seconda sala)\, con la vasta collezione tassidermica proveniente dall’Eritrea e il documentario proiettato in continuità che contestualizza la figura di Bottego quale militare al servizio della scienza a scapito dell’eroico esploratore del continente africano storicamente veicolato dalla propaganda italiana di regime. \nUscendo dalla sezione si fa ritorno nella galleria principale per raggiungere la collezione di Alberto Del Prato\, una sorta di flashback sulla biodiversità della provincia di Parma nella seconda metà dell’Ottocento\, con una ricca serie di vertebrati del parmense talora molto curiosi poiché ormai estinti. Il percorso espositivo trova quindi la sua penultima tappa nella ricostruzione dello studiolo del professore e direttore Angelo Andres\, artefice nel 1925 dell’ultima rivoluzione museale prima della nascita del MUST: grande esperto di biologia e fauna marina – del quale si possono ammirare le fotografie e la collezione di coralli – è assieme a lui\, attraverso il canonico quadro animato\, che il visitatore tira le somme sull’itinerario appena compiuto. \nL’atto finale del viaggio è una sorta di brusco e onirico ritorno al futuro\, di intelligente circolarità. Un enorme monolite di kubrickiana memoria si staglia di fronte al visitatore\, invitandolo all’ingresso in quella che è a tutti gli effetti una seconda wunderkammer\, ipermoderna e futurista\, dove al netto di qualsiasi classificazione e informazione\, in un tripudio di colori\, trovano posto quasi trecento cassette entomologiche: è la collezione di lepidotteri e coleotteri locali ed esotici realizzata da don Ezio Boarini e acquisita dal Museo negli anni Novanta\, esposta oggi per la prima volta in tutta la sua spettacolare interezza. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n 
URL:https://www.sma.unipr.it/it/event/inaugurato-il-must-il-primo-museo-di-storiografia-naturalistica-ditalia/
LOCATION:Palazzo Centrale dell’Università\, Via Università\,12\, Parma\, 43121\, Italia
CATEGORIES:inaugurazione museo,Museo di Storiografia Naturalistica,News,Palazzo Centrale dell'Università,tutti
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.sma.unipr.it/wp-content/uploads/2025/09/farfalle-inaugurazione-MUST-.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20251116
DTEND;VALUE=DATE:20251208
DTSTAMP:20260515T014133
CREATED:20251104T120347Z
LAST-MODIFIED:20251113T100258Z
UID:44239-1763251200-1765151999@www.sma.unipr.it
SUMMARY:Domenica 16 novembre: allo CSAC secondo appuntamento della rassegna “Oltre le Opere / Dentro alla Musica”
DESCRIPTION:Dopo l’appuntamento di domenica scorsa con il Museo svelato\, prosegue allo CSAC la rassegna Oltre le Opere / Dentro alla Musica tre concerti da camera e voce narrante\, progetto in cui la musica incontra la letteratura e la critica letteraria\, organizzato dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma in collaborazione con Orchestra Dedicata e con il sostegno di Fondazione Cariparma. \nDomenica 16 novembre all’Abbazia di Valserena\, a partire dalle 10.30\, è in programma il secondo appuntamento\, a ingresso libero e gratuito: Intrecci / “Le parole ivi raggrumate”\, concerto eseguito dal Quartetto Dedicato\, formato da Daniele Ruzza e Camilla Mazzanti violini\, Behrang Rassekhi viola\, e Adan Alejandro Gomez Dominguez violoncello\, con la narrazione di Faustino Stigliani.  \nApprezzato interprete teatrale\, amatissima voce radiofonica\, Stigliani darà voce a Luigi Magnani\, qui nel ruolo di studioso dei Quaderni di Conversazione (gli scritti che servivano a Beethoven per comunicare essendo sordo)\, da lui stesso commentati nel libro Beethoven nei suoi Quaderni di Conversazione (1975). Parte di questi scritti\, con le riflessioni di Beethoven\, verranno letti da Stigliani e in particolare quelli relativi alle musiche in programma: il Quartetto in la minore op.132 e Große Fuge in si bemolle maggiore op.133 composti da Beethoven negli ultimi anni della sua vita\, quando elesse definitivamente il quartetto a suo mezzo privilegiato ed esclusivo di espressione intima\, di sperimentazione e di costante lavorio formale. Beethoven affidò a questi quartetti il suo pensiero più estremo\, le inquietudini\, le riflessioni più profonde\, un umorismo ora nero e sardonico\, ora genuino e bonario. \nNell’op. 132 in particolare arriva a conciliare forma-sonata\, canto gregoriano (il modio lidio della Canzona di ringraziamento\, suggestivo titolo del terzo movimento)\, variazione\, danza popolare (nel formidabile trio del II movimento) marcia\, rondò. La Fuga op.133 invece è un brano straordinariamente complesso\, perfino misterioso: ignorato per un secolo e riscoperto nel Novecento\, oggi è considerato una delle più grandi e sorprendenti creazioni musicali di ogni epoca. \nL’appuntamento musicale sarà preceduto da un incontro riservato al luogo\, Intorno allo CSAC\, curato da Mariapia Branchi\, responsabile della U.O. Archivistico-Museale dello CSAC. L’argomento trattato sarà Migliaia di Collezioni\, strettamente collegato a Luigi Magnani\, grande collezionista. \nInfo: csac@unipr.it ; tel. 0521.903649
URL:https://www.sma.unipr.it/it/event/9-novembre-riapre-con-una-nuova-esposizione-e-pezzi-inediti-la-chiesa-dello-csac/
LOCATION:CSAC\, Strada Viazza di Paradigna\, 1\, PARMA\, 43022\, Italia
CATEGORIES:CSAC,mostre,News
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.sma.unipr.it/wp-content/uploads/2025/11/CSAC-abbazia-valserena_interno.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20251213T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260215T235900
DTSTAMP:20260515T014133
CREATED:20260115T103622Z
LAST-MODIFIED:20260203T100616Z
UID:44680-1765584000-1771199940@www.sma.unipr.it
SUMMARY:Giorgio Armani: il Genio in mostra fino al 15 febbraio
DESCRIPTION:GIORGIO ARMANI: IL GENIO IN MOSTRA A PARMA\nAll’Abbazia di Valserena oltre 100 opere originali tratte dai materiali donati dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta \nIl genio e la creatività di Giorgio Armani in mostra a Parma\, all’Abbazia di Valserena\, dal 13 dicembre 2025 al 15 febbraio 2026. Un tributo a tutto tondo firmato da Università di Parma e CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Ateneo. \nL’esposizione s’intitola Giorgio Armani Archivio CSAC e raccoglie oltre cento opere originali selezionate tra gli oltre 8.000 materiali che compongono il Fondo Giorgio Armani\, donato personalmente dallo stilista allo CSAC negli anni Ottanta. Disegni\, bozzetti e materiali progettuali appartenenti al vasto patrimonio custodito nella sezione Media-Moda del Centro\, un nucleo eccezionale di testimonianze che consente di ripercorrere gli anni formativi e l’evoluzione del linguaggio creativo di una delle figure più iconiche della moda italiana nel mondo. \nAll’esposizione dei materiali originali si aggiunge una rassegna stampa selezionata dedicata alla fulminea ascesa di Armani nel panorama internazionale della moda e ai suoi primi rapporti con Hollywood. In mostra saranno presenti anche i manifesti dei due film che segnarono in modo decisivo la consacrazione dello stilista nel mondo del cinema: Io e Annie di Woody Allen\, con cui Diane Keaton vinse l’Oscar nel 1978 indossando per la prima volta un completo Armani\, e American Gigolò di Paul Schrader\, il film che nel 1980 rivoluzionò l’immaginario della moda maschile grazie al guardaroba creato dallo stilista per il protagonista interpretato da Richard Gere. \nCon questa mostra CSAC prosegue l’omaggio alla figura di Giorgio Armani\, scomparso lo scorso 4 settembre\, offrendo al pubblico la possibilità di scoprire l’origine di uno stile destinato a influenzare generazioni. I disegni esposti – figurini\, schizzi e studi preparatori realizzati con tecniche miste – restituiscono l’essenza del talento di Armani attraverso le sue prime produzioni conservate dall’Archivio e datate tra il 1975 e il 1980. La rappresentazione della figura femminile e la scelta dei materiali esprimono una nuova attitudine\, che unisce libertà di movimento\, eleganza e consapevolezza. Linee morbide e tessuti fluidi si alternano a materiali più strutturati\, in un equilibrio di contrasti che caratterizzerà tutta la produzione dello stilista. Dal segno grafico di Armani scaturiscono figure femminili longilinee\, ispirate alla cultura figurativa degli anni Trenta e alla sensibilità grafica di illustratori come Guido Crepax; abiti concepiti come strutture fluide\, dove tessuti scivolati dialogano con materiali più corposi; la nascita del celebre tailleur femminile e della giacca destrutturata\, destinati a diventare simboli della nuova eleganza Armani. Il percorso vuole anche rivelare la trasformazione della moda maschile: linee più morbide\, tessuti lontani dalla rigidità classica in una visione innovativa che anticipa la quasi intercambiabilità tra guardaroba maschile e femminile\, dove i codici di genere s’intrecciano e si ridefiniscono. \nGiorgio Armani Archivio CSAC \n13 dicembre 2025 – 15 febbraio 2026 \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione \nUniversità di Parma | Abbazia di Valserena \nViazza di Paradigna 1\, Parma \nOrari di apertura: venerdì 9-15 | sabato e domenica 10-19 \nContatti: servizimuseali@csacparma.it
URL:https://www.sma.unipr.it/it/event/giorgio-armani-il-genio-in-mostra-fino-al-8-febbraio/
LOCATION:CSAC\, Strada Viazza di Paradigna\, 1\, PARMA\, 43022\, Italia
CATEGORIES:CSAC,mostre,News
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.sma.unipr.it/wp-content/uploads/2026/01/CSAC_ARMANI_ledwall_page-0001-3.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260123T162000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260123T190000
DTSTAMP:20260515T014133
CREATED:20260123T081040Z
LAST-MODIFIED:20260123T111307Z
UID:44770-1769185200-1769194800@www.sma.unipr.it
SUMMARY:Il MUST oggi a “Geo” su Rai3
DESCRIPTION:Il Direttore scientifico Davide Persico ospite della trasmissione dedicata ai grandi temi della natura e dell’ambiente in programma alle 16.20\nIl Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma – MUST sarà protagonista oggi pomeriggio venerdì 23 gennaio\, a partire dalle 16.20\, della puntata di “Geo”\, la trasmissione di Rai 3 condotta da Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi e dedicata ai grandi temi della natura e dell’ambiente. \nOspite della trasmissione\, in collegamento da Parma\, sarà il Direttore scientifico del MUST Davide Persico \, che guiderà il pubblico di Rai 3 in un affascinante viaggio nel tempo e nello spazio\, alla scoperta delle innumerevoli meraviglie del museo. \nInaugurato a fine ottobre 2025\, il MUST nasce dalla riqualificazione del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo e in Italia non ha precedenti\, poiché l’intero corpus è stato ampliato e riallestito in un grande racconto naturalistico che\, seguendo una linea del tempo\, ne rivela cronologicamente lo sviluppo scientifico\, tecnologico\, storico ed estetico attraverso le vite e le collezioni dei protagonisti. È un museo nuovo\, che intreccia storiografia e mondo naturale secondo un approccio moderno\, immersivo\, sensoriale e inclusivo\, e anche un nuovo spazio fecondo di ricerca scientifica\, antropologica e di vario genere. \n 
URL:https://www.sma.unipr.it/it/event/il-must-oggi-a-geo-su-rai3/
LOCATION:Rai3
CATEGORIES:Documentario,tutti
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://www.sma.unipr.it/wp-content/uploads/2026/01/MUst-sg.png.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260221T110000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260426T180000
DTSTAMP:20260515T014133
CREATED:20260223T140014Z
LAST-MODIFIED:20260312T083239Z
UID:44982-1771671600-1777226400@www.sma.unipr.it
SUMMARY:Allo CSAC la mostra Sguardi sull'Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC
DESCRIPTION:E’ stata inaugurata sabato 21 febbraio all’Abbazia di Valserena l’esposizione Sguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC\, che offre al pubblico l’occasione di scoprire un corpus fotografico e documentario di straordinaria importanza storico-artistica e antropologica. La mostra\, realizzata nel quadro del progetto PRIN PNRR 2022 Straniere: the reception of non-European arts and cultures in Italy (1945-2000)\, presenta materiali inediti legati alle ricerche sul campo e alle campagne fotografiche condotte da Tito Spini (Milano 1923 – Chiuduno 2017) e Sandro Spini (Bergamo 1950 – 2005) in Mali tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento\, in un periodo cruciale per lo sviluppo degli studi etnografici e visuali sull’Africa Occidentale. \n\n\n\n\n\nIl fondo\, conservato nella Sezione Fotografia e giunto allo CSAC alla fine degli anni Settanta grazie alla donazione di Sandro Spini\, comprende sessantuno positivi che documentano i viaggi svolti dai due fotografi-antropologi\, entrambi architetti di formazione\, presso le popolazioni Bozo e Dogon. Accanto alle opere fotografiche\, viene esposto un ampio insieme di materiali documentari: corrispondenze\, inviti\, provini di stampa\, recensioni e articoli critici dedicati ai loro lavori; un patrimonio che permette di ricostruire in modo completo il contesto della ricerca e le modalità operative dei due autori. \nCon questa mostra\, CSAC intende rendere omaggio a una stagione di ricerche fotografiche e antropologiche ancora poco conosciuta in Italia\, ma di forte rilevanza internazionale. Le indagini condotte dagli Spini rappresentano infatti un momento di svolta per il modo di fare “etnografia sul campo” in Africa\, collocandoli tra i principali autori in Italia ad aver sperimentato con continuità l’uso della fotografia come strumento insieme estetico e interpretativo a fini etnografici. \nIl loro approccio\, maturato anche grazie al confronto con il pensiero di Margaret Mead\, John Collier Jr. e con le metodologie dell’antropologia visuale\, ha permesso di mettere in discussione le narrazioni consolidate sulle comunità Dogon e Bozo\, offrendo rappresentazioni più complesse dei luoghi e dei popoli incontrati. Attraverso uno sguardo attento e metodologicamente rigoroso\, gli Spini hanno costruito un dialogo visuale che non si limita a documentare\, ma problematizza e restituisce la ricchezza culturale dei contesti studiati. \nLe fotografie degli Spini si connotano inoltre per una evidente forza espressiva che le ha rese oggetto di interesse da parte di critici d’arte\, galleristi e fotografi come Arturo Carlo Quintavalle\, Lanfranco Colombo e Mario Cresci\, o antropologi come Marco Aime\, i quali ne hanno riconosciuto la particolare rilevanza estetica e la capacità di rinnovare il linguaggio del reportage culturale. \nLa mostra\, incentrata intorno a nuclei tematici quali le diverse forme dell’abitare e il rapporto tra le popolazioni Dogon e Bozo con i rispettivi contesti domestici e lavorativi\, permette così di riscoprire il valore artistico e storico della ricerca degli Spini\, aprendo uno spazio di riflessione sulle relazioni tra fotografia\, antropologia e memoria visiva. \nLe fotografie in mostra provenienti dalle collezioni CSAC sono poste in stretto dialogo con una selezione di materiali documentari conservati presso l’Archivio Sandro Spini di Bergamo\, evidenziando i processi di costruzione del sapere etnografico e le modalità attraverso cui l’immagine diventa strumento di ricerca\, narrazione e relazione interculturale. \nSguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC \na cura di Alessandra Acocella e Alessandro Ferraro\n21 febbraio – 26 aprile 2026\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo \nVenerdì 9.00 – 15.00\nSabato e domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\,00\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma csac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903500 \n\n\n\n\n\n\n 
URL:https://www.sma.unipr.it/it/event/allo-csac-la-mostra-sguardi-sullafrica-le-fotografie-di-tito-e-sandro-spini-nelle-collezioni-csac/
LOCATION:CSAC\, Strada Viazza di Paradigna\, 1\, PARMA\, 43022\, Italia
CATEGORIES:CSAC,mostre,News
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.sma.unipr.it/wp-content/uploads/2026/02/CSAC-Mostra-Sguardi-sullAfrica-Copia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260223T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260224T170000
DTSTAMP:20260515T014133
CREATED:20260222T140939Z
LAST-MODIFIED:20260223T100154Z
UID:44968-1771833600-1771952400@www.sma.unipr.it
SUMMARY:23 e 24 febbraio: doppio appuntamento sul rapporto tra tecnologie omiche\, biodiversità e fitochimica
DESCRIPTION:Due incontri al Plesso di Farmacia del Campus Scienze e Tecnologie. Ospite il ricercatore Tito Damiani dell’Institute of Organic Chemistry and Biochemistry dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca\, componente della rete internazionale Earth Metabolome Initiative. \nSarà dedicato al rapporto fra tecnologie omiche\, biodiversità e fitochimica il doppio appuntamento in programma per lunedì 23 e martedì 24 febbraio al Campus Scienze e Tecnologie (Plesso di Farmacia\, Aula I)\, coorganizzato dal Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco\, dal Centro Interdipartimentale Servizi e Misure “G. Casnati” e dal Sistema Museale di Ateneo\, col supporto del network FOODER. \nOmics Approaches for Studying the Chemistry of Life il titolo dell’incontro del 23 febbraio\, mzmine for Mass Spectrometry Data Processing quello del 24. \nEntrambi gli appuntamenti avranno inizio alle 9 e saranno rivolti a ricercatori e ricercatrici\, dottorande e dottorandi\, studentesse e e studenti avanzati interessati alle frontiere della chimica delle sostanze naturali\, della metabolomica e della biodiversità vegetale. \nOspite della “due giorni” sarà Tito Damiani\, ricercatore all’Institute of Organic Chemistry and Biochemistry dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca e componente della rete internazionale Earth Metabolome Initiative. Il dott. Damiani fa parte del gruppo di ricerca guidato da Tomáš Pluskal\, da anni attivo nell’integrazione tra spettrometria di massa\, metabolomica\, bioinformatica e machine learning per sviluppare processi e flussi di lavoro innovativi orientati alla scoperta di molecole naturali bioattive e alla comprensione della loro biosintesi. \nIl seminario del 23 febbraio sarà dedicato al ruolo delle tecnologie omiche nell’intersezione tra chimica delle sostanze naturali e data science. Saranno illustrate le più recenti strategie impiegate per esplorare in modo sistematico la diversità chimica generata dalle piante nel corso dell’evoluzione e per tradurla in nuove opportunità applicative e di studio\, dalla farmacologia alle scienze naturali. Il seminario metterà in evidenza il ruolo strategico degli orti botanici come infrastrutture scientifiche per la ricerca sulle sostanze naturali. Oltre alla conservazione della biodiversità\, queste collezioni rappresentano infatti vere e proprie “biblioteche viventi”\, fondamentali per studi comparativi su metabolomi vegetali e per la creazione di banche dati globali della diversità chimica terrestre. In questa prospettiva si inseriscono iniziative internazionali come la Earth Metabolome Initiative\, che mira a catalogare sistematicamente i metaboliti prodotti dagli organismi viventi e a costruire piattaforme collaborative per la condivisione dei dati e l’accelerazione della scoperta scientifica. \nL’appuntamento del 24 febbraio sarà un laboratorio pratico per docenti\, dottorande e dottorandi\, condotto da Tito Damiani\, finalizzato all’uso del software open-source MzMine destinato all’importazione\, alla visualizzazione\, all’elaborazione e all’annotazione dei dati di spettrometria di massa e specializzato nell’analisi untargeted (metabolomica e proteomica). \nIn allegato le locandine con le indicazioni per la registrazione. \n\n\nInfo\nrenato.bruni@unipr.it\nchiara.dallasta@unipr.it \n\n\n\n\nLocandina
URL:https://www.sma.unipr.it/it/event/23-e-24-febbraio-doppio-appuntamento-sul-rapporto-tra-tecnologie-omiche-biodiversita-e-fitochimica/
LOCATION:Campus – Parco Area delle Scienze\, via delle Scienze\, Parma\, 43125\, Italia
CATEGORIES:Campus - Parco Area delle Scienze,laboratori,News,seminario
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.sma.unipr.it/wp-content/uploads/2026/02/Biodiversita.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20260518
DTEND;VALUE=DATE:20260519
DTSTAMP:20260515T014133
CREATED:20260507T084020Z
LAST-MODIFIED:20260508T081309Z
UID:45597-1779062400-1779148799@www.sma.unipr.it
SUMMARY:18 maggio: all’Università di Parma “Musei che uniscono un mondo diviso”
DESCRIPTION:Una mattinata di conferenze e l’apertura straordinaria e gratuita del MUST in occasione della Giornata ICOM 2026. \nIl 18 maggio l’Università di Parma partecipa alla Giornata internazionale dei musei – ICOM 2026\, dedicata al tema Musei che uniscono un mondo diviso: il Sistema Museale di Ateneo aderisce con un articolato programma di iniziative volto a promuovere il ruolo dei musei come spazi di dialogo\, inclusione e condivisione culturale. \nFulcro della giornata sarà un ciclo di conferenze che approfondiranno il tema proposto da ICOM\, offrendo spunti di riflessione sul contributo che le istituzioni museali possono dare nel favorire coesione sociale e comprensione interculturale. Gli incontri saranno tenuti da studiosi\, esperti e professionisti del settore museale ed esponenti dell’associazionismo locale. \nLa partecipazione alle conferenze è gratuita\, ma è richiesta la registrazione obbligatoria tramite un form online. \nNella stessa giornata apertura straordinaria del Museo di Storiografia Naturalistica – MUST dell’Ateneo dalle 10 alle 16\, con ingresso gratuito. Sarà inoltre possibile prenotare la propria visita guidata scrivendo all’indirizzo e-mail musnat@unipr.it. \nA tutte le persone che prenderanno parte alle attività formative sarà rilasciato un attestato di partecipazione su richiesta. \nL’iniziativa rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico al patrimonio museale e ribadire il valore dei musei come luoghi di incontro e di costruzione di comunità. \nLe conferenze si terranno nell’Auditorium  del MUST (Aula F)\, nella Sede centrale dell’Ateneo (via Università 12). Alle 9.30 l’introduzione di Donato A. Grasso\, Delegato del Rettore per le Attività museali. A seguire le varie conferenze: alle 9.40 il Direttore scientifico dell’Orto Botanico Renato Bruni (Il Paradosso Verde: biodiversità al sud\, esemplari al nord); alle 10 il Direttore scientifico del MUST Davide Persico (Le collezioni etnografiche all’interno del percorso museale del MUST)\, alle 10.20 il docente di Demoetnoantropologia Sandrino Luigi Marra (La decolonizzazione dolce\, il caso delle collezioni Piola e Ferrante); alle 10.40 Enathe Marekabiri\, Presidente dell’Associazione Menya (Testimonianza sull’esperienza del genocidio in Rwanda e l’ingerenza belga del dopo indipendenza del Congo); alle 11 Andrea Bui\, educatore e ricercatore del Centro Studi Movimenti di Parma (L’esploratore perso nell’oblio: Vittorio Bottego tra mito\, storia e rimosso coloniale). Alle 11.30 visita guidata gratuita al MUST per le persone partecipanti. \nScarica la locandina \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n 
URL:https://www.sma.unipr.it/it/event/18-maggio-alluniversita-di-parma-musei-che-uniscono-un-mondo-diviso/
CATEGORIES:conferenze,News,Palazzo Centrale dell'Università,visite guidate
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.sma.unipr.it/wp-content/uploads/2026/05/IMMAGINE-FORM-4.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR