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SUMMARY:IL DONO DI MARIA LUIGIA. Sostieni il restauro di un tesoro dimenticato
DESCRIPTION:SOSTIENI IL PROGETTO\nART BONUS \n“Il dono di Maria Luigia” è un progetto Art Bonus promosso dal Ministero della Cultura\, la misura fiscale permanente istituita per favorire il sostegno finanziario al patrimonio culturale pubblico. Le erogazioni liberali destinate a questo progetto\, finalizzate a interventi di restauro\, manutenzione e valorizzazione\, garantiscono a imprese e professionisti un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato. \nPossono sostenere il progetto persone fisiche\, enti non commerciali e imprese. Le donazioni effettuate danno diritto a un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato\, da ripartire in tre quote annuali.\nPer le persone fisiche e gli enti non commerciali il beneficio è riconosciuto entro il limite del 15% del reddito imponibile\, mentre per le imprese entro il limite del 5‰ dei ricavi annui.\nLe erogazioni devono essere effettuate con strumenti di pagamento tracciabili\, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. \nPer maggiori informazioni clicca qui . \nLA COLLEZIONE\nNel 1819 Maria Luigia d’Austria ha donato all’Università una splendida collezione di funghi in cera\, ricca di oltre cento modellini di alto valore artistico e scientifico. Si tratta di una raccolta unica\, funzionale allo studio e al riconoscimento micologico grazie alla riproduzione fedele di dettagli\, dimensioni e colori. La città di Parma\, da oltre un secolo\, non ha modo di apprezzare il dono della Duchessa\, rimasto a lungo celato al pubblico.\nIl tempo ha poi segnato i materiali e la fattura originale\, rendendo indispensabile un restauro conservativo mirato a riportare i funghi di Maria Luigia ai fasti di un tempo. Il restauro della collezione ne consentirà la restituzione alla città\, due secoli dopo la donazione\, arricchendone il patrimonio fruibile. \nDOVE TROVARLA\nUltimato il restauro\, il Museo di Storiografia Naturalistica ne ospiterà una parte in seno alla sezione dedicata al Gabinetto delle Scienze di Maria Luigia. I funghi rimanenti troveranno casa presso il Museo Botanico\, che aprirà all’Orto Botanico esponendo una selezione di materiali storici prodotti o custoditi dalla città di Parma attraverso oltre cinque secoli. \nPERCHÈ SALVARLA\nLa ceroplastica\, ovvero l’arte dietro questa collezione\, ha origini curiose. Nata all’interno della tradizione degli ex voto\, le sue competenze migrarono presto verso l’anatomia umana e la botanica. La scarsa durevolezza della cera ha sortito nel tempo due effetti opposti. Da un lato altre tecniche basate su cartapesta o gesso hanno preso il sopravvento\, mentre per contro il pregio delle rarissime collezioni superstiti è cresciuto a dismisura. \nContatti\nUO Rapporti con il Territorio\, Sport e Public Engagement \ne-mail: uopublicengagement@unipr.it \nResponsabile: Magda Gandolfi \ne-mail: magda.gandolfi@unipr.it \ntel. +39 0521 034575 \nScarica la brochure
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SUMMARY:Allo CSAC la mostra Sguardi sull'Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC
DESCRIPTION:E’ stata inaugurata sabato 21 febbraio all’Abbazia di Valserena l’esposizione Sguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC\, che offre al pubblico l’occasione di scoprire un corpus fotografico e documentario di straordinaria importanza storico-artistica e antropologica. La mostra\, realizzata nel quadro del progetto PRIN PNRR 2022 Straniere: the reception of non-European arts and cultures in Italy (1945-2000)\, presenta materiali inediti legati alle ricerche sul campo e alle campagne fotografiche condotte da Tito Spini (Milano 1923 – Chiuduno 2017) e Sandro Spini (Bergamo 1950 – 2005) in Mali tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento\, in un periodo cruciale per lo sviluppo degli studi etnografici e visuali sull’Africa Occidentale. \n\n\n\n\n\nIl fondo\, conservato nella Sezione Fotografia e giunto allo CSAC alla fine degli anni Settanta grazie alla donazione di Sandro Spini\, comprende sessantuno positivi che documentano i viaggi svolti dai due fotografi-antropologi\, entrambi architetti di formazione\, presso le popolazioni Bozo e Dogon. Accanto alle opere fotografiche\, viene esposto un ampio insieme di materiali documentari: corrispondenze\, inviti\, provini di stampa\, recensioni e articoli critici dedicati ai loro lavori; un patrimonio che permette di ricostruire in modo completo il contesto della ricerca e le modalità operative dei due autori. \nCon questa mostra\, CSAC intende rendere omaggio a una stagione di ricerche fotografiche e antropologiche ancora poco conosciuta in Italia\, ma di forte rilevanza internazionale. Le indagini condotte dagli Spini rappresentano infatti un momento di svolta per il modo di fare “etnografia sul campo” in Africa\, collocandoli tra i principali autori in Italia ad aver sperimentato con continuità l’uso della fotografia come strumento insieme estetico e interpretativo a fini etnografici. \nIl loro approccio\, maturato anche grazie al confronto con il pensiero di Margaret Mead\, John Collier Jr. e con le metodologie dell’antropologia visuale\, ha permesso di mettere in discussione le narrazioni consolidate sulle comunità Dogon e Bozo\, offrendo rappresentazioni più complesse dei luoghi e dei popoli incontrati. Attraverso uno sguardo attento e metodologicamente rigoroso\, gli Spini hanno costruito un dialogo visuale che non si limita a documentare\, ma problematizza e restituisce la ricchezza culturale dei contesti studiati. \nLe fotografie degli Spini si connotano inoltre per una evidente forza espressiva che le ha rese oggetto di interesse da parte di critici d’arte\, galleristi e fotografi come Arturo Carlo Quintavalle\, Lanfranco Colombo e Mario Cresci\, o antropologi come Marco Aime\, i quali ne hanno riconosciuto la particolare rilevanza estetica e la capacità di rinnovare il linguaggio del reportage culturale. \nLa mostra\, incentrata intorno a nuclei tematici quali le diverse forme dell’abitare e il rapporto tra le popolazioni Dogon e Bozo con i rispettivi contesti domestici e lavorativi\, permette così di riscoprire il valore artistico e storico della ricerca degli Spini\, aprendo uno spazio di riflessione sulle relazioni tra fotografia\, antropologia e memoria visiva. \nLe fotografie in mostra provenienti dalle collezioni CSAC sono poste in stretto dialogo con una selezione di materiali documentari conservati presso l’Archivio Sandro Spini di Bergamo\, evidenziando i processi di costruzione del sapere etnografico e le modalità attraverso cui l’immagine diventa strumento di ricerca\, narrazione e relazione interculturale. \nSguardi sull’Africa: le fotografie di Tito e Sandro Spini nelle collezioni CSAC \na cura di Alessandra Acocella e Alessandro Ferraro\n21 febbraio – 26 aprile 2026\nCSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma\nAbbazia di Valserena\nStrada Viazza di Paradigna 1\, 43122 Parma \nOrari di apertura museo \nVenerdì 9.00 – 15.00\nSabato e domenica 10.00 – 19.00 \nIngresso\nBiglietto intero: € 10\,00\nPer info e riduzioni: https://www.csacparma.it/visita/ \nPer informazioni e prenotazioni \nCSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma csac@unipr.it\nservizimuseali@csacunipr.it\n+ 39 0521 903500 \n\n\n\n\n\n\n 
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SUMMARY:MUST chiuso a Pasqua e Pasquetta
DESCRIPTION:Durante le festività di Pasqua il MUST\, il Museo di Storiografia Naturalistica\, sarà chiuso domenica 5 aprile\, Pasqua e lunedì 6 aprile\, Lunedì dell’Angelo. \nRiapertura regolare da martedì 7 aprile. \nA tutti auguri di Buona Pasqua!
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